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Bonus elettrodomestici 2026

Come funziona il bonus elettrodomestici: il contributo del 30%, la rottamazione obbligatoria e gli apparecchi ammessi.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

Che cos'è il bonus elettrodomestici e perché è nato

Il bonus elettrodomestici è un'agevolazione pensata per incentivare la sostituzione dei grandi elettrodomestici obsoleti con modelli nuovi ad alta efficienza energetica. A differenza di quasi tutti gli altri incentivi sulla casa, non è una detrazione fiscale che si recupera negli anni, ma un contributo diretto: un vero e proprio sconto applicato al momento dell'acquisto, alla cassa.

L'obiettivo dichiarato è duplice. Da un lato ridurre i consumi delle famiglie — e quindi le bollette — mandando in pensione gli apparecchi più energivori; dall'altro sostenere la filiera produttiva europea del settore, dando una spinta al ricambio di prodotti ormai fuori mercato. È una misura di politica industriale e ambientale insieme, e la sua forma di «voucher immediato» è la traduzione concreta di questa doppia finalità.

La misura è regolata da un decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), diventato operativo da ottobre 2025. È il decreto a fissare le regole di dettaglio: le classi energetiche minime ammesse, le modalità di erogazione del voucher e i venditori accreditati. Trattandosi di uno strumento recente e legato alla disponibilità dei fondi stanziati, importi, regole e apparecchi ammessi possono cambiare nel tempo: per le condizioni vincolanti conviene sempre verificare sul sito del MIMIT o rivolgersi al venditore aderente.

La differenza rispetto agli altri due grandi incentivi «gemelli» — il bonus mobili e l'ecobonus — è netta e vale la pena fissarla subito. Quelli sono detrazioni IRPEF: il risparmio arriva anni dopo, spalmato nella dichiarazione dei redditi. Il bonus elettrodomestici, invece, riduce il prezzo che paghi qui e ora. Se vuoi confrontare le tre strade, vedi la guida al bonus mobili e la guida all'ecobonus, che spiegano nel dettaglio come funzionano le detrazioni.

Chi ha diritto al bonus e per quali apparecchi?

Il grande vantaggio di questo bonus è che, essendo un contributo e non uno sgravio fiscale, spetta anche a chi ha redditi bassi o incapienti — cioè a chi non pagherebbe abbastanza IRPEF per sfruttare una detrazione. È esattamente il rovescio della logica del bonus mobili o dell'ecobonus, dove senza un'imposta sufficiente il beneficio si perde. Per questo il bonus elettrodomestici è, tra tutti, il più accessibile: arriva a tutti i nuclei familiari, indipendentemente dal reddito.

Il beneficio è però riservato a un solo grande elettrodomestico per nucleo familiare. Non è possibile cumulare più voucher acquistando due prodotti, né sommare il beneficio su più componenti della stessa famiglia. Una sola richiesta, un solo apparecchio, un solo contributo: conviene quindi scegliere con cura il prodotto per cui il vantaggio è maggiore.

Sul fronte degli apparecchi, il voucher non copre qualsiasi acquisto. Vale solo per i grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica — tipicamente lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, forni, piani cottura, cappe e asciugatrici — che rispettano le classi energetiche minime fissate dal decreto attuativo. Un prodotto di classe bassa, o un piccolo elettrodomestico (un tostapane, un frullatore, un microonde di piccole dimensioni), resta fuori dall'agevolazione.

Un ultimo requisito, decisivo, riguarda la rottamazione: per ottenere il bonus è obbligatorio smaltire un vecchio apparecchio della stessa tipologia di quello acquistato. Ne parliamo in dettaglio più avanti, ma è bene tenerlo presente fin da subito, perché senza questa condizione il contributo non viene riconosciuto. Prima di comprare, se vuoi capire quanto ti costa in bolletta il vecchio apparecchio rispetto a uno nuovo, puoi usare il calcolo del Consumo Elettrodomestici.

