Calcolo Assegno Unico 2026
Stima l'importo mensile dell'assegno unico universale per i tuoi figli, in base all'ISEE.
A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026
In breve
L'Assegno Unico e Universale (AUU) è il sostegno mensile dell'INPS per ogni figlio a carico. Con 2 figli e un ISEE di 20.000 €, l'assegno è di circa 373 € al mese (circa 186,53 € per figlio). L'importo per figlio parte da circa 201 € con ISEE basso (fino a ~17.090 €) e scende fino a circa 57,50 € con ISEE pari o superiore a ~45.939 €, decrescendo in modo lineare tra le due soglie.
- Per figlio
- 186,53 €
- Su base annua
- 4476,60 €
Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.
Come si calcola
L'assegno unico universale spetta per ogni figlio a carico (fino a 21 anni con requisiti, senza limiti se disabile). L'importo per figlio è massimo (circa 201 € al mese) con ISEE basso (fino a ~17.090 €), e decresce progressivamente fino a un minimo (circa 57,50 €) per ISEE pari o superiore a ~45.939 €. Sono previste maggiorazioni per il terzo figlio, i figli piccoli e i nuclei numerosi.
| ISEE | Importo per figlio (al mese) |
|---|---|
| fino a ~17.090 € | ≈ 201 € |
| 20.000 € | ≈ 186,53 € |
| 25.000 € | ≈ 161 € |
| 35.000 € | ≈ 112 € |
| ~45.939 € e oltre | ≈ 57,50 € |
| ISEE non presentato | ≈ 57,50 € (importo minimo) |
Che cos'è l'Assegno Unico e Universale e a cosa serve
L'Assegno Unico e Universale per i figli a carico, spesso abbreviato in AUU o semplicemente "assegno unico", è la misura con cui lo Stato italiano sostiene economicamente le famiglie per ogni figlio. È erogato dall'INPS ed è entrato in vigore nel marzo 2022, sostituendo e accorpando in un'unica prestazione una serie di strumenti precedenti: gli assegni al nucleo familiare per i figli, le detrazioni IRPEF per figli a carico fino ai 21 anni, il premio alla nascita e il bonus bebè.
L'obiettivo è semplificare il sistema e dare un sostegno omogeneo a tutte le famiglie.
I due aggettivi che danno il nome alla misura ne spiegano la logica. È "unico" perché unifica in una sola erogazione tutti i precedenti aiuti per i figli.
È "universale" perché spetta a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori: ne hanno diritto i lavoratori dipendenti, gli autonomi, i titolari di partita IVA, i disoccupati e gli inoccupati. Non è quindi un beneficio riservato a chi ha un contratto di lavoro, ma una misura che riguarda l'intera platea dei genitori.
Un punto importante, spesso frainteso, è che l'assegno unico non è un reddito tassabile: non concorre alla formazione del reddito IRPEF e non va dichiarato come reddito imponibile. Inoltre non incide sul calcolo dell'ISEE per le prestazioni future.
È una somma netta che arriva ogni mese sul conto del beneficiario e che si aggiunge, senza essere intaccata da imposte, alle altre entrate familiari. Per stimare lo stipendio netto da cui parte il bilancio familiare puoi usare il calcolatore Stipendio Netto, mentre per capire quanto pesa l'IRPEF sul reddito c'è il Calcolo IRPEF.
Come si calcola l'assegno unico: il ruolo dell'ISEE
L'importo dell'assegno unico non è uguale per tutti: dipende in primo luogo dall'ISEE, l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente del nucleo familiare. L'ISEE è una fotografia della ricchezza complessiva della famiglia, che tiene conto dei redditi, del patrimonio mobiliare e immobiliare e della composizione del nucleo.
Più basso è l'ISEE, più alto è l'assegno per ciascun figlio; più alto è l'ISEE, più l'importo si riduce, fino a un valore minimo garantito a tutti.
Il meccanismo è progressivo e decrescente. Esiste una soglia inferiore di ISEE (intorno ai 17.090 €) entro la quale spetta l'importo massimo per figlio, pari a circa 201 € al mese.
Esiste poi una soglia superiore (intorno ai 45.939 €) oltre la quale spetta l'importo minimo, pari a circa 57,50 € al mese per figlio. Per i valori di ISEE compresi tra le due soglie, l'importo si calcola con una decrescita lineare: man mano che l'ISEE cresce, l'assegno per figlio diminuisce in modo graduale e proporzionale.
