Bonus mobili 2026
La detrazione del 50% del bonus mobili, il tetto di spesa, il legame con la ristrutturazione e come si recupera in dieci anni.
A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026
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Che cos'è il bonus mobili e a cosa serve
Il bonus mobili è la detrazione fiscale che permette di recuperare metà della spesa sostenuta per arredare o rinnovare un immobile che è stato oggetto di lavori di ristrutturazione. Non è un contributo che lo Stato versa, ma una detrazione: riduce l'IRPEF dovuta dal contribuente, ripartita su dieci anni. Il suo scopo è collegare la ristrutturazione dell'immobile al suo riarredo, favorendo l'acquisto di mobili nuovi e di grandi elettrodomestici efficienti.
Il tratto distintivo di questo bonus è che non vive da solo: è un'agevolazione accessoria, sempre agganciata a un intervento di recupero edilizio. In altre parole, non si può ottenere il bonus mobili se non si sta facendo — o non si è appena fatta — una ristrutturazione sull'immobile in cui i mobili verranno collocati. È questo il vincolo che lo differenzia dal bonus elettrodomestici, che invece è uno sconto immediato alla cassa e non richiede alcun cantiere.
La disciplina fa capo all'Agenzia delle Entrate, che ne cura le istruzioni operative insieme al Dipartimento delle Finanze del MEF. Percentuale, tetto di spesa e requisiti sono fissati dalla legge di bilancio: sono valori in vigore per il 2026 e possono cambiare di anno in anno. Per questo, prima di sostenere la spesa, conviene sempre verificare le regole dell'anno sul sito dell'Agenzia delle Entrate o farsi assistere da un CAF o da un professionista abilitato.
Il bonus mobili è uno dei tre incentivi «gemelli» che gravitano attorno ai lavori sulla casa, insieme all'ecobonus (per la riqualificazione energetica) e al bonus elettrodomestici (il contributo immediato alla cassa). Per orientarti tra le tre misure e capire quale fa al caso tuo, vedi la guida all'ecobonus e la guida al bonus elettrodomestici, che spiegano nel dettaglio le altre due strade.
Chi ha diritto al bonus mobili?
Ne può beneficiare chi sostiene la spesa per l'arredo di un immobile su cui sono stati eseguiti i lavori agevolati: tipicamente il proprietario o il detentore dell'immobile che ha avviato la ristrutturazione e che ha diritto anche alla relativa detrazione edilizia. La spesa per i mobili va sostenuta dalla stessa persona che ha il titolo per detrarre i lavori: è la ristrutturazione ad aprire la porta al bonus sull'arredo.
C'è però una condizione implicita ma decisiva: serve un'IRPEF sufficiente. Trattandosi di una detrazione e non di un contributo, il beneficio si concretizza solo se il contribuente paga abbastanza imposta da assorbire le quote annuali. Chi ha redditi molto bassi, o già azzerati da altre detrazioni, rischia di non sfruttare l'intero importo: la parte di quota che non trova imposta capiente si perde, senza rimborso. È il punto in cui il bonus mobili si distingue dal bonus elettrodomestici, che invece spetta anche agli incapienti.
Il requisito che dà diritto al bonus, però, non è il reddito ma la ristrutturazione. Chi acquista arredi per una casa in cui non è stato avviato alcun intervento di recupero edilizio non ha diritto al bonus, per quanto siano nuovi e di pregio i mobili comprati. Il diritto nasce dai lavori, non dall'acquisto in sé, e i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025.
Il calcolatore di questa pagina traduce la regola in due numeri concreti: quanto vale la detrazione complessiva sull'arredo che stai per acquistare e quanto potrai scaricare ogni anno dall'IRPEF per i prossimi dieci. Basta indicare la spesa prevista per mobili ed elettrodomestici; il Calcolo Bonus Mobili applica il 50%, rispetta il tetto di 5.000 € e divide il risultato in dieci rate. Per capire quanta imposta hai a disposizione ogni anno, puoi affiancargli il Calcolo IRPEF.
- Ne ha diritto chi ha il titolo per detrarre i lavori di ristrutturazione sull'immobile.
- Serve capienza IRPEF: la quota annua senza imposta sufficiente si perde.
- Il presupposto è una ristrutturazione iniziata dal 1° gennaio 2025.
- A differenza del bonus elettrodomestici, non spetta agli incapienti.
