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Calcolo Percentuale

Calcola rapidamente quanto è una percentuale di un numero.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

Il 20% di 150 è 30: per calcolare una percentuale si divide la percentuale per 100 e si moltiplica per il valore, cioè (20 ÷ 100) × 150 = 30. Per un aumento del 20% si arriva a 180 (150 × 1,20), per uno sconto del 20% a 120 (150 × 0,80).

20% di 15030
Valore + 20%
180
Valore − 20% (sconto)
120
Spazio pubblicitario

Come si calcola

Per calcolare il X% di un numero Y: (X ÷ 100) × Y. Per un aumento si moltiplica per (1 + X/100), per uno sconto per (1 − X/100).

Le tre operazioni percentuali e le loro formule
OperazioneFormulaEsempio con 150 e 20%
Percentuale di un numero(X ÷ 100) × Y20% di 150 = 30
Aumento percentualeY × (1 + X/100)150 + 20% = 180
Sconto percentualeY × (1 − X/100)150 − 20% = 120
Variazione percentuale(finale − iniziale) ÷ iniziale × 100da 150 a 180 = +20%
Percentuale di uno su un totaleparte ÷ totale × 10030 su 150 = 20%

Che cos'è una percentuale e a cosa serve

Una percentuale è un modo di esprimere una proporzione rispetto a 100. Il simbolo "%" significa letteralmente "per cento": dire 20% equivale a dire 20 su 100, cioè la frazione 20/100, ovvero il numero decimale 0,20. È semplicemente un linguaggio comodo per confrontare quantità di dimensioni diverse riportandole tutte alla stessa base di 100.

Le percentuali servono ogni giorno: per calcolare uno sconto in un negozio, l'IVA su una fattura, gli interessi su un prestito, la mancia o il servizio al ristorante, l'aumento di stipendio, la quota di un investimento, il voto in trentesimi o la percentuale di completamento di un progetto. Sono lo strumento universale per dire "quanta parte" di un totale rappresenta un certo valore.

Il calcolatore di questa pagina risolve le tre operazioni più richieste in assoluto: trovare quanto è il X% di un numero Y, calcolare un aumento (Y maggiorato del X%) e calcolare uno sconto (Y diminuito del X%). Sono le stesse operazioni che si usano per prezzi, tasse, statistiche e bilanci personali.

Il grafico qui sotto rende visivo il concetto: il 20% di 150 è 30, cioè una fetta che vale poco meno di un quinto del totale, mentre i restanti 120 rappresentano l'80%.

Vedere la percentuale come una parte di un intero aiuta a non confonderla con un valore assoluto: 30 non è "il 20%" in sé, ma il 20% di quel preciso totale di 150.

La stessa percentuale (20%) applicata a valori diversi.
Valore Y20% di YCalcolo
50100,20 × 50
150300,20 × 150
200400,20 × 200
1.0002000,20 × 1.000
Il 20% di 150 visto come parte del totale
20% (la parte) 20%80% (il resto) 80%

Il 20% di 150 è 30; il restante 80% è 120. Valori esatti dalla formula (X ÷ 100) × Y.

Come si calcola la percentuale di un numero, passo per passo

La formula base per calcolare il X% di un numero Y è una sola: si divide la percentuale per 100 e si moltiplica il risultato per il valore. In simboli: X% di Y = (X ÷ 100) × Y. Questa è esattamente la formula applicata dal motore di calcolo di questa pagina.

Esempio concreto: quanto è il 20% di 150? Si trasforma il 20% in numero decimale dividendolo per 100, ottenendo 0,20; poi si moltiplica per 150. Il risultato è 0,20 × 150 = 30.

Quindi il 20% di 150 è 30. Allo stesso modo, il 5% di 200 è 0,05 × 200 = 10, e il 50% di 80 è 0,50 × 80 = 40 (la metà).

Un'altra strada, utile per il calcolo a mente, è dividere prima il valore per 100 e poi moltiplicare per la percentuale: 150 ÷ 100 = 1,5 (cioè quanto vale un 1%), e 1,5 × 20 = 30. È lo stesso risultato, perché la moltiplicazione è commutativa: l'ordine dei fattori non cambia il prodotto.

Questo metodo aiuta quando si vuole stimare velocemente: sapere quanto vale l'1% rende immediato calcolare qualsiasi altra percentuale.

  • Passo 1 — Trasforma la percentuale in decimale: X ÷ 100 (es. 20% → 0,20).
  • Passo 2 — Moltiplica il decimale per il valore: 0,20 × 150 = 30.
  • Metodo alternativo a mente — Calcola quanto vale l'1% (valore ÷ 100) e moltiplica per la percentuale.
  • Risultato — Il 20% di 150 è 30.

