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Calcolo Rendimento BTP

Stima il rendimento netto a scadenza di un BTP a partire dal prezzo di acquisto, dalla cedola e dagli anni alla scadenza.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

Un BTP comprato a 98 con cedola del 3,5% e 10 anni alla scadenza rende circa il 3,3% netto annuo, contro un rendimento lordo del 3,78%. Il calcolo combina due ingredienti: la cedola netta (3,5% × 0,875 = 3,06%, dopo l'imposta agevolata del 12,5%) e il guadagno in conto capitale dovuto al rimborso a 100 (qui i 2 punti tra 98 e 100, anch'essi tassati al 12,5% e ripartiti sui 10 anni, valgono +0,18% l'anno). La somma, rapportata al prezzo effettivamente pagato (98), dà il rendimento netto a scadenza. La regola d'oro: il rendimento di un BTP non è la sua cedola, perché dipende anche dal prezzo d'acquisto. È una stima semplificata; il rendimento esatto (TIR) tiene conto anche del reinvestimento delle cedole.

Rendimento netto annuo3,3%
Rendimento lordo annuo
3,78%
Cedola netta
3,06%

Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.

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Come si calcola

Il rendimento di un BTP (Buono del Tesoro Poliennale) non coincide con la sua cedola: dipende anche dal prezzo a cui lo si acquista e dagli anni che mancano alla scadenza, quando il titolo viene rimborsato a 100. Se si compra sotto la pari (es. a 98) si incassa anche un guadagno in conto capitale; se si compra sopra la pari, una piccola perdita. Questo calcolatore stima il rendimento netto a scadenza combinando la cedola netta e il guadagno (o la perdita) in conto capitale, ripartito sugli anni. I titoli di Stato godono di una tassazione agevolata del 12,5% (invece del 26% di azioni e altri strumenti), applicata sia alle cedole sia al capital gain. È una stima semplificata: il rendimento effettivo a scadenza esatto (TIR) tiene conto anche del reinvestimento delle cedole.

Parametri applicati alla stima del rendimento BTP (2026)
VoceValore
Imposta su cedole e plusvalenze (titoli di Stato)12,5%
Fattore cedola netta× 0,875
Imposta altri strumenti (azioni, ETF, obbligazioni societarie)26%
Imposta di bollo annua sul deposito titoli0,20%
Valore di rimborso a scadenza100
Esenzione imposta di successioneSì, per i titoli di Stato

Che cos'è il rendimento di un BTP e perché non coincide con la cedola?

Il BTP, Buono del Tesoro Poliennale, è un titolo di Stato italiano a tasso fisso: presti denaro allo Stato e in cambio ricevi una cedola periodica, di solito semestrale, e il rimborso del capitale alla scadenza. Il rimborso avviene sempre a 100, cioè al valore nominale, qualunque sia il prezzo a cui hai comprato il titolo. Questo punto è il cuore di tutto: il prezzo di acquisto e il valore di rimborso non coincidono quasi mai, ed è proprio da quella differenza che nasce gran parte del rendimento.

L'errore più diffuso è confondere la cedola con il rendimento. La cedola è il tasso di interesse nominale stampato sul titolo: un BTP con cedola del 3,5% paga ogni anno 3,5 euro lordi per ogni 100 euro di valore nominale. Ma se quel titolo lo hai comprato a 98 e non a 100, hai pagato meno di quanto ti verrà rimborsato: alla scadenza incassi 100 pur avendone spesi 98, e quei 2 euro di guadagno entrano nel rendimento.

Il rendimento effettivo a scadenza è quindi la combinazione di due componenti: la cedola, che incassi ogni anno, e il guadagno (o la perdita) in conto capitale, che si realizza alla fine quando il titolo viene rimborsato a 100. Comprare sotto la pari (sotto 100) significa aggiungere un guadagno; comprare sopra la pari (sopra 100) significa accettare una piccola perdita in conto capitale che riduce il rendimento.

C'è poi un vantaggio decisivo che distingue i BTP da quasi tutti gli altri investimenti: la tassazione agevolata. Cedole e plusvalenze dei titoli di Stato sono tassate al 12,5%, contro il 26% applicato ad azioni, ETF e obbligazioni societarie. È il motivo per cui, a parità di rendimento lordo, un BTP lascia in tasca molto più di un'obbligazione bancaria.