In formula, per un ISEE intermedio: importo per figlio = 201 − (201 − 57,50) × (ISEE − 17.090) ÷ (45.939 − 17.090). Il risultato è poi moltiplicato per il numero di figli per ottenere l'assegno mensile complessivo del nucleo.
Il calcolatore di questa pagina applica esattamente questa logica: inserito l'ISEE e il numero di figli, restituisce l'importo per figlio, il totale mensile e la stima su base annua (totale × 12).
Il grafico qui sotto mostra in modo immediato la dinamica: l'importo per figlio resta vicino al massimo finché l'ISEE è basso, poi scende in linea retta man mano che l'ISEE cresce, fino ad appiattirsi sul minimo. È una curva che ogni famiglia può leggere per capire a colpo d'occhio in quale fascia si trova e quanto le conviene tenere l'ISEE aggiornato.
- ISEE fino a ~17.090 € → importo massimo: ~201 € per figlio al mese.
- ISEE pari o superiore a ~45.939 € → importo minimo: ~57,50 € per figlio al mese.
- ISEE intermedio → decrescita lineare tra i due valori (vedi formula).
- Senza ISEE presentato → si riceve comunque l'importo minimo (~57,50 € per figlio).
| Fascia ISEE | Importo per figlio | Come si determina |
|---|---|---|
| Fino a ~17.090 € | ≈ 201 € (massimo) | Importo pieno, costante |
| Tra ~17.090 e ~45.939 € | da ~201 € a ~57,50 € | Decrescita lineare con l'ISEE |
| Da ~45.939 € in su | ≈ 57,50 € (minimo) | Importo minimo, costante |
| ISEE non presentato | ≈ 57,50 € (minimo) | Si applica comunque il minimo |
Importo mensile per figlio calcolato con la formula ufficiale (decrescita lineare tra 17.090 € e 45.939 €).
Un esempio concreto: 2 figli e ISEE di 20.000 €
Vediamo come funziona il calcolo con un caso reale. Prendiamo una famiglia con 2 figli minorenni a carico e un ISEE di 20.000 €.
Questo valore è superiore alla soglia inferiore (17.090 €) ma molto lontano da quella superiore (45.939 €), quindi si applica la decrescita lineare partendo da un importo vicino al massimo.
Applichiamo la formula: importo per figlio = 201 − (201 − 57,50) × (20.000 − 17.090) ÷ (45.939 − 17.090). Il numeratore della frazione è 2.910, il denominatore è 28.849, quindi il rapporto vale circa 0,1009.
Moltiplicato per 143,50 (la differenza tra massimo e minimo) dà circa 14,47 €, da sottrarre a 201. L'importo per figlio è quindi circa 186,53 € al mese.
Con 2 figli, l'assegno mensile complessivo è 186,53 × 2 = circa 373 € al mese, che su base annua corrisponde a circa 4.476 €. Questo è esattamente il risultato che restituisce il calcolatore.
È un esempio che mostra come, per ISEE non troppo elevati, l'assegno resti vicino al massimo: la riduzione si fa sentire davvero solo avvicinandosi alla soglia superiore.
- ISEE: 20.000 € — Figli: 2.
- Importo per figlio: ≈ 186,53 € al mese.
- Totale mensile: ≈ 373 €.
- Stima annua: ≈ 4.476 € (373 × 12).
| ISEE | Per figlio | Totale mensile (2 figli) | Su base annua |
|---|---|---|---|
| 15.000 € | ≈ 201,00 € | ≈ 402 € | ≈ 4.824 € |
| 20.000 € | ≈ 186,53 € | ≈ 373 € | ≈ 4.476 € |
| 25.000 € | ≈ 161,66 € | ≈ 323 € | ≈ 3.880 € |
| 35.000 € | ≈ 111,91 € | ≈ 224 € | ≈ 2.686 € |
| 45.939 €+ | ≈ 57,50 € | ≈ 115 € | ≈ 1.380 € |
Importo mensile per figlio calcolato con la formula ufficiale 2026.
Le maggiorazioni: quando l'importo aumenta
Oltre all'importo base legato all'ISEE, la normativa prevede una serie di maggiorazioni che possono far salire in modo significativo l'assegno effettivamente percepito. Il calcolatore di questa pagina stima l'importo base per figlio in funzione dell'ISEE: le maggiorazioni vanno considerate a parte, perché dipendono da condizioni specifiche del nucleo e del singolo figlio.
È bene conoscerle, perché in molte famiglie pesano quanto l'importo base.
