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Lavoro

Calcolo Contributi Colf e Badanti

Inserisci ore settimanali e contributo orario INPS per il totale trimestrale e la quota del lavoratore.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

I contributi INPS per colf, badanti e baby sitter si versano ogni trimestre e si calcolano moltiplicando le ore settimanali per il contributo orario e per le 13 settimane del trimestre. Con 25 ore a settimana e un contributo di 1,55 €/h il totale trimestrale è di circa 503,75 €, di cui una quota (qui 0,40 €/h, pari a 130 €) è a carico del lavoratore.

Contributi a trimestre503,75 €
di cui a carico del lavoratore
130,00 €
Ore nel trimestre (×13 settimane)
325

Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.

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Come si calcola

I contributi per il lavoro domestico si versano all'INPS ogni trimestre: ore lavorate nel trimestre × contributo orario. Il contributo orario dipende dalla paga oraria effettiva (per chi lavora fino a 24 ore settimanali, per fasce) o è fisso (oltre le 24 ore); una parte è a carico del lavoratore e si trattiene in busta. Le tabelle esatte sono aggiornate dall'INPS ogni anno: inserisci i valori della tua fascia.

Parametri del calcolo dei contributi colf
VoceValore
Formulaore settimanali × 13 × contributo orario
Settimane per trimestre13
Fonte del contributo orariotabelle INPS annuali per il lavoro domestico
Fino a 24 ore settimanalicontributo variabile per fascia di paga
Oltre 24 ore settimanalicontributo orario fisso
Quota a carico del lavoratoretrattenuta in busta paga

Che cosa sono i contributi per il lavoro domestico

I contributi per il lavoro domestico sono i versamenti previdenziali che il datore di lavoro deve all'INPS quando assume una collaboratrice o un collaboratore familiare: colf, badanti (assistenti familiari) e baby sitter rientrano tutti in questa categoria. Sono la contropartita che garantisce al lavoratore la pensione e le tutele di legge (malattia, maternità, disoccupazione, assegno per il nucleo familiare dove spettante).

A differenza del lavoro dipendente ordinario, dove i contributi si versano mensilmente tramite il modello F24 dell'azienda, per il lavoro domestico il versamento è trimestrale e segue tabelle specifiche pubblicate dall'INPS. Il datore di lavoro è una famiglia, non un'impresa, e per questo esiste un regime dedicato, più semplice ma con regole proprie.

Il calcolatore di questa pagina serve a stimare quanto si versa ogni trimestre: partendo dalle ore settimanali e dal contributo orario INPS, restituisce il totale trimestrale e la parte che resta a carico del lavoratore. È lo strumento tipico della famiglia che vuole sapere in anticipo l'esborso previdenziale prima delle scadenze.

Va chiarito subito un punto: il contributo previdenziale non è la retribuzione. La paga oraria del lavoratore (lo stipendio) è una cosa; il contributo INPS, calcolato su tabelle a parte, è un costo aggiuntivo che finanzia la previdenza. Chi vuole ricostruire il costo complessivo del lavoro domestico deve considerare entrambe le voci, insieme alle mensilità aggiuntive e al TFR.

La formula: ore, contributo orario e settimane

Il calcolo del contributo trimestrale è una moltiplicazione: contributo trimestrale = ore lavorate nel trimestre × contributo orario. Le ore del trimestre si ottengono a loro volta moltiplicando le ore settimanali per 13, perché un trimestre contiene convenzionalmente 13 settimane. In sintesi: ore settimanali × 13 × contributo orario.

Il contributo orario è il valore che l'INPS pubblica ogni anno nelle tabelle del lavoro domestico. Non è unico: per chi lavora fino a 24 ore settimanali cambia in base alla paga oraria effettiva concordata (esistono fasce di retribuzione, ciascuna con il proprio contributo orario); per chi lavora oltre le 24 ore settimanali, invece, il contributo orario è fisso, indipendente dalla paga. Questa distinzione è centrale per applicare il valore corretto.

Una parte del contributo è a carico del lavoratore. Il datore versa tutto all'INPS, ma trattiene dalla busta paga la quota di competenza del collaboratore. Il calcolatore la stima moltiplicando le ore del trimestre per la quota oraria a carico del lavoratore, senza però superare il contributo totale: la quota del lavoratore è sempre una porzione del contributo, mai di più.

