Calcolo Imposta di Bollo sulle Fatture
Verifica se la fattura richiede il bollo da 2 € e calcola il totale annuo.
A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026
In breve
L'imposta di bollo sulle fatture è un'imposta fissa di 2 € che si applica alle fatture di importo superiore a 77,47 € quando l'operazione non è soggetta a IVA: tipicamente le fatture del regime forfettario e le operazioni esenti, escluse o fuori campo. Su una fattura senza IVA di 500 € il bollo è dovuto (500 € > 77,47 €) ed è pari a 2 €; con 50 fatture simili in un anno, il totale è 100 €.
- Perché
- importo senza IVA oltre 77,47 €
- Totale bolli in un anno
- 100,00 €
Calcola anche →
Come si calcola
L'imposta di bollo da 2 € si applica alle fatture di importo superiore a 77,47 € quando l'operazione non è soggetta a IVA: tipicamente le fatture del regime forfettario, le operazioni esenti (art. 10), escluse (art. 15) o fuori campo. Per le fatture elettroniche il bollo si versa cumulativamente ogni trimestre (con soglie che permettono di rinviare i piccoli importi), tramite il servizio dell'Agenzia delle Entrate o F24.
Che cos'è l'imposta di bollo sulle fatture
L'imposta di bollo è un'imposta indiretta che colpisce alcuni atti, documenti e registri. Sulle fatture assume la forma di un contrassegno fisso di 2 € per documento, dovuto in casi ben precisi. Nasce dalla vecchia «marca da bollo» cartacea da applicare sui documenti, oggi assolta in modo virtuale e telematico soprattutto per la fatturazione elettronica.
La regola chiave è che il bollo sulle fatture si applica solo quando manca l'IVA. La logica del sistema è di evitare la doppia imposizione: se un'operazione sconta l'IVA, non paga anche il bollo; se invece l'IVA non c'è, subentra il bollo da 2 € come forma minima di prelievo sul documento. Per questo il bollo è tipico di chi non addebita l'IVA in fattura.
I casi più comuni sono le fatture del Regime Forfettario, che per definizione non applicano l'IVA, e le operazioni che la normativa IVA colloca fuori dal campo di applicazione dell'imposta: le operazioni esenti (art. 10 del DPR 633/72), quelle escluse (art. 15) e quelle fuori campo per mancanza di un presupposto. In tutti questi casi, se la fattura supera una certa soglia, scatta il bollo.
Il calcolatore di questa pagina risponde a due domande pratiche: questa specifica fattura richiede il bollo da 2 €? E quanto pagherò di bolli in un anno, considerando quante fatture di questo tipo emetto? Inserendo l'importo della fattura (senza IVA) e il numero di fatture annue, ottieni entrambe le risposte.
Quando serve il bollo: la soglia di 77,47 €
Il bollo da 2 € non è dovuto su tutte le fatture senza IVA, ma solo su quelle di importo superiore a 77,47 €. È una soglia storica, erede della vecchia normativa sul bollo, che oggi funziona come discrimine: fino a 77,47 € compresi il bollo non si applica, oltre 77,47 € sì.
La verifica è quindi un semplice confronto. Si prende l'importo della fattura al netto dell'eventuale IVA (che nei casi tipici del bollo comunque non c'è) e lo si confronta con 77,47 €. Se lo supera, la fattura richiede un bollo da 2 €; se non lo supera, non è dovuto nulla. È esattamente il controllo che fa il calcolatore.
Due precisazioni importanti. La soglia va valutata sull'importo dell'operazione esente da IVA, non sul totale del documento se questo contenesse anche voci ivate: in una fattura mista, il bollo si lega alla parte non soggetta a IVA. E il bollo è unico per fattura, non per riga: una fattura di 500 € con dieci righe paga un solo bollo da 2 €, non dieci.
L'importo del bollo è fisso a 2 € qualunque sia il valore della fattura sopra soglia: 2 € su una fattura di 100 €, 2 € su una di 100.000 €. Non è una percentuale come l'IVA che si calcola nel Calcolo IVA, ma una somma fissa per documento. Questo lo rende molto più semplice da gestire, ma anche facile da dimenticare.
- Bollo dovuto solo su fatture senza IVA con importo superiore a 77,47 €.
- Fino a 77,47 € compresi: nessun bollo.
- Importo del bollo: fisso a 2 € per fattura, indipendente dal valore sopra soglia.
- Un solo bollo per fattura, non per riga.
| Importo fattura (senza IVA) | Bollo dovuto | Importo |
|---|---|---|
| Fino a 77,47 € | No | 0 € |
| Da 77,48 € in su | Sì | 2 € |
| Esempio: 500 € | Sì | 2 € |
| Esempio: 100.000 € | Sì | 2 € (fisso) |
Esempio di calcolo passo per passo
Vediamo il caso di default del calcolatore: un contribuente forfettario che emette fatture senza IVA da 500 € ciascuna e ne fa 50 nel corso dell'anno. Vogliamo sapere se la singola fattura richiede il bollo e quanto peserà il bollo su base annua.