La maggiorazione più rilevante riguarda i nuclei numerosi. Per ogni figlio successivo al secondo (dal terzo in poi) è prevista una maggiorazione dell'importo base.
Per le famiglie con tre o più figli è inoltre previsto un incremento per i figli in una determinata fascia d'età; per i nuclei con quattro o più figli si aggiunge una maggiorazione forfettaria mensile fissa per l'intero nucleo. Altre maggiorazioni spettano per i figli nei primi anni di vita, per le madri di età inferiore a 21 anni e per i nuclei in cui entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro.
Un capitolo a parte riguarda i figli con disabilità: per loro è prevista una maggiorazione dell'importo, graduata in base al grado di disabilità (media, grave, non autosufficienza), e l'assegno spetta senza limiti di età.
È inoltre prevista una clausola di salvaguardia che, in certi casi, garantisce che il passaggio al nuovo sistema non comporti una perdita rispetto a quanto si percepiva con le misure precedenti.
- Figli successivi al secondo (dal terzo in poi): maggiorazione dell'importo base.
- Nuclei con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria mensile fissa per il nucleo.
- Figli con disabilità: maggiorazione graduata per grado; assegno senza limiti di età.
- Madri under 21, figli piccoli, nuclei con entrambi i genitori lavoratori: maggiorazioni dedicate.
Importo base ≈ 186,53 € per figlio × numero di figli, senza maggiorazioni. Stima indicativa.
Fino a che età spetta l'assegno: figli minorenni e maggiorenni
L'assegno unico spetta dal settimo mese di gravidanza e prosegue per tutta la minore età del figlio senza alcuna condizione: per i figli minorenni il diritto è automatico, basta che siano a carico del nucleo. È la fascia più semplice da gestire, perché non richiede di dimostrare nulla oltre alla presenza del figlio nel nucleo familiare.
Per i figli maggiorenni, invece, il diritto continua fino al compimento dei 21 anni, ma solo al verificarsi di almeno una di alcune condizioni precise.
Il figlio tra i 18 e i 21 anni deve frequentare un corso di formazione scolastica, professionale o di laurea; oppure svolgere un tirocinio o un'attività lavorativa con reddito complessivo inferiore a una soglia annua (intorno agli 8.000 €); oppure essere registrato come disoccupato in cerca di lavoro presso un centro per l'impiego; oppure svolgere il servizio civile universale. Per i figli maggiorenni l'importo è in genere ridotto rispetto a quello dei minorenni.
L'unica eccezione al limite dei 21 anni riguarda i figli con disabilità: per loro l'assegno spetta senza alcun limite di età, finché restano a carico del nucleo. È una tutela pensata per le situazioni in cui la condizione di disabilità rende strutturalmente più difficile l'autonomia economica.
| Situazione del figlio | Diritto all'assegno | Condizioni |
|---|---|---|
| Minorenne (0–17 anni) | Sempre | Nessuna, basta che sia a carico |
| In gravidanza | Dal 7° mese | A partire dal settimo mese di gravidanza |
| Maggiorenne 18–21 anni | Sì, se ricorre una condizione | Studio, tirocinio, lavoro sotto ~8.000 €, disoccupazione o servizio civile |
| Oltre i 21 anni | Solo se disabile | Senza limiti di età per i figli con disabilità |
Come e quando si fa domanda: decorrenza e rinnovo
La domanda di assegno unico si presenta all'INPS in modalità telematica: dal portale dell'INPS (con SPID, CIE o CNS), tramite il contact center oppure rivolgendosi a un patronato o a un CAF, che offrono assistenza gratuita. La domanda è una sola per nucleo familiare e copre tutti i figli; può presentarla uno qualsiasi dei due genitori.
La tempistica della domanda incide sull'importo che si riceve. Le domande presentate entro il 30 giugno danno diritto agli arretrati a partire dal mese di marzo dello stesso anno (l'assegno è infatti riferito al periodo che va da marzo di un anno a febbraio dell'anno successivo).
Le domande presentate dopo il 30 giugno, invece, decorrono dal mese successivo alla presentazione, senza arretrati: presentare la domanda in ritardo significa perdere alcune mensilità. Per questo è importante non rinviare la richiesta.
Dal secondo anno in poi, per i nuclei che hanno già fatto domanda, l'assegno è rinnovato d'ufficio dall'INPS, senza bisogno di ripresentare la richiesta. Resta però fondamentale aggiornare l'ISEE ogni anno: l'ISEE ha validità annuale e scade il 31 dicembre.