Il calcolo procede quindi in tre mosse. Prima si contano le ore del trimestre (ore settimanali × 13). Poi si moltiplica per il contributo orario per ottenere il totale trimestrale. Infine si moltiplica per la quota oraria a carico del lavoratore per sapere quanto trattenere dalla paga. Con 25 ore settimanali, un contributo di 1,55 €/h e una quota lavoratore di 0,40 €/h, il trimestre costa 25 × 13 × 1,55 = 503,75 €, di cui 25 × 13 × 0,40 = 130 € a carico del lavoratore.

  • Passo 1 — Ore nel trimestre: ore settimanali × 13.
  • Passo 2 — Contributo trimestrale: ore trimestre × contributo orario INPS.
  • Passo 3 — Quota del lavoratore: ore trimestre × quota oraria a suo carico.
  • Passo 4 — Contributo annuo indicativo: contributo trimestrale × 4.

Esempio completo: 25 ore a settimana

Prendiamo il caso predefinito del calcolatore: una collaboratrice che lavora 25 ore a settimana, con un contributo orario INPS di 1,55 €/h e una quota a carico del lavoratore di 0,40 €/h. Poiché supera le 24 ore settimanali, rientra nella fascia a contributo orario fisso.

Primo passo, le ore del trimestre: 25 × 13 = 325 ore. Secondo passo, il contributo trimestrale totale: 325 × 1,55 = 503,75 €. Terzo passo, la quota a carico del lavoratore: 325 × 0,40 = 130 €. Ne consegue che la parte a carico del datore di lavoro è 503,75 − 130 = 373,75 € per il trimestre.

Proiettando sull'anno, con quattro versamenti trimestrali il contributo complessivo è 503,75 × 4 = 2.015 € l'anno, di cui 520 € trattenuti al lavoratore e 1.495 € a carico della famiglia. È l'ordine di grandezza dell'onere previdenziale, da aggiungere alla retribuzione vera e propria per conoscere il costo totale del rapporto.

Cambiando le ore cambia tutto in proporzione. Una badante convivente con 54 ore settimanali e lo stesso contributo di 1,55 €/h avrebbe 54 × 13 × 1,55 = 1.088,10 € a trimestre; una baby sitter con 20 ore settimanali, che ricade nelle fasce sotto le 24 ore, userebbe un contributo orario diverso (per esempio 1,60 €/h nella fascia di paga più bassa), ottenendo 20 × 13 × 1,60 = 416 € a trimestre. Il metodo è sempre lo stesso: cambia solo il contributo orario da inserire, che va letto sulle tabelle INPS dell'anno.

Contributo trimestrale per ore settimanali (contributo orario 1,55 €/h — oltre 24 ore).
Ore settimanaliOre nel trimestreContributo a trimestreContributo annuo
25 h325503,75 €2.015 €
30 h390604,50 €2.418 €
40 h520806,00 €3.224 €
54 h7021.088,10 €4.352,40 €
Contributo trimestrale al crescere delle ore settimanali
20 h40325 h50430 h60540 h806

Contributo = ore settimanali × 13 × 1,55 €/h. Stima indicativa.

Fasce di paga e contributo orario: come leggere le tabelle INPS

Il valore da inserire nel calcolatore — il contributo orario — non è un numero libero: dipende dalle tabelle che l'INPS aggiorna ogni anno per il lavoro domestico. La logica delle tabelle distingue nettamente due situazioni in base all'orario settimanale del rapporto.

Per i rapporti fino a 24 ore settimanali, il contributo orario varia in base alla paga oraria effettiva concordata: ci sono più fasce di retribuzione, e a paga più alta corrisponde un contributo orario più alto. In questi casi, per applicare il valore corretto, bisogna prima individuare la fascia in cui ricade la paga oraria del proprio collaboratore e poi leggere il contributo orario associato.

Per i rapporti oltre le 24 ore settimanali (tipicamente le convivenze, come molte badanti), il contributo orario è invece unico e fisso, indipendente dalla paga: è il caso dell'esempio predefinito a 1,55 €/h. Questa semplificazione riflette il fatto che, sopra una certa soglia di orario, il rapporto è considerato a tempo pieno.

Un'ulteriore distinzione riguarda il tipo di contratto: per i rapporti a tempo determinato è previsto un piccolo contributo aggiuntivo (di alcuni centesimi all'ora), destinato a finanziare l'indennità di disoccupazione. Il calcolatore lavora con il contributo orario che si inserisce, quindi per una stima precisa conviene partire sempre dal valore esatto della propria fascia e del proprio tipo di contratto, come indicato dalle tabelle INPS dell'anno in corso.