Il calcolatore di questa pagina stima il rendimento netto a scadenza partendo da tre soli dati: il prezzo di acquisto su base 100, la cedola annua lorda e gli anni che mancano alla scadenza. Restituisce il rendimento netto, quello lordo e la cedola netta, così da rendere visibile quanto pesano davvero il prezzo e il fisco.

  • Cedola — l'interesse annuo nominale, pagato di norma in due rate semestrali.
  • Rimborso a 100 — alla scadenza lo Stato restituisce sempre il valore nominale.
  • Capital gain — la differenza tra il prezzo pagato e il valore di rimborso (100).
  • Tassazione 12,5% — aliquota agevolata su cedole e plusvalenze dei titoli di Stato.
I tre dati che servono per stimare il rendimento di un BTP.
DatoSignificato
Prezzo di acquisto (su 100)Quanto paghi rispetto al valore nominale di 100
Cedola annua lordaL'interesse nominale, in percentuale sul valore nominale
Anni alla scadenzaQuanto manca al rimborso a 100, su cui si ripartisce il capital gain

Come si calcola il rendimento netto di un BTP passo per passo?

Il calcolo, nella sua forma semplificata, segue quattro passaggi. Primo: si calcola la cedola netta, applicando alla cedola lorda l'imposta agevolata del 12,5%, cioè moltiplicandola per 0,875. Una cedola del 3,5% diventa così una cedola netta del 3,06%.

Secondo: si calcola il guadagno in conto capitale. È la differenza tra 100 (il rimborso) e il prezzo pagato, tassata anch'essa al 12,5% e poi ripartita sugli anni alla scadenza. Nell'esempio, 100 meno 98 fa 2 punti; al netto del 12,5% restano 1,75; divisi per 10 anni danno 0,175 punti l'anno.

Terzo: si sommano cedola netta e capital gain netto annuo. Nell'esempio 3,06% più 0,18% circa. Quarto e ultimo: si rapporta questa somma al prezzo effettivamente pagato, cioè 98 e non 100, perché è quello il capitale che hai realmente immobilizzato. Il risultato è il rendimento netto annuo a scadenza, circa il 3,3%.

Il grafico qui sotto scompone proprio questo rendimento del 3,3%: la fetta grande è la cedola netta, quella piccola è il guadagno in conto capitale. È una rappresentazione che chiarisce un concetto spesso frainteso: quando si compra vicino alla pari, la cedola fa quasi tutto il lavoro, e il capital gain è solo un piccolo extra. Diventa invece molto più rilevante quando si compra a prezzi lontani da 100.

Lo stesso schema, applicato al lordo, spiega la differenza tra i due numeri che il calcolatore mostra. Il rendimento lordo dell'esempio è del 3,78%: somma la cedola intera (3,5%) e il capital gain lordo annuo (0,2%), il tutto rapportato al prezzo di 98. La distanza tra 3,78% lordo e 3,3% netto è esattamente il peso del fisco, cioè quel 12,5% trattenuto su entrambe le componenti.

  • Passo 1 — Cedola netta: cedola lorda × 0,875 (imposta 12,5%).
  • Passo 2 — Capital gain netto annuo: (100 − prezzo) × 0,875 ÷ anni.
  • Passo 3 — Somma: cedola netta + capital gain netto annuo.
  • Passo 4 — Rendimento netto: somma ÷ prezzo pagato × 100.
I quattro passaggi del calcolo su un BTP comprato a 98, cedola 3,5%, 10 anni.
PassaggioOperazioneRisultato
Cedola netta3,5% × 0,8753,06%
Capital gain netto annuo(100 − 98) × 0,875 ÷ 10+ 0,18%
Somma annua3,06% + 0,18%≈ 3,24% su 98
Rendimento netto÷ prezzo 98 × 100≈ 3,3%
Come si compone il rendimento netto del 3,3%
Cedola netta 95%Capital gain netto 5%

Esempio: BTP a 98, cedola 3,5%, 10 anni. Cedola netta ~3,06% (95%) + capital gain ~0,18% (5%). Stima indicativa.

Quanto incide la tassazione agevolata al 12,5% sui BTP?

La tassazione è uno dei grandi vantaggi dei titoli di Stato, e spesso quello meno valorizzato da chi confronta solo i rendimenti lordi. Cedole e plusvalenze dei BTP scontano un'imposta sostitutiva del 12,5%, esattamente la metà del 26% che colpisce azioni, ETF, obbligazioni societarie e conti deposito. A parità di rendimento lordo, il BTP lascia in tasca molto di più.