  • Spetta a tutti i nuclei familiari, anche a chi ha redditi bassi o incapienti (è un contributo, non una detrazione).
  • Un solo grande elettrodomestico agevolabile per nucleo familiare.
  • Ammessi i grandi elettrodomestici ad alta efficienza (lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie, forni, piani cottura, asciugatrici).
  • Obbligatoria la rottamazione di un vecchio apparecchio della stessa tipologia.

Quanto vale il bonus nel 2026: la regola del 30% e i tetti

Il meccanismo di calcolo del bonus poggia su due elementi che lavorano insieme: una percentuale e un tetto massimo. La percentuale è il 30% del prezzo di acquisto dell'elettrodomestico. Il tetto è l'importo oltre il quale il contributo non può salire, per quanto costi il prodotto: 100 € per la generalità dei nuclei familiari, che diventano 200 € per chi ha un ISEE inferiore a 25.000 €.

Il contributo effettivo è sempre il più piccolo tra questi due valori. In formula: contributo = minimo tra (30% del prezzo) e (tetto applicabile). Questo significa che, oltre un certo prezzo, il 30% supera il tetto e il voucher resta bloccato al suo valore massimo. Le soglie in cui questo accade sono precise: con il tetto da 100 €, basta un prezzo di circa 334 € perché il 30% raggiunga i 100 € e si fermi lì; con il tetto da 200 €, la soglia sale a circa 667 €.

La fascia ISEE è quindi il secondo dato che devi conoscere, dopo il prezzo. Con un ISEE pari o superiore a 25.000 € il tetto è 100 €; con un ISEE inferiore a 25.000 € sale a 200 €. Attenzione però: il tetto maggiorato fa davvero la differenza solo sui prodotti costosi. Su un prezzo modesto, dove il 30% resta comunque sotto i 100 €, avere un tetto da 100 o da 200 € è indifferente, perché il contributo è comunque il 30% pieno. Per capire in quale fascia ISEE ricadi, se non hai un valore aggiornato, vedi la guida all'ISEE.

Il modo più rapido per vedere il tuo caso concreto è il calcolatore Bonus Elettrodomestici di questa pagina: basta indicare il prezzo dell'elettrodomestico e se il proprio ISEE è sotto la soglia di 25.000 €, e restituisce subito il valore del contributo e il prezzo finale che pagherai. La tabella seguente mostra come varia il contributo al crescere del prezzo, nei due scenari di ISEE.

  • Percentuale: 30% del prezzo di acquisto dell'elettrodomestico.
  • Tetto ordinario: 100 € per nucleo familiare (ISEE pari o superiore a 25.000 €).
  • Tetto maggiorato: 200 € se l'ISEE del nucleo è inferiore a 25.000 €.
  • Contributo = minimo tra il 30% del prezzo e il tetto: oltre certe soglie di prezzo non cresce più.
Contributo secondo il prezzo dell'elettrodomestico e la fascia ISEE (30% del prezzo, tetto 100 € o 200 €). Valori 2026.
Prezzo30% del prezzoContributo (ISEE ≥ 25.000 €)Contributo (ISEE < 25.000 €)
200 €60 €60 €60 €
334 €≈ 100 €100 € (tetto)≈ 100 €
500 €150 €100 € (tetto)150 €
667 €≈ 200 €100 € (tetto)200 € (tetto)
900 €270 €100 € (tetto)200 € (tetto)
Il contributo cresce col prezzo, poi si ferma al tetto
Prezzo 200 €60Prezzo 334 €100Prezzo 500 €100Prezzo 900 €100

Contributo con tetto da 100 € (ISEE ≥ 25.000 €): oltre ~334 € di prezzo, il voucher resta bloccato a 100 €. Stima indicativa.

Come si calcola: una lavatrice da 500 euro passo per passo

Vediamo come si traduce la regola in cifre concrete, con il caso da cui il calcolatore parte di default: l'acquisto di una lavatrice ad alta efficienza dal prezzo di 500 €, per un nucleo familiare con ISEE pari o superiore a 25.000 €. È l'esempio più rappresentativo, perché mostra bene come il tetto entri in gioco.