Primo passaggio, la singola fattura. L'importo senza IVA è 500 €, che supera la soglia di 77,47 €: la fattura richiede quindi il bollo da 2 €. Il calcolatore restituisce «Bollo su questa fattura: 2 €», con la spiegazione «importo senza IVA oltre 77,47 €».
Secondo passaggio, il totale annuo. Se ogni fattura di questo tipo paga 2 € e se ne emettono 50 in un anno, il totale dei bolli è 2 × 50 = 100 €. È l'onere complessivo che il forfettario dovrà versare (in genere trimestralmente per le fatture elettroniche) a titolo di imposta di bollo.
Se invece le fatture fossero sotto soglia — poniamo 50 € l'una — il bollo non sarebbe dovuto su nessuna, e il totale annuo sarebbe zero. La soglia di 77,47 € è quindi decisiva: sposta l'intero conto tra 0 € e 100 €, a parità di numero di fatture.
Ogni fattura senza IVA superiore a 77,47 € aggiunge 2 €: con 50 fatture il totale annuo è 100 €.
Chi paga e come si versa il bollo
L'obbligato al pagamento dell'imposta di bollo è chi emette la fattura, cioè il fornitore del bene o del servizio. È lui a dover assolvere il bollo e a rispondere in caso di omissione. Nella pratica, però, è molto diffuso — ed è lecito — riaddebitare i 2 € al cliente, indicandoli come voce separata in fattura.
Attenzione a un dettaglio che riguarda i forfettari: quando il bollo viene riaddebitato al cliente, quel riaddebito costituisce a sua volta un compenso e concorre al reddito imponibile del forfettario, aumentando (di poco) la base su cui si calcolano imposta sostitutiva e contributi. È un effetto minimo per singola fattura, ma da conoscere per non sbagliare i conteggi annuali.
Per le fatture elettroniche, oggi obbligatorie anche per i forfettari, il bollo non si assolve più con la marca cartacea ma in modo cumulativo e telematico. L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione, nel portale «Fatture e Corrispettivi», il conteggio dei bolli dovuti trimestre per trimestre, che si possono pagare con addebito diretto sul conto o con modello F24 (codici tributo 2521-2524).
Il versamento è trimestrale, con termini che permettono di rinviare i piccoli importi al trimestre successivo quando il bollo dovuto è modesto. Il bollo sulle fatture si affianca ad altri adempimenti tipici di chi ha partita IVA, come il Reverse Charge in alcune operazioni e il Diritto Camerale annuale verso la Camera di Commercio.
- Obbligato: chi emette la fattura (il fornitore).
- Riaddebito al cliente: lecito; per il forfettario concorre al reddito imponibile.
- Fatture elettroniche: bollo assolto in modo cumulativo e telematico.
- Versamento: trimestrale, con addebito dal portale o F24 (codici 2521-2524).
Bollo, forfettario e altri documenti
Il collegamento tra bollo e regime forfettario è il più stretto in assoluto, perché il forfettario non addebita mai l'IVA: praticamente ogni sua fattura sopra 77,47 € richiede il bollo. Per chi lavora in forfettario, il bollo diventa quindi un costo ricorrente da mettere in conto su quasi tutte le fatture emesse, come si vede bene stimando i compensi con il calcolatore del Regime Forfettario.
Il bollo, però, non riguarda solo il forfettario. Lo pagano anche i contribuenti in regime ordinario quando emettono fatture per operazioni esenti da IVA (ad esempio alcune prestazioni sanitarie, assicurative o finanziarie), escluse o fuori campo, sempre con la stessa regola dei 2 € oltre 77,47 €.
Oltre alle fatture, l'imposta di bollo si applica a molti altri documenti con importi e modalità proprie: ricevute e quietanze sopra una certa soglia, estratti conto e rendiconti bancari, alcuni contratti, atti e istanze verso la pubblica amministrazione. In questi casi il bollo può essere di importo diverso da 2 € e assolto con marche o in modo virtuale.
Il caso delle fatture resta comunque il più frequente per chi ha partita IVA, e la regola è semplice da ricordare: niente IVA + importo oltre 77,47 € = bollo da 2 €. Sapere quando scatta evita sia di dimenticarlo (con il rischio di sanzioni) sia di applicarlo a sproposito su fatture che invece l'IVA la contengono.
Errori comuni da evitare
Il primo errore è applicare il bollo a fatture che contengono l'IVA. Il bollo da 2 € è alternativo all'IVA: se la fattura è ordinaria e sconta l'IVA, il bollo non è dovuto. Metterlo comunque significa far pagare al cliente un'imposta non prevista. Il bollo scatta solo quando l'IVA manca.