Concretamente: ogni euro di cedola lorda diventa 0,875 euro netti, perché lo Stato trattiene un ottavo. Su una cedola del 3,5% significa passare da 3,5% a 3,06% netto. Su un'obbligazione societaria con la stessa cedola, l'aliquota del 26% lascerebbe invece solo 2,59% netto: quasi mezzo punto di differenza, ogni anno, dovuto soltanto al fisco.

Lo stesso vale per il capital gain: anche il guadagno tra prezzo d'acquisto e rimborso è tassato al 12,5%. Per questo, nel calcolo, sia la cedola sia la plusvalenza vengono moltiplicate per 0,875. Il grafico qui sotto confronta, su una cedola lorda del 3,5%, quanto resta netto con i due regimi: è la fotografia più chiara del privilegio fiscale dei titoli di Stato.

Ai BTP si applica inoltre, come a tutti i prodotti finanziari, l'imposta di bollo annua dello 0,20% sul valore del deposito titoli. È un costo modesto ma reale, che il calcolatore semplificato non include e che, su orizzonti lunghi, conviene tenere a mente perché erode una piccola parte del rendimento netto effettivo.

Un'ultima nota a favore dei titoli di Stato: i BTP sono esenti dall'imposta di successione. In caso di trasferimento agli eredi, il loro valore non concorre all'asse ereditario tassabile, un vantaggio che li rende interessanti anche in un'ottica di pianificazione patrimoniale, al di là del solo rendimento.

Tassazione dei titoli di Stato a confronto con gli altri strumenti.
StrumentoAliquotaNetto da 3,5% lordo
BTP e titoli di Stato12,5%3,06%
Azioni, ETF, obbligazioni societarie26%2,59%
Imposta di bollo (su tutti)0,20% annuosul valore del deposito
Cedola netta del 3,5% lordo: BTP (12,5%) vs altri strumenti (26%)
Cedola lorda3,5%Netto BTP (12,5%)3,06%Netto altri (26%)2,59%

Quanto resta netto da una cedola lorda del 3,5% con i due regimi fiscali. Il BTP lascia quasi mezzo punto in più.

Perché il prezzo di acquisto cambia tutto il rendimento?

Il prezzo a cui compri un BTP è la variabile che, più di ogni altra, separa il rendimento dalla cedola. La cedola è fissa e stampata sul titolo, ma il prezzo di mercato oscilla ogni giorno: sale quando i tassi scendono, scende quando i tassi salgono. Comprando lo stesso BTP a 90, a 100 o a 110 si ottengono tre rendimenti molto diversi pur incassando la stessa cedola.

La logica è semplice. Alla scadenza il rimborso è sempre 100. Se compri sotto la pari, a 98 o a 90, paghi meno di quanto ti verrà restituito: quella differenza è un guadagno in conto capitale che si somma alla cedola. Se compri sopra la pari, a 105 o a 110, paghi più di quanto incasserai al rimborso: quella differenza è una perdita che si sottrae alla cedola.

La curva qui sotto mostra l'effetto sul rendimento netto, tenendo fisse la cedola al 3,5% e la scadenza a 10 anni e facendo variare solo il prezzo. È una curva decrescente: più si paga il titolo, meno rende. A 90 il rendimento netto sale ben oltre la cedola netta; a 110 scende sotto, perché la perdita in conto capitale mangia parte degli interessi.

Questo spiega perché in fasi di tassi alti i BTP più vecchi, con cedole basse, vengano scambiati ben sotto la pari: il mercato "sconta" il prezzo finché il rendimento complessivo non si allinea a quello dei nuovi titoli. Chi compra in quel momento incassa una cedola modesta ma si porta a casa un robusto guadagno in conto capitale alla scadenza.

L'orizzonte temporale, infine, diluisce l'effetto del prezzo. Lo stesso scarto dalla pari, ad esempio 2 punti, ripartito su 5 anni pesa il doppio rispetto a quando è ripartito su 10 anni. Per questo, a parità di prezzo, le scadenze più brevi amplificano il contributo del capital gain al rendimento annuo, mentre le scadenze lunghe lo spalmano.