Primo passo: si calcola il 30% del prezzo. Il 30% di 500 € è 150 €. Questo sarebbe il contributo teorico se non ci fosse alcun limite. Secondo passo: si confronta questo importo con il tetto applicabile. Con un ISEE sopra la soglia, il tetto è 100 €. Poiché 150 € superano i 100 € del tetto, il contributo effettivo si ferma a 100 €. Terzo passo: si sottrae il voucher dal prezzo. Il prezzo finale che paghi alla cassa è 500 − 100 = 400 €.

Ora vediamo lo stesso acquisto per un nucleo con ISEE inferiore a 25.000 €. Il 30% resta 150 €, ma il tetto sale a 200 €. Stavolta 150 € è sotto il tetto, quindi il contributo è l'intero 30%: 150 €. Il prezzo finale scende a 500 − 150 = 350 €. La fascia ISEE, in questo caso, vale 50 € di sconto in più — proprio perché il 30% del prezzo (150 €) non arriva a saturare il tetto maggiorato di 200 €.

Questo doppio conteggio combacia con l'output del calcolatore: con prezzo 500 € e ISEE non agevolato, restituisce un contributo di 100 € e un prezzo finale di 400 €. È utile ricordare che, a differenza del bonus mobili, qui non c'è alcuna rata annuale né dichiarazione dei redditi da presentare: lo sconto è secco e immediato, tutto esaurito nel momento dell'acquisto.

Il calcolo passo per passo: lavatrice 500 €, due scenari ISEE.
PassaggioISEE ≥ 25.000 €ISEE < 25.000 €
Prezzo dell'elettrodomestico500 €500 €
30% del prezzo150 €150 €
Tetto applicabile100 €200 €
Contributo = min(30%; tetto)100 €150 €
Prezzo finale alla cassa400 €350 €
Lavatrice da 500 € con contributo da 100 € (ISEE ≥ 25.000 €)
Prezzo finale a carico (alla cassa) 80%Contributo (voucher) 20%

Il voucher del 30% sarebbe 150 €, ma il tetto lo limita a 100 €: si paga 400 € alla cassa. Stima indicativa.

L'obbligo di rottamazione: come funziona davvero

Un requisito è irrinunciabile e da esso dipende l'intero beneficio: per ottenere il bonus è obbligatorio rottamare un vecchio elettrodomestico della stessa tipologia di quello che si acquista. Se compri una lavatrice nuova, devi consegnare una vecchia lavatrice; se compri un frigorifero, devi smaltire un vecchio frigorifero. Non è ammesso rottamare un apparecchio di categoria diversa da quello acquistato.

La logica è quella del ricambio: la misura non premia semplicemente l'acquisto, ma la sostituzione di un apparecchio energivoro e di classe energetica inferiore con uno nuovo ed efficiente. Per questo l'apparecchio da smaltire deve essere di classe energetica più bassa rispetto a quello nuovo. Non basta liberarsi di un elettrodomestico qualsiasi: deve essere del tipo giusto e meno efficiente del sostituto.

Sul piano pratico, il ritiro e lo smaltimento del vecchio apparecchio sono gestiti dal venditore accreditato al momento della consegna del nuovo. Il rivenditore si occupa di ritirare l'usato, avviarlo al corretto smaltimento come rifiuto RAEE (rifiuto di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e registrare l'operazione, che è la condizione per applicare lo sconto alla cassa. Senza questa rottamazione documentata, il contributo non viene riconosciuto.

È un passaggio che conviene organizzare in anticipo, verificando con il negoziante — fisico o online — che sia tra i venditori aderenti e che il servizio di ritiro sia previsto. Se stai rinnovando la cucina o la zona lavanderia nell'ambito di lavori più ampi, ricorda che l'acquisto di questi stessi grandi elettrodomestici può rientrare, in alternativa, anche nel bonus mobili quando è collegato a una ristrutturazione: sono due strade diverse e non cumulabili sullo stesso prodotto, come vediamo nel prossimo paragrafo.

