Guida all'IRPEF 2026
Come funziona l'imposta sul reddito delle persone fisiche, scaglione per scaglione.
A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026
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Che cos'è l'IRPEF e perché riguarda quasi tutti?
L'IRPEF è l'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche: è il principale tributo del sistema fiscale italiano e, da sola, garantisce la quota più grande del gettito dello Stato. La pagano i lavoratori dipendenti, i pensionati, gli autonomi e i professionisti, e in generale tutte le persone fisiche che possiedono redditi prodotti in Italia.
Se ricevi una busta paga o una pensione, l'IRPEF è già stata trattenuta prima che il denaro arrivi sul tuo conto.
Questa guida spiega l'imposta dall'inizio alla fine: che cos'è, chi la paga, come si calcola a scaglioni, in cosa differiscono aliquota media e marginale, quali detrazioni e addizionali entrano in gioco, quando si versa, quali sono gli errori più frequenti e cosa cambia nel 2026.
Se invece ti serve solo il numero, puoi passare direttamente al calcolatore IRPEF di questa sezione, oppure usare il calcolatore dello stipendio netto per il passaggio completo da lordo a netto in busta paga.
Il principio di fondo è la progressività, fissata dall'articolo 53 della Costituzione: chi guadagna di più contribuisce non solo di più in valore assoluto, ma anche in percentuale. L'IRPEF realizza questo principio dividendo il reddito in fasce, gli scaglioni, ciascuna con un'aliquota crescente.
È un meccanismo semplice nella logica, ma che genera moltissimi malintesi quando si traduce in numeri: il più diffuso è credere che, superata una soglia, l'aliquota più alta colpisca tutto il reddito. Non è così, e lo vedremo in dettaglio.
Chi paga l'IRPEF e chi ne è esente?
Sono soggetti all'IRPEF tutte le persone fisiche residenti in Italia, per i redditi ovunque prodotti nel mondo, e i non residenti, ma solo per i redditi prodotti nel territorio italiano. È la residenza fiscale, non la cittadinanza, a stabilire chi paga e su quali redditi.
L'imposta colpisce il reddito complessivo, cioè la somma di tutte le categorie reddituali della persona: lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo, impresa, capitale, redditi fondiari (terreni e fabbricati) e redditi diversi.
Non tutti i redditi, però, rientrano nell'IRPEF progressiva. Alcuni hanno una tassazione sostitutiva o separata e non si sommano agli altri: è il caso del regime forfettario delle partite IVA (imposta sostitutiva al 5% nei primi anni, poi 15%), della cedolare secca sugli affitti, del TFR (a tassazione separata) e di molti redditi di capitale tassati alla fonte.
Quando un reddito è soggetto a imposta sostitutiva, non entra nel calcolo degli scaglioni.
Esiste inoltre la cosiddetta no tax area: chi resta sotto una certa soglia di reddito non versa IRPEF, perché le detrazioni spettanti azzerano l'imposta lorda. Per i lavoratori dipendenti questa soglia si colloca intorno agli 8.500 € annui, in misura analoga per i pensionati.
- Lavoratori dipendenti e assimilati: l'imposta è trattenuta in busta paga dal datore di lavoro, che agisce da sostituto d'imposta.
- Pensionati: l'IRPEF è trattenuta direttamente sulla pensione dall'ente erogatore.
- Autonomi e professionisti in regime ordinario: versano in proprio con acconti e saldo tramite modello F24.
- Forfettari, cedolare secca e TFR: fuori dall'IRPEF progressiva, perché soggetti a imposta sostitutiva o separata.
Quali sono gli scaglioni e le aliquote IRPEF 2026?
Per il 2026 gli scaglioni IRPEF sono tre. La prima fascia, fino a 28.000 €, è tassata al 23%; la seconda, da 28.000 a 50.000 €, al 33%; la terza, oltre 50.000 €, al 43%. Ogni aliquota si applica soltanto alla parte di reddito che ricade nel proprio scaglione, non all'intero reddito.
Il punto chiave del 2026 è la riduzione dell'aliquota del secondo scaglione dal 35% al 33%, introdotta dalla Legge di Bilancio. Il taglio vale fino a circa 440 € di risparmio annuo per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 €, perché l'imposta massima sul secondo scaglione scende a 7.260 € (il 33% sui 22.000 € della fascia).
