Calcolando
Casa

Calcolo Imposta di Registro

Inserisci la rendita catastale e il tipo di acquisto per l'imposta di registro (acquisto da privato).

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

L'imposta di registro è la tassa che si paga al notaio quando si compra casa da un privato. Sulla prima casa è il 2% del valore catastale, sugli altri immobili è il 9% (minimo 1.000 € in entrambi i casi), più 50 € di ipotecaria e 50 € di catastale. Il valore catastale non è il prezzo pagato ma la rendita catastale moltiplicata per 115,5 (prima casa) o 126 (altri). Su una rendita di 800 €, la prima casa paga 1.848 € di registro, quindi 1.948 € di imposte totali.

Imposta di registro1848,00 €
Valore catastale (base imponibile)
92.400,00 €
Ipotecaria + catastale
100,00 €
Totale imposte
1948,00 €

Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.

Calcola anche →

Sponsor

Confronta i mutui per la tua casa

Preventivi gratuiti e personalizzati

Spazio sponsor disponibile

Come si calcola

Nell'acquisto tra privati l'imposta di registro si calcola con il sistema del prezzo-valore: non sul prezzo pagato ma sul valore catastale, cioè la rendita rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 (prima casa) o 120 (altri immobili) — in pratica rendita ×115,5 o ×126. L'aliquota è 2% con i requisiti prima casa, 9% negli altri casi, con un minimo di 1.000 €; si aggiungono 50 € di ipotecaria e 50 € di catastale. Comprando da un'impresa soggetta a IVA, il registro è invece fisso (200 €) e si paga l'IVA sul prezzo (4% prima casa, 10% altri).

Acquisto da privato (regime prezzo-valore)
CasoRegistroIpotecaria + catastale
Prima casa2% del valore catastale (min 1.000 €)50 € + 50 €
Seconda casa / altri9% del valore catastale (min 1.000 €)50 € + 50 €
Da impresa (con IVA)200 € fisso200 € + 200 € (+ IVA 4%/10% sul prezzo)

Che cos'è l'imposta di registro sull'acquisto della casa

L'imposta di registro è il tributo che lo Stato incassa nel momento in cui un atto viene registrato, e nell'acquisto di un immobile è la voce fiscale più pesante del rogito. La riscuote materialmente il notaio, che poi la versa all'Agenzia delle Entrate per conto dell'acquirente: per questo compare nel conto notarile anche se non è un compenso del professionista, ma un'imposta vera e propria.

La distinzione decisiva riguarda chi vende. Quando si compra da un privato — la situazione più comune per una casa già abitata — si applica l'imposta di registro proporzionale, oggetto di questa pagina. Quando invece si compra da un'impresa costruttrice soggetta a IVA, il meccanismo cambia del tutto: si paga l'IVA sul prezzo (4% per la prima casa, 10% per le altre) e il registro diventa un importo fisso di 200 €.

L'imposta di registro non colpisce tutti gli immobili allo stesso modo. La legge premia l'acquisto della cosiddetta "prima casa", cioè dell'abitazione in cui si andrà a risiedere, con un'aliquota agevolata molto più bassa rispetto a quella ordinaria applicata a seconde case, immobili di investimento e fabbricati diversi dall'abitazione principale.

Il calcolatore di questa pagina si concentra sul caso più frequente e più cercato: l'acquisto tra privati, con l'opzione prezzo-valore che consente di tassare il valore catastale invece del prezzo di mercato. È uno dei passaggi in cui si gioca la differenza tra un rogito conveniente e uno inutilmente caro, e conoscere in anticipo la cifra aiuta a preparare il budget senza sorprese.

Il valore catastale e il sistema del prezzo-valore

Il cuore del calcolo è il valore catastale, e capirlo bene è ciò che distingue chi paga il giusto da chi paga troppo. Grazie al sistema del prezzo-valore, introdotto per gli acquisti di immobili abitativi da parte di persone fisiche, l'imposta di registro non si calcola sul prezzo effettivamente pagato ma su un valore fiscale convenzionale, quasi sempre molto più basso: il valore catastale, appunto.

