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Calcolo IRPEF 2026

Inserisci il reddito imponibile per calcolare l'IRPEF lorda secondo gli scaglioni 2026 e l'aliquota media effettiva.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

Su un reddito imponibile di 35.000 € l'IRPEF lorda 2026 è 8.750 €, con un'aliquota media del 25,0%. L'imposta è progressiva a scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 € e 43% oltre 50.000 €. A questa si aggiungono le addizionali regionale e comunale.

IRPEF + addizionale9030,00 €
IRPEF lorda
8750,00 €
Addizionale comunale
280,00 €
Aliquota media
25.8%
IRPEF lorda97%Addizionale comunale3%
Spazio pubblicitario

Come si calcola

L'IRPEF si applica a scaglioni progressivi 2026: 23% sulla parte fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 €, 43% oltre 50.000 €. L'aliquota marginale è quella dell'ultimo scaglione; l'aliquota media è l'imposta totale divisa per il reddito.

Scaglioni e aliquote IRPEF 2026
Scaglione di reddito imponibileAliquotaIRPEF sullo scaglione
Fino a 28.000 €23%fino a 6.440 €
Da 28.000 a 50.000 €33%fino a 7.260 € (sui 22.000 € della fascia)
Oltre 50.000 €43%43% sulla parte eccedente

Che cos'è l'IRPEF e a cosa serve

L'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è la principale imposta diretta del sistema fiscale italiano: da sola garantisce la quota più grande del gettito statale. La pagano i lavoratori dipendenti, i pensionati, i lavoratori autonomi e i professionisti, e in generale tutte le persone fisiche che possiedono redditi prodotti in Italia.

Il suo scopo è far contribuire ogni contribuente alle spese pubbliche in misura proporzionale alla propria capacità economica, secondo il principio di progressività fissato dall'articolo 53 della Costituzione. In pratica: chi guadagna di più paga non solo di più in valore assoluto, ma anche in percentuale.

L'IRPEF colpisce il reddito complessivo, cioè la somma di tutte le categorie reddituali della persona: redditi da lavoro dipendente, da pensione, da lavoro autonomo, d'impresa, di capitale, fondiari (terreni e fabbricati) e i cosiddetti redditi diversi.

Da questo totale si sottraggono gli oneri deducibili per ottenere il reddito imponibile, la base su cui si calcola l'imposta.

Chi paga l'IRPEF e chi ne è esente

Sono soggetti passivi IRPEF tutte le persone fisiche residenti in Italia, per i redditi ovunque prodotti (principio del reddito mondiale), e i non residenti, ma solo per i redditi prodotti nel territorio italiano. La residenza fiscale, e non la cittadinanza, è il criterio che determina chi e su cosa paga.

Non tutti i redditi rientrano però nell'IRPEF progressiva. Alcuni hanno una tassazione sostitutiva o separata e non si sommano agli altri: è il caso del regime forfettario delle partite IVA (imposta sostitutiva al 5% o 15%), della cedolare secca sugli affitti, del TFR (tassazione separata) e di molti redditi di capitale tassati alla fonte.

Esiste inoltre un'area di esenzione, la cosiddetta no tax area: chi resta sotto una certa soglia di reddito non versa IRPEF perché le detrazioni spettanti azzerano l'imposta lorda. Per i lavoratori dipendenti questa soglia si colloca intorno ai 8.500 € annui, per i pensionati in misura simile.

  • Lavoratori dipendenti e assimilati (l'imposta è trattenuta in busta paga dal datore di lavoro, che agisce da sostituto d'imposta).
  • Pensionati (l'IRPEF è trattenuta direttamente sulla pensione dall'ente erogatore).
  • Lavoratori autonomi e professionisti in regime ordinario (versano con acconti e saldo).
  • Titolari di redditi fondiari, di capitale e diversi non assoggettati a imposta sostitutiva.