Se entro la scadenza non si presenta una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), da marzo l'assegno viene erogato all'importo minimo, anche per chi avrebbe diritto a una cifra più alta. È l'errore più frequente, ed è facilmente evitabile presentando per tempo il nuovo ISEE.
- Domanda entro il 30 giugno: arretrati dal mese di marzo.
- Domanda dopo il 30 giugno: decorrenza dal mese successivo, senza arretrati.
- Dal secondo anno: rinnovo automatico, ma l'ISEE va aggiornato ogni anno (scade il 31 dicembre).
- ISEE non aggiornato in tempo: da marzo si scende all'importo minimo.
Errori e casi particolari da conoscere
Alcune situazioni meritano attenzione perché incidono su chi riceve l'assegno e su quanto. In caso di genitori separati o divorziati, l'assegno è ripartito al 50% tra i due genitori, salvo diverso accordo o provvedimento del giudice che lo attribuisca per intero al genitore affidatario.
Ciascun genitore può scegliere come ricevere la propria quota. È quindi importante coordinarsi per non incorrere in conteggi sbagliati o duplicazioni.
Va ricordato che l'assegno unico è cumulabile con altre misure di sostegno alle famiglie, come il bonus asilo nido, e con prestazioni assistenziali. In passato il cumulo riguardava anche misure poi superate; oggi l'assegno convive con strumenti come l'Assegno di Inclusione, secondo le regole specifiche di ciascuna prestazione.
Non è invece più cumulabile con gli strumenti che ha sostituito (assegni al nucleo familiare per i figli, detrazioni per figli a carico fino a 21 anni), proprio perché li ha assorbiti.
Sul fronte degli importi, gli errori più comuni nascono da una scorretta gestione dell'ISEE. Le cifre indicate in questa pagina (massimo ~201 €, minimo ~57,50 €, soglie ~17.090 € e ~45.939 €) sono valori di riferimento utili a stimare l'ordine di grandezza: gli importi e le soglie effettivi vengono rivalutati ogni anno con l'adeguamento ISTAT al costo della vita, quindi il valore preciso del singolo anno va verificato sul sito dell'INPS.
Il calcolatore offre una stima coerente con questo impianto, non l'importo ufficiale al centesimo.
- Genitori separati: assegno ripartito al 50%, salvo accordo o decisione del giudice.
- Cumulabile con bonus asilo nido e altre prestazioni, secondo le rispettive regole.
- Non cumulabile con le misure che ha sostituito (ANF figli, detrazioni figli fino a 21 anni).
- Importi e soglie rivalutati ogni anno con l'adeguamento ISTAT: verifica il valore dell'anno.
Il contesto 2026: cosa cambia e come si aggiorna l'importo
Per il 2026 gli importi e le soglie dell'assegno unico sono aggiornati con la consueta rivalutazione ISTAT, applicata all'inflazione dell'anno precedente. È un meccanismo automatico previsto dalla legge istitutiva: ogni gennaio l'INPS ricalcola sia gli importi (massimo e minimo per figlio, maggiorazioni) sia le soglie di ISEE che delimitano le fasce.
Per questo i valori cambiano di anno in anno, sempre in aumento quando l'inflazione è positiva.
L'effetto pratico della rivalutazione è doppio. Da un lato cresce l'importo per figlio, sia nel massimo sia nel minimo.
Dall'altro si alzano anche le soglie di ISEE: questo significa che, a parità di situazione economica della famiglia, l'assegno tende a restare uguale o leggermente più alto, perché la fascia di importo massimo si estende verso ISEE più elevati. È un adeguamento pensato per non far perdere potere d'acquisto al sostegno.
Il consiglio operativo per il 2026 resta lo stesso di sempre: aggiornare l'ISEE a inizio anno, presentare la domanda entro il 30 giugno se è la prima volta, e verificare sul Portale INPS gli importi esatti in vigore.
Il calcolatore di questa pagina serve a farsi un'idea immediata di quanto si può ricevere; per pianificare il bilancio familiare nel suo insieme si possono affiancare il Calcolo IRPEF, il calcolatore Stipendio Netto e, per chi ha un mutuo sulla casa, il Calcolo Rata Mutuo.
Quanto conta davvero l'ISEE: di quanto cambia l'assegno
Una domanda molto frequente è quanto incida concretamente l'ISEE sull'assegno: vale la pena tutta la fatica della Dichiarazione Sostitutiva Unica per ottenerlo? La risposta, numeri alla mano, è quasi sempre sì.