Come si determina il contributo orario (verifica le tabelle INPS dell'anno).
SituazioneContributo orario
Fino a 24 ore settimanalivariabile per fascia di paga oraria
Oltre 24 ore settimanalifisso (indipendente dalla paga)
Contratto a tempo determinato+ piccola addizionale per la disoccupazione
Quota a carico del lavoratoreuna porzione del contributo, trattenuta in busta

Scadenze, versamento e quota del lavoratore

I contributi del lavoro domestico si versano quattro volte l'anno, per trimestri. Le scadenze cadono nei mesi successivi a ciascun trimestre di riferimento: entro il 10 di aprile per il primo trimestre (gennaio–marzo), entro il 10 di luglio per il secondo, entro il 10 di ottobre per il terzo ed entro il 10 di gennaio per il quarto. In caso di cessazione del rapporto, il versamento va effettuato entro 10 giorni dalla fine.

Il pagamento avviene tramite gli strumenti INPS dedicati: l'avviso PagoPA generato dal portale, il bollettino MAV, oppure i canali telematici (portale INPS, Contact Center, tabaccai e banche convenzionate). L'importo da versare è precompilato dall'INPS sulla base dei dati del rapporto comunicati al momento dell'assunzione e delle eventuali variazioni.

La quota a carico del lavoratore non è un versamento separato: il datore di lavoro versa l'intero contributo all'INPS e recupera la parte di competenza del collaboratore trattenendola dalla retribuzione, busta paga dopo busta paga. Nell'esempio, i 130 € trimestrali a carico del lavoratore corrispondono a circa 10 € al mese trattenuti sulla paga, mentre il resto è onere della famiglia.

È importante conteggiare correttamente le ore, perché sono la base di tutto. Le ore da dichiarare sono quelle effettivamente lavorate nel trimestre: chi ha bisogno di ricostruirle a partire dagli orari di entrata e uscita può appoggiarsi al calcolo delle ore lavorate, mentre per il costo complessivo del rapporto — retribuzione, contributi e TFR — tornano utili il calcolo dello stipendio netto e il calcolo del TFR, dato che anche il lavoro domestico matura il trattamento di fine rapporto.

  • Scadenze trimestrali: 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio.
  • Cessazione del rapporto: versamento entro 10 giorni dalla fine.
  • Strumenti: PagoPA, MAV, portale INPS e canali convenzionati.
  • Quota del lavoratore: trattenuta in busta, non versata a parte.

A cosa serve calcolare i contributi colf

Conoscere in anticipo l'importo dei contributi è essenziale per la famiglia datrice di lavoro, che deve mettere a bilancio non solo la paga del collaboratore ma anche l'onere previdenziale trimestrale. Sottovalutare questa voce è un errore frequente: il costo reale di una colf o di una badante è sensibilmente più alto della sola retribuzione oraria.

Il calcolo serve anche a ripartire correttamente l'onere. Sapere quanto trattenere al lavoratore come sua quota evita contestazioni e mette la busta paga in regola: la quota del collaboratore va indicata chiaramente, distinguendola dalla parte a carico del datore. Una gestione trasparente della trattenuta è parte di un rapporto di lavoro corretto.

Per il lavoratore, capire i contributi significa capire la propria posizione previdenziale: sono questi versamenti a costruire l'anzianità contributiva utile alla pensione e a dare diritto alle tutele. Un rapporto regolare, con contributi versati, è ciò che distingue il lavoro domestico in regola dal lavoro nero, con tutte le conseguenze in termini di diritti.

Infine, la stima dei contributi è il punto di partenza per pianificare l'intero costo del lavoro domestico nel tempo. A questo onere trimestrale si affiancano la tredicesima, che spetta anche alle colf, e il TFR maturato di anno in anno. Avere chiari tutti questi elementi permette di gestire il rapporto senza sorprese, sia nella fase ordinaria sia alla sua conclusione.

Errori comuni da evitare

L'errore più comune è confondere il contributo con la retribuzione. Il contributo orario INPS (per esempio 1,55 €/h) non è la paga del collaboratore: è un versamento previdenziale a parte, che si aggiunge allo stipendio. Sommare o sostituire le due voci porta a stimare male sia il costo per la famiglia sia la busta paga del lavoratore.