È la prosecuzione della riforma che, dal 2024, ha accorpato i vecchi primi due scaglioni passando da quattro a tre aliquote.
La conseguenza pratica della struttura a scaglioni è che anche chi guadagna molto continua a pagare il 23% sui suoi primi 28.000 € di reddito, esattamente come chi guadagna poco. L'aliquota del 43% non si applica mai a tutto il reddito di chi supera i 50.000 €, ma soltanto alla parte eccedente quella soglia.
Il calcolatore IRPEF di questa sezione applica le aliquote in modo progressivo, fascia per fascia, esattamente come previsto dalla normativa.
- Fino a 28.000 € → 23%
- Da 28.000 a 50.000 € → 33% (ridotto dal 35% nel 2026)
- Oltre 50.000 € → 43%
| Scaglione di reddito | Aliquota | Imposta massima sullo scaglione |
|---|---|---|
| Fino a 28.000 € | 23% | 6.440 € |
| Da 28.000 a 50.000 € | 33% (era 35%) | 7.260 € (sui 22.000 € della fascia) |
| Oltre 50.000 € | 43% | sulla sola parte eccedente |
Aliquota applicata a ciascuno scaglione di reddito imponibile.
Come si calcola l'IRPEF passo per passo?
Il calcolo segue una sequenza precisa: si parte dal reddito complessivo, si arriva al reddito imponibile, si applica l'imposta a scaglioni ottenendo l'IRPEF lorda, e infine si sottraggono le detrazioni per ottenere l'IRPEF netta, quella effettivamente dovuta. A questa si aggiungono le addizionali locali per arrivare al prelievo totale.
Per un lavoratore dipendente, il reddito imponibile si ottiene partendo dalla retribuzione lorda (la RAL) e togliendo i contributi previdenziali a carico del lavoratore, pari in via ordinaria al 9,19%. Sulla parte che resta si applicano gli scaglioni.
La formula della parte progressiva è quindi: IRPEF lorda = 23% sui primi 28.000 € + 33% sulla quota tra 28.000 e 50.000 € + 43% sulla quota oltre 50.000 €.
Sull'IRPEF lorda così ottenuta si sottraggono le detrazioni d'imposta: quelle da lavoro dipendente o da pensione, quelle per familiari a carico e quelle per oneri specifici (spese sanitarie, interessi sul mutuo, ristrutturazioni). Il risultato è l'IRPEF netta; quando le detrazioni superano l'imposta lorda, l'IRPEF netta è pari a zero, situazione detta incapienza.
Per vedere l'effetto di tutto questo direttamente sul cedolino, usa il calcolatore dello stipendio netto, che parte dalla RAL e arriva all'importo mensile in busta paga.
- Reddito complessivo: somma di tutti i redditi posseduti nell'anno.
- Reddito imponibile: reddito complessivo meno oneri deducibili (e, per i dipendenti, meno i contributi INPS).
- IRPEF lorda: applicazione delle aliquote a scaglioni sul reddito imponibile.
- IRPEF netta: IRPEF lorda meno le detrazioni d'imposta spettanti.
- Imposta da versare: IRPEF netta più addizionali regionale e comunale, meno acconti e ritenute già pagati.
Aliquota media e aliquota marginale: che differenza c'è?
Capire questa distinzione evita gran parte degli equivoci sull'IRPEF. L'aliquota marginale è la percentuale che si paga sull'ultimo euro guadagnato, cioè l'aliquota dello scaglione più alto raggiunto dal proprio reddito. L'aliquota media è invece l'imposta totale rapportata all'intero reddito, e per effetto della progressività è sempre più bassa della marginale.
Un esempio concreto rende tutto evidente. Con un reddito imponibile di 35.000 €, l'IRPEF lorda è 8.750 €: si ottiene applicando il 23% ai primi 28.000 € (6.440 €) e il 33% ai restanti 7.000 € (2.310 €).
L'aliquota marginale è quindi il 33%, perché il reddito è entrato nel secondo scaglione, ma l'aliquota media è solo il 25,0%, perché la maggior parte del reddito è ancora tassata al 23%.