Il valore catastale si ottiene dalla rendita catastale dell'immobile — il numero che trovi sulla visura catastale — con due passaggi. Prima la rendita viene rivalutata del 5% (moltiplicata per 1,05); poi il risultato si moltiplica per un coefficiente che dipende dalla natura dell'acquisto: 110 per la prima casa, 120 per le seconde case e gli altri immobili. In pratica, mettendo insieme i due passaggi, il valore catastale è la rendita moltiplicata per 115,5 (prima casa) o per 126 (altri). Il calcolo dettagliato di questa base è illustrato nella pagina dedicata alla rendita catastale.

Il vantaggio del prezzo-valore è concreto e spesso enorme. Una casa acquistata a 250.000 € può avere un valore catastale di appena 90.000-120.000 €: applicando l'aliquota a quest'ultimo, l'imposta risulta una frazione di quella che si pagherebbe sul prezzo reale. Per poterne beneficiare bisogna dichiararlo espressamente nell'atto e comprare da privato: è una scelta che il notaio propone perché quasi sempre conviene all'acquirente.

Attenzione a non confondere il valore catastale con la base imponibile IMU: partono entrambi dalla rendita rivalutata del 5%, ma usano coefficienti diversi. Per il registro il coefficiente prima casa è 110, per l'IMU è invece 160. Sono strumenti fiscali distinti, ed è normale che sullo stesso immobile il valore catastale ai fini registro sia diverso dalla base imponibile ai fini IMU trattata nel calcolatore dell'IMU.

  • Passo 1 — Rivalutazione della rendita: rendita catastale × 1,05.
  • Passo 2 — Coefficiente: × 110 (prima casa) o × 120 (altri immobili).
  • In pratica: valore catastale = rendita × 115,5 (prima casa) oppure × 126 (altri).
Come si costruisce il valore catastale a partire dalla rendita (esempio: rendita 800 €).
PassaggioOperazionePrima casaAltri immobili
Rendita catastaleValore dalla visura800 €800 €
Rivalutazione 5%× 1,05840 €840 €
Coefficiente× 110 / × 12092.400 €100.800 €
Valore catastaleBase imponibile del registro92.400 €100.800 €

Le aliquote: prima casa al 2%, altri immobili al 9%

Sul valore catastale così determinato si applica l'aliquota dell'imposta di registro. Con i requisiti prima casa l'aliquota è il 2%; per le seconde case, gli immobili di investimento e i fabbricati diversi dall'abitazione principale è il 9%. La differenza è netta e pesa moltissimo sul conto finale: a parità di immobile, il registro sulla seconda casa è quasi cinque volte quello sulla prima.

Esiste però una soglia minima che vale in entrambi i casi: l'imposta di registro non può mai essere inferiore a 1.000 €. Questo significa che, per gli immobili con rendita molto bassa, il risultato del calcolo percentuale può scendere sotto i 1.000 €, ma si versa comunque il minimo di legge. È un aspetto che sorprende spesso chi compra un immobile di piccolo valore contando su un registro proporzionalmente irrisorio.

Alle due aliquote si aggiungono, nell'acquisto tra privati, due imposte fisse: 50 € di imposta ipotecaria e 50 € di imposta catastale, per un totale fisso di 100 €. Queste non dipendono dal valore dell'immobile e vanno sempre versate. Il calcolatore le somma automaticamente, così il totale che vedi è già l'importo complessivo delle imposte d'atto.

Ottenere i requisiti prima casa non è automatico: servono condizioni precise, come stabilire la residenza nel Comune dell'immobile entro 18 mesi dall'acquisto (o averla già) e non essere titolari di un'altra abitazione acquistata con le stesse agevolazioni. Dichiarare il falso per ottenere l'aliquota al 2% comporta il recupero della differenza d'imposta, sanzioni e interessi: conviene essere certi di rientrare nei requisiti prima di indicarli nell'atto.