Il secondo errore è usare il contributo orario sbagliato. Per i rapporti fino a 24 ore settimanali il contributo dipende dalla fascia di paga oraria; applicare il valore fisso previsto per le convivenze (oltre 24 ore) a un part-time, o viceversa, produce importi errati. Va sempre individuata prima la situazione corretta sulle tabelle INPS dell'anno.

Il terzo errore è dimenticare la natura trimestrale del versamento. Chi ragiona su base mensile, come per un dipendente d'azienda, rischia di sbagliare le scadenze (10 aprile, luglio, ottobre e gennaio) e di non accantonare per tempo l'importo. Il lavoro domestico ha un calendario di versamenti tutto suo.

Il quarto errore è trascurare le variazioni del rapporto durante il trimestre. Se le ore settimanali cambiano, o se il collaboratore inizia o cessa a metà trimestre, le ore da dichiarare non sono quelle "piene" delle 13 settimane: vanno conteggiate le ore effettivamente lavorate nel periodo. Usare le ore reali, e non un dato standard, è la chiave per un versamento corretto.

Esempio di calcolo

Esempio: collaboratrice con 25 ore a settimana, contributo orario INPS di 1,55 €/h e quota a carico del lavoratore di 0,40 €/h. Il calcolo è ore settimanali × 13 × contributo orario.

Ore a settimana
25 h
Ore nel trimestre (× 13)
325 h
Contributo orario INPS
1,55 €/h
di cui a carico del lavoratore (0,40 €/h)
325 × 0,40 = 130 €
Contributi a trimestre503,75 €

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Confondere il contributo orario INPS con la paga oraria del lavoratore: sono due voci distinte che si sommano nel costo del rapporto.
  • Applicare il contributo fisso delle convivenze a un part-time (fino a 24 ore), o viceversa: la fascia va scelta sulle tabelle INPS dell'anno.
  • Ragionare su base mensile: i contributi del lavoro domestico si versano ogni trimestre (10 aprile, luglio, ottobre, gennaio).
  • Non aggiornare le ore in caso di variazioni o di inizio/fine rapporto a metà trimestre: vanno dichiarate le ore effettivamente lavorate.

✅ In sintesi

  • I contributi colf sono trimestrali: ore settimanali × 13 × contributo orario INPS.
  • Con 25 ore a settimana e 1,55 €/h il trimestre costa 503,75 €, circa 2.015 € l'anno.
  • Una quota (nell'esempio 130 € a trimestre) è a carico del lavoratore e si trattiene in busta paga.
  • Il contributo orario è fisso oltre le 24 ore settimanali e variabile per fascia di paga fino a 24 ore.

Domande frequenti

Come si calcolano i contributi per una colf o una badante?+

Si moltiplicano le ore settimanali per 13 (le settimane del trimestre) e per il contributo orario INPS. Con 25 ore a settimana e un contributo di 1,55 €/h: 25 × 13 × 1,55 = 503,75 € a trimestre.

Quando si pagano i contributi colf?+

Ogni trimestre, entro il 10 di aprile, luglio, ottobre e gennaio, per il trimestre precedente. Il versamento si effettua tramite PagoPA, MAV o i canali telematici dell'INPS. In caso di cessazione, entro 10 giorni dalla fine del rapporto.

Chi paga i contributi, il datore o il lavoratore?+

Il datore di lavoro versa l'intero contributo all'INPS, ma una quota è a carico del lavoratore e viene trattenuta dalla busta paga. Nell'esempio, dei 503,75 € trimestrali, 130 € sono a carico del collaboratore e il resto della famiglia.

Dove trovo il contributo orario esatto da inserire?+

Nelle tabelle del lavoro domestico che l'INPS pubblica ogni anno. Fino a 24 ore settimanali il contributo dipende dalla fascia di paga oraria; oltre le 24 ore è fisso. Per i contratti a tempo determinato è prevista una piccola addizionale.

I contributi cambiano se la colf lavora più di 24 ore a settimana?+

Sì. Fino a 24 ore settimanali il contributo orario varia in base alla paga concordata (per fasce); oltre le 24 ore settimanali, tipico delle convivenze, il contributo orario è unico e fisso, indipendente dalla retribuzione.

La colf ha diritto anche a tredicesima e TFR?+

Sì. Oltre ai contributi, il lavoro domestico dà diritto alla tredicesima e alla maturazione del TFR di anno in anno. Per stimarli si possono usare i calcolatori dedicati alla tredicesima e al TFR, che vanno sommati all'onere contributivo per conoscere il costo totale del rapporto.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.

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