Stesso BTP (cedola 3,5%, 10 anni), tre prezzi diversi.
Prezzo d'acquistoEffetto sul capitaleRendimento netto indicativo
90 (sotto la pari)Guadagno: +10 alla scadenza≈ 4,2%
98 (sotto la pari)Guadagno: +2 alla scadenza≈ 3,3%
100 (alla pari)Nessun capital gain≈ 3,06% (solo cedola)
110 (sopra la pari)Perdita: −10 alla scadenza≈ 2,6%
Rendimento netto al variare del prezzo di acquisto
909598105110

Cedola fissa 3,5% e scadenza 10 anni. Più sale il prezzo, più scende il rendimento: a 110 si paga più del rimborso a 100.

Qual è la differenza tra rendimento lordo e rendimento netto?

Il calcolatore restituisce due percentuali che è facile confondere: il rendimento lordo e il rendimento netto. Capire la differenza è essenziale, perché è netto il numero che conta davvero quando si confrontano investimenti. Il rendimento lordo è quello prima delle tasse; il rendimento netto è ciò che resta dopo aver pagato l'imposta del 12,5% su cedole e capital gain.

Nell'esempio di riferimento, il rendimento lordo è del 3,78% e quello netto del 3,3%. La distanza tra i due, circa mezzo punto percentuale, è interamente il peso del fisco. Il rendimento lordo somma la cedola piena (3,5%) e il capital gain lordo annuo (0,2 punti su 98), mentre quello netto applica a entrambe le componenti il taglio del 12,5%.

Il rendimento netto è il metro corretto per i confronti, ma attenzione a confrontare cose omogenee. Un BTP al 3,3% netto e un conto deposito al 3,3% "lordo" non sono affatto equivalenti: quel 3,3% del conto deposito, tassato al 26%, scende a circa 2,44% netto. È un errore tipico che porta a sottostimare il vantaggio dei titoli di Stato.

Va inoltre ricordato che la stima del calcolatore è semplificata. Il rendimento effettivo a scadenza in senso tecnico, il TIR (tasso interno di rendimento), tiene conto anche del momento esatto in cui si incassano le cedole e dell'ipotesi che vengano reinvestite. Il calcolatore ripartisce linearmente il capital gain sugli anni e non modella il reinvestimento: per questo i suoi numeri sono un'ottima approssimazione, non un valore di precisione assoluta.

Resta comunque l'indicatore giusto per orientarsi. Per scegliere tra due titoli, o per capire se un BTP rende più di un'alternativa, il confronto va sempre fatto a parità di tassazione e sul rendimento netto: è lì che il privilegio fiscale dei BTP fa la differenza.

Lordo vs netto sull'esempio (BTP a 98, cedola 3,5%, 10 anni).
VoceLordoNetto (12,5%)
Cedola annua3,5%3,06%
Capital gain annuo (su 98)≈ 0,28%≈ 0,18%
Rendimento annuo a scadenza≈ 3,78%≈ 3,3%

Come incide la durata alla scadenza sul rendimento?

Gli anni che mancano alla scadenza influenzano il rendimento in due modi distinti. Il primo, diretto, riguarda il calcolo: il guadagno in conto capitale tra prezzo d'acquisto e rimborso a 100 viene ripartito sugli anni. Più lungo è l'orizzonte, più quel guadagno si diluisce su base annua; più è breve, più si concentra e fa salire il rendimento annuo.

Nell'esempio, i 2 punti di scarto tra 98 e 100, al netto del 12,5%, su 10 anni valgono 0,18% l'anno. Gli stessi 2 punti su una scadenza di soli 5 anni varrebbero il doppio, circa 0,35% l'anno: a parità di prezzo, una scadenza più corta amplifica il contributo del capital gain al rendimento annuo.

Il secondo modo, indiretto e più importante nella realtà, è che la durata determina il prezzo stesso a cui il titolo viene scambiato. Sul mercato, i titoli più lunghi offrono di norma rendimenti più alti per compensare il maggior rischio di oscillazione del prezzo nel tempo: è la cosiddetta struttura per scadenze, o curva dei rendimenti. Un BTP a 30 anni rende quasi sempre più di un BTP a 2 anni.

Per chi acquista e tiene il titolo fino alla scadenza, però, la lunghezza non è solo rendimento: è anche esposizione al tempo. Un BTP lungo blocca il capitale e la cedola per molti anni, ed è più sensibile alle variazioni dei tassi se si decide di rivenderlo prima della scadenza. Chi punta a portarlo a termine incassa comunque i 100 di rimborso, indipendentemente dagli alti e bassi del prezzo nel frattempo.

