Calcolando
Lavoro

Calcolo Rimborso Chilometrico

Inserisci i km e il costo chilometrico ACI del tuo veicolo per il rimborso della trasferta.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

Il rimborso chilometrico si calcola moltiplicando i chilometri percorsi per il costo chilometrico ACI del proprio veicolo, in genere compreso tra 0,40 e 0,80 €/km. Per una trasferta di 500 km a 0,50 €/km il rimborso è di 250 €: se resta entro le tabelle ACI, non è tassato per il dipendente perché è un rimborso spese e non retribuzione.

Rimborso chilometrico250,00 €
Costo per km
0,5 €/km

Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.

Calcola anche →

Come si calcola

Il rimborso chilometrico compensa l'uso dell'auto personale per trasferte di lavoro: km percorsi × costo chilometrico. Il costo di riferimento è quello delle tabelle ACI, pubblicate ogni anno per singolo modello di veicolo e percorrenza annua: entro quei valori il rimborso non è tassato per il dipendente. Le tariffe ACI esatte si scaricano dal sito ACI con il modello del proprio veicolo.

Parametri del rimborso chilometrico
VoceValore
Formulachilometri × costo chilometrico
Fonte del costo chilometricotabelle ACI annuali per modello
Costo chilometrico tipico0,40 – 0,80 €/km (indicativo)
Parametro chiavepercorrenza annua del veicolo (fascia ACI)
Trasferta fuori dal comuneesente se entro l'ACI
Rimborso oltre l'ACIeccedenza imponibile

Che cos'è il rimborso chilometrico

Il rimborso chilometrico è la somma che il datore di lavoro riconosce al dipendente (o il committente al professionista) per l'uso dell'auto personale durante una trasferta di lavoro. Non è uno stipendio né un premio: è il ristoro dei costi che chi guida sostiene mettendo a disposizione il proprio veicolo, dal carburante all'usura, dagli pneumatici alla quota di manutenzione e assicurazione.

L'idea di fondo è che usare l'auto propria per motivi di lavoro ha un costo reale, e quel costo non deve gravare sul lavoratore. Per questo, quando il rimborso è calcolato secondo criteri riconosciuti — le tabelle ACI di cui parliamo più avanti — non viene considerato reddito e quindi non è tassato: è un semplice reintegro di spese anticipate per conto dell'azienda.

Il calcolatore di questa pagina copre il caso più frequente: hai percorso un certo numero di chilometri per una trasferta e vuoi sapere quanto ti spetta di rimborso, dato il costo chilometrico del tuo veicolo. Inserisci i chilometri e la tariffa €/km e ottieni subito l'importo, oltre al promemoria del costo per chilometro applicato.

È importante distinguere il rimborso chilometrico da altre voci simili. Non va confuso con il fringe benefit dell'auto aziendale, che riguarda invece l'auto data in uso al dipendente (anche per fini privati) ed è trattato come retribuzione in natura: quel calcolo, con logica opposta, è spiegato nella pagina dedicata al fringe benefit dell'auto aziendale. Il rimborso chilometrico riguarda al contrario l'uso dell'auto di proprietà del lavoratore.

La formula: chilometri per costo chilometrico

Il calcolo del rimborso è una moltiplicazione diretta: rimborso = chilometri percorsi × costo chilometrico. Il costo chilometrico è un valore in euro per chilometro (€/km) che sintetizza in un solo numero tutte le spese di gestione dell'auto: carburante, pneumatici, manutenzione, riparazioni, quota di assicurazione, tassa di possesso e deprezzamento del veicolo.

Il valore di riferimento non è arbitrario: è quello delle tabelle ACI, elaborate ogni anno dall'Automobile Club d'Italia per ciascun modello di veicolo e per diverse fasce di percorrenza annua. L'ACI calcola separatamente i costi proporzionali (che dipendono dai chilometri, come carburante e pneumatici) e i costi non proporzionali (fissi, come assicurazione e bollo), e li combina in un costo chilometrico medio.

Il costo chilometrico non è uguale per tutti: dipende dal modello, dall'alimentazione e — dettaglio spesso trascurato — dalla percorrenza annua stimata. Un'auto che percorre pochi chilometri all'anno ha un costo per chilometro più alto, perché i costi fissi (assicurazione, bollo, deprezzamento) si distribuiscono su meno chilometri. Per questo, per un rimborso corretto, occorre scaricare dalle tabelle ACI il valore del proprio veicolo e della propria fascia di percorrenza.