Quali sono gli scaglioni e le aliquote IRPEF 2026

Dal 2024 il numero degli scaglioni IRPEF è stato ridotto da quattro a tre, e questa struttura è confermata per il 2026. Il reddito imponibile viene diviso in tre fasce, ciascuna con la propria aliquota; non è l'intero reddito a essere tassato all'aliquota più alta, ma solo la parte che cade dentro ogni scaglione.

La prima fascia, fino a 28.000 €, è tassata al 23%; la seconda, da 28.000 a 50.000 €, al 33% (aliquota ridotta dal precedente 35% dalla Legge di Bilancio 2026); la terza, oltre 50.000 €, al 43%. Questo significa che anche chi guadagna molto continua a pagare il 23% sui suoi primi 28.000 € di reddito, esattamente come chi guadagna meno.

Il taglio dell'aliquota centrale vale fino a circa 440 € di risparmio annuo per i redditi nella fascia 28.000–50.000 €.

È un punto che genera moltissimi errori di calcolo: l'aliquota del 43% non si applica mai a tutto il reddito di chi supera i 50.000 €, ma soltanto alla parte eccedente quella soglia. Il calcolatore in questa pagina applica gli scaglioni in modo progressivo, fascia per fascia, esattamente come previsto dalla normativa.

Il grafico qui sotto mostra a colpo d'occhio le tre aliquote: si vede bene il salto di dieci punti tra una fascia e l'altra.

Sono questi tre valori — 23%, 33% e 43% — a comporre, sommati scaglione per scaglione, l'intera IRPEF lorda.

Quanto pesa ogni scaglione: imposta massima per fascia (2026).
ScaglioneAliquotaImposta sulla fascia piena
Fino a 28.000 €23%6.440 €
Da 28.000 a 50.000 € (22.000 €)33%7.260 €
Oltre 50.000 €43%43% sull'eccedenza
Le aliquote IRPEF 2026 per scaglione
Fino a 28.000 €23%28.000–50.000 €33%Oltre 50.000 €43%

Aliquota applicata a ciascuna fascia di reddito imponibile.

Come si calcola l'IRPEF passo per passo

Il calcolo dell'IRPEF segue una sequenza precisa. Si parte dal reddito complessivo, si arriva al reddito imponibile, si applica l'imposta a scaglioni ottenendo l'IRPEF lorda, e infine si sottraggono le detrazioni per ottenere l'IRPEF netta, cioè quella effettivamente dovuta.

Per un lavoratore dipendente, il reddito imponibile si ottiene partendo dalla retribuzione lorda (la RAL) e togliendo i contributi previdenziali a carico del lavoratore, pari al 9,19% per la generalità dei dipendenti. Su quanto resta si applicano gli scaglioni.

La formula della parte progressiva è quindi: IRPEF lorda = 23% sui primi 28.000 € + 33% sulla quota tra 28.000 e 50.000 € + 43% sulla quota oltre 50.000 €.

Sull'IRPEF lorda così ottenuta si sottraggono le detrazioni d'imposta: quelle da lavoro dipendente o da pensione, quelle per familiari a carico e quelle per oneri specifici (spese sanitarie, interessi sul mutuo, ristrutturazioni, ecc.). Il risultato è l'IRPEF netta.

Quando le detrazioni superano l'imposta lorda, l'IRPEF netta è pari a zero (incapienza).

Il calcolatore di questa pagina stima la parte progressiva dell'imposta sul reddito imponibile che inserisci e vi somma l'addizionale comunale, restituendo l'aliquota media effettiva. Per il passaggio completo da lordo a netto in busta paga, con contributi e detrazioni da lavoro, è disponibile il calcolatore dello stipendio netto.

Per rendere concreta la formula, il grafico qui sotto scompone l'IRPEF lorda di un reddito di 35.000 €: degli 8.750 € totali, 6.440 € arrivano dal primo scaglione al 23% e 2.310 € dal secondo scaglione al 33%.

Si vede così che, anche per chi entra nella fascia al 33%, la parte tassata al 23% resta di gran lunga la più pesante.