Come si calcola un aumento percentuale (maggiorazione)

Aumentare un numero di una certa percentuale significa aggiungere al valore di partenza la percentuale calcolata su di esso. Il modo più veloce non è fare due operazioni (calcolare la percentuale e poi sommarla), ma una sola: si moltiplica il valore per (1 + X/100).

Esempio: aumentare 150 del 20%. Il fattore di moltiplicazione è 1 + 0,20 = 1,20, quindi 150 × 1,20 = 180. Il valore aumentato del 20% è dunque 180.

Verifica: il 20% di 150 è 30, e 150 + 30 = 180, lo stesso risultato. Il fattore 1,20 racchiude in un colpo solo sia il valore originale (l'1) sia l'aggiunta (lo 0,20).

Questo metodo è quello che si usa, ad esempio, per aggiungere l'IVA a un imponibile: con aliquota al 22% si moltiplica per 1,22. È anche il modo corretto per applicare un rincaro a un listino o un aumento di stipendio.

Attenzione: aumentare del 100% significa raddoppiare (× 2,00), non azzerare; e aumentare del 50% significa moltiplicare per 1,50.

Il grafico mostra come cresce lo stesso valore di partenza (150) applicando aumenti percentuali diversi. Si nota subito che la relazione è lineare: ogni punto percentuale aggiunge sempre la stessa quota (l'1% di 150, cioè 1,5), quindi un aumento del 50% porta a 225 e uno del 100% raddoppia a 300.

  • Formula — Valore aumentato = Valore × (1 + X/100).
  • Esempio — 150 aumentato del 20% = 150 × 1,20 = 180.
  • Aumento del 100% = raddoppio (× 2); aumento del 50% = × 1,50.
  • Applicazioni tipiche — aggiunta dell'IVA, rincari di listino, aumenti retributivi.
Aumenti percentuali su un valore di 150.
AumentoFattoreValore finale
+10%× 1,10165
+20%× 1,20180
+50%× 1,50225
+100%× 2,00300
150 con aumenti percentuali diversi
+10%165+20%180+50%225+100%300

Valore finale di 150 dopo l'aumento. Valori esatti: 150 × (1 + X/100).

Come si calcola uno sconto percentuale

Scontare un numero di una certa percentuale significa togliere dal valore di partenza la percentuale calcolata su di esso. Anche qui basta una sola operazione: si moltiplica il valore per (1 − X/100).

Esempio: scontare 150 del 20%. Il fattore è 1 − 0,20 = 0,80, quindi 150 × 0,80 = 120. Il prezzo scontato del 20% è 120.

Verifica: il 20% di 150 è 30, e 150 − 30 = 120. Il fattore 0,80 rappresenta la parte di prezzo che resta da pagare dopo lo sconto, cioè l'80%.

Capire questo "fattore residuo" è utilissimo nei saldi: uno sconto del 30% lascia da pagare il 70% (× 0,70), uno del 50% lascia da pagare la metà (× 0,50), uno del 70% lascia da pagare il 30% (× 0,30).

Per gli sconti molto alti conviene ragionare proprio su quanto resta: "−70%" significa che pago solo il 30% del cartellino.

Il grafico a barre confronta il prezzo finale di un cartellino di 150 € a vari livelli di sconto. La barra cala in modo lineare: ogni 10% di sconto toglie sempre 15 € (l'1% di 150 vale 1,5 €), così uno sconto del 50% dimezza esattamente il prezzo a 75 €.

  • Formula — Valore scontato = Valore × (1 − X/100).
  • Esempio — 150 scontato del 20% = 150 × 0,80 = 120.
  • Sconto del 30% → pago il 70%; sconto del 50% → pago la metà; sconto del 70% → pago il 30%.
  • Per gli sconti alti, ragiona sulla parte che resta da pagare, non su quella tolta.
Sconti su un prezzo di 150 € e parte che resta da pagare.
ScontoFattore residuoPrezzo finaleRisparmio
−10%× 0,9013515
−20%× 0,8012030
−30%× 0,7010545
−50%× 0,507575
Prezzo di 150 € a sconti diversi
−10%135−20%120−30%105−50%75

Prezzo finale dopo lo sconto. Valori esatti: 150 × (1 − X/100).

Come si calcola la variazione percentuale tra due numeri

Una domanda diversa, ma altrettanto frequente, è: di quanto è cambiato un valore in percentuale? Per esempio, se un prezzo passa da 150 a 180, di quanto è aumentato in termini percentuali? La formula della variazione percentuale è: (valore finale − valore iniziale) ÷ valore iniziale × 100.