La differenza tra l'importo massimo e quello minimo è di circa 143,50 € al mese per figlio: su un solo figlio fanno oltre 1.700 € l'anno, su due figli si supera abbondantemente la soglia dei 3.000 € annui di differenza tra avere un ISEE basso e non presentarlo affatto.
Il punto chiave è che la decrescita non è uniforme rispetto alla "sensazione" di reddito. Tra 17.090 e 25.000 € di ISEE l'assegno scende ancora poco, restando vicino al massimo; è nella fascia centrale, tra 25.000 e 40.000 €, che la riduzione si fa più evidente; oltre i 45.939 € si tocca il fondo e l'importo non cala più.
Conoscere la propria posizione su questa scala aiuta a capire se un piccolo aumento dell'ISEE farà davvero perdere assegno o quasi nulla.
C'è poi un effetto pratico spesso trascurato: chi non presenta l'ISEE entro la scadenza non riceve l'importo proporzionato alla propria situazione, ma direttamente il minimo, esattamente come una famiglia con ISEE altissimo. È il caso in cui la differenza tra agire e non agire è massima, e riguarda situazioni del tutto evitabili con un semplice adempimento annuale.
| Numero di figli | Con ISEE basso (max) | Senza ISEE (min) | Differenza annua |
|---|---|---|---|
| 1 figlio | ≈ 2.412 € | ≈ 690 € | ≈ 1.722 € |
| 2 figli | ≈ 4.824 € | ≈ 1.380 € | ≈ 3.444 € |
| 3 figli | ≈ 7.236 € | ≈ 2.070 € | ≈ 5.166 € |
Come usare il calcolatore dell'assegno unico
Il calcolatore di questa pagina serve a passare dalla teoria al proprio caso in pochi secondi. Bastano due dati: il numero di figli a carico e l'ISEE del nucleo.
Lo strumento applica la stessa formula descritta in questa guida — importo massimo sotto la soglia bassa, minimo sopra quella alta, decrescita lineare in mezzo — e restituisce l'importo per figlio, il totale mensile e la stima su base annua.
Per ottenere una stima il più possibile vicina alla realtà conviene inserire il valore esatto dell'ISEE in corso di validità, non una cifra a memoria. Se non si conosce l'ISEE preciso, si può usare un valore di prova per capire in quale fascia ci si colloca, ma il risultato resterà indicativo.
Il numero di figli da indicare è quello dei figli a carico che danno diritto all'assegno (minorenni o maggiorenni con i requisiti).
Il risultato è una stima dell'importo base e non comprende le maggiorazioni (terzo figlio e successivi, nuclei numerosi, figli piccoli, madri under 21, figli con disabilità), che possono aumentare in modo anche sensibile l'assegno effettivo.
Per l'importo ufficiale al centesimo, comprensivo di tutte le maggiorazioni spettanti, resta il riferimento il Portale INPS o l'assistenza di un patronato o CAF.
- Inserisci il numero di figli a carico e l'ISEE in corso di validità.
- Il calcolatore restituisce importo per figlio, totale mensile e stima annua.
- Il risultato è l'importo base: le maggiorazioni vanno aggiunte a parte.
- Per l'importo ufficiale verifica sul Portale INPS o tramite patronato/CAF.
Esempio di calcolo
Esempio: famiglia con 2 figli minorenni a carico e un ISEE di 20.000 €.
- Numero di figli
- 2
- ISEE del nucleo
- 20.000 €
- Decrescita lineare: 201 − 143,50 × (20.000 − 17.090) ÷ 28.849
- − 14,47 €
- Importo per figlio
- ≈ 186,53 €
⚠️ Errori comuni da evitare
- ✕Non presentare o non aggiornare l'ISEE: senza un ISEE valido si riceve solo l'importo minimo (~57,50 € per figlio), anche se se ne avrebbe diritto a uno più alto. L'ISEE scade il 31 dicembre e va rinnovato ogni anno.
- ✕Presentare la prima domanda dopo il 30 giugno: si perdono gli arretrati da marzo, perché in quel caso l'assegno decorre solo dal mese successivo alla domanda.
- ✕Considerare l'assegno unico come reddito tassabile: non lo è, non concorre all'IRPEF e non incide sull'ISEE futuro.
- ✕Dimenticare le maggiorazioni (terzo figlio e successivi, nuclei numerosi, figli piccoli, madri under 21, figli con disabilità): si sommano all'importo base e in molte famiglie pesano in modo rilevante.
✅ In sintesi
- ✓L'importo per figlio dipende dall'ISEE: da ~201 € (ISEE ≤ ~17.090 €) a ~57,50 € (ISEE ≥ ~45.939 €), con decrescita lineare tra le due soglie.