Aliquote e imposte fisse nell'acquisto tra privati (regime prezzo-valore).
CasoRegistroIpotecariaCatastale
Prima casa (con requisiti)2% del valore catastale (min 1.000 €)50 €50 €
Seconda casa / altri immobili9% del valore catastale (min 1.000 €)50 €50 €
Acquisto da impresa con IVA200 € fisso200 €200 €

Esempio di calcolo sulla prima casa

Vediamo il conteggio completo con i valori di partenza del calcolatore: una prima casa con rendita catastale di 800 €, acquistata da un privato con il regime prezzo-valore. È il caso tipico di chi compra l'abitazione in cui andrà a vivere.

Primo passo, il valore catastale: 800 × 1,05 = 840 €, poi × 110 = 92.400 €. In un colpo solo, 800 × 115,5 = 92.400 €. Secondo passo, l'aliquota prima casa: 92.400 × 2% = 1.848 €. Poiché 1.848 € è superiore al minimo di 1.000 €, si versa l'importo pieno di 1.848 €. Terzo passo, le imposte fisse: + 50 € di ipotecaria + 50 € di catastale = 100 €. Il totale delle imposte d'atto è quindi 1.848 + 100 = 1.948 €.

Confrontiamolo con lo stesso immobile comprato come seconda casa. Il valore catastale sale a 800 × 126 = 100.800 € (coefficiente 120 invece di 110), e l'aliquota diventa il 9%: 100.800 × 9% = 9.072 € di registro, più 100 € fissi, per un totale di 9.172 €. La stessa casa, con la stessa rendita, costa in imposte di registro oltre 7.000 € in più solo perché è una seconda casa: è la dimostrazione plastica di quanto pesi l'agevolazione prima casa.

Questi importi combaciano con l'output del calcolatore: con rendita 800 € e opzione prima casa restituisce 1.848 € di registro e 1.948 € di imposte totali. Se stai anche accendendo un mutuo, ricorda che l'atto di mutuo è un secondo atto con costi propri, di cui tieni conto nel calcolatore delle spese notarili.

Prima casa contro seconda casa: quanto pesa l'aliquota
Prima casa (2%)1848Seconda casa (9%)9072

Imposta di registro su un immobile con rendita catastale di 800 €. La prima casa (2%) paga una frazione della seconda casa (9%). Valori calcolati con la formula del prezzo-valore.

Comprare da privato o da impresa: due mondi diversi

L'errore più costoso, in fase di budget, è calcolare le imposte con le regole sbagliate perché non si è capito chi è il venditore. Le due situazioni — acquisto da privato e acquisto da impresa soggetta a IVA — seguono binari completamente separati.

Comprando da un privato (o da un'impresa che vende in esenzione IVA) si applica quanto visto finora: registro proporzionale del 2% o 9% sul valore catastale, più 100 € di ipocatastali fisse. Il grande vantaggio è la base ridotta grazie al prezzo-valore, che rende l'imposta molto più leggera del prezzo reale lascerebbe pensare.

Comprando invece da un'impresa costruttrice entro i termini di legge dalla fine dei lavori, la vendita è soggetta a IVA. In questo caso si paga l'IVA sul prezzo pattuito — 4% per la prima casa, 10% per le altre abitazioni, 22% per gli immobili di lusso — e le imposte di registro, ipotecaria e catastale diventano fisse a 200 € ciascuna. Qui non c'è prezzo-valore: l'IVA colpisce il prezzo effettivo, che di norma è ben più alto del valore catastale.

La conseguenza pratica è che, su immobili nuovi di valore elevato, l'acquisto da impresa con IVA può risultare più oneroso dell'acquisto da privato con il prezzo-valore, proprio perché la base imponibile è il prezzo e non la rendita. È una valutazione che va fatta caso per caso, guardando prezzo reale e rendita catastale insieme. Il calcolatore di questa pagina copre l'ipotesi tra privati, quella su cui si concentrano la maggior parte delle compravendite di case usate.