Nel nostro esempio: (180 − 150) ÷ 150 × 100 = 30 ÷ 150 × 100 = 20%. Il prezzo è aumentato del 20%. Se invece scendesse da 150 a 120, la variazione sarebbe (120 − 150) ÷ 150 × 100 = −20%, cioè una diminuzione del 20%.

Il punto critico è il denominatore: la variazione si calcola sempre rispetto al valore di partenza, non a quello finale. Da qui nasce un'asimmetria sorprendente: un aumento del 20% seguito da uno sconto del 20% non riporta al prezzo originale.

Da 150 si sale a 180 (+20%), ma scontando poi il 20% di 180 si arriva a 144, non a 150. Le percentuali si applicano sempre alla base corrente, che nel frattempo è cambiata.

  • Formula — Variazione % = (finale − iniziale) ÷ iniziale × 100.
  • Da 150 a 180 → +20%; da 150 a 120 → −20%.
  • Il denominatore è sempre il valore iniziale, non quello finale.
  • Un +20% seguito da un −20% NON torna al valore di partenza (150 → 180 → 144).

Come si trova la percentuale di uno su un totale

Un altro calcolo molto comune è il rapporto percentuale: che percentuale rappresenta un numero rispetto a un totale? La formula è: parte ÷ totale × 100. Serve per i voti (quanti punti su quanti possibili), per le quote (la mia parte sul totale), per le statistiche (quanti casi su quanti esaminati).

Esempio: se in un esame hai risposto correttamente a 30 domande su 150, la percentuale di risposte esatte è 30 ÷ 150 × 100 = 20%. Allo stesso modo, se in un gruppo di 150 persone 120 sono favorevoli, la percentuale di consenso è 120 ÷ 150 × 100 = 80%.

Questo calcolo è l'inverso di quello principale del calcolatore: se sai che il 20% di 150 è 30, allora 30 su 150 è il 20%.

Tenere a mente che "percentuale di un numero" e "che percentuale rappresenta" sono due facce della stessa proporzione aiuta a non confondersi davanti a problemi pratici come voti, mance, provvigioni e quote di bilancio.

Errori frequenti e casi particolari nel calcolo delle percentuali

Il primo malinteso riguarda le percentuali in sequenza: applicare due sconti del 10% non equivale a un unico sconto del 20%. Due sconti del 10% danno 0,90 × 0,90 = 0,81, cioè uno sconto complessivo del 19%, non del 20%, perché il secondo sconto si calcola sul prezzo già ridotto.

Le percentuali non si sommano: si moltiplicano i fattori.

Il secondo riguarda i punti percentuali. Se un tasso passa dal 10% al 12%, è aumentato di 2 punti percentuali, ma la variazione percentuale è del 20% (2 ÷ 10 × 100). "Punti percentuali" e "per cento" non sono la stessa cosa: confonderli porta a errori grossolani, soprattutto in finanza e statistica.

Infine, attenzione allo scorporo: per togliere una percentuale già inclusa in un totale non si sottrae la percentuale, ma si divide. Se 180 contiene già un aumento del 20%, l'imponibile originale non è 180 − 20%, ma 180 ÷ 1,20 = 150.

È lo stesso meccanismo dello scorporo dell'IVA: si divide per il fattore, non si sottrae la percentuale.

  • Due sconti del 10% = sconto del 19% (0,90 × 0,90 = 0,81), non del 20%.
  • Passare dal 10% al 12% = +2 punti percentuali, ma +20% in variazione percentuale.
  • Per scorporare una percentuale inclusa si divide per il fattore (÷ 1,20), non si sottrae il 20%.
  • Le percentuali in catena si moltiplicano, non si sommano.

Le percentuali nel fisco e nella vita quotidiana

Quasi tutto il sistema fiscale e finanziario italiano è costruito su percentuali. L'IVA si aggiunge moltiplicando l'imponibile per (1 + aliquota): con il 22% si moltiplica per 1,22, esattamente come un aumento percentuale. Lo sconto in un negozio funziona al contrario, moltiplicando per (1 − aliquota): un "−30%" è un prezzo × 0,70.

Anche l'IRPEF, i contributi INPS (9,19% a carico del dipendente), le addizionali regionali e comunali, gli interessi legali e le aliquote dei mutui sono tutte percentuali applicate a una base imponibile. Padroneggiare il calcolo percentuale è quindi il presupposto per capire una busta paga, una fattura, un estratto conto o una dichiarazione dei redditi.