  • Reddito complessivo: somma di tutti i redditi posseduti nell'anno.
  • Reddito imponibile: reddito complessivo meno oneri deducibili (e, per i dipendenti, meno i contributi INPS).
  • IRPEF lorda: applicazione delle aliquote a scaglioni sul reddito imponibile.
  • IRPEF netta: IRPEF lorda meno detrazioni d'imposta spettanti.
  • Imposta da versare: IRPEF netta più addizionali regionale e comunale, meno acconti e ritenute già pagati.
I quattro passaggi dal reddito all'imposta dovuta.
PassaggioCosa si fa
Reddito complessivoSomma di tutti i redditi dell'anno
− Oneri deducibili / contributiSi ottiene il reddito imponibile
× Scaglioni 23/33/43%Si ottiene l'IRPEF lorda
− Detrazioni d'impostaSi ottiene l'IRPEF netta dovuta
Da dove arriva l'IRPEF su 35.000 €
Scaglione 23% (6.440 €) 74%Scaglione 33% (2.310 €) 26%

IRPEF lorda 8.750 € su un imponibile di 35.000 €: quota tassata al 23% e quota al 33%.

Differenza tra aliquota marginale e aliquota media

Capire la differenza tra aliquota marginale e aliquota media evita gran parte degli equivoci sull'IRPEF. L'aliquota marginale è la percentuale che si paga sull'ultimo euro guadagnato, cioè l'aliquota dello scaglione più alto raggiunto dal proprio reddito.

L'aliquota media è invece l'imposta totale rapportata all'intero reddito.

Esempio: con un reddito imponibile di 35.000 €, l'aliquota marginale è il 33% (perché il reddito sfora i 28.000 € ed entra nel secondo scaglione), ma l'aliquota media è solo il 25,0%, perché la maggior parte del reddito è ancora tassata al 23%. La media è sempre più bassa della marginale, proprio per effetto della progressività.

Questa distinzione è importante quando si valuta un aumento di stipendio o un reddito extra: la tassazione aggiuntiva su quel reddito in più segue l'aliquota marginale, non quella media. Sapere in quale scaglione cade il proprio reddito aiuta a stimare correttamente il netto di un eventuale incremento.

Le addizionali regionale e comunale all'IRPEF

All'IRPEF nazionale si aggiungono due imposte locali calcolate sullo stesso reddito imponibile: l'addizionale regionale e l'addizionale comunale. Non sono parte dell'IRPEF erariale, ma si applicano insieme a essa e incidono sul carico fiscale complessivo del contribuente.

L'addizionale regionale è fissata da ciascuna regione e varia, indicativamente, da circa l'1,23% fino a oltre il 3% nelle regioni con le aliquote più alte. L'addizionale comunale è decisa da ogni singolo comune e può arrivare fino allo 0,8%-0,9%; alcuni comuni la applicano in misura minore o prevedono soglie di esenzione.

Per questo, a parità di reddito, il carico fiscale totale cambia in base alla regione e al comune di residenza: due persone con lo stesso stipendio lordo possono ritrovarsi un netto leggermente diverso solo per via di dove abitano. Nel calcolatore puoi inserire l'aliquota dell'addizionale comunale del tuo comune per ottenere una stima più aderente alla tua situazione.

  • Addizionale regionale: stabilita dalla regione, indicativamente tra 1,23% e oltre 3%.
  • Addizionale comunale: stabilita dal comune, fino a circa 0,8%-0,9%, con possibili soglie di esenzione.
  • Entrambe si calcolano sul reddito imponibile IRPEF, non sull'imposta.
  • Sono versate insieme all'IRPEF: i dipendenti le vedono trattenute in busta paga nell'anno successivo.
Addizionale regionale IRPEF — esempi indicativi per il 2026.
RegioneAddizionale regionale ~Su 35.000 € imponibile
Veneto1,23%≈ 431 €
Lombardia1,73%≈ 606 €
Emilia-Romagna1,93%≈ 676 €
Campania2,03%≈ 711 €
Lazio2,73%≈ 956 €

Quanto si paga di IRPEF su redditi diversi: alcuni scenari

Vedere l'imposta su livelli di reddito diversi rende concreta la progressività. Prendiamo la sola IRPEF lorda (senza detrazioni né addizionali), così come la calcola il motore di questa pagina, su alcuni redditi imponibili tipici.