  • Rottamazione obbligatoria di un apparecchio della stessa tipologia di quello acquistato.
  • Il vecchio elettrodomestico deve essere di classe energetica inferiore al nuovo.
  • Ritiro e smaltimento RAEE gestiti dal venditore accreditato alla consegna.
  • Senza rottamazione documentata, lo sconto alla cassa non viene applicato.

Bonus elettrodomestici o bonus mobili: quale conviene?

Sui grandi elettrodomestici si affacciano due agevolazioni che è facile confondere, ma che funzionano in modo opposto: il bonus elettrodomestici di questa guida e il bonus mobili. Sceglierne una consapevolmente può fare una differenza notevole, e sullo stesso prodotto non si possono cumulare.

Il bonus elettrodomestici è un contributo del 30% (max 100 o 200 €), immediato alla cassa, che richiede la rottamazione ma non richiede alcun lavoro edilizio. È lo strumento giusto per chi vuole semplicemente sostituire un singolo elettrodomestico vecchio, senza cantieri in corso, e per chi ha redditi bassi e non potrebbe sfruttare una detrazione.

Il bonus mobili, invece, è una detrazione IRPEF del 50% su una spesa fino a 5.000 €, ma è vincolato a una ristrutturazione dell'immobile e si recupera in dieci rate annuali nella dichiarazione dei redditi. Copre non solo gli elettrodomestici ma anche i mobili, e ha un massimale di spesa molto più alto (fino a 2.500 € di detrazione). In compenso serve avere un cantiere agevolato aperto e sufficiente capienza fiscale per assorbire le rate.

In pratica: se stai facendo una ristrutturazione e devi arredare o rinnovare più apparecchi, il bonus mobili offre un beneficio potenzialmente molto più ampio. Se invece vuoi solo cambiare la vecchia lavatrice o il frigorifero, senza lavori in casa, il bonus elettrodomestici è più semplice, immediato e alla portata di tutti. Per valutare l'alternativa fiscale conviene affiancare a questa pagina il calcolatore del Bonus Mobili e, se i lavori riguardano l'efficienza energetica, quello dell'Ecobonus; una panoramica completa è nella guida al bonus mobili e nella guida all'ecobonus.

Bonus elettrodomestici e bonus mobili a confronto sui grandi elettrodomestici.
CaratteristicaBonus elettrodomesticiBonus mobili
Tipo di beneficioContributo (voucher)Detrazione IRPEF
Percentuale30% del prezzo50% della spesa
Tetto100 € (200 € con ISEE < 25.000 €)5.000 € di spesa (2.500 € di detrazione)
Quando arrivaSubito, alla cassaIn 10 rate annuali (dichiarazione)
Serve una ristrutturazione?No
Serve capienza IRPEF?No

Errori frequenti da evitare

L'errore più diffuso è aspettarsi il 30% pieno anche sui prodotti costosi, dimenticando il tetto. Su una lavatrice di fascia alta da 900 €, il 30% sarebbe 270 €, ma il contributo con ISEE ordinario resta 100 €: chi conta sui 270 € resta deluso. Il voucher è sempre il minore tra il 30% e il tetto applicabile, e oltre certe soglie di prezzo non cresce più.

Il secondo errore è pensare che il bonus sia una detrazione da inserire in dichiarazione dei redditi. Non lo è: è uno sconto immediato alla cassa. Non c'è nulla da portare in detrazione, nessuna rata da dieci anni, nessuna quietanza da conservare per il modello 730. Questo lo rende diverso da tutti gli altri incentivi sulla casa e spiega perché spetta anche agli incapienti.

Il terzo errore riguarda la rottamazione: molti credono basti smaltire un elettrodomestico qualsiasi, o addirittura di poter comprare senza rottamare nulla. In realtà il vecchio apparecchio deve essere della stessa tipologia del nuovo e di classe energetica inferiore, e il ritiro deve essere documentato dal venditore. Senza questa condizione, il contributo non viene riconosciuto.