Nella vita di tutti i giorni le percentuali servono per confrontare offerte ("conviene il 3x2 o lo sconto del 30%?"), per dividere una spesa o una mancia, per leggere statistiche e sondaggi, per valutare il rendimento di un investimento.

Saperle calcolare a mente, almeno in modo approssimato, è una competenza pratica che fa risparmiare tempo e denaro.

  • IVA al 22% = aumento percentuale: imponibile × 1,22.
  • Sconto del 30% = prezzo × 0,70 (resta da pagare il 70%).
  • IRPEF, INPS (9,19%) e addizionali sono percentuali su una base imponibile.
  • Confronti tra offerte, mance, rendimenti e sondaggi si leggono tutti in percentuale.

Calcolo percentuale a mente: trucchi rapidi

Per stimare velocemente, conviene partire dai "mattoni" facili. Il 10% di un numero si ottiene spostando la virgola di una posizione a sinistra: il 10% di 150 è 15.

Da lì si costruisce il resto: il 20% è il doppio del 10% (30), il 5% è la metà del 10% (7,5), l'1% è il 10% del 10% (1,5).

Il 50% è semplicemente la metà (di 150 è 75), il 25% è la metà della metà (37,5), il 75% è tre quarti (112,5). Combinando questi blocchi si stima quasi tutto: il 15% di 150 è 10% (15) + 5% (7,5) = 22,5; il 35% è 25% (37,5) + 10% (15) = 52,5.

Un ultimo trucco utile è la proprietà di reciprocità: il X% di Y è sempre uguale al Y% di X. Calcolare il 18% di 50 può sembrare scomodo, ma è identico al 50% di 18, cioè 9, immediato da fare a mente.

Quando uno dei due numeri è "rotondo" o facile (50, 100, 10), conviene scambiare i fattori.

  • 10% = sposta la virgola a sinistra (10% di 150 = 15).
  • 20% = doppio del 10%; 5% = metà del 10%; 1% = un decimo del 10%.
  • 50% = metà; 25% = metà della metà; 75% = tre quarti.
  • Reciprocità — il X% di Y = il Y% di X (es. 18% di 50 = 50% di 18 = 9).
I "mattoni" del calcolo a mente, applicati a 150.
PercentualeTruccoRisultato su 150
1%Valore ÷ 1001,5
5%Metà del 10%7,5
10%Sposta la virgola a sinistra15
20%Doppio del 10%30
25%Un quarto (metà della metà)37,5
50%La metà75
75%Tre quarti112,5

Come si trova il valore di partenza conoscendo la percentuale

A volte il dato mancante non è la percentuale né il risultato, ma il valore di partenza. È la situazione tipica dello scorporo: conosco il prezzo finale e so quale aumento o sconto è stato applicato, e voglio risalire al valore originale.

La regola d'oro è una sola: per tornare indietro si divide per il fattore, non si sottrae o si somma la percentuale.

Esempio con un aumento: se 180 è il risultato di un +20% (cioè 180 contiene già la maggiorazione), il valore di partenza è 180 ÷ 1,20 = 150, non 180 − 20%. È esattamente lo scorporo dell'IVA: da un prezzo ivato di 122 € al 22% si ricava l'imponibile dividendo per 1,22, ottenendo 100 €.

Lo stesso vale per gli sconti: se 120 è il prezzo dopo un −20%, il cartellino originale era 120 ÷ 0,80 = 150.

Capire la differenza tra "applicare" e "togliere" una percentuale evita uno degli errori più costosi nei conti di tutti i giorni. Sottrarre il 20% da 180 dà 144, non 150: si perde di vista che la percentuale era stata calcolata sulla base più piccola (150), non sul totale finale (180).

La tabella riassume i due casi inversi, da memorizzare insieme.

  • Da un valore aumentato del X% si torna indietro dividendo per (1 + X/100).
  • Da un prezzo scontato del X% si torna indietro dividendo per (1 − X/100).
  • Esempio aumento — 180 con +20% incluso → 180 ÷ 1,20 = 150.
  • Esempio sconto — 120 dopo un −20% → 120 ÷ 0,80 = 150.
Risalire al valore di partenza: si divide per il fattore.
SituazioneOperazione correttaEsempio
Valore con +20% incluso÷ 1,20180 ÷ 1,20 = 150
Prezzo dopo −20%÷ 0,80120 ÷ 0,80 = 150
Prezzo IVA inclusa al 22%÷ 1,22122 ÷ 1,22 = 100
Errore da evitare− la percentuale180 − 20% = 144 (sbagliato)

Esempio di calcolo

Esempio: calcolare il 20% di 150, l'aumento del 20% e lo sconto del 20% sullo stesso valore. Sono i tre risultati che restituisce il calcolatore di questa pagina.