In pratica il calcolo si svolge in tre mosse. Prima si individua il costo chilometrico del proprio veicolo sulle tabelle ACI. Poi si contano i chilometri effettivi della trasferta (andata e ritorno). Infine si moltiplica: km × €/km. Con 500 chilometri a un costo di 0,50 €/km il rimborso è 500 × 0,50 = 250 €, come restituisce il calcolatore con i valori predefiniti.

  • Passo 1 — Trova il costo chilometrico ACI del tuo veicolo (modello, alimentazione, percorrenza annua).
  • Passo 2 — Conta i chilometri effettivi della trasferta (andata e ritorno).
  • Passo 3 — Moltiplica: chilometri × costo chilometrico = rimborso.
  • Passo 4 — Verifica che il rimborso resti entro le tabelle ACI per non generare imponibile tassabile.

Esempio completo: 500 km a 0,50 €/km

Vediamo il caso con cui il calcolatore parte di default: una trasferta di 500 chilometri con un costo chilometrico di 0,50 €/km. È un valore realistico per un'utilitaria o una media a benzina con percorrenza intermedia.

Il calcolo è immediato: 500 × 0,50 = 250 €. Questo è l'importo del rimborso spettante per la trasferta. Trattandosi di un valore in linea con le tabelle ACI del veicolo, la somma è un rimborso spese e non concorre a formare reddito: il dipendente la riceve per intero, senza trattenute fiscali o contributive.

Cambiamo i parametri per mostrare la sensibilità del calcolo. Con lo stesso percorso ma un veicolo più costoso, per esempio un SUV con costo di 0,70 €/km, il rimborso sale a 500 × 0,70 = 350 €. Con un'utilitaria più economica a 0,42 €/km scende a 500 × 0,42 = 210 €. Si vede come il costo chilometrico del veicolo pesi in modo diretto: a parità di chilometri, la scelta della tariffa corretta cambia il rimborso di decine di euro.

Anche la distanza incide in modo lineare. Con una tariffa fissa di 0,55 €/km, una trasferta di 100 km vale 55 €, una di 300 km vale 165 € e una di 1.000 km vale 550 €. Poiché la relazione è una semplice moltiplicazione, raddoppiando i chilometri raddoppia il rimborso: è utile per stimare in anticipo il costo di una serie di trasferte ricorrenti.

Rimborso chilometrico per distanza e costo chilometrico (esempi).
Chilometri0,40 €/km0,50 €/km0,65 €/km0,80 €/km
100 km40 €50 €65 €80 €
300 km120 €150 €195 €240 €
500 km200 €250 €325 €400 €
1.000 km400 €500 €650 €800 €
Quanto vale una trasferta di 500 km al variare del veicolo
Utilitaria (0,42 €/km)210Media (0,50 €/km)250Media diesel (0,58 €/km)290SUV (0,70 €/km)350

Rimborso = 500 km × costo chilometrico ACI. Valori indicativi.

Le tabelle ACI: dove trovare il costo chilometrico

Il cuore di un rimborso corretto è la tariffa ACI del proprio veicolo. Le tabelle sono pubblicate ogni anno dall'Automobile Club d'Italia e, per la parte fiscale, recepite in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre con effetto per l'anno successivo. Riportano, per ciascun modello e alimentazione, il costo chilometrico a diverse fasce di percorrenza annua (per esempio 5.000, 10.000, 15.000, 20.000, 25.000 km).

Per usarle bastano poche informazioni: marca e modello del veicolo, tipo di alimentazione (benzina, diesel, GPL, ibrida, elettrica) e la percorrenza annua stimata. Sul sito ACI, nella sezione dedicata ai costi chilometrici, si inseriscono questi dati e si ottiene il valore €/km da applicare. È quel valore, non una cifra a occhio, a rendere il rimborso opponibile in caso di controlli e non tassabile.

La percorrenza annua è il parametro che confonde di più. Non si riferisce ai chilometri della singola trasferta, ma ai chilometri complessivi che si percorrono in un anno con quel veicolo: è la fascia in cui l'ACI colloca l'auto per calcolarne il costo medio. Chi percorre 15.000 km l'anno usa la tariffa della fascia corrispondente, e quella tariffa vale poi per tutte le trasferte, indipendentemente dalla loro lunghezza.

Le tariffe indicative dell'ordine di 0,40–0,80 €/km che compaiono nel calcolatore sono solo un orientamento: servono a farsi un'idea, non a sostituire la tabella ufficiale. Un'auto elettrica, per esempio, ha spesso un costo chilometrico inferiore a un SUV a benzina, ma la differenza reale dipende dal modello. Per il rimborso effettivo, va sempre usato il dato ACI del proprio veicolo.