Su 20.000 €, interamente dentro il primo scaglione, l'IRPEF lorda è 4.600 € (il 23%), con aliquota media pari al 23%. Su 28.000 €, al limite del primo scaglione, l'imposta è 6.440 € e la media è ancora il 23%.

Su 35.000 € l'imposta sale a 8.750 € con media del 25,0%, perché 7.000 € sono tassati al 33%.

Su 50.000 €, al limite del secondo scaglione, l'IRPEF lorda è 13.700 € (6.440 € + 7.260 €) con media del 27,4%. Su 60.000 € l'imposta è 18.000 €, perché ai 13.700 € dei primi 50.000 € si aggiungono 4.300 € (il 43% sui 10.000 € eccedenti), per un'aliquota media del 30,0%.

Si nota bene come la media cresca gradualmente e resti sempre sotto l'aliquota marginale.

  • Reddito 20.000 €: IRPEF lorda 4.600 € (media 23,0%).
  • Reddito 28.000 €: IRPEF lorda 6.440 € (media 23,0%).
  • Reddito 35.000 €: IRPEF lorda 8.750 € (media 25,0%).
  • Reddito 50.000 €: IRPEF lorda 13.700 € (media 27,4%).
  • Reddito 60.000 €: IRPEF lorda 18.000 € (media 30,0%).
IRPEF lorda e aliquota media per livello di reddito imponibile (2026).
Reddito imponibileIRPEF lordaAliquota mediaAliquota marginale
20.000 €4.600 €23,0%23%
28.000 €6.440 €23,0%23%
35.000 €8.750 €25,0%33%
50.000 €13.700 €27,4%33%
60.000 €18.000 €30,0%43%
L'aliquota media cresce con il reddito
20k28k35k50k60k

Aliquota media effettiva (IRPEF lorda ÷ reddito) per livello di imponibile.

Conviene un aumento di stipendio? L'effetto dell'aliquota marginale

Una domanda molto frequente è quanto resti davvero di un aumento o di un reddito extra. La risposta dipende dall'aliquota marginale, cioè dallo scaglione in cui cade quell'euro aggiuntivo, non dall'aliquota media.

Un aumento non viene mai tassato "alla media": ogni euro in più si somma in cima al reddito già percepito e sconta perciò l'aliquota dello scaglione più alto raggiunto.

Esempio: chi ha un imponibile di 26.000 € è ancora nel primo scaglione, quindi un aumento di 1.000 € è tassato al 23% e ne restano 770 € (al lordo di addizionali e contributi). Chi invece ha già un imponibile di 40.000 € si trova nel secondo scaglione: lo stesso aumento di 1.000 € viene tassato al 33% e ne restano 670 €.

E chi supera i 50.000 € paga il 43% sull'extra, trattenendone solo 570 €.

Questo spiega perché premi di risultato, straordinari e scatti di anzianità "rendono meno" di quanto la cifra lorda lasci pensare: vengono tassati interamente all'aliquota marginale. Conoscere il proprio scaglione, prima di valutare un'offerta o uno straordinario, aiuta a ragionare sul netto e non sul lordo.

La tabella seguente mostra l'IRPEF su 1.000 € di reddito aggiuntivo a seconda dello scaglione di partenza.

Quanto resta di 1.000 € di reddito in più, per scaglione di partenza (solo IRPEF).
Scaglione di partenzaAliquota marginaleIRPEF su +1.000 €Resta netto
Reddito sotto 28.000 €23%230 €770 €
Reddito 28.000–50.000 €33%330 €670 €
Reddito oltre 50.000 €43%430 €570 €
IRPEF su 1.000 € di aumento, per scaglione
Sotto 28.000 € (23%)23028.000–50.000 € (33%)330Oltre 50.000 € (43%)430

Imposta marginale su 1.000 € di reddito aggiuntivo (solo IRPEF, senza addizionali).