La distinzione conta soprattutto quando si valuta un aumento di stipendio, un premio o un reddito extra: la tassazione su quel reddito aggiuntivo segue l'aliquota marginale, non quella media.
È il motivo per cui un aumento di RAL non si traduce mai in un aumento proporzionale del netto. Conoscere lo scaglione in cui cade il proprio reddito aiuta a stimare correttamente quanto resterà davvero in tasca di un eventuale incremento.
I primi 28.000 € pagano il 23% (6.440 €), i restanti 7.000 € il 33% (2.310 €). Marginale 33%, media 25,0%.
Quanto si paga di IRPEF su redditi diversi?
Vedere l'imposta su livelli di reddito diversi rende concreta la progressività. Di seguito consideriamo la sola IRPEF lorda, senza detrazioni né addizionali, così come la calcola il motore della pagina del calcolatore IRPEF, su alcuni redditi imponibili tipici.
Su 20.000 €, interamente dentro il primo scaglione, l'IRPEF lorda è 4.600 € (il 23%), con aliquota media del 23,0%. Su 28.000 €, al limite del primo scaglione, l'imposta è 6.440 € e la media è ancora il 23,0%.
Su 35.000 € l'imposta sale a 8.750 € con media del 25,0%, perché 7.000 € sono tassati al 33%. Su 50.000 €, al limite del secondo scaglione, l'IRPEF lorda è 13.700 € (6.440 € + 7.260 €), con media del 27,4%.
Su 60.000 € l'imposta è 18.000 €: ai 13.700 € dei primi 50.000 € si aggiungono 4.300 €, cioè il 43% sui 10.000 € eccedenti, per un'aliquota media del 30,0%. Si vede bene come la media cresca gradualmente e resti sempre sotto l'aliquota marginale: anche a 60.000 € di reddito, dove la marginale è il 43%, la media è appena il 30%.
- Reddito 20.000 € → IRPEF lorda 4.600 € (media 23,0%).
- Reddito 28.000 € → IRPEF lorda 6.440 € (media 23,0%).
- Reddito 35.000 € → IRPEF lorda 8.750 € (media 25,0%).
- Reddito 50.000 € → IRPEF lorda 13.700 € (media 27,4%).
- Reddito 60.000 € → IRPEF lorda 18.000 € (media 30,0%).
| Reddito imponibile | IRPEF lorda | Aliquota media | Aliquota marginale |
|---|---|---|---|
| 20.000 € | 4.600 € | 23,0% | 23% |
| 28.000 € | 6.440 € | 23,0% | 23% |
| 35.000 € | 8.750 € | 25,0% | 33% |
| 50.000 € | 13.700 € | 27,4% | 33% |
| 60.000 € | 18.000 € | 30,0% | 43% |
Aliquota media effettiva al crescere del reddito imponibile. Sempre sotto la marginale.
Detrazioni e addizionali: come cambiano l'imposta effettiva?
L'IRPEF lorda non coincide quasi mai con quanto si paga davvero, perché le detrazioni d'imposta la riducono. Le più rilevanti per i lavoratori sono le detrazioni da lavoro dipendente, che decrescono all'aumentare del reddito: sono massime sui redditi bassi e si azzerano sopra i 50.000 € di imponibile.
Hanno proprio la funzione di rendere progressivo anche il prelievo effettivo e di creare la no tax area. Accanto a queste ci sono le detrazioni per familiari a carico e quelle per oneri, in genere al 19%: spese sanitarie oltre la franchigia, interessi passivi sui mutui per la prima casa, istruzione, alcune assicurazioni.
Sul fronte opposto, all'IRPEF nazionale si aggiungono due imposte locali calcolate sullo stesso reddito imponibile: l'addizionale regionale e l'addizionale comunale. Non fanno parte dell'IRPEF erariale, ma si applicano insieme a essa e aumentano il carico complessivo.
L'addizionale regionale è fissata da ciascuna regione e varia, indicativamente, da circa l'1,23% fino a oltre il 3% nelle regioni con le aliquote più alte, e in diversi casi è essa stessa a scaglioni. L'addizionale comunale è decisa da ogni singolo comune e arriva fino a circa lo 0,8%-0,9%, con possibili soglie di esenzione.