Un quarto errore, infine, è provare a cumulare il bonus su più prodotti o a sommarlo al bonus mobili sullo stesso elettrodomestico. Il voucher spetta per un solo grande elettrodomestico per nucleo familiare e non è cumulabile con la detrazione del bonus mobili sullo stesso acquisto: bisogna scegliere una delle due strade. Va sempre ricordato che le regole operative sono definite dal decreto MIMIT e che gli importi, la disponibilità dei fondi e le classi ammesse sono quelli in vigore per il 2026 e possono cambiare: per gli adempimenti vincolanti verifica sul sito del MIMIT o presso il venditore accreditato.

  • Aspettarsi il 30% pieno sui prodotti costosi: il contributo si ferma al tetto (100 € o 200 €).
  • Trattarlo come una detrazione: è uno sconto immediato alla cassa, non uno sgravio IRPEF.
  • Sbagliare la rottamazione: serve un apparecchio della stessa tipologia, di classe inferiore, con ritiro documentato.
  • Provare a cumulare più voucher o sommarlo al bonus mobili sullo stesso prodotto: sono alternativi.

Domande frequenti

Quanto vale il bonus elettrodomestici nel 2026?+

Vale il 30% del prezzo di acquisto, fino a un massimo di 100 € per nucleo familiare, che salgono a 200 € se l'ISEE è inferiore a 25.000 €. Il contributo è sempre il minore tra il 30% e il tetto: su una lavatrice da 500 €, il 30% sarebbe 150 €, ma con ISEE ordinario il voucher si ferma a 100 € e si pagano 400 €. Puoi stimarlo con il calcolo del bonus elettrodomestici.

Il bonus elettrodomestici è una detrazione fiscale?+

No. A differenza del bonus mobili e dell'ecobonus, non è una detrazione IRPEF da recuperare in dichiarazione, ma un contributo (voucher) applicato come sconto diretto alla cassa. Il vantaggio è immediato e, proprio perché non passa dall'imposta, spetta anche a chi ha redditi bassi o incapienti.

Serve rottamare il vecchio elettrodomestico?+

Sì, è obbligatorio. Per ottenere il bonus bisogna smaltire un apparecchio della stessa tipologia di quello acquistato (una vecchia lavatrice per una nuova lavatrice) e di classe energetica inferiore. Il ritiro e lo smaltimento RAEE sono gestiti dal venditore accreditato al momento della consegna, ed è questa registrazione a permettere lo sconto.

Quando conviene di più il tetto da 200 euro?+

Il tetto maggiorato da 200 € (ISEE sotto 25.000 €) fa davvero la differenza sui prodotti da circa 334 € in su, quando il 30% del prezzo supera i 100 €. Su una lavatrice da 500 €, ad esempio, con ISEE basso il contributo è l'intero 30%, cioè 150 €, contro i 100 € del tetto ordinario: 50 € di sconto in più. Su prezzi bassi, invece, i due tetti danno lo stesso risultato.

Posso usare il bonus per più di un elettrodomestico?+

No. Il voucher spetta per un solo grande elettrodomestico ad alta efficienza per nucleo familiare. Non è possibile cumulare più contributi acquistando due apparecchi. Conviene quindi scegliere il prodotto per cui il beneficio è maggiore, di solito quello più costoso entro il tetto.

Posso sommare il bonus elettrodomestici e il bonus mobili?+

Non sullo stesso prodotto: sono due agevolazioni alternative. Il bonus elettrodomestici è un contributo del 30% immediato, senza bisogno di lavori edilizi; il bonus mobili è una detrazione IRPEF del 50% ma solo se collegato a una ristrutturazione. Su un frigorifero puoi usare l'uno o l'altro, non entrambi. Con un cantiere aperto, il 50% del bonus mobili è di solito più conveniente.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.