Detrazioni, no tax area e casi particolari

L'IRPEF lorda non coincide quasi mai con quanto si paga davvero, perché le detrazioni d'imposta la riducono. Le più rilevanti per i lavoratori sono le detrazioni da lavoro dipendente, che decrescono all'aumentare del reddito: sono massime sui redditi bassi e si azzerano sopra i 50.000 €.

Hanno proprio la funzione di rendere progressivo anche il prelievo effettivo e di creare la no tax area.

Accanto a queste ci sono le detrazioni per familiari a carico e quelle per oneri (al 19% per molte spese: sanitarie oltre la franchigia, interessi passivi sui mutui per la prima casa, istruzione, alcune assicurazioni). Vanno indicate nella dichiarazione dei redditi e abbassano l'imposta netta.

Tra i casi particolari va ricordato il trattamento integrativo (il cosiddetto bonus in busta paga), riconosciuto ai lavoratori dipendenti entro determinate soglie di reddito, e i regimi sostitutivi che escludono certi redditi dall'IRPEF progressiva: forfettari, cedolare secca, tassazione separata del TFR e degli arretrati.

Quando un reddito è soggetto a tassazione sostitutiva, non entra nel calcolo degli scaglioni mostrato in questa pagina.

Scadenze IRPEF: quando e come si versa

Per i lavoratori dipendenti e i pensionati, l'IRPEF è trattenuta direttamente alla fonte ogni mese dal sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) e versata allo Stato per loro conto. Il conguaglio di fine anno e la dichiarazione (modello 730) servono a verificare il dovuto, recuperare detrazioni e regolare eventuali differenze.

Per chi ha redditi non assoggettati a ritenuta — autonomi, professionisti, titolari di altri redditi — l'IRPEF si versa tramite modello F24 con il meccanismo di saldo e acconti. In linea generale, il saldo dell'anno precedente e il primo acconto dell'anno in corso si pagano entro il 30 giugno (con possibilità di rateizzazione), mentre il secondo acconto è dovuto entro il 30 novembre.

La dichiarazione dei redditi si presenta con il modello 730 (per dipendenti e pensionati, anche precompilato) o con il modello Redditi PF (per partite IVA e situazioni più complesse), entro le scadenze fissate ogni anno dall'Agenzia delle Entrate.

In caso di versamento tardivo è possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta e gli interessi legali.

  • Dipendenti e pensionati: ritenuta mensile alla fonte + conguaglio annuale.
  • Autonomi e altri: saldo e primo acconto entro il 30 giugno (rateizzabile), secondo acconto entro il 30 novembre.
  • Strumento di pagamento: modello F24.
  • Ritardi: sanabili con ravvedimento operoso (sanzione ridotta + interessi legali).

Esempio di calcolo

Esempio: contribuente con un reddito imponibile annuo di 35.000 €. L'IRPEF si calcola applicando le aliquote scaglione per scaglione, non un'unica percentuale a tutto il reddito.

Reddito imponibile
35.000 €
Primi 28.000 € al 23%
6.440 €
Restanti 7.000 € al 33%
2.310 €
Aliquota media effettiva
25,0%
IRPEF lorda8.750 €

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Applicare l'aliquota dell'ultimo scaglione a tutto il reddito: l'IRPEF è progressiva, ogni fascia ha la sua aliquota e il 43% colpisce solo la parte oltre i 50.000 €.
  • Confondere reddito lordo e reddito imponibile: l'IRPEF si calcola sull'imponibile, al netto dei contributi previdenziali e degli oneri deducibili.
  • Dimenticare le addizionali regionale e comunale, che si aggiungono all'IRPEF e cambiano in base a regione e comune di residenza.
  • Scambiare l'aliquota media con quella marginale: la media è l'imposta totale sul reddito, la marginale è la percentuale sull'ultimo euro guadagnato.