Quanto vale nel 2026: detrazione 50% e tetto di 5.000 euro
Il calcolo del bonus mobili si svolge in tre passaggi chiari. Il primo consiste nel determinare la spesa agevolabile, che non sempre coincide con quanto effettivamente speso: la legge fissa un tetto massimo di 5.000 € per l'insieme di mobili e grandi elettrodomestici. Se la spesa è pari o inferiore a questo importo, è interamente agevolabile; se lo supera, la parte eccedente resta esclusa dal beneficio.
Il secondo passaggio applica la percentuale di detrazione, pari al 50%, alla spesa agevolabile. In formula: detrazione totale = min(spesa, 5.000 €) × 50%. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è 2.500 €, cioè la metà del tetto di 5.000 €. Non importa quanto si spenda in più: la detrazione non può superare questa cifra.
Il terzo e ultimo passaggio riguarda i tempi. La detrazione totale non si recupera in un colpo solo, ma va obbligatoriamente ripartita in 10 quote annuali di pari importo. La quota annua si ottiene dividendo la detrazione totale per dieci: quota annua = detrazione totale ÷ 10. Con la detrazione massima di 2.500 €, la rata annua è di 250 € per dieci anni. Ciascuna quota viene poi sottratta dall'IRPEF dovuta in quel singolo anno.
Il tetto di 5.000 € comprende non solo il prezzo di mobili ed elettrodomestici, ma anche le spese di trasporto e di montaggio, purché pagate con gli stessi metodi tracciabili. Superato questo importo, la parte eccedente non dà alcuna detrazione: su una spesa di 7.000 €, ad esempio, l'agevolabile resta 5.000 € e i 2.000 € in più sono esclusi. La tabella seguente mostra come variano detrazione totale e rata annua al crescere della spesa.
- Passo 1 — Spesa agevolabile: min(spesa sostenuta, 5.000 €).
- Passo 2 — Detrazione totale: spesa agevolabile × 50% (massimo 2.500 €).
- Passo 3 — Quota annua: detrazione totale ÷ 10 anni (massimo 250 €).
- Il tetto include trasporto e montaggio; la spesa oltre 5.000 € non è agevolabile.
| Spesa sostenuta | Spesa agevolabile | Detrazione totale | Rata annua (×10) |
|---|---|---|---|
| 2.000 € | 2.000 € | 1.000 € | 100 € |
| 4.000 € | 4.000 € | 2.000 € | 200 € |
| 5.000 € | 5.000 € | 2.500 € | 250 € |
| 7.000 € | 5.000 € (tetto) | 2.500 € | 250 € |
Detrazione totale (50%) al variare della spesa: oltre 5.000 € il beneficio resta bloccato a 2.500 €. Stima indicativa.
Come si calcola: una spesa di 4.000 euro passo per passo
Vediamo un esempio concreto, quello con cui il calcolatore parte di default. Su una spesa di 4.000 € in mobili e grandi elettrodomestici, ampiamente sotto il tetto di 5.000 €, la spesa agevolabile è l'intero importo: non c'è nulla da tagliare.
Primo passo: si conferma la spesa agevolabile, cioè il minore tra 4.000 € e il tetto di 5.000 €. Il risultato è 4.000 €. Secondo passo: si applica il 50%. La detrazione totale è 4.000 × 50% = 2.000 €. Terzo passo: si divide per dieci. La quota annua è 2.000 ÷ 10 = 200 €. Per dieci anni potrai sottrarre 200 € dall'IRPEF che dovresti versare.
Il risultato — 2.000 € di detrazione complessiva, 200 € l'anno per dieci anni — è esattamente il conteggio che restituisce il calcolatore. Vale la pena notare che il vantaggio non è immediato: si distribuisce lungo un decennio, e in ciascuno di quei dieci anni devi avere almeno 200 € di IRPEF da abbattere perché la quota sia sfruttata per intero.
Proprio su questo punto il bonus mobili si distingue dal bonus elettrodomestici. Quest'ultimo, essendo un contributo alla cassa e non una detrazione, spetta anche agli incapienti e si esaurisce subito; il bonus mobili, invece, richiede un'IRPEF sufficiente per tutti e dieci gli anni. Per verificare quanta imposta hai a disposizione, conviene affiancare a questa pagina il Calcolo IRPEF.
| Passaggio | Operazione | Risultato |
|---|---|---|
| Spesa sostenuta | Importo pagato in modo tracciabile | 4.000 € |
| Spesa agevolabile | min(4.000; 5.000) | 4.000 € |
| Detrazione totale | × 50% | 2.000 € |
| Rata annua | ÷ 10 anni | 200 € |
Il 50% della spesa (2.000 €) si recupera come detrazione; l'altra metà resta a carico. La detrazione si spalma poi in 10 rate da 200 €. Stima indicativa.