Costi chilometrici tipici per categoria (valori indicativi — usa la tabella ACI del tuo veicolo).
VeicoloCosto chilometrico ~
Utilitaria a benzina0,40–0,50 €/km
Media a diesel0,50–0,60 €/km
SUV / vettura grande0,65–0,80 €/km
Auto elettrica0,45–0,60 €/km

Quando il rimborso è tassato e quando no

Il vantaggio fiscale del rimborso chilometrico è che, se calcolato entro le tabelle ACI, non è imponibile: non si somma al reddito del dipendente, non paga IRPEF né contributi, e non incide sullo stipendio netto in busta paga. È la ragione per cui questo strumento è così usato per le trasferte con auto propria.

Il confine è però preciso. La non imponibilità vale per la trasferta fuori dal territorio del comune in cui si trova la sede di lavoro. Per gli spostamenti dentro il comune, invece, il rimborso chilometrico è di regola considerato reddito e quindi tassato, salvo eccezioni documentate (per esempio l'uso di mezzi pubblici con giustificativo). È una distinzione che pesa e che conviene verificare caso per caso.

Se il rimborso supera il valore delle tabelle ACI — per esempio perché l'azienda applica una tariffa più alta di quella spettante al veicolo — l'eccedenza diventa imponibile: la parte entro l'ACI resta esente, la parte in più si tassa come retribuzione. Per questo conviene sempre allineare la tariffa al dato ufficiale del proprio veicolo, evitando importi "tondi" scelti senza riferimento.

Va inoltre tenuto distinto il piano del lavoratore da quello dell'azienda. Per il dipendente il rimborso entro l'ACI è esente; per l'azienda la deducibilità del costo può incontrare limiti legati alla potenza fiscale del veicolo. In ogni caso la meccanica del calcolo per il lavoratore resta la stessa: chilometri × costo chilometrico. Il rimborso, inoltre, non va confuso con altre spese di trasferta (vitto, alloggio, pedaggi), che seguono regole proprie.

  • Trasferta fuori dal comune della sede: rimborso esente se entro le tabelle ACI.
  • Spostamenti dentro il comune: di regola imponibili, salvo giustificativi.
  • Rimborso oltre l'ACI: la parte eccedente è tassata come retribuzione.
  • Vitto, alloggio e pedaggi: sono altre voci di trasferta, con regole distinte.

Rimborso per dipendenti e per professionisti

Il rimborso chilometrico riguarda platee diverse, con qualche differenza pratica. Per il lavoratore dipendente è il datore di lavoro a riconoscerlo, di norma dietro presentazione di una nota spese che indica data, tratta, chilometri e motivo della trasferta. Con la tariffa ACI del veicolo, l'importo entra in busta paga come rimborso esente e non modifica il calcolo del netto.

Per i professionisti e i lavoratori autonomi la logica del calcolo è identica — chilometri × costo chilometrico — ma cambia il trattamento. Il professionista può riaddebitare il rimborso al cliente in fattura, come spesa inerente alla prestazione, oppure dedurre i costi dell'auto secondo le regole del proprio regime fiscale. Chi opera in regime forfettario segue criteri semplificati, senza deduzione analitica dei costi: in quel caso il tema si intreccia con le regole del forfettario più che con la nota spese.

In tutti i casi è la documentazione a rendere il rimborso solido. Conservare la nota con la tratta, i chilometri e la finalità, e usare la tariffa ACI del veicolo, mette al riparo da contestazioni. Una tratta stimata a occhio o una tariffa non riferita a un modello preciso sono i primi elementi che un controllo mette in discussione.

Il rimborso chilometrico, infine, si inserisce in un quadro più ampio di costi legati all'auto e al lavoro. Chi usa spesso il proprio veicolo per lavoro può trovare utili anche gli strumenti collegati, come il calcolo del bollo auto per la tassa di possesso o, sul fronte opposto, il calcolo del fringe benefit per l'auto aziendale, che riguarda però l'auto messa a disposizione dall'azienda e non quella di proprietà.

Errori comuni da evitare

L'errore più frequente è usare una tariffa "a occhio" invece del costo chilometrico ACI del proprio veicolo. Applicare un valore tondo scelto senza riferimento — per esempio 0,50 €/km per qualsiasi auto — può portare a rimborsare troppo o troppo poco, e soprattutto espone al rischio che, in caso di controllo, la parte eccedente l'ACI venga tassata. La tariffa va sempre presa dalle tabelle ufficiali del modello.