  • Da privato: registro 2% / 9% sul valore catastale (min 1.000 €) + 100 € fissi. C'è il prezzo-valore.
  • Da impresa con IVA: IVA 4% / 10% sul prezzo + registro, ipotecaria e catastale fisse a 200 € ciascuna.
  • Il prezzo-valore (base catastale ridotta) vale solo per gli acquisti da privato di immobili abitativi.

Quando e come si paga: il ruolo del notaio

L'imposta di registro si paga contestualmente al rogito. È il notaio a occuparsi di tutto: incassa dall'acquirente l'importo dovuto, registra l'atto e versa le imposte all'Agenzia delle Entrate entro i termini di legge, di norma pochi giorni dalla stipula. Per questo, quando ricevi il preventivo del notaio, le imposte compaiono come voce a sé, distinta dall'onorario del professionista.

Nel conteggio complessivo del rogito, quindi, l'imposta di registro va sommata all'onorario del notaio (con la sua IVA al 22%), alle imposte ipotecaria e catastale e alle spese accessorie come visure e volture. Per avere il quadro completo del costo dell'atto conviene usare il calcolatore delle spese notarili, che mette insieme tutte queste voci in un unico totale indicativo.

Un aspetto spesso trascurato è che il notaio è un pubblico ufficiale e ha l'obbligo di applicare correttamente imposte e aliquote: non c'è margine per "trattare" l'imposta di registro, che è fissata dalla legge. Ciò che varia da notaio a notaio è solo l'onorario, sul quale ha senso confrontare più preventivi.

Se dopo l'atto emergono errori nel calcolo o nei presupposti dell'agevolazione — per esempio la perdita dei requisiti prima casa per mancato trasferimento della residenza — l'Agenzia delle Entrate può recuperare la maggiore imposta con sanzioni e interessi. In questi casi è possibile rimediare spontaneamente con il ravvedimento operoso, versando il dovuto con una sanzione ridotta prima del controllo.

Errori comuni e regole che cambiano

L'errore più frequente è calcolare l'imposta di registro sul prezzo di acquisto invece che sul valore catastale. Tra privati, con il prezzo-valore, la base è la rendita moltiplicata per il coefficiente, non i 250.000 € (o quanto sia) scritti nel compromesso. Chi applica l'aliquota al prezzo reale si spaventa per cifre molto più alte di quelle effettivamente dovute.

Il secondo errore è dimenticare il minimo di 1.000 €: per gli immobili con rendita bassa, il 2% o il 9% del valore catastale può risultare inferiore a 1.000 €, ma l'imposta non scende comunque sotto quella soglia. È bene saperlo per non sottostimare il conto sugli immobili di piccolo valore.

Un terzo errore riguarda l'agevolazione prima casa data per scontata. I requisiti (residenza nel Comune, assenza di altre abitazioni agevolate, categoria catastale non di lusso) vanno rispettati davvero: indicarli nell'atto senza averne diritto porta al recupero della differenza tra il 9% e il 2%, oltre a sanzioni. Prima di contare sull'aliquota ridotta, verifica di rientrare nelle condizioni.

Infine, ricorda che aliquote, coefficienti e importi fissi sono stabiliti dalla normativa e possono essere modificati dalla legge di bilancio o da provvedimenti successivi. I valori qui indicati (2%, 9%, coefficienti 110 e 120, minimo 1.000 €, 50 + 50 € di ipocatastali) sono quelli in vigore per il 2025-2026, ma per un acquisto reale conviene sempre confermarli con il notaio o sul sito dell'Agenzia delle Entrate, che pubblica la guida ufficiale all'acquisto della casa aggiornata all'anno in corso.

Esempio di calcolo

Esempio: prima casa acquistata da un privato, rendita catastale di 800 €, regime prezzo-valore (coefficiente 110), aliquota 2%.