Valore di partenza
150
Percentuale in decimale (20 ÷ 100)
0,20
20% di 150 (0,20 × 150)
30
Valore + 20% (150 × 1,20)
180
Valore − 20% / sconto (150 × 0,80)
120
Il 20% di 150 è30

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Sommare due percentuali in sequenza: due sconti del 10% danno il 19% (0,90 × 0,90), non il 20%, perché il secondo si calcola sul prezzo già ridotto.
  • Confondere "punti percentuali" e "per cento": dal 10% al 12% sono +2 punti percentuali ma +20% di variazione percentuale.
  • Pensare che un aumento del 20% seguito da uno sconto del 20% riporti al prezzo iniziale: da 150 si va a 180 e poi a 144, non a 150.
  • Scorporare sottraendo la percentuale: per togliere un +20% incluso in 180 si divide per 1,20 (= 150), non si sottrae il 20%.

✅ In sintesi

  • Per il X% di Y si divide la percentuale per 100 e si moltiplica per il valore: il 20% di 150 è 30.
  • Un aumento si fa moltiplicando per (1 + X/100), uno sconto per (1 − X/100): 150 diventa 180 o 120.
  • Le percentuali in catena si moltiplicano, non si sommano: la base cambia a ogni passaggio.
  • Il X% di Y è sempre uguale al Y% di X: scambiare i fattori semplifica il calcolo a mente.

Domande frequenti

Come si calcola una percentuale di un numero?+

Si divide la percentuale per 100 e si moltiplica per il numero: X% di Y = (X ÷ 100) × Y. Esempio: il 20% di 150 = 0,20 × 150 = 30.

Quanto è il 20% di 150?+

È 30. Si calcola moltiplicando 150 per 0,20 (cioè 20 ÷ 100): 0,20 × 150 = 30.

Come si calcola un aumento percentuale?+

Si moltiplica il valore per (1 + X/100). Per aumentare 150 del 20%: 150 × 1,20 = 180. È lo stesso meccanismo con cui si aggiunge l'IVA a un imponibile.

Come si calcola uno sconto percentuale?+

Si moltiplica il prezzo per (1 − X/100). Uno sconto del 20% su 150: 150 × 0,80 = 120. Il fattore 0,80 è la parte di prezzo che resta da pagare (l'80%).

Come si calcola la variazione percentuale tra due numeri?+

Con la formula (valore finale − valore iniziale) ÷ valore iniziale × 100. Da 150 a 180: (180 − 150) ÷ 150 × 100 = 20%.

Che percentuale è un numero rispetto a un totale?+

Si divide la parte per il totale e si moltiplica per 100: parte ÷ totale × 100. Esempio: 30 su 150 è 30 ÷ 150 × 100 = 20%.

Due sconti del 10% fanno uno sconto del 20%?+

No. Due sconti del 10% danno 0,90 × 0,90 = 0,81, cioè uno sconto complessivo del 19%, perché il secondo sconto si applica al prezzo già ridotto. Le percentuali in sequenza si moltiplicano, non si sommano.

Qual è la differenza tra punti percentuali e percentuale?+

Un tasso che passa dal 10% al 12% cresce di 2 punti percentuali, ma la variazione percentuale è del 20% (2 ÷ 10 × 100). I punti percentuali misurano la differenza assoluta tra due percentuali; la variazione percentuale la misura in rapporto al valore di partenza.

Un aumento del 20% e poi uno sconto del 20% riportano al prezzo iniziale?+

No. Da 150, un aumento del 20% porta a 180; uno sconto del 20% su 180 dà 144, non 150. Ogni percentuale si applica alla base del momento, che nel frattempo è cambiata.

Come si toglie una percentuale già inclusa in un totale?+

Si divide per il fattore, non si sottrae la percentuale. Se 180 contiene un aumento del 20%, il valore di partenza è 180 ÷ 1,20 = 150. È lo stesso principio dello scorporo dell'IVA.

Come si calcola velocemente una percentuale a mente?+

Si parte dal 10% (basta spostare la virgola: il 10% di 150 è 15) e si compone il resto: il 20% è il doppio, il 5% la metà, l'1% un decimo. Utile anche la regola della reciprocità: il X% di Y è uguale al Y% di X.

A cosa servono le percentuali nel fisco?+

Quasi tutto il sistema fiscale usa percentuali: IVA (× 1,22 per il 22%), contributi INPS (9,19%), IRPEF a scaglioni, addizionali regionali e comunali, interessi legali. Saper calcolare le percentuali è la base per leggere buste paga, fatture e dichiarazioni.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.