- ✓Presentare e aggiornare l'ISEE ogni anno conviene quasi sempre: senza, scatta l'importo minimo per tutti.
- ✓Spetta per i figli minorenni senza condizioni e per i maggiorenni fino a 21 anni con requisiti di studio o lavoro; senza limiti di età se disabili.
- ✓L'assegno è esente da IRPEF e cumulabile con altre misure familiari; per i nuclei numerosi e i casi particolari valgono maggiorazioni dedicate.
Domande frequenti
Come si calcola l'assegno unico in base all'ISEE?+
L'importo per figlio è massimo (~201 € al mese) con ISEE fino a ~17.090 € e minimo (~57,50 €) con ISEE pari o superiore a ~45.939 €. Tra le due soglie decresce in modo lineare: importo = 201 − (201 − 57,50) × (ISEE − 17.090) ÷ (45.939 − 17.090). Il totale si ottiene moltiplicando per il numero di figli.
Quanto spetta con 2 figli e un ISEE di 20.000 €?+
Circa 186,53 € per figlio al mese, quindi circa 373 € al mese in totale (circa 4.476 € l'anno). L'importo è vicino al massimo perché l'ISEE è ancora basso rispetto alla soglia superiore.
Chi ha diritto all'assegno unico universale?+
Tutte le famiglie con figli a carico, a prescindere dalla condizione lavorativa dei genitori (dipendenti, autonomi, partite IVA, disoccupati). Spetta per i figli minorenni senza condizioni e per i maggiorenni fino a 21 anni con requisiti di studio o lavoro; senza limiti di età per i figli con disabilità.
Serve l'ISEE per ricevere l'assegno unico?+
No, ma conviene quasi sempre presentarlo. Senza ISEE si riceve solo l'importo minimo (~57,50 € per figlio). Con un ISEE valido si ottiene l'importo pieno spettante in base alla situazione economica del nucleo.
L'assegno unico è tassato e va dichiarato come reddito?+
No. L'assegno unico non concorre alla formazione del reddito IRPEF, non è tassabile e non incide sul calcolo dell'ISEE per le prestazioni future. È una somma netta.
Fino a quando spetta l'assegno per i figli maggiorenni?+
Fino al compimento dei 21 anni, a condizione che il figlio studi, frequenti un corso di formazione, svolga un tirocinio o un lavoro con reddito sotto una soglia annua (intorno agli 8.000 €), sia registrato come disoccupato o svolga il servizio civile. Per i figli con disabilità non c'è limite di età.
Quali sono le maggiorazioni dell'assegno unico?+
Sono previste maggiorazioni per i figli successivi al secondo, per i nuclei con quattro o più figli (forfettaria mensile), per i figli nei primi anni di vita, per le madri under 21, per i nuclei con entrambi i genitori che lavorano e per i figli con disabilità (graduata per grado). Si sommano all'importo base.
Entro quando devo fare domanda per avere gli arretrati?+
Presentando la prima domanda entro il 30 giugno si ricevono gli arretrati a partire da marzo. Dopo il 30 giugno l'assegno decorre dal mese successivo alla domanda, senza arretrati.
Devo rifare la domanda ogni anno?+
No: dal secondo anno l'assegno è rinnovato d'ufficio dall'INPS. Va però aggiornato l'ISEE ogni anno, perché scade il 31 dicembre. Se non lo si aggiorna in tempo, da marzo si scende all'importo minimo.
Come funziona l'assegno unico per i genitori separati?+
L'assegno è ripartito al 50% tra i due genitori, salvo diverso accordo tra le parti o provvedimento del giudice che lo attribuisca per intero al genitore affidatario.
L'assegno unico è cumulabile con altri bonus?+
Sì, è cumulabile con altre misure come il bonus asilo nido e diverse prestazioni assistenziali, secondo le regole di ciascuna. Non è invece cumulabile con le misure che ha sostituito (assegni al nucleo familiare per i figli e detrazioni IRPEF per figli a carico fino a 21 anni).
Gli importi del 2026 sono diversi da quelli degli anni scorsi?+
Sì: ogni anno importi e soglie di ISEE vengono rivalutati con l'adeguamento ISTAT all'inflazione. I valori tendono quindi a crescere. Le cifre di riferimento qui indicate servono a stimare l'ordine di grandezza; per l'importo esatto dell'anno verifica sul Portale INPS.
Metodo e fonti
I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.