Il secondo errore è dimenticare la soglia di 77,47 €. Un forfettario che applica il bollo anche sulle micro-fatture sotto soglia paga (o fa pagare) 2 € non dovuti; al contrario, chi non lo applica su fatture sopra soglia rischia sanzioni per omesso versamento. Il confronto con 77,47 € va fatto su ogni fattura.
Il terzo errore, tipico dei forfettari, è ignorare che il riaddebito del bollo al cliente concorre al reddito imponibile. Se addebiti i 2 € in fattura, quei 2 € entrano nel fatturato e nella base su cui calcoli imposta sostitutiva e contributi. Trascurarlo porta a un piccolo scostamento nei conteggi annuali.
Il quarto errore è confondere il bollo sulle fatture (2 € oltre 77,47 €) con il bollo dovuto su altri documenti, che ha importi e regole diverse. Estratti conto, ricevute, contratti e istanze alla PA seguono discipline proprie: non si può trasferire meccanicamente la regola dei 2 € da un ambito all'altro.
Esempio di calcolo
Esempio: forfettario che emette fatture senza IVA da 500 € e ne fa 50 in un anno. Si verifica la soglia sulla singola fattura e si moltiplica il bollo per il numero di fatture.
- Importo della fattura (senza IVA)
- 500 €
- Confronto con la soglia
- 500 € > 77,47 € → bollo dovuto
- Bollo su questa fattura
- 2 €
- Fatture di questo tipo in un anno
- 50
⚠️ Errori comuni da evitare
- ✕Applicare il bollo a fatture che contengono l'IVA: il bollo da 2 € è alternativo all'IVA e scatta solo quando l'imposta manca.
- ✕Dimenticare la soglia di 77,47 €: fino a quell'importo il bollo non è dovuto, oltre sì. Il confronto va fatto su ogni fattura.
- ✕Ignorare che il riaddebito dei 2 € al cliente concorre al reddito imponibile del forfettario, aumentando imposta e contributi.
- ✕Confondere il bollo sulle fatture con quello su altri documenti (estratti conto, ricevute, atti alla PA), che ha importi e regole diverse.
✅ In sintesi
- ✓Il bollo sulle fatture è fisso a 2 € e si applica solo alle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 €.
- ✓È tipico del regime forfettario e delle operazioni esenti, escluse o fuori campo IVA.
- ✓L'importo è fisso per fattura (non per riga) e indipendente dal valore sopra soglia.
- ✓Per le fatture elettroniche si versa in modo cumulativo, di norma ogni trimestre, tramite portale o F24.
Domande frequenti
Quando serve il bollo da 2 € in fattura?+
Quando la fattura supera 77,47 € e non sconta l'IVA: è il caso dei forfettari e delle operazioni esenti, escluse o fuori campo IVA. Su una fattura senza IVA di 500 € il bollo è dovuto ed è pari a 2 €; su una fattura ordinaria con IVA, invece, non si applica.
Come si calcola il totale dei bolli in un anno?+
Si moltiplica il bollo da 2 € per il numero di fatture sopra soglia emesse nell'anno. Con 50 fatture senza IVA superiori a 77,47 €, il totale è 2 € × 50 = 100 €. Le fatture fino a 77,47 € non pagano bollo e non entrano nel conteggio.
Chi paga il bollo, il fornitore o il cliente?+
L'obbligato è chi emette la fattura, cioè il fornitore. È però prassi lecita riaddebitare i 2 € al cliente indicandoli in fattura. Attenzione: per il forfettario il riaddebito concorre al reddito imponibile, aumentando di poco la base di imposta sostitutiva e contributi.
Il bollo si applica per fattura o per ogni riga?+
Per fattura. Una singola fattura sopra 77,47 € paga un solo bollo da 2 €, indipendentemente dal numero di righe o dall'importo totale. Il bollo è una somma fissa per documento, non una percentuale né un onere ripetuto per ciascuna voce.
Come si versa il bollo sulle fatture elettroniche?+
In modo cumulativo e telematico. L'Agenzia delle Entrate calcola nel portale «Fatture e Corrispettivi» i bolli dovuti trimestre per trimestre, che si pagano con addebito diretto sul conto o con modello F24 (codici tributo 2521-2524). Per i piccoli importi è possibile rinviare al trimestre successivo.
Il bollo è dovuto anche fuori dal regime forfettario?+
Sì. Lo pagano anche i contribuenti ordinari quando emettono fatture per operazioni esenti (art. 10), escluse (art. 15) o fuori campo IVA, con la stessa regola dei 2 € oltre 77,47 €. Il legame con il forfettario è forte solo perché il forfettario non addebita mai l'IVA.
Cosa rischio se non applico il bollo dovuto?+
L'omesso o insufficiente versamento dell'imposta di bollo comporta sanzioni. È possibile regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso, versando il bollo dovuto più una sanzione ridotta e gli interessi. Applicare correttamente la soglia su ogni fattura è il modo più semplice per evitare il problema.
Metodo e fonti
I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.