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Calcolo Congedo Parentale 2026

Calcola quanto spetta durante il congedo parentale in base alla retribuzione e all'aliquota applicata (80% agevolato o 30% ordinario).

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

Il congedo parentale è il periodo di astensione facoltativa dal lavoro che spetta ai genitori dipendenti nei primi anni di vita del figlio. Durante il congedo non si percepisce lo stipendio pieno, ma un'indennità INPS calcolata in percentuale sulla retribuzione: il 30% nei mesi ordinari e l'80% nei mesi agevolati introdotti dalle ultime leggi di bilancio. Con uno stipendio di 1.600 € lordi al mese, un mese ordinario al 30% dà 480 € di indennità, mentre un mese agevolato all'80% sale a 1.280 €. I mesi indennizzati sono complessivamente nove tra i due genitori, con quote riservate a ciascuno e non trasferibili all'altro. La domanda si presenta all'INPS, prima dell'inizio del congedo.

Indennità mensile480,00 €
Differenza rispetto allo stipendio
1120,00 €

Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.

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Come si calcola

Il congedo parentale è il periodo di astensione facoltativa dal lavoro che spetta ai genitori, lavoratori dipendenti, nei primi anni di vita del figlio. Durante il congedo l'INPS riconosce un'indennità calcolata in percentuale sulla retribuzione. La regola generale prevede il 30% della retribuzione, ma le ultime leggi di bilancio hanno introdotto mesi agevolati pagati all'80% (entro i primi anni e a certe condizioni), per incentivare l'uso del congedo. I mesi indennizzabili sono complessivamente nove tra i due genitori, con quote riservate a ciascuno e non trasferibili. L'indennità si calcola sulla retribuzione del periodo precedente e va a sostituire lo stipendio: questo calcolatore mostra quanto si percepisce e quanto si rinuncia rispetto al lordo.

Indennità del congedo parentale 2026 (su 1.600 € lordi)
PeriodoAliquotaIndennitàQuota non pagata
Mesi agevolati80%1.280 €320 €
Mesi ordinari30%480 €1.120 €
Durata complessiva9 mesi tra i due genitoriquote non trasferibili

Che cos'è il congedo parentale e a chi spetta?

Il congedo parentale è il diritto dei genitori lavoratori dipendenti ad assentarsi dal lavoro, in modo facoltativo, per prendersi cura del figlio nei suoi primi anni di vita. È diverso dal congedo di maternità (l'astensione obbligatoria intorno al parto) e dal congedo di paternità: è una astensione che ciascun genitore può scegliere di usare, anche in modo frazionato, a giorni o a mesi.

Durante il congedo parentale il rapporto di lavoro resta in piedi, ma lo stipendio non viene pagato dal datore di lavoro nella misura piena: al suo posto l'INPS riconosce un'indennità calcolata in percentuale sulla retribuzione. È esattamente questa la cifra che il calcolatore di questa pagina ti aiuta a stimare, a partire dalla tua retribuzione mensile e dal tipo di mese (ordinario al 30% o agevolato all'80%).

Hanno diritto al congedo parentale i genitori dipendenti, sia la madre sia il padre, per ogni figlio nato, adottato o in affido. Spetta nei primi anni di vita del bambino e può essere usato in periodi continuativi oppure spezzettato nel tempo, secondo le esigenze della famiglia. La possibilità di usarlo a ore o a giorni lo rende uno strumento flessibile, non un blocco unico.

Il punto da capire subito è che il congedo parentale non è gratuito per la famiglia in termini di reddito: si rinuncia a una parte dello stipendio. Quanta parte dipende dall'aliquota applicata al mese in cui si usa il congedo. Capire la differenza tra un mese al 30% e uno all'80% è la chiave per organizzarlo nel modo più conveniente.

  • Spetta ai genitori lavoratori dipendenti, madre e padre, per ogni figlio.
  • È un'astensione facoltativa, diversa dalla maternità e paternità obbligatorie.
  • Si può usare in modo continuativo o frazionato, anche a giorni e a ore.
  • Durante il congedo l'INPS paga un'indennità, non lo stipendio pieno.
Il congedo parentale in sintesi.
VoceDettaglio
Chi lo erogaINPS (indennità sostitutiva della retribuzione)
A chi spettaGenitori dipendenti, madre e padre, per ogni figlio
Aliquota30% ordinario, 80% nei mesi agevolati
Durata indennizzata9 mesi complessivi tra i due genitori

Quanto paga l'INPS durante il congedo parentale?

