Previsione Tempo di Gara
Inserisci una prestazione nota (distanza e tempo) e la distanza obiettivo per stimare il tempo di gara.
A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026
In breve
La previsione del tempo di gara stima quanto correrai su una nuova distanza a partire da una prestazione già nota, con la formula di Riegel: T2 = T1 × (D2 ÷ D1)^1,06. L’esponente 1,06 tiene conto del rallentamento fisiologico sulle distanze più lunghe. Partendo da 50 minuti sui 10 km, la mezza maratona (21,097 km) è stimata in circa 1h 50′ 19″, a un passo medio di 5′14″/km. È una previsione, non una garanzia: presuppone un allenamento adeguato alla distanza obiettivo.
- Passo medio
- 5'14"/km
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Come si calcola
La formula di Riegel stima il tempo su una nuova distanza a partire da una prestazione nota: T2 = T1 × (D2 ÷ D1)^1,06. L'esponente 1,06 tiene conto del rallentamento fisiologico sulle distanze più lunghe. È una previsione: presuppone un allenamento adeguato alla distanza obiettivo.
Che cos’è la previsione del tempo di gara
La previsione del tempo di gara è una stima di quanto tempo impiegherai a coprire una certa distanza di corsa, ricavata da un risultato che hai già ottenuto su un’altra distanza. In pratica risponde a una domanda che ogni podista si pone: «se corro i 10 km in questo tempo, quanto potrei fare sulla mezza maratona?». Invece di tirare a indovinare, un modello matematico traduce la prestazione nota in una previsione ragionata.
L’idea di fondo è che le prestazioni di uno stesso atleta su distanze diverse non sono indipendenti: chi è veloce sui 10 km ha, in proporzione, un buon potenziale anche sulla mezza o sulla maratona. Esiste una relazione abbastanza regolare tra distanza e tempo, e questa regolarità permette di estrapolare da un dato conosciuto a uno sconosciuto.
Il calcolatore di questa pagina serve a impostare un obiettivo realistico e a scegliere il ritmo di gara. È utile per pianificare una tabella di allenamento, per decidere il passo di partenza in gara e per capire se il traguardo che hai in mente è alla tua portata attuale o richiede ancora lavoro.
Un chiarimento essenziale: questa è una previsione statistica, non una certezza. Presuppone che tu abbia svolto un allenamento adeguato alla distanza obiettivo. Prevedere la maratona da una prestazione sui 10 km, senza aver mai corso a lungo, produce un numero ottimistico: il modello dice cosa è possibile a parità di preparazione, non cosa accadrà comunque.
Come funziona la formula di Riegel
Il modello più usato per prevedere i tempi di corsa è la formula di Riegel, proposta dall’ingegnere e podista Peter Riegel. La formula è: T2 = T1 × (D2 ÷ D1)^1,06, dove T1 è il tempo noto sulla distanza D1, D2 è la distanza obiettivo e T2 è il tempo che vogliamo stimare. Il cuore di tutto è quell’esponente 1,06.
L’esponente serve a modellare un fatto ben noto ai corridori: sulle distanze più lunghe non si riesce a tenere lo stesso passo delle distanze brevi. Se il rapporto tra tempo e distanza fosse costante, l’esponente sarebbe 1 e il passo resterebbe identico su ogni distanza. Il valore 1,06, leggermente superiore a 1, introduce proprio il rallentamento fisiologico: più la distanza cresce, più il passo previsto si allunga rispetto a quello di partenza.
Il procedimento è in tre passi. Primo, si calcola il rapporto tra la distanza obiettivo e quella nota (D2 ÷ D1). Secondo, si eleva questo rapporto alla potenza 1,06. Terzo, si moltiplica il risultato per il tempo noto T1. Il calcolatore esegue tutto automaticamente e converte il tempo in minuti nel formato ore-minuti-secondi, restituendo anche il passo medio al chilometro.