Il calcolatore lavora nell'ipotesi del possesso fino a scadenza: stima cioè quanto rende il titolo se lo si tiene fino al rimborso. È l'approccio più sensato per un risparmiatore che usa i BTP come strumento di reddito e di protezione del capitale, e non per fare trading sulle oscillazioni di prezzo.

Stesso scarto di prezzo (98 → 100), durate diverse.
Anni alla scadenzaCapital gain netto annuoEffetto sul rendimento
3 anni≈ 0,58%il capital gain pesa molto
5 anni≈ 0,35%contributo medio
10 anni≈ 0,18%contributo diluito
20 anni≈ 0,09%quasi solo cedola

BTP sotto la pari o sopra la pari: cosa conviene?

Comprare un BTP sotto la pari (a un prezzo inferiore a 100) o sopra la pari (a un prezzo superiore a 100) non è di per sé una scelta di convenienza: il mercato aggiusta i prezzi in modo che, a parità di scadenza e rischio, il rendimento complessivo sia simile. Cambia però la composizione del rendimento, e questo ha conseguenze fiscali e psicologiche non banali.

Un titolo comprato sotto la pari mescola una cedola più bassa con un guadagno in conto capitale alla scadenza. È spesso il caso dei BTP più datati, emessi quando i tassi erano bassi e ora scambiati a sconto. Il vantaggio: parte del rendimento arriva come plusvalenza, anch'essa tassata al solo 12,5%, e si concentra alla fine, quando si incassano i 100 di rimborso.

Un titolo comprato sopra la pari, al contrario, ha di solito una cedola alta ma sconta una perdita in conto capitale alla scadenza, perché si è pagato più di 100 per qualcosa che verrà rimborsato a 100. Il rendimento netto resta interessante finché la cedola elevata compensa quella perdita, ma è un profilo che va valutato con attenzione: si incassano cedole generose oggi a fronte di una piccola minusvalenza certa domani.

Per il risparmiatore conta soprattutto un punto pratico: i titoli sotto la pari spostano una quota del rendimento dalla cedola annua al capital gain finale. Chi cerca un flusso di reddito costante e abbondante preferirà cedole alte; chi punta alla crescita del capitale e a una minore tassazione del flusso annuo può guardare con favore ai titoli a sconto.

In ogni caso, la bussola resta il rendimento netto a scadenza calcolato sul prezzo effettivamente pagato. Due BTP con cedole e prezzi diversissimi possono offrire lo stesso rendimento netto: è quello, e non la cedola nominale, il numero da confrontare prima di decidere.

  • Sotto la pari (prezzo < 100) — cedola più bassa, ma guadagno in conto capitale alla scadenza.
  • Alla pari (prezzo = 100) — il rendimento coincide con la cedola netta, nessun capital gain.
  • Sopra la pari (prezzo > 100) — cedola più alta, ma piccola perdita in conto capitale al rimborso.

Quali tipi di BTP esistono e in cosa si differenziano?

Sotto il nome BTP convivono diverse famiglie di titoli, tutte emesse dal Tesoro ma con caratteristiche differenti. Conoscerle aiuta a capire quale rende davvero e perché. Il calcolatore di questa pagina ragiona sul BTP classico a tasso fisso, ma le altre varianti seguono logiche parzialmente diverse.

Il BTP nominale (o classico) è quello a cedola fissa e prezzo che oscilla con i tassi: è il caso dell'esempio di questa guida. Il BTP Italia e il BTP€i sono invece indicizzati all'inflazione: la prima all'inflazione italiana (FOI), il secondo a quella europea. In questi titoli cedola e capitale si rivalutano con i prezzi al consumo, offrendo protezione dal carovita ma un rendimento nominale meno prevedibile.

Il BTP Valore è la versione pensata per i piccoli risparmiatori, con cedole crescenti nel tempo (meccanismo step-up) e un premio fedeltà finale per chi lo tiene fino alla scadenza. È collocato direttamente sul mercato a 100, senza commissioni di acquisto in fase di emissione, ed è diventato lo strumento più popolare per chi entra per la prima volta nei titoli di Stato.