Rendita catastale
800 €
Valore catastale (× 115,5)
92.400 €
Imposta di registro (2%, min 1.000 €)
1.848 €
Ipotecaria + catastale (50 € + 50 €)
100 €
Totale imposte d'atto1.948 €

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Calcolare l'imposta sul prezzo di acquisto invece che sul valore catastale: tra privati, con il prezzo-valore, la base è la rendita × 115,5 (prima casa) o × 126 (altri), non il prezzo pagato.
  • Dimenticare il minimo di 1.000 €: sugli immobili con rendita bassa il 2% o 9% può risultare inferiore, ma l'imposta non scende sotto la soglia di legge.
  • Dare per scontata l'agevolazione prima casa: senza i requisiti (residenza, nessuna altra abitazione agevolata, categoria non di lusso) si applica il 9% e il falso comporta recupero d'imposta e sanzioni.
  • Confondere l'acquisto da privato con quello da impresa: con l'IVA il registro è fisso a 200 € e l'imposta colpisce il prezzo, non il valore catastale.

✅ In sintesi

  • Registro = valore catastale × 2% (prima casa) o × 9% (altri), minimo 1.000 €, + 100 € di ipotecaria e catastale.
  • Il valore catastale è la rendita × 115,5 (prima casa) o × 126 (altri): grazie al prezzo-valore è molto più basso del prezzo pagato.
  • Su una rendita di 800 €, la prima casa paga 1.848 € di registro (1.948 € totali); la seconda casa 9.072 € (9.172 € totali).
  • Comprando da impresa con IVA il meccanismo cambia: IVA sul prezzo (4%/10%) e registro fisso a 200 €. Aliquote e coefficienti valgono per il 2025-2026 e possono cambiare.

Domande frequenti

Su quale valore si calcola l'imposta di registro?+

Nell'acquisto tra privati si calcola sul valore catastale, non sul prezzo pagato, grazie al sistema del prezzo-valore. Il valore catastale è la rendita catastale moltiplicata per 115,5 (prima casa) o per 126 (altri immobili), quasi sempre molto più basso del prezzo di mercato.

Quanto si paga di registro per la prima casa?+

Il 2% del valore catastale, con un minimo di 1.000 €, più 50 € di imposta ipotecaria e 50 € di catastale. Su una rendita di 800 €, il valore catastale è 92.400 € e il registro è 1.848 €, per un totale di 1.948 € di imposte.

Qual è la differenza tra prima e seconda casa?+

Cambiano sia il coefficiente sia l'aliquota. La prima casa usa il coefficiente 110 (rendita × 115,5) e l'aliquota del 2%; la seconda casa il coefficiente 120 (rendita × 126) e l'aliquota del 9%. A parità di immobile la seconda casa paga un'imposta di registro quasi cinque volte più alta.

Come funziona l'imposta se compro dal costruttore?+

Se la vendita è soggetta a IVA, si paga l'IVA sul prezzo (4% prima casa, 10% le altre abitazioni) e l'imposta di registro diventa fissa a 200 €, insieme a ipotecaria e catastale anch'esse a 200 € ciascuna. In questo caso non si applica il prezzo-valore: l'IVA colpisce il prezzo effettivo.

Chi paga l'imposta di registro, l'acquirente o il venditore?+

La versa l'acquirente, tramite il notaio che la riscuote al rogito e la trasmette all'Agenzia delle Entrate. Il notaio è responsabile del corretto calcolo e versamento: l'imposta è fissata per legge e non è negoziabile, a differenza dell'onorario del professionista.

Dove trovo la rendita catastale per il calcolo?+

La rendita catastale è indicata nella visura catastale dell'immobile, ottenibile online dal sito dell'Agenzia delle Entrate con SPID o presso un ufficio. È il numero di partenza per calcolare il valore catastale e quindi l'imposta di registro.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.

Usiamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie di statistica e di personalizzazione degli annunci. Cookie policy · Privacy.