L'indennità di congedo parentale si calcola applicando una percentuale alla retribuzione mensile. La regola generale è il 30% della retribuzione: per ogni mese di congedo ordinario si percepisce, dall'INPS, poco meno di un terzo dello stipendio. È una quota pensata per coprire in parte la perdita di reddito, non per azzerarla.

Accanto al 30% ordinario, le ultime leggi di bilancio hanno introdotto dei mesi agevolati pagati all'80% della retribuzione, da usare entro i primi anni di vita del figlio e a determinate condizioni. Sono i mesi più convenienti in assoluto, perché la perdita di reddito si riduce a un quinto invece che a due terzi dello stipendio.

La formula è semplice: indennità = retribuzione mensile lorda × aliquota. Con uno stipendio di 1.600 € lordi al mese, un mese ordinario al 30% vale 480 € (1.600 × 30%); lo stesso mese, se rientra in quelli agevolati all'80%, vale 1.280 € (1.600 × 80%). La differenza, 800 € al mese, mostra quanto pesi scegliere bene il periodo.

Il grafico qui sotto mette a confronto, su diversi livelli di stipendio, l'indennità all'80% e quella al 30%. Si vede a colpo d'occhio che il mese agevolato vale più del doppio di quello ordinario, qualunque sia la retribuzione: è la leva più importante per chi vuole limitare la perdita di reddito durante il congedo.

Indennità mensile per stipendio e aliquota.
Retribuzione lordaMese al 30%Mese all'80%
1.400 €420 €1.120 €
1.600 €480 €1.280 €
2.200 €660 €1.760 €
3.000 €900 €2.400 €
Indennità mensile: 80% agevolato vs 30% ordinario
1.400 € lordi — 80%11201.400 € lordi — 30%4201.600 € lordi — 80%12801.600 € lordi — 30%4802.200 € lordi — 80%17602.200 € lordi — 30%660

A parità di stipendio, il mese agevolato all'80% vale più del doppio di quello ordinario al 30%. Importi in euro al mese.

Quanto si perde rispetto allo stipendio pieno?

Per capire davvero la convenienza del congedo parentale non basta guardare quanto si incassa: bisogna guardare quanto si rinuncia. L'indennità sostituisce solo una parte della retribuzione, e la parte restante è reddito che la famiglia non riceve. Il calcolatore lo mostra esplicitamente con la voce "differenza rispetto allo stipendio".

In un mese ordinario al 30% la perdita è pesante: con 1.600 € di stipendio si incassano 480 € e se ne lasciano 1.120 €. In pratica, per ogni mese di congedo ordinario si rinuncia a circa due terzi della retribuzione. È il motivo per cui molte famiglie usano il congedo al 30% solo per periodi brevi o per esigenze specifiche.

Nel mese agevolato all'80% il quadro cambia radicalmente: sempre con 1.600 €, si incassano 1.280 € e se ne lasciano solo 320 €. La perdita scende a un quinto dello stipendio. È questa la ragione per cui conviene concentrare i mesi all'80% laddove possibile, soprattutto nei periodi in cui l'assenza dal lavoro è più necessaria.

Il grafico a composizione qui sotto scompone lo stipendio di 1.600 € nei due scenari: quanto resta come indennità INPS e quanto è la quota non pagata. È la rappresentazione più diretta del costo reale del congedo, mese per mese.

Indennità e quota non pagata, sui due tipi di mese (stipendio 1.600 €).
Tipo di meseIndennità INPSQuota non pagata
Mese ordinario (30%)480 €1.120 €
Mese agevolato (80%)1.280 €320 €
Indennità vs quota non pagata (stipendio 1.600 € lordi)
Indennità INPS al 30% (480 €) 30%Quota non pagata (1.120 €) 70%

Mese ordinario al 30%: 480 € di indennità, 1.120 € non pagati. Confronta con l'80%, dove restano scoperti solo 320 €.