Tutte queste varianti condividono il pilastro fiscale: la tassazione agevolata al 12,5% su cedole e plusvalenze e l'esenzione dall'imposta di successione. Cambia però il modo in cui si forma il rendimento. Nei titoli indicizzati, ad esempio, una parte del guadagno dipende dall'inflazione futura e non è nota al momento dell'acquisto, quindi una stima a tasso fisso come quella del calcolatore non li descrive perfettamente.

La tabella riassume le principali famiglie. Per i titoli a tasso fisso il calcolatore è pienamente affidabile; per quelli indicizzati va usato solo come prima approssimazione della componente fissa, ricordando che la rivalutazione legata all'inflazione si aggiunge sopra.

Le principali famiglie di BTP a confronto.
Tipo di BTPCaratteristica principale
BTP nominale (classico)Cedola fissa, prezzo che varia con i tassi
BTP ValoreCedole crescenti (step-up) + premio fedeltà finale
BTP ItaliaIndicizzato all'inflazione italiana (FOI)
BTP€iIndicizzato all'inflazione europea

Come usare il calcolatore del rendimento BTP e leggere il risultato?

Usare il calcolatore richiede pochi secondi e tre dati che si trovano facilmente sulla scheda del titolo: il prezzo di acquisto espresso su base 100, la cedola annua lorda in percentuale e il numero di anni che mancano alla scadenza. Il prezzo lo trovi tra le quotazioni del titolo, la cedola e la scadenza nei dati anagrafici dell'ISIN.

Lo strumento applica alla cedola l'imposta del 12,5% per ottenere la cedola netta, calcola il guadagno (o la perdita) in conto capitale tra prezzo e rimborso a 100 ripartendolo sugli anni, somma le due componenti e le rapporta al prezzo pagato. In uscita ottieni il rendimento netto annuo, quello lordo e la cedola netta, così da vedere subito quanto incidono il prezzo e il fisco.

Per una stima aderente alla realtà, due accortezze. La prima riguarda il prezzo: usa il prezzo "tel quel" o, meglio, il corso secco aggiornato, perché è quello che determina davvero il capital gain. La seconda riguarda la scadenza: inserisci gli anni reali che mancano al rimborso, non la durata originaria del titolo, che per un BTP comprato sul secondario è quasi sempre diversa.

Il risultato va letto come una stima a scadenza nell'ipotesi di possesso fino al rimborso. Non considera le commissioni di negoziazione della tua banca, l'imposta di bollo annua dello 0,20% sul deposito titoli, né il reinvestimento delle cedole: sono fattori che, su orizzonti lunghi, possono spostare di qualche decimale il rendimento netto effettivo.

Resta comunque lo strumento ideale per confrontare rapidamente più titoli a parità di logica, capire se un BTP rende più di un'alternativa già tassata al 26% e visualizzare quanto del rendimento arriva dalla cedola e quanto dal rimborso a 100. Per decisioni di investimento importanti, affianca sempre alla stima la consulenza di un professionista e la documentazione ufficiale del titolo.

Esempio di calcolo

Esempio: BTP comprato a 98, cedola annua lorda 3,5%, 10 anni alla scadenza.

Cedola netta (3,5% × 0,875)
3,06%
Capital gain netto annuo ((100 − 98) × 0,875 ÷ 10)
+ 0,18%
Somma rapportata al prezzo (98)
÷ 98 × 100
Rendimento lordo annuo
3,78%
Rendimento netto a scadenza≈ 3,3%

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Confondere la cedola con il rendimento: il prezzo d'acquisto cambia tutto, perché il rimborso è sempre a 100.
  • Applicare il 26% ai BTP: i titoli di Stato sono tassati al 12,5% su cedole e plusvalenze.
  • Ignorare il guadagno (o la perdita) in conto capitale alla scadenza tra prezzo pagato e rimborso a 100.
  • Confrontare un BTP netto con un altro strumento al lordo: vanno confrontati entrambi al netto del fisco.

✅ In sintesi

  • Rendimento = cedola netta + capital gain netto ripartito, rapportato al prezzo pagato (non a 100).
  • Tassazione agevolata al 12,5% su cedole e plusvalenze: quasi mezzo punto in più rispetto al 26%.
  • Sotto la pari si guadagna in conto capitale alla scadenza; sopra la pari si perde un po'.
  • È una stima a scadenza: il TIR esatto considera anche il reinvestimento delle cedole e i costi.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra cedola e rendimento di un BTP?+

La cedola è l'interesse nominale fisso del titolo (es. 3,5%). Il rendimento è quanto guadagni davvero e dipende anche dal prezzo d'acquisto: comprando sotto 100 si aggiunge un guadagno in conto capitale, perché alla scadenza il rimborso è sempre a 100. Esempio: a 98 con cedola 3,5% e 10 anni il rendimento netto è circa il 3,3%.