✅ In sintesi

  • L'IRPEF è progressiva a tre scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 €, 43% oltre 50.000 €.
  • L'aliquota marginale è quella dell'ultimo scaglione raggiunto; l'aliquota media, sempre più bassa, è l'imposta totale rapportata al reddito.
  • Su un imponibile di 35.000 € l'IRPEF lorda è 8.750 €, con aliquota media del 25,0%.
  • Le detrazioni (da lavoro, per carichi di famiglia, per oneri) riducono l'IRPEF lorda fino alla netta effettivamente dovuta; a esse si sommano le addizionali locali.

Domande frequenti

Quali sono gli scaglioni IRPEF 2026?+

Sono tre: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 € e 43% oltre 50.000 €. Ogni aliquota si applica solo alla parte di reddito che ricade nel suo scaglione.

Come si calcola l'IRPEF su un reddito di 35.000 €?+

Si applica il 23% ai primi 28.000 € (6.440 €) e il 33% ai restanti 7.000 € (2.310 €): l'IRPEF lorda è 8.750 €, con un'aliquota media del 25,0%.

Qual è la differenza tra aliquota marginale e aliquota media?+

La marginale è la percentuale sull'ultimo euro guadagnato (l'aliquota dell'ultimo scaglione); la media è l'imposta totale rapportata al reddito complessivo ed è sempre più bassa della marginale.

L'IRPEF si calcola sul reddito lordo o sull'imponibile?+

Sul reddito imponibile, cioè sul reddito complessivo al netto dei contributi previdenziali e degli oneri deducibili. Per i dipendenti l'imponibile è la RAL meno i contributi INPS (9,19%).

Chi non paga l'IRPEF?+

Chi resta nella no tax area, cioè sotto la soglia di reddito in cui le detrazioni azzerano l'imposta (intorno agli 8.500 € per i dipendenti), e chi ha solo redditi soggetti a imposta sostitutiva o separata (forfettari, cedolare secca, TFR).

Cosa sono le addizionali regionale e comunale?+

Sono imposte locali calcolate sul reddito imponibile IRPEF e versate insieme all'imposta nazionale. La regionale varia indicativamente tra l'1,23% e oltre il 3%, la comunale arriva fino a circa lo 0,8%-0,9%.

Le detrazioni come riducono l'IRPEF?+

Si sottraggono dall'IRPEF lorda: quelle da lavoro dipendente o da pensione, per familiari a carico e per oneri (spese sanitarie, mutuo, ristrutturazioni). Il risultato è l'IRPEF netta, quella effettivamente dovuta; se le detrazioni superano l'imposta, l'IRPEF netta è zero.

Quando si versa l'IRPEF?+

I dipendenti e i pensionati la pagano con ritenuta mensile alla fonte e conguaglio annuale. Gli autonomi versano con F24: saldo e primo acconto entro il 30 giugno (rateizzabile), secondo acconto entro il 30 novembre.

Il regime forfettario paga l'IRPEF?+

No: i forfettari pagano un'imposta sostitutiva (5% per i primi anni, poi 15%) che sostituisce l'IRPEF, le addizionali e l'IRAP. I redditi forfettari restano quindi fuori dal calcolo a scaglioni.

L'IRPEF cambia in base a dove vivo?+

L'IRPEF nazionale è uguale ovunque, ma il carico fiscale totale cambia per via delle addizionali regionale e comunale: a parità di reddito, regioni e comuni con aliquote più alte comportano un netto leggermente inferiore.

Come si paga di meno IRPEF in modo legale?+

Sfruttando tutte le detrazioni e deduzioni spettanti (oneri sanitari, interessi sul mutuo, previdenza complementare, familiari a carico) e, dove possibile, i regimi agevolati come il forfettario o la cedolare secca sugli affitti.

Questo calcolo dell'IRPEF è ufficiale?+

È una stima accurata aggiornata al 2026 secondo gli scaglioni vigenti. L'imposta esatta dipende dalle detrazioni specifiche, dagli oneri e dalle addizionali del tuo comune: per i casi complessi verifica con un professionista o con le fonti ufficiali dell'Agenzia delle Entrate.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.

Calcolo IRPEF 2026 per città