La formula funziona meglio tra distanze non troppo lontane tra loro e con un allenamento coerente. Il salto dai 10 km alla mezza maratona è nel suo terreno ideale; il salto fino alla maratona è più azzardato, perché su 42 km entrano in gioco fattori — riserve di energia, idratazione, gestione della fatica — che una formula puramente matematica non può cogliere. Per questo sulla maratona la previsione tende a essere ottimistica.
- Passo 1 — Rapporto tra le distanze: D2 ÷ D1 (es. 21,097 ÷ 10 = 2,1097).
- Passo 2 — Elevazione a potenza: (D2 ÷ D1)^1,06 (es. 2,1097^1,06 ≈ 2,206).
- Passo 3 — Moltiplicazione per il tempo noto: T1 × risultato (es. 50 × 2,206 ≈ 110,3 minuti).
- Passo 4 — Conversione: 110,3 minuti ≈ 1h 50′ 19″, passo medio 5′14″/km.
Esempio: dai 10 km alla mezza maratona
Vediamo l’esempio da cui parte il calcolatore. La prestazione nota è di 50 minuti sui 10 km; la distanza obiettivo è la mezza maratona, cioè 21,097 km. Vogliamo stimare il tempo su questa nuova distanza.
Primo passo, calcoliamo il rapporto tra le distanze: 21,097 ÷ 10 = 2,1097. Secondo passo, eleviamo questo rapporto alla potenza 1,06, ottenendo circa 2,206. Terzo passo, moltiplichiamo per il tempo noto: 50 × 2,206 = 110,32 minuti circa. Convertendo, 110,32 minuti corrispondono a 1 ora, 50 minuti e 19 secondi.
Il passo medio si ricava dividendo il tempo totale per la distanza obiettivo: 110,32 minuti ÷ 21,097 km ≈ 5,23 minuti al chilometro, cioè circa 5′14″/km. È interessante notare che sui 10 km il passo di partenza era di 5′00″/km (50 minuti ÷ 10 km): la formula prevede quindi un rallentamento di circa 14 secondi al chilometro passando alla distanza doppia. È esattamente l’effetto dell’esponente 1,06.
Questo risultato combacia con l’output del calcolatore: partendo da 50 minuti sui 10 km, la mezza maratona è stimata in circa 1h 50′ 19″, a un passo medio di 5′14″/km. Per lavorare sul ritmo obiettivo e trasformare questa previsione in un piano concreto, è utile affiancare il Calcolo del Passo nella Corsa, che converte tempo e distanza in ritmo al chilometro e velocità.
| Distanza obiettivo | Calcolo | Tempo previsto | Passo medio |
|---|---|---|---|
| 5 km | 50 × (5 ÷ 10)^1,06 | ≈ 23′ 59″ | ≈ 4′48″/km |
| 10 km (nota) | prestazione di partenza | 50′ 00″ | 5′00″/km |
| 21,097 km (mezza) | 50 × (21,097 ÷ 10)^1,06 | ≈ 1h 50′ 19″ | ≈ 5′14″/km |
| 42,195 km (maratona) | 50 × (42,195 ÷ 10)^1,06 | ≈ 3h 50′ 01″ | ≈ 5′27″/km |
Come cambia il passo con la distanza
Il messaggio più utile della formula di Riegel è che il passo non resta costante: più lunga è la gara, più il ritmo previsto si allunga. Vederlo su una scala di distanze aiuta a capire perché non ha senso puntare, sulla maratona, allo stesso passo tenuto sui 10 km.
Riprendendo l’esempio dei 50 minuti sui 10 km, il passo di partenza è di 5′00″/km. Sulla mezza maratona sale a circa 5′14″/km, e sulla maratona a circa 5′27″/km. Ogni raddoppio della distanza aggiunge una manciata di secondi al chilometro: sono pochi presi singolarmente, ma su decine di chilometri fanno una differenza enorme sul tempo finale.