Il secondo errore è ignorare la percorrenza annua. Molti scelgono la tariffa ACI senza indicare la fascia di chilometri percorsi in un anno, ottenendo un costo chilometrico sbagliato. La percorrenza annua non è la lunghezza della trasferta, ma il totale annuo dei chilometri del veicolo: è il parametro che colloca l'auto nella fascia di costo corretta.

Il terzo errore è dare per scontato che ogni rimborso chilometrico sia esente. Non è così: la non imponibilità vale per le trasferte fuori dal comune della sede; gli spostamenti all'interno del comune sono di regola tassati. Confondere i due casi porta a stime del netto sbagliate e a possibili sorprese in busta paga.

Il quarto errore è conteggiare male i chilometri, per esempio indicando solo l'andata e dimenticando il ritorno, oppure sommando tratte non effettivamente percorse. Poiché il rimborso è km × tariffa, un errore sui chilometri si traduce direttamente in un errore sull'importo. Conviene sempre documentare la tratta reale, andata e ritorno, e conservarne traccia.

Esempio di calcolo

Esempio: trasferta di 500 km con un veicolo il cui costo chilometrico ACI è 0,50 €/km. Il rimborso è chilometri × costo chilometrico.

Chilometri percorsi
500 km
Costo chilometrico ACI
0,50 €/km
Calcolo
500 × 0,50
Trattamento fiscale
esente (entro l'ACI, fuori comune)
Rimborso chilometrico250 €

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Usare una tariffa scelta a occhio invece del costo chilometrico ACI del proprio veicolo: rischia di rendere tassabile l'eccedenza.
  • Ignorare la percorrenza annua: è il totale dei chilometri dell'anno, non la lunghezza della trasferta, e determina la fascia di costo ACI.
  • Dare per scontata l'esenzione: le trasferte fuori dal comune della sede sono esenti, quelle dentro il comune di regola no.
  • Conteggiare male i chilometri (solo andata, tratte non percorse): un errore sui km si traduce subito in un errore sul rimborso.

✅ In sintesi

  • Rimborso chilometrico = chilometri percorsi × costo chilometrico ACI; 500 km a 0,50 €/km fanno 250 €.
  • Il costo chilometrico si prende dalle tabelle ACI per modello, alimentazione e percorrenza annua del veicolo.
  • Entro le tabelle ACI e per trasferte fuori dal comune il rimborso è esente: non è reddito né incide sul netto.
  • La parte di rimborso che eccede le tabelle ACI diventa imponibile e va tassata come retribuzione.

Domande frequenti

Come si calcola il rimborso chilometrico?+

Si moltiplicano i chilometri percorsi per il costo chilometrico ACI del proprio veicolo. Per 500 km a 0,50 €/km il rimborso è 500 × 0,50 = 250 €. Il costo chilometrico dipende da modello, alimentazione e percorrenza annua.

Il rimborso chilometrico è tassato?+

No, se calcolato entro le tabelle ACI per una trasferta fuori dal comune della sede di lavoro: è un rimborso spese, non reddito. Gli spostamenti dentro il comune sono di regola tassati, e l'eventuale parte eccedente l'ACI diventa imponibile.

Dove trovo la tariffa ACI del mio veicolo?+

Sul sito ACI, nel servizio dedicato ai costi chilometrici: servono marca e modello, alimentazione e percorrenza annua stimata. Le tabelle sono aggiornate ogni anno e, per la parte fiscale, pubblicate in Gazzetta Ufficiale.

Cos'è la percorrenza annua e perché conta?+

È il totale dei chilometri che si percorrono in un anno con quel veicolo, non la lunghezza della singola trasferta. Colloca l'auto in una fascia di costo ACI: a bassa percorrenza il costo per chilometro è più alto, perché i costi fissi si spalmano su meno chilometri.

Il rimborso vale anche per i professionisti e le partite IVA?+

Sì, con lo stesso calcolo (chilometri × costo chilometrico). Il professionista può riaddebitare il rimborso in fattura al cliente o dedurre i costi secondo il proprio regime fiscale; in regime forfettario valgono criteri semplificati, senza deduzione analitica.

Il rimborso chilometrico è la stessa cosa del fringe benefit auto?+

No, sono opposti. Il rimborso chilometrico riguarda l'uso dell'auto di proprietà del lavoratore per trasferte ed è esente entro l'ACI. Il fringe benefit riguarda l'auto aziendale data in uso al dipendente ed è invece retribuzione in natura, tassata in busta paga.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.

Usiamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie di statistica e di personalizzazione degli annunci. Cookie policy · Privacy.