Quanti mesi di congedo parentale spettano ai genitori?

La durata del congedo parentale segue regole precise. I mesi complessivamente indennizzati dall'INPS sono nove, da ripartire tra i due genitori. Non sono nove mesi a testa: sono nove mesi in tutto per la coppia, con quote riservate a ciascun genitore e una parte aggiuntiva utilizzabile dall'uno o dall'altro.

Una parte di questi mesi è riservata e non trasferibile: la quota spettante alla madre non può essere ceduta al padre e viceversa. Questo meccanismo nasce per incentivare anche i padri a usare il congedo, evitando che tutto il peso ricada su un solo genitore. Se la quota riservata non viene usata da chi ne ha diritto, semplicemente va persa, non passa all'altro.

Oltre ai mesi indennizzati esistono anche periodi di congedo che si possono richiedere ma senza indennità, cioè senza che l'INPS paghi nulla. Per questo, quando si pianifica il congedo, conviene distinguere bene tra i mesi pagati (al 30% o all'80%) e gli eventuali mesi non retribuiti, che incidono ancora di più sul reddito familiare.

La logica di fondo è che il congedo parentale è una risorsa limitata e condivisa nella coppia: va organizzata insieme, decidendo chi usa quanti mesi e in quali periodi. La tabella seguente riassume come si distribuiscono i mesi tra i genitori e quali sono trasferibili e quali no.

  • 9 mesi indennizzati in totale tra i due genitori, non a testa.
  • Una quota è riservata a ciascun genitore e non si può cedere all'altro.
  • La quota riservata non usata va persa, non passa all'altro genitore.
  • Esistono anche mesi di congedo non indennizzati, da valutare a parte.
Come si ripartiscono i mesi di congedo parentale (quadro semplificato).
TipologiaCaratteristica
Mesi indennizzati complessivi9 mesi tra i due genitori
Quota riservata alla madreNon trasferibile al padre
Quota riservata al padreNon trasferibile alla madre
Mesi non indennizzatiPossibili ma senza pagamento INPS

Come funzionano i mesi all'80% e perché conviene usarli?

I mesi all'80% sono la novità più rilevante delle ultime leggi di bilancio in materia di congedo parentale. Si tratta di un numero limitato di mesi, da usare entro i primi anni di vita del figlio, in cui l'indennità sale dal 30% ordinario all'80% della retribuzione. È un forte incentivo a usare il congedo quando il bambino è ancora molto piccolo.

La convenienza è evidente in termini di reddito. Riprendendo lo stipendio di 1.600 €: un mese al 30% lascia in tasca 480 €, un mese all'80% ne lascia 1.280 €. La differenza è di 800 € per ogni mese spostato dalla fascia ordinaria a quella agevolata. Su più mesi, la cifra recuperata diventa molto significativa per il bilancio familiare.

Proprio per questo la regola pratica è chiara: se si ha diritto a mesi all'80% e si prevede comunque di usare il congedo, conviene consumare prima i mesi agevolati. Usare un mese al 30% quando si sarebbe potuto usare uno all'80% significa lasciare sul tavolo centinaia di euro a parità di assenza dal lavoro.

Attenzione però alle condizioni: i mesi all'80% si applicano entro precisi limiti di età del bambino e per un numero massimo di mensilità. Superati quei limiti, il congedo torna al 30%. La pianificazione del periodo è quindi decisiva: l'aliquota non si sceglie liberamente, dipende da quando e per quale figlio si usa il congedo.

Mese ordinario o agevolato: il confronto pratico (stipendio 1.600 €).
AspettoMese 30%Mese 80%
Indennità mensile480 €1.280 €
Quota non pagata1.120 €320 €
Perdita rispetto allo stipendiocirca due terzicirca un quinto
Quando usarlodopo i mesi agevolatiprima, nei limiti di età

Come si calcola l'indennità sulla retribuzione?