Il legame con la ristrutturazione e cosa si può comprare
Il bonus mobili non è mai un'agevolazione a sé stante: è subordinato a un intervento di recupero edilizio sull'immobile in cui i mobili saranno collocati. Il requisito temporale è preciso: i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025. Chi acquista arredi per una casa in cui non è stato avviato alcun intervento agevolato, o i cui lavori sono iniziati prima di quella data, non ha diritto al bonus.
Il collegamento è di causa ed effetto: prima si avvia la ristrutturazione, poi si acquistano i mobili destinati a quell'immobile. Non serve che l'acquisto degli arredi avvenga a lavori conclusi, ma la data di inizio dei lavori edilizi deve essere anteriore all'acquisto dei mobili. È questo l'aggancio che dà diritto alla detrazione sull'arredo, e va documentato conservando le abilitazioni edilizie o le comunicazioni al Comune relative alla ristrutturazione.
Sul piano di cosa si può acquistare, rientrano nel bonus i mobili nuovi (letti, armadi, cassettiere, librerie, tavoli, sedie, divani, poltrone, materassi, apparecchi di illuminazione) e i grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore a quella minima prevista (tipicamente forni, frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, piani cottura). Non rientrano invece porte, pavimentazioni, tende e altri complementi che fanno parte della ristrutturazione stessa, né i piccoli elettrodomestici.
Poiché il bonus mobili copre anche i grandi elettrodomestici, si crea una sovrapposizione con il bonus elettrodomestici, che sugli stessi apparecchi offre un contributo del 30% immediato ma senza bisogno di lavori. Sono due strade alternative sullo stesso prodotto: se hai un cantiere aperto, il 50% del bonus mobili è quasi sempre più conveniente; se non stai ristrutturando, resta solo la via del bonus elettrodomestici. Se i lavori riguardano l'efficienza energetica, ricorda che esiste anche l'Ecobonus, e che il quadro generale delle detrazioni edilizie è quello della Detrazione Ristrutturazione, con un tetto unico di 96.000 €.
- I lavori di ristrutturazione devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025.
- La data di inizio lavori deve precedere l'acquisto dei mobili.
- Ammessi: mobili nuovi e grandi elettrodomestici nuovi (classe energetica minima richiesta).
- Esclusi: porte, pavimenti, tende, piccoli elettrodomestici.
Come si paga: pagamenti tracciabili e documenti da conservare
Come per tutte le detrazioni edilizie, il bonus mobili impone regole formali il cui mancato rispetto può far decadere l'intera agevolazione. La prima e più importante riguarda il pagamento: le spese vanno saldate con strumenti tracciabili, cioè bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito. Il pagamento in contanti non dà diritto ad alcuna detrazione.
A differenza della ristrutturazione edilizia, per il bonus mobili non è obbligatorio il «bonifico parlante» con la ritenuta d'acconto: sono validi anche i pagamenti con carta di credito o bancomat. Ciò che conta è che l'operazione sia tracciabile e documentata. Non sono invece ammessi assegni bancari, contanti o altri mezzi non tracciabili, che escludono la spesa dal beneficio.
Sul fronte documentale, occorre conservare con cura le ricevute dei pagamenti (contabile del bonifico o estratto conto e ricevuta del pagamento con carta) e le fatture di acquisto dei beni, con l'indicazione della natura, qualità e quantità dei mobili ed elettrodomestici comprati. Va inoltre conservata la documentazione che prova l'avvio della ristrutturazione collegata (comunicazioni, titoli abilitativi), perché è il presupposto del diritto.
Tutti questi documenti vanno tenuti per l'intero periodo in cui la detrazione è utilizzabile — quindi almeno per i dieci anni di ripartizione più i termini di controllo — perché possono essere richiesti dall'Agenzia delle Entrate in fase di verifica. La detrazione, infatti, si porta in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) anno per anno, ed è il contribuente a doverne dimostrare i presupposti.
- Pagamenti solo con mezzi tracciabili: bonifico (anche ordinario), carta di credito o di debito.
- Niente contanti né assegni: escludono la spesa dalla detrazione.
- Conservare fatture dettagliate e ricevute dei pagamenti.
- Tenere la prova dell'avvio della ristrutturazione collegata, per tutto il periodo utile.
Errori frequenti da evitare
L'errore più grave è acquistare i mobili senza avere una ristrutturazione agevolata alle spalle, o con lavori iniziati prima del 1° gennaio 2025. Senza questo aggancio temporale il bonus non spetta, per quanto siano nuovi e di pregio i mobili comprati. Il diritto nasce dalla ristrutturazione, non dall'acquisto in sé.