Per questo, a parità di reddito, il carico fiscale totale cambia in base a regione e comune di residenza: due persone con lo stesso stipendio lordo possono ritrovarsi un netto leggermente diverso solo per dove abitano. Nel calcolatore IRPEF puoi inserire l'aliquota dell'addizionale comunale del tuo comune per una stima più aderente alla tua situazione.
- Detrazioni da lavoro dipendente: decrescenti, massime sui redditi bassi, azzerate oltre 50.000 € di imponibile.
- Detrazioni per oneri: in genere al 19% (sanità, mutuo prima casa, istruzione) e per familiari a carico.
- Addizionale regionale: indicativamente dall'1,23% a oltre il 3%, talvolta a scaglioni.
- Addizionale comunale: fino a circa lo 0,8%-0,9%, con eventuali soglie di esenzione.
| Regione | Addizionale regionale ~ |
|---|---|
| Veneto | 1,23% |
| Lombardia | 1,73% |
| Campania | 2,03% |
| Lazio | fino a 3,33% (a scaglioni) |
Quando e come si versa l'IRPEF? Scadenze e ritardi
Per i lavoratori dipendenti e i pensionati l'IRPEF è trattenuta direttamente alla fonte ogni mese dal sostituto d'imposta, datore di lavoro o ente pensionistico, e versata allo Stato per loro conto. Il conguaglio di fine anno e la dichiarazione (modello 730, anche precompilato) servono a verificare il dovuto, recuperare le detrazioni e regolare eventuali differenze, a credito o a debito.
Per chi ha redditi non assoggettati a ritenuta — autonomi, professionisti, titolari di altri redditi — l'IRPEF si versa con il modello F24, con il meccanismo di saldo e acconti. In linea generale il saldo dell'anno precedente e il primo acconto dell'anno in corso si pagano entro il 30 giugno, con possibilità di rateizzazione, mentre il secondo acconto è dovuto entro il 30 novembre.
La dichiarazione si presenta con il 730 oppure con il modello Redditi PF per le partite IVA e le situazioni più complesse, entro le scadenze fissate ogni anno dall'Agenzia delle Entrate.
In caso di versamento tardivo è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta più gli interessi legali, calcolati per il 2026 al tasso dell'1,60% annuo. Prima si rimedia, minore è la sanzione: per i primi giorni di ritardo la riduzione è massima e cresce man mano che il tempo passa.
Per quantificare l'importo esatto da versare è utile lo strumento dedicato al ravvedimento operoso.
- Dipendenti e pensionati: ritenuta mensile alla fonte più conguaglio annuale, in genere senza versamenti separati.
- Autonomi e altri: saldo e primo acconto entro il 30 giugno (rateizzabile), secondo acconto entro il 30 novembre.
- Strumento di pagamento: modello F24; dichiarazione con 730 o Redditi PF.
- Ritardi: sanabili con ravvedimento operoso, sanzione ridotta più interessi legali all'1,60% (2026).
Quali sono gli errori più comuni e le novità 2026?
L'errore numero uno è applicare l'aliquota dell'ultimo scaglione a tutto il reddito: l'IRPEF è progressiva, ogni fascia ha la sua aliquota e il 43% colpisce solo la parte oltre i 50.000 €. Il secondo errore è confondere il reddito lordo con il reddito imponibile: l'imposta si calcola sull'imponibile, al netto dei contributi previdenziali e degli oneri deducibili.
Il terzo è dimenticare le addizionali regionale e comunale, che cambiano in base alla residenza. Il quarto è scambiare l'aliquota media con quella marginale, che misurano due cose diverse.
La principale novità del 2026 è la riduzione dell'aliquota del secondo scaglione dal 35% al 33%, che alleggerisce la tassazione sui redditi medi compresi tra 28.000 e 50.000 €, con un risparmio fino a circa 440 € l'anno. Restano confermati i tre scaglioni introdotti con la riforma e la struttura delle detrazioni da lavoro dipendente.
Accanto all'IRPEF ordinaria proseguono le misure di riduzione del cuneo fiscale e il trattamento integrativo per i redditi medio-bassi, interventi che possono cambiare di anno in anno e vanno verificati sulle fonti ufficiali.