Il calcolo dell'indennità di congedo parentale parte dalla retribuzione e applica la percentuale del periodo. Nella sua forma essenziale, quella usata da questo calcolatore, è: indennità mensile = retribuzione mensile lorda × aliquota (30% o 80%). Inserisci lo stipendio e scegli il tipo di mese, e ottieni subito l'importo e la differenza rispetto allo stipendio pieno.

Nella pratica dell'INPS, l'indennità si calcola sulla retribuzione del periodo immediatamente precedente l'inizio del congedo, riproporzionata ai giorni effettivi di assenza. Per questo, se usi il congedo a giorni o a ore e non per mesi interi, l'importo si adegua in proporzione: questo strumento ragiona su base mensile per darti un riferimento chiaro e confrontabile.

Va inoltre ricordato che l'indennità è una somma lorda: come la retribuzione, è soggetta alla tassazione IRPEF, mentre il periodo è coperto da contribuzione figurativa ai fini pensionistici. Significa che i mesi di congedo non creano buchi nella futura pensione, anche se in busta paga si percepisce meno.

Il calcolo, quindi, è semplice nella struttura ma va letto come stima dell'indennità lorda mensile. Per la cifra esatta che arriverà, contano la retribuzione di riferimento usata dall'INPS, i giorni effettivi di congedo e le trattenute fiscali applicate. La curva qui sotto mostra come cresce l'indennità al crescere dello stipendio, nei due scenari.

Dalla retribuzione all'indennità: la formula applicata.
PassaggioCalcoloRisultato (1.600 €)
Mese ordinario1.600 × 30%480 €
Mese agevolato1.600 × 80%1.280 €
Differenza (30%)1.600 − 4801.120 € non pagati
Indennità all'80% al crescere dello stipendio
1.000 €1.200 €1.400 €1.600 €2.000 €2.400 €3.000 €

L'indennità del mese agevolato cresce in proporzione alla retribuzione: 80% del lordo mensile.

Come si presenta la domanda di congedo parentale all'INPS?

La domanda di congedo parentale si presenta all'INPS per via telematica, prima dell'inizio del periodo di astensione. Si può fare in autonomia dal portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendosi gratuitamente a un patronato, che assiste nella compilazione e nell'invio. È importante rispettare i tempi: il congedo va comunicato anche al datore di lavoro con il preavviso previsto.

Nella domanda il genitore indica il figlio, i giorni o i mesi di congedo che intende usare e la modalità (continuativa o frazionata). È in questa fase che, di fatto, si decide quali mesi usare all'80% e quali al 30%, nei limiti previsti: pianificare bene la domanda è ciò che permette di massimizzare l'indennità.

Una volta accolta la domanda, l'indennità viene erogata dall'INPS, in molti casi anticipata dal datore di lavoro in busta paga e poi conguagliata. Per i giorni di congedo effettivamente fruiti, lo stipendio viene sostituito dall'indennità secondo l'aliquota del periodo. È quindi normale vedere, nei mesi di congedo, una busta paga più bassa del solito.

Prima di inoltrare la richiesta conviene avere chiaro il piano: quanti mesi usare, in quale ordine (prima gli agevolati all'80%), come dividerli tra i due genitori rispettando le quote riservate. La tabella seguente riassume i passaggi essenziali per arrivare all'indennità senza intoppi.

  • Domanda telematica all'INPS prima dell'inizio del congedo (SPID/CIE/CNS o patronato).
  • Preavviso al datore di lavoro secondo i termini previsti dal contratto.
  • Scelta del periodo: prima i mesi all'80%, poi quelli al 30%.
  • Erogazione dell'indennità, spesso anticipata in busta paga e poi conguagliata.
I passaggi per ottenere il congedo parentale.
PassoCosa fare
1. PianificazioneDecidere mesi, ordine (80% prima) e divisione tra genitori
2. PreavvisoComunicare il congedo al datore di lavoro nei termini
3. DomandaInviarla sul portale INPS o tramite patronato
4. IndennitàRiceverla per i giorni fruiti, secondo l'aliquota del mese

Congedo parentale, contributi e altre prestazioni per la famiglia

Un aspetto spesso trascurato del congedo parentale è il suo effetto sulla pensione. I periodi di congedo indennizzato sono coperti da contribuzione figurativa: l'INPS accredita i contributi come se si fosse lavorato, quindi i mesi di congedo non riducono l'anzianità contributiva né penalizzano l'assegno futuro. Si perde reddito nell'immediato, non nel lungo periodo previdenziale.

