Calcolo Rata Mutuo 2026
Calcola la rata mensile del mutuo e quanto pagherai di interessi, partendo da importo, tasso e durata.
A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026
In breve
La rata di un mutuo a tasso fisso si calcola con l'ammortamento alla francese, in cui la rata resta costante per tutta la durata. Un mutuo di 150.000 € a un tasso (TAN) del 3,5% in 25 anni ha una rata di circa 751 € al mese e fa pagare circa 75.300 € di interessi totali. La formula è: rata = C × r × (1+r)^n ÷ ((1+r)^n − 1), dove C è l'importo, r è il tasso mensile (TAN annuo ÷ 12) e n è il numero di rate (anni × 12).
- Interessi totali
- 75.280,61 €
- Totale da restituire
- 225.280,61 €
Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.
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La rata del mutuo a tasso fisso si calcola con l'ammortamento alla francese: la rata è costante per tutta la durata e si ottiene dalla formula rata = C × r × (1+r)^n ÷ ((1+r)^n − 1), dove C è l'importo, r è il tasso mensile (TAN annuo ÷ 12) e n il numero di rate (anni × 12). All'inizio la rata è composta soprattutto da interessi, poi via via da più capitale.
| Tasso annuo (TAN) | Rata mensile | Interessi totali (circa) |
|---|---|---|
| 2,0% | ≈ 424 € | ≈ 27.200 € |
| 3,0% | ≈ 474 € | ≈ 42.300 € |
| 3,5% | ≈ 501 € | ≈ 50.200 € |
| 4,0% | ≈ 528 € | ≈ 58.400 € |
| 5,0% | ≈ 585 € | ≈ 75.400 € |
Che cos'è il mutuo e a cosa serve il calcolo della rata
Il mutuo è il finanziamento con cui una banca presta una somma di denaro — di solito per acquistare, costruire o ristrutturare una casa — che il cliente restituisce a rate nel corso di molti anni.
È un contratto di lungo periodo: le durate tipiche vanno dai 10 ai 30 anni, e l'immobile acquistato resta a garanzia del prestito tramite l'iscrizione di un'ipoteca. Per questo si parla di mutuo ipotecario.
Quando si valuta un mutuo, la domanda pratica è una sola: quanto pagherò ogni mese? La rata è la cifra fissa (nel caso del tasso fisso) che si versa periodicamente e che ripaga, un po' alla volta, sia il capitale ricevuto sia gli interessi maturati.
Sapere in anticipo l'importo della rata serve a capire se il mutuo è sostenibile rispetto al proprio reddito: come regola prudenziale, la rata non dovrebbe superare circa un terzo dello stipendio netto familiare.
Il calcolatore di questa pagina risponde proprio a questa esigenza: a partire da tre soli dati — l'importo finanziato, il tasso annuo e la durata in anni — restituisce la rata mensile, il totale degli interessi che pagherai e la somma complessiva che restituirai alla banca.
È uno strumento di simulazione: il preventivo ufficiale, con tutte le spese, lo fornisce solo la banca con il documento di sintesi e il prospetto ESIS.
Come si calcola la rata del mutuo: la formula dell'ammortamento alla francese
In Italia la quasi totalità dei mutui usa l'ammortamento alla francese, detto anche a rata costante. La caratteristica è che la rata rimane uguale per tutta la durata del finanziamento (a tasso fisso): cambia però la sua composizione interna.
Ogni rata è formata da due parti, la quota interessi e la quota capitale. All'inizio del piano la quota interessi è alta e quella capitale è bassa; col passare degli anni il rapporto si inverte, e le ultime rate sono fatte quasi solo di capitale.
La rata costante si ricava da una formula precisa. Indichiamo con C l'importo del mutuo (il capitale prestato), con r il tasso di interesse mensile e con n il numero totale di rate.
Il tasso mensile r si ottiene dividendo il tasso annuo nominale (TAN) per 12 e per 100: un TAN del 3,5% diventa r = 3,5 ÷ 100 ÷ 12 = 0,0029167. Il numero di rate n è semplicemente la durata in anni moltiplicata per 12: 25 anni fanno 300 rate.
La formula completa è: rata = C × r × (1+r)^n ÷ ((1+r)^n − 1). Il termine (1+r)^n è il fattore di capitalizzazione composta: lo stesso meccanismo dell'interesse composto, dove il montante è capitale × (1+r)^n.
È questo elemento esponenziale che fa sì che gli interessi pesino così tanto sulle durate lunghe. Il calcolatore di questa pagina applica esattamente questa formula, restituendo la rata già arrotondata e il totale degli interessi (rata × n − importo).
- Passo 1 — Tasso mensile: r = TAN annuo ÷ 12 ÷ 100 (es. 3,5% → 0,0029167).
- Passo 2 — Numero di rate: n = durata in anni × 12 (es. 25 anni → 300).
- Passo 3 — Rata: C × r × (1+r)^n ÷ ((1+r)^n − 1).
- Passo 4 — Interessi totali: