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Guida · Energia e bollette

Cambiare fornitore di luce e gas

La procedura per cambiare fornitore di energia, i tempi reali, cosa controllare in un'offerta e gli errori da evitare.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

Come funziona il cambio di fornitore di luce e gas?

Cambiare fornitore di energia elettrica o di gas è una delle operazioni più semplici — e più fraintese — del mercato libero. La regola fondamentale è una: fa tutto il nuovo fornitore. Una volta firmato il nuovo contratto, è il venditore entrante ad avviare la procedura di switching, a comunicare il passaggio al distributore e a chiudere il rapporto con il vecchio fornitore. Non serve inviare disdette, non serve pagare penali e non bisogna avvisare nessuno.

Il secondo punto da fissare è che la fornitura non si interrompe mai. Il cambio riguarda solo il soggetto che vende l'energia, non la rete che la trasporta: la corrente e il gas continuano ad arrivare dagli stessi cavi e dalle stesse tubature, gestiti dal distributore locale, che non cambia. Nessun tecnico verrà a casa, il contatore non si tocca e non viene sostituito: cambia soltanto l'intestazione commerciale della fornitura.

Lo switching è inoltre gratuito: la normativa non prevede costi per il passaggio, e per i clienti domestici il recesso dal vecchio contratto è sempre possibile, senza oneri di uscita. Eventuali "contributi di attivazione" richiesti dal nuovo venditore sono una voce commerciale della sua offerta, da valutare nel confronto, non un costo obbligatorio dello switching.

Questa semplicità ha un rovescio della medaglia: il vero lavoro non è la procedura ma la scelta dell'offerta. Prima di firmare conviene capire quanto si consuma davvero — per la parte elettrica puoi partire da il calcolo del costo dell'energia — e imparare a leggere le voci che compongono la bolletta della luce e la bolletta del gas, perché è lì che si nasconde la differenza tra un'offerta conveniente e una solo apparentemente tale.

  • Fa tutto il nuovo fornitore: niente disdette da inviare al vecchio venditore.
  • La fornitura non si interrompe mai: cambia il venditore, non la rete.
  • Il contatore resta lo stesso: nessun intervento tecnico a casa.
  • Lo switching è gratuito e il recesso per i clienti domestici è libero.

Quanto tempo ci vuole per cambiare fornitore?

I tempi reali dello switching sono più lunghi di quanto la pubblicità lasci intendere: oggi tra la firma del nuovo contratto e la prima fornitura con il nuovo venditore passano in genere uno o due mesi. Il motivo è che i cambi di venditore vengono eseguiti con decorrenza dal primo giorno del mese: se il nuovo fornitore attiva la procedura entro il giorno 10 di un mese, il passaggio scatta dal 1° del mese successivo; se il termine viene superato, slitta di un altro mese. Fonte ufficiale: ARERA.

A questi tempi tecnici si aggiunge il diritto di ripensamento: per i contratti conclusi a distanza o fuori dai locali commerciali (telefono, internet, porta a porta) il cliente domestico ha 14 giorni per cambiare idea senza costi né motivazioni. Di norma il venditore entrante attende la scadenza di questo termine prima di avviare lo switching, a meno che il cliente non chieda espressamente di procedere subito.

Il quadro è destinato a cambiare: con la delibera 58/2026/R/eel, approvata a marzo 2026, l'ARERA ha riformato il processo di cambio venditore nel settore elettrico. Dal 1° dicembre 2026 il passaggio tecnico per i clienti domestici senza morosità dovrà avvenire in 24 ore lavorative, con verifiche fino a 10 giorni lavorativi nei casi di morosità pregressa e un tempo massimo complessivo di circa tre settimane dalla richiesta. Fino ad allora restano valide le regole attuali, con la decorrenza dal primo del mese.

Durante l'attesa non succede nulla di visibile: il vecchio fornitore fattura fino alla data di switching, da quel giorno subentra il nuovo. Conviene annotare la data di decorrenza indicata nella conferma del contratto: è lo spartiacque che separa le competenze dei due venditori.

Le tappe tipiche di un cambio fornitore con le regole attuali.
FaseTempi indicativi
Firma del nuovo contrattoGiorno 0
Diritto di ripensamento (contratti a distanza)14 giorni
Attivazione della procedura di switchingEntro il giorno 10 del mese
Decorrenza della nuova fornitura1° giorno del mese successivo
Totale realistico1–2 mesi
Dal 1° dicembre 2026 (delibera ARERA 58/2026)Passaggio tecnico in 24 ore lavorative (settore elettrico)

Cosa serve per cambiare: POD, PDR e documenti

Per attivare un nuovo contratto servono pochi dati, ma vanno preparati con precisione. Il più importante è il codice identificativo del punto di fornitura: per la luce si chiama POD (Point of Delivery), un codice alfanumerico che inizia con "IT" e identifica in modo univoco il punto fisico in cui l'energia viene consegnata; per il gas si chiama PDR (Punto di Riconsegna), un codice di 14 cifre con la stessa funzione. Entrambi non cambiano mai, nemmeno cambiando fornitore: sono legati al contatore, non al contratto.

POD e PDR si trovano nella prima pagina della bolletta della luce e della bolletta del gas, nel riquadro con i dati della fornitura; il POD è riportato anche sul display di molti contatori elettronici. Senza questi codici il nuovo venditore non può avviare lo switching, quindi conviene recuperarli prima di iniziare.

Oltre ai codici servono i dati anagrafici e il codice fiscale dell'intestatario e, per la domiciliazione, l'IBAN. Attenzione a un punto trascurato: lo switching presuppone che l'intestatario resti lo stesso. Se si vuole cambiare anche l'intestatario — per un trasloco o una successione — la pratica è diversa (voltura o subentro) e ha tempi e costi propri.

Un'ultima buona abitudine: comunicare l'autolettura del contatore a ridosso della data di switching. Non è obbligatorio, ma avere il proprio dato consente di verificare che la bolletta di chiusura del vecchio fornitore e la prima del nuovo si basino su consumi reali e correttamente separati.

  • POD (luce): codice che inizia con "IT", nella prima pagina della bolletta.
  • PDR (gas): codice numerico di 14 cifre, anch'esso in bolletta.
  • Documento e codice fiscale dell'intestatario, più IBAN per la domiciliazione.
  • Autolettura a ridosso del cambio: utile per controllare la bolletta di chiusura.

La doppia bolletta di chiusura: perché arriva e cosa controllare

Nelle settimane successive al cambio arrivano quasi sempre due bollette ravvicinate, e molti le scambiano per un doppio addebito. Non lo sono: il vecchio fornitore emette la bolletta di chiusura, che copre i consumi dall'ultima fatturazione fino alla data di switching, mentre il nuovo fornitore emette la sua prima bolletta, che parte esattamente da quella data. Sono periodi diversi, senza sovrapposizioni: la somma è la stessa che si sarebbe pagata senza cambiare.

La bolletta di chiusura merita comunque un controllo attento. Va verificato che la data di fine competenza coincida con la data di decorrenza del nuovo contratto e che la lettura usata per il conguaglio sia coerente con i propri consumi reali: è qui che l'autolettura fatta a ridosso del cambio si rivela preziosa. Eventuali importi anomali vanno contestati per iscritto al vecchio venditore, che resta responsabile di tutto ciò che precede lo switching.

Nella chiusura vengono regolate anche le partite sospese: il deposito cauzionale va restituito o conguagliato nell'ultima bolletta, ed eventuali servizi accessori vengono chiusi. Se si pagava il canone RAI in bolletta, l'addebito prosegue automaticamente con il nuovo fornitore.

Infine, la domiciliazione bancaria non si trasferisce da sola: quella sul vecchio contratto si estingue con l'ultima bolletta, e con il nuovo venditore va attivata da capo. Nel periodo di transizione conviene controllare le prime fatture, che potrebbero richiedere un pagamento manuale prima che l'addebito diretto vada a regime.

Come si confrontano davvero le offerte?

Il confronto tra offerte è il cuore della decisione, ed è anche il punto in cui si commettono più errori. La prima cosa da capire è che solo una parte della bolletta dipende dal fornitore: oneri di sistema, costi di trasporto e imposte sono uguali per tutti, perché stabiliti dall'ARERA. Ciò che cambia è la quota energia — il prezzo della materia prima, in €/kWh per la luce e in €/Smc per il gas — più i costi fissi di commercializzazione del venditore.

Il prezzo della materia prima può essere fisso o indicizzato. Con il prezzo fisso si blocca il valore in €/kWh o €/Smc per 12 o 24 mesi: si paga la certezza, e in genere il fisso costa un po' più della quotazione di mercato del momento. Con il prezzo indicizzato si segue l'andamento degli indici all'ingrosso — il PUN per l'elettricità, il PSV per il gas — più uno spread del venditore: si spende meno quando i mercati scendono, ma ci si espone ai rialzi. Nessuna delle due formule è "migliore" in assoluto: dipende da quanto rischio si vuole sopportare.

La seconda voce decisiva, spesso ignorata, è la quota fissa di commercializzazione: un importo in euro all'anno che si paga indipendentemente dai consumi. Per chi consuma poco può pesare più del prezzo unitario dell'energia: un'offerta con prezzo al kWh bassissimo ma quota fissa alta può costare complessivamente più di un'offerta dal prezzo unitario mediocre. Il confronto corretto si fa sempre sulla spesa annua totale stimata sui propri consumi, non sul singolo parametro. Per la parte elettrica conta anche il profilo orario: se l'offerta è multioraria, vale la pena capire come funzionano le fasce orarie e quanta parte dei propri consumi cade in F1, F2 e F3.

Lo strumento più affidabile per fare questo lavoro è il Portale Offerte, il comparatore pubblico e gratuito gestito dall'ARERA: raccoglie per legge tutte le offerte destinate ai clienti domestici e alle piccole imprese e calcola la spesa annua stimata a partire dai consumi reali indicati dall'utente, senza commissioni né classifiche sponsorizzate. I comparatori commerciali possono essere utili, ma mostrano solo i fornitori con cui hanno accordi: il Portale Offerte è il termine di paragone neutrale con cui verificare qualsiasi proposta.

Prezzo fisso e prezzo indicizzato a confronto.
CaratteristicaPrezzo fissoPrezzo indicizzato
Prezzo €/kWh o €/SmcBloccato per 12–24 mesiSegue PUN (luce) o PSV (gas) + spread
Se i mercati salgonoSei protettoLa bolletta aumenta
Se i mercati scendonoNon ne beneficiLa bolletta cala
Costo della formulaIn genere leggermente più caroPiù aderente al mercato
Per chi è adattoChi vuole certezza della spesaChi accetta oscillazioni per spendere meno in media

Chi è ancora nel mercato tutelato nel 2026?

Il vecchio mercato tutelato, con i prezzi fissati trimestralmente dall'ARERA, è ormai un regime residuale. Per il gas il servizio di tutela è terminato per la generalità dei clienti a gennaio 2024; per l'energia elettrica la fine è scattata a luglio 2024. I clienti domestici non vulnerabili che a quella data non avevano scelto un'offerta del mercato libero non sono però rimasti senza fornitura: sono passati automaticamente al Servizio a Tutele Graduali (STG), un regime ponte con condizioni contrattuali definite dall'Autorità e assegnato tramite aste ai venditori.

Il Servizio a Tutele Graduali dura fino al 31 marzo 2027. Chi vi si trova può uscirne in qualsiasi momento scegliendo un'offerta del mercato libero; chi non sceglie nulla, alla scadenza, resterà con lo stesso venditore sulla base della sua offerta di mercato libero più favorevole. Le condizioni dello STG si sono rivelate spesso competitive, quindi non c'è obbligo di affrettarsi: c'è però una scadenza oltre la quale il regime cesserà per tutti.

Discorso diverso per i clienti vulnerabili, che conservano il diritto a un servizio di tutela con condizioni definite dall'ARERA: rientrano in questa categoria gli over 75, i percettori di bonus sociale, le persone in gravi condizioni di salute che utilizzano apparecchiature salvavita, i disabili ai sensi della legge 104/92, chi vive in strutture abitative di emergenza a seguito di calamità e chi si trova nelle isole minori non interconnesse. Per l'elettricità questi clienti restano nel servizio di maggior tutela; per il gas hanno diritto a condizioni di tutela della vulnerabilità.

Le regole di questo passaggio sono state ritoccate più volte — la finestra che consentiva ai vulnerabili di entrare nello STG si è chiusa il 30 giugno 2025 — e potrebbero cambiare ancora prima del 2027. Se pensi di rientrare tra i clienti vulnerabili, o non sai in quale regime si trova la tua fornitura, verifica la tua situazione: la voce è indicata in bolletta, e il sito dell'ARERA riporta il quadro aggiornato dei servizi di tutela.

Quando conviene cambiare e quali errori evitare?

Cambiare fornitore conviene quando la spesa annua stimata con la nuova offerta, calcolata sui propri consumi reali, è chiaramente inferiore a quella attuale — non quando il prezzo unitario sembra più basso. I momenti giusti per fare il confronto sono la scadenza delle condizioni economiche del contratto in corso (dopo 12 o 24 mesi le offerte si rinnovano spesso a condizioni peggiori), l'arrivo di una comunicazione di modifica unilaterale del contratto, o un cambiamento nelle proprie abitudini di consumo.

L'errore più diffuso è farsi catturare dal prezzo civetta del primo anno: molte offerte combinano un prezzo scontato per i primi 12 mesi con condizioni di rinnovo molto meno favorevoli, contando sul fatto che alla scadenza della promozione il cliente non controllerà. La difesa è semplice: segnarsi la scadenza delle condizioni economiche e rifare il confronto a ogni rinnovo.

Il secondo errore è ignorare la quota fissa annua, che come si è visto può ribaltare la classifica delle offerte, soprattutto per i piccoli consumatori. Il terzo è confrontare offerte su basi diverse: un prezzo fisso va confrontato con la spesa totale attesa, non con lo spread di un'offerta indicizzata. Il quarto è trascurare i servizi accessori a pagamento — assicurazioni, manutenzioni, programmi punti — che si attivano insieme al contratto e ne erodono il risparmio.

Infine, due tutele da ricordare. Il diritto di ripensamento consente di annullare senza costi, entro 14 giorni, un contratto concluso a distanza o fuori dai locali commerciali. E il recesso resta libero anche dopo: un cambio che si rivela sbagliato si corregge cambiando di nuovo. L'unico vero costo di un errore è qualche mese di bollette più care: anche per questo vale la pena rifare i conti con il calcolo del costo dell'energia prima di firmare.

  • Confronta sempre la spesa annua totale sui tuoi consumi, mai il solo prezzo unitario.
  • Diffida del prezzo civetta del primo anno: controlla le condizioni di rinnovo.
  • Non ignorare la quota fissa annua di commercializzazione.
  • Usa il Portale Offerte ARERA come termine di paragone neutrale.
  • Ricorda: 14 giorni di ripensamento e recesso sempre libero per i domestici.

Domande frequenti

Cambiare fornitore di luce o gas costa qualcosa?+

No: lo switching è gratuito e per i clienti domestici non esistono penali di uscita né vincoli di durata. Eventuali contributi di attivazione richiesti dal nuovo venditore sono una condizione commerciale della sua offerta, da considerare nel confronto, non un costo obbligatorio della procedura.

Rimango senza luce o senza gas durante il passaggio?+

No, mai. Il cambio riguarda solo il venditore, mentre la rete di distribuzione e il contatore restano gli stessi: la fornitura prosegue senza alcuna interruzione e non serve alcun intervento tecnico a casa.

Quanto tempo ci vuole per completare il cambio?+

Con le regole attuali, in genere 1–2 mesi: il passaggio decorre dal 1° giorno del mese (dal mese successivo se la procedura parte entro il giorno 10), più gli eventuali 14 giorni di ripensamento. Dal 1° dicembre 2026, per l'elettricità, la delibera ARERA 58/2026 introduce il passaggio tecnico in 24 ore lavorative per i domestici senza morosità.

Cosa sono POD e PDR e dove li trovo?+

Sono i codici che identificano in modo univoco il punto di fornitura: il POD per la luce (inizia con "IT") e il PDR per il gas (14 cifre). Si trovano nella prima pagina della bolletta, nel riquadro dei dati di fornitura, e non cambiano mai, nemmeno cambiando venditore. Servono al nuovo fornitore per avviare lo switching.

Perché dopo il cambio ricevo due bollette?+

Perché il vecchio fornitore emette la bolletta di chiusura, riferita ai consumi fino alla data di switching, e il nuovo emette la prima bolletta dalla stessa data in poi. I periodi non si sovrappongono: non stai pagando due volte. Controlla che la lettura di passaggio sia coerente con i tuoi consumi reali.

Chi ha ancora diritto al mercato tutelato nel 2026?+

Solo i clienti vulnerabili: over 75, percettori di bonus sociale, utilizzatori di apparecchiature salvavita, disabili ai sensi della legge 104/92, chi vive in strutture di emergenza post-calamità o nelle isole minori non interconnesse. Gli altri sono nel mercato libero o, per l'elettricità, nel Servizio a Tutele Graduali, che termina il 31 marzo 2027. Verifica la tua situazione in bolletta o sul sito ARERA.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.