Qual è la tassazione dei BTP?+

Agevolata: 12,5% su cedole e plusvalenze, contro il 26% di azioni, ETF e obbligazioni societarie. Una cedola del 3,5% lordo lascia così il 3,06% netto, invece del 2,59% degli altri strumenti. I BTP sono inoltre esenti dall'imposta di successione.

Perché un BTP comprato a 98 rende più della sua cedola?+

Perché alla scadenza viene rimborsato a 100: hai pagato 98 ma incassi 100, e quei 2 punti sono un guadagno in conto capitale che si somma alla cedola. Tassato al 12,5% e ripartito sugli anni, fa salire il rendimento netto sopra la sola cedola netta.

Cosa significa comprare un BTP sotto o sopra la pari?+

Sotto la pari significa pagarlo meno di 100 (es. 98): si ottiene un guadagno in conto capitale alla scadenza. Sopra la pari significa pagarlo più di 100 (es. 105): si accetta una piccola perdita al rimborso, di solito compensata da una cedola più alta. Alla pari (100) il rendimento coincide con la cedola netta.

Come si calcola il rendimento netto di un BTP?+

Si applica alla cedola l'imposta del 12,5% (cedola × 0,875), si calcola il guadagno in conto capitale (100 − prezzo, anch'esso al 12,5%) ripartito sugli anni, si sommano le due componenti e si rapporta il totale al prezzo pagato. Esempio: a 98, cedola 3,5%, 10 anni → circa 3,3% netto.

Qual è la differenza tra rendimento lordo e netto di un BTP?+

Il lordo è il rendimento prima delle tasse, il netto è ciò che resta dopo l'imposta del 12,5% su cedole e capital gain. Nell'esempio, lordo 3,78% e netto 3,3%: la differenza, circa mezzo punto, è il peso del fisco. Per i confronti conta sempre il netto.

Quanto incide la scadenza sul rendimento del BTP?+

In due modi. Il guadagno in conto capitale viene diluito sugli anni: a parità di prezzo, scadenze più brevi danno un capital gain annuo più alto. Inoltre i titoli più lunghi rendono di norma di più sul mercato (curva dei rendimenti), per compensare la maggiore esposizione nel tempo.

Il rendimento del calcolatore è esatto?+

È una stima accurata ma semplificata. Ripartisce linearmente il capital gain sugli anni e non modella il reinvestimento delle cedole, l'imposta di bollo dello 0,20% annuo sul deposito né le commissioni della banca. Il rendimento esatto a scadenza (TIR) può discostarsi di qualche decimale.

Conviene di più un BTP o un conto deposito?+

Dipende, ma il confronto va fatto al netto. Un BTP al 3,3% netto va paragonato a un conto deposito al netto del 26%: un conto al 3,3% lordo rende solo circa 2,44% netto. La tassazione agevolata al 12,5% è spesso il vantaggio decisivo dei titoli di Stato.

Che differenza c'è tra BTP, BTP Valore e BTP Italia?+

Il BTP classico ha cedola fissa e prezzo che varia con i tassi. Il BTP Valore ha cedole crescenti (step-up) e un premio fedeltà finale, pensato per i piccoli risparmiatori. Il BTP Italia è indicizzato all'inflazione italiana. Tutti godono della tassazione al 12,5%, ma solo i titoli a tasso fisso sono descritti pienamente da questo calcolatore.

I BTP pagano l'imposta di successione?+

No: i titoli di Stato sono esenti dall'imposta di successione. In caso di trasferimento agli eredi, il loro valore non concorre all'asse ereditario tassabile, un vantaggio in più rispetto ad altri strumenti finanziari.

Cosa succede se vendo il BTP prima della scadenza?+

Incassi il prezzo di mercato del momento, che può essere superiore o inferiore a quanto hai pagato: realizzi quindi una plusvalenza o una minusvalenza, tassata al 12,5%. Il rendimento stimato dal calcolatore vale invece nell'ipotesi di tenere il titolo fino al rimborso a 100.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.