Il congedo parentale, inoltre, si somma ad altre misure per le famiglie con figli. L'assegno unico universale continua a essere erogato a prescindere dal congedo, perché ha finalità diverse: sostenere il costo dei figli, non sostituire lo stipendio. Allo stesso modo, chi paga l'asilo nido può richiedere il Bonus Asilo Nido, che rimborsa le rette ed è indipendente dal congedo.

Per questo, nel valutare l'impatto economico del congedo, conviene guardare al quadro complessivo: indennità INPS del congedo, più assegno unico, più eventuali bonus. La perdita di reddito legata al congedo va letta dentro questo insieme di sostegni, che nel loro complesso possono attenuarne sensibilmente il peso sul bilancio familiare.

Resta però il fatto che il congedo, da solo, costa in termini di stipendio: è una scelta di tempo e cura che ha un prezzo. Capire quanto vale l'indennità mese per mese, con questo calcolatore, è il primo passo per pianificarlo in modo sostenibile, sfruttando i mesi all'80% e coordinando le quote tra i due genitori.

  • I mesi di congedo indennizzato sono coperti da contribuzione figurativa: la pensione non ne risente.
  • L'assegno unico universale continua a essere erogato, in aggiunta all'indennità.
  • Il Bonus Asilo Nido è indipendente dal congedo e rimborsa le rette del nido.
  • Va valutato il quadro complessivo dei sostegni, non solo l'indennità del congedo.

Come usare il calcolatore del congedo parentale?

Per usare il calcolatore servono due informazioni: la retribuzione mensile lorda e il tipo di mese, cioè se rientra in quelli ordinari al 30% o in quelli agevolati all'80%. Inseriti questi dati, lo strumento restituisce l'indennità mensile spettante e la differenza rispetto allo stipendio pieno, così da vedere subito quanto si incassa e quanto si rinuncia.

Riprendendo l'esempio di riferimento — uno stipendio di 1.600 € lordi al mese in un mese ordinario — il calcolatore mostra un'indennità di 480 € (1.600 × 30%) e una differenza di 1.120 € rispetto allo stipendio. Cambiando il periodo in "mese agevolato (80%)", l'indennità sale a 1.280 € e la differenza scende a 320 €.

Il consiglio pratico è di simulare entrambi gli scenari, 30% e 80%, per la propria retribuzione: serve a quantificare con precisione il vantaggio di usare prima i mesi agevolati. Se entrambi i genitori useranno il congedo, conviene fare la simulazione per ciascuno, ricordando che i nove mesi indennizzati sono condivisi e con quote riservate.

Il risultato va letto come stima dell'indennità lorda mensile su base mensile piena. L'importo reale dipende dalla retribuzione di riferimento usata dall'INPS, dai giorni effettivi di congedo e dalle trattenute fiscali. Per la cifra esatta fanno fede la busta paga e i provvedimenti INPS; per orientarti e pianificare, il calcolatore è il punto di partenza.

Dove cade un'indennità di 480 € rispetto allo stipendio di 1.600 €
30% — 480 €fino all'80% — 1.280 €stipendio pieno — 1.600 €480

Esempio di riferimento: mese ordinario al 30% → 480 € su 1.600 € lordi. Con l'80% si arriverebbe a 1.280 €.

Esempio di calcolo

Esempio: retribuzione mensile lorda di 1.600 €, mese ordinario al 30%.

Retribuzione lorda mensile
1.600 €
Aliquota del mese
30%
Calcolo (1.600 × 30%)
480 €
Differenza rispetto allo stipendio
1.120 €
Indennità mensile480 €

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Aspettarsi lo stipendio pieno: l'indennità ne sostituisce solo una parte (30% ordinario, 80% agevolato).
  • Usare un mese al 30% quando si avrebbe diritto a uno all'80%: si lasciano centinaia di euro a parità di assenza.
  • Credere che i nove mesi spettino a ciascun genitore: sono nove in totale tra i due, con quote non trasferibili.
  • Dimenticare che il periodo è coperto da contribuzione figurativa: il congedo non penalizza la pensione futura.