Il secondo errore è calcolare la detrazione sull'intera spesa anche quando supera il tetto di 5.000 €: la parte eccedente non è agevolabile e non genera alcun risparmio. Su una spesa di 7.000 €, la detrazione resta ferma a 2.500 €, non a 3.500 €. Sforare il tetto significa semplicemente pagare di tasca propria l'eccedenza, senza vantaggio fiscale.
Il terzo errore è pagare in contanti o dimenticare di conservare i documenti. Un pagamento non tracciabile fa perdere il diritto alla detrazione; e anche un pagamento corretto, senza fatture e ricevute, diventa indifendibile in caso di controllo. Vale la pena organizzare la documentazione fin dal primo acquisto.
Un quarto errore, più sottile, è confondere il bonus mobili con il bonus elettrodomestici, o tentare di cumularli sullo stesso apparecchio. Sono due agevolazioni distinte e alternative sul medesimo prodotto: il bonus mobili è una detrazione del 50% legata a una ristrutturazione, il bonus elettrodomestici è un contributo del 30% immediato senza lavori. Infine, ricorda che percentuale, tetto e requisiti sono quelli in vigore per il 2026 e sono fissati dalla legge di bilancio: possono cambiare di anno in anno, quindi verifica sempre le regole dell'anno in cui sostieni la spesa sul sito dell'Agenzia delle Entrate o con un CAF.
- Acquistare i mobili senza ristrutturazione agevolata, o con lavori iniziati prima del 1° gennaio 2025.
- Calcolare la detrazione sulla spesa oltre i 5.000 €: l'eccedenza è esclusa.
- Pagare in contanti o non conservare fatture e ricevute dei pagamenti tracciabili.
- Confondere il bonus mobili con il bonus elettrodomestici o tentare di cumularli sullo stesso prodotto.
Domande frequenti
Qual è il tetto del bonus mobili nel 2026?+
La spesa massima agevolabile è 5.000 €, comprese le spese di trasporto e montaggio. Poiché la detrazione è il 50%, l'importo massimo detraibile è 2.500 €, da recuperare in 10 rate annuali da 250 € ciascuna. La parte di spesa che supera i 5.000 € non dà alcuna detrazione. Puoi stimare la tua con il calcolo del bonus mobili.
Il bonus mobili richiede una ristrutturazione?+
Sì, è la condizione essenziale. Il bonus è collegato a un intervento di recupero edilizio sull'immobile in cui i mobili saranno collocati, e i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025. La data di inizio dei lavori deve precedere l'acquisto dei mobili. Senza una ristrutturazione agevolata, il bonus non spetta.
Come si calcola la detrazione del bonus mobili?+
In tre passaggi: si prende la spesa fino al tetto di 5.000 €, vi si applica il 50% per ottenere la detrazione totale, e la si divide in 10 quote annuali. Su una spesa di 4.000 €, la detrazione è 4.000 × 50% = 2.000 €, cioè 200 € l'anno per dieci anni, da sottrarre dall'IRPEF in dichiarazione. Per sapere se hai imposta sufficiente, affianca il calcolo IRPEF.
Come vanno pagati i mobili per avere il bonus?+
Con strumenti tracciabili: bonifico bancario o postale (anche ordinario, non serve quello «parlante»), carta di credito o carta di debito. Non sono ammessi contanti né assegni. Vanno conservate le ricevute dei pagamenti e le fatture di acquisto, con l'indicazione dei beni comprati, per tutto il periodo in cui la detrazione è utilizzabile.
Quali mobili ed elettrodomestici rientrano nel bonus?+
Rientrano i mobili nuovi (letti, armadi, tavoli, sedie, divani, materassi, apparecchi di illuminazione) e i grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore a quella minima prevista (forni, frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, piani cottura). Sono esclusi porte, pavimenti, tende e piccoli elettrodomestici.
Posso avere sia il bonus mobili sia il bonus elettrodomestici?+
Non sullo stesso prodotto: sono alternativi. Sui grandi elettrodomestici il bonus mobili dà una detrazione del 50% (ma serve una ristrutturazione), mentre il bonus elettrodomestici dà un contributo del 30% immediato alla cassa (senza lavori, ma con rottamazione). Con un cantiere aperto, il 50% del bonus mobili è di solito più conveniente; senza lavori resta solo il bonus elettrodomestici.
Metodo e fonti
I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.