Vale infine la regola generale per tutte le stime fiscali: il calcolatore IRPEF e quello dello stipendio netto restituiscono valori indicativi e aggiornati al 2026, ma l'imposta esatta dipende dalle detrazioni specifiche, dagli oneri e dalle addizionali del tuo comune.
Per i casi complessi — più redditi, carichi di famiglia, regimi agevolati — conviene sempre verificare con un commercialista o con le fonti dell'Agenzia delle Entrate.
- Tassare tutto il reddito all'aliquota più alta: sbagliato, ogni scaglione ha la sua aliquota.
- Confondere reddito lordo e imponibile: l'IRPEF si calcola sull'imponibile.
- Ignorare le addizionali regionale e comunale, che variano per residenza.
- Scambiare aliquota media e marginale: la prima è l'imposta totale sul reddito, la seconda la percentuale sull'ultimo euro.
- Novità 2026: secondo scaglione dal 35% al 33%, fino a circa 440 € di risparmio annuo.
Domande frequenti
Quali sono gli scaglioni IRPEF 2026?+
Sono tre: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 € e 43% oltre 50.000 €. Ogni aliquota si applica solo alla parte di reddito che ricade nel suo scaglione, non all'intero reddito.
Cosa cambia nell'IRPEF nel 2026?+
L'aliquota del secondo scaglione scende dal 35% al 33%. Il taglio vale fino a circa 440 € di risparmio annuo per i redditi tra 28.000 e 50.000 €, perché l'imposta massima sul secondo scaglione passa a 7.260 €. I tre scaglioni e le detrazioni da lavoro restano confermati.
Come si calcola l'IRPEF su un reddito di 35.000 €?+
Si applica il 23% ai primi 28.000 € (6.440 €) e il 33% ai restanti 7.000 € (2.310 €): l'IRPEF lorda è 8.750 €, con un'aliquota media del 25,0%. Il calcolatore IRPEF di questa sezione fa questo conto in automatico.
Qual è la differenza tra aliquota media e aliquota marginale?+
La marginale è la percentuale sull'ultimo euro guadagnato, cioè l'aliquota dell'ultimo scaglione raggiunto; la media è l'imposta totale rapportata al reddito complessivo ed è sempre più bassa della marginale per effetto della progressività.
L'IRPEF si calcola sul reddito lordo o sull'imponibile?+
Sull'imponibile, cioè sul reddito complessivo al netto dei contributi previdenziali e degli oneri deducibili. Per i dipendenti l'imponibile è la RAL meno i contributi INPS (9,19%); usa il calcolatore dello stipendio netto per il passaggio completo.
Chi non paga l'IRPEF?+
Chi resta nella no tax area, sotto la soglia in cui le detrazioni azzerano l'imposta (intorno agli 8.500 € per i dipendenti), e chi ha solo redditi soggetti a imposta sostitutiva o separata: forfettari, cedolare secca, TFR.
Cosa sono le addizionali regionale e comunale?+
Sono imposte locali calcolate sul reddito imponibile IRPEF e versate insieme all'imposta nazionale. La regionale varia indicativamente tra l'1,23% e oltre il 3%, la comunale arriva fino a circa lo 0,8%-0,9%; per questo il netto cambia in base a regione e comune di residenza.
Come si versa l'IRPEF e quali sono le scadenze?+
I dipendenti e i pensionati la pagano con ritenuta mensile alla fonte e conguaglio annuale. Gli autonomi versano con F24: saldo e primo acconto entro il 30 giugno (rateizzabile), secondo acconto entro il 30 novembre.
Cosa succede se pago l'IRPEF in ritardo?+
Si può regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta più gli interessi legali, calcolati per il 2026 all'1,60% annuo. Prima si rimedia, minore è la sanzione. Lo strumento per il ravvedimento operoso quantifica l'importo esatto.
Il regime forfettario paga l'IRPEF?+
No: i forfettari pagano un'imposta sostitutiva (5% per i primi anni, poi 15%) che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. I redditi forfettari restano quindi fuori dal calcolo a scaglioni descritto in questa guida.
Metodo e fonti
I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.