✅ In sintesi

  • Indennità = retribuzione mensile lorda × aliquota: 30% nei mesi ordinari, 80% in quelli agevolati.
  • Su 1.600 € lordi: 480 € al mese al 30%, 1.280 € all'80%. La differenza è di 800 € al mese.
  • I mesi indennizzati sono nove complessivi tra i due genitori, con quote riservate e non trasferibili.
  • Conviene usare prima i mesi all'80%; il periodo è coperto da contribuzione figurativa per la pensione.

Domande frequenti

Quanto paga l'INPS per il congedo parentale?+

Il 30% della retribuzione nei mesi ordinari e l'80% nei mesi agevolati introdotti dalle ultime leggi di bilancio. Con uno stipendio di 1.600 € lordi al mese, un mese al 30% dà 480 € di indennità, uno all'80% dà 1.280 €.

Come si calcola l'indennità del congedo parentale?+

Si moltiplica la retribuzione mensile lorda per l'aliquota del periodo: indennità = retribuzione × 30% (oppure × 80%). Su base reale l'INPS usa la retribuzione del periodo precedente e riproporziona ai giorni effettivi di congedo.

Quanti mesi di congedo parentale spettano?+

Complessivamente nove mesi indennizzati tra i due genitori, non a testa. Una parte è riservata a ciascun genitore e non è trasferibile all'altro: se la quota riservata non viene usata, va persa.

Quando si applica l'80% invece del 30%?+

L'80% si applica a un numero limitato di mesi, da usare entro i primi anni di vita del figlio e a determinate condizioni fissate dalle leggi di bilancio. Superati quei limiti di età e di mesi, l'indennità torna al 30% ordinario.

Durante il congedo perdo tutto lo stipendio?+

No, ma ne perdi una parte. L'indennità sostituisce il 30% o l'80% della retribuzione: con 1.600 € lordi, al 30% incassi 480 € (ne lasci 1.120 €), all'80% incassi 1.280 € (ne lasci 320 €). La quota non pagata è reddito che la famiglia non riceve.

Il congedo parentale incide sulla pensione?+

No. I periodi di congedo indennizzato sono coperti da contribuzione figurativa: l'INPS accredita i contributi come se si fosse lavorato, quindi i mesi di congedo non riducono l'anzianità né penalizzano l'assegno pensionistico futuro.

Come si presenta la domanda?+

Per via telematica all'INPS, prima dell'inizio del congedo: dal portale con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato gratuitamente. Va dato anche il preavviso al datore di lavoro nei termini previsti dal contratto.

Posso usare il congedo a giorni invece che a mesi?+

Sì. Il congedo parentale può essere fruito in modo frazionato, anche a giorni e in alcuni casi a ore. In quel caso l'indennità si calcola in proporzione ai giorni effettivi di congedo, secondo l'aliquota del periodo.

L'indennità del congedo è tassata?+

Sì: come la retribuzione, l'indennità di congedo parentale è una somma lorda soggetta alla tassazione IRPEF. L'importo netto in busta paga sarà quindi inferiore all'indennità lorda calcolata.

Il padre può usare il congedo parentale?+

Sì. Il congedo spetta a entrambi i genitori dipendenti e parte dei mesi è riservata proprio al padre, in modo non trasferibile, per incentivare una condivisione più equa della cura del figlio.

Il congedo parentale si somma all'assegno unico e al bonus nido?+

Sì. L'assegno unico universale e il Bonus Asilo Nido hanno finalità diverse dal congedo e continuano a essere erogati: l'indennità del congedo sostituisce parte dello stipendio, mentre quegli aiuti sostengono il costo dei figli.

Il calcolo di questo strumento è ufficiale?+

No: è una stima dell'indennità lorda mensile, basata sulla retribuzione e sull'aliquota inserite. L'importo reale dipende dalla retribuzione di riferimento usata dall'INPS, dai giorni effettivi di congedo e dalle trattenute fiscali. Per la cifra esatta fanno fede la busta paga e i provvedimenti INPS.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.