Questo comportamento spiega uno degli errori più comuni in gara: partire troppo forte perché «ci si sente bene» nei primi chilometri. La formula ricorda che il passo sostenibile su una lunga distanza è più lento di quello che sembra facile all’inizio. Impostare fin da subito il ritmo previsto — non quello che il fiato consentirebbe nei primi minuti — è la strategia che evita il crollo nella seconda metà.
Il grafico qui sotto mostra come il passo medio previsto cresce con la distanza, sempre partendo da 50 minuti sui 10 km. È una rappresentazione concreta del principio alla base del modello: la velocità e la resistenza sono due cose diverse, e per gestire le lunghe distanze conviene anche imparare a correre alle giuste intensità, tema che si collega alle Zone di Frequenza Cardiaca.
Passo medio in minuti/km previsto dalla formula di Riegel partendo da 50′ sui 10 km. Valori espressi in minuti decimali (5,0 = 5′00″; 5,23 ≈ 5′14″).
Quando è affidabile e quando no
La previsione di Riegel dà il meglio quando la distanza obiettivo non è troppo distante da quella nota e quando l’allenamento è coerente con entrambe. Prevedere la mezza maratona da un buon tempo sui 10 km è uno degli usi più solidi: le due distanze sono vicine e richiedono qualità simili. Anche la stima dei 10 km da una prova sui 5 km, o viceversa, funziona bene.
Il modello perde affidabilità man mano che ci si allontana. La maratona è il caso più delicato: 42 km sono un territorio dove contano fattori che la formula non vede — la capacità di gestire le riserve di glicogeno, l’idratazione, l’alimentazione in corsa, la resistenza mentale. Per questo la previsione sulla maratona ricavata da distanze brevi tende a sottostimare la fatica reale, restituendo un tempo più veloce di quello effettivamente sostenibile senza una preparazione specifica.
C’è poi il presupposto, spesso dimenticato, dell’allenamento adeguato. La formula estrapola il potenziale a parità di preparazione: se non hai mai corso oltre i 10 km, la stima della mezza o della maratona indica ciò che potresti fare se ti allenassi per quella distanza, non ciò che faresti domani a freddo. È una previsione condizionata, non incondizionata.
Infine, incidono le condizioni della prova di partenza. Se il tempo noto è stato ottenuto su un percorso in salita, con vento forte o caldo eccessivo, non rappresenta il tuo reale potenziale e falsa a cascata tutta la previsione. Per stime attendibili conviene partire da una prestazione recente, ottenuta in buone condizioni e su una distanza affidabile.
- Più affidabile: tra distanze vicine (5-10 km, 10 km-mezza) e con allenamento coerente.
- Meno affidabile: sulla maratona, dove energia, idratazione e resistenza pesano più della pura velocità.
- Richiede un allenamento adeguato alla distanza obiettivo: è una previsione condizionata, non una promessa.
- Parti da una prestazione recente e in buone condizioni: percorsi difficili o clima avverso falsano la stima.
Errori comuni nell’uso della previsione
L’errore più diffuso è trattare la previsione come una certezza. Il numero che esce è una stima statistica, non un tempo garantito: il risultato reale dipende dalla preparazione, dalle condizioni del giorno di gara, dal percorso e dalla strategia. Va usato come riferimento per pianificare, non come una promessa incisa nella pietra.
Un secondo errore è ignorare il presupposto dell’allenamento. Chi inserisce un ottimo tempo sui 10 km e legge la previsione sulla maratona come un obiettivo immediato dimentica che la formula presuppone di essersi allenati per quella distanza. Senza i lunghi in preparazione, il tempo reale sulla maratona sarà quasi sempre più lento della stima.
C’è poi l’errore di partire in gara al passo sbagliato. Alcuni corridori, vedendo la previsione, tentano di correre più forte del ritmo indicato nei primi chilometri, salvo pagarlo caro alla fine. La strategia corretta è impostare fin dall’inizio il passo previsto, che tiene già conto del rallentamento sulle lunghe distanze, e semmai accelerare solo nel finale se le energie lo consentono.
Infine, un errore tecnico: usare come input una prestazione poco rappresentativa. Un tempo su una distanza molto diversa da quella obiettivo, oppure ottenuto in condizioni difficili, produce una previsione poco attendibile. Per lavorare bene sui numeri conviene abbinare la previsione ad altri strumenti — dal Calcolo VO2max, che stima la capacità aerobica, fino al Calcolo Massimale (1RM) per chi integra la corsa con la forza — così da avere un quadro completo del proprio livello, e non un singolo dato isolato.
Esempio di calcolo
Esempio: prestazione nota di 50 minuti sui 10 km, distanza obiettivo la mezza maratona (21,097 km). Si applica la formula di Riegel con esponente 1,06.
- Distanza nota (D1) e tempo (T1)
- 10 km in 50 minuti
- Distanza obiettivo (D2)
- 21,097 km
- Rapporto distanze (D2 ÷ D1)
- 2,1097
- Elevato a 1,06
- ≈ 2,206
- Tempo stimato (50 × 2,206)
- ≈ 110,3 min → 1h 50′ 19″
⚠️ Errori comuni da evitare
- ✕Prendere la previsione come una certezza: è una stima statistica, non un tempo garantito.
- ✕Ignorare il presupposto dell’allenamento: prevedere la maratona da un 10 km senza lunghi dà un tempo troppo ottimistico.
- ✕Partire in gara più forte del passo previsto: il ritmo indicato tiene già conto del rallentamento sulle lunghe distanze.
- ✕Usare una prestazione poco rappresentativa (distanza molto diversa o condizioni avverse), che falsa tutta la previsione.
✅ In sintesi
- ✓La formula di Riegel prevede il tempo su una nuova distanza: T2 = T1 × (D2 ÷ D1)^1,06.
- ✓Da 50 minuti sui 10 km, la mezza maratona è stimata in circa 1h 50′ 19″, a 5′14″/km.
- ✓L’esponente 1,06 modella il rallentamento fisiologico: il passo si allunga sulle distanze più lunghe.
- ✓È una previsione che presuppone un allenamento adeguato: sulla maratona tende a essere ottimistica.
Domande frequenti
Come si prevede il tempo di una mezza maratona?+
Con la formula di Riegel, a partire da un tempo noto (per esempio sui 10 km): T2 = T1 × (21,097 ÷ 10)^1,06. Con 50 minuti sui 10 km, la mezza è stimata in circa 1h 50′ 19″, a un passo di 5′14″/km.
Che cos’è l’esponente 1,06 nella formula di Riegel?+
È il fattore che modella il rallentamento fisiologico sulle distanze lunghe. Se fosse 1, il passo resterebbe costante; essendo 1,06, il passo previsto si allunga man mano che la distanza cresce, come accade nella realtà.
La previsione del tempo di gara è affidabile?+
È una stima statistica: funziona meglio tra distanze non troppo diverse (5-10 km, 10 km-mezza) e con un allenamento specifico. Sulla maratona tende a sottostimare la fatica, quindi il tempo reale è spesso più lento della previsione.
Perché il passo previsto sulla maratona è più lento che sui 10 km?+
Perché la resistenza non equivale alla pura velocità: su 42 km entrano in gioco riserve di energia, idratazione e gestione della fatica. La formula lo traduce nell’esponente 1,06, che allunga il passo con l’aumentare della distanza.
Da quale distanza conviene partire per la previsione?+
Da una prestazione recente, ottenuta in buone condizioni e su una distanza vicina all’obiettivo. Per prevedere la mezza è ideale un tempo sui 10 km; per i 10 km va bene una prova sui 5 km. Prove su percorsi difficili o con clima avverso falsano la stima.
Posso usare la previsione per decidere il passo di gara?+
Sì, è uno degli usi migliori. Il passo medio indicato è quello sostenibile sulla distanza obiettivo: impostarlo fin dalla partenza, invece di correre più forte all’inizio, aiuta a evitare il crollo nella seconda metà. Puoi affinarlo con il Calcolo del Passo nella Corsa.
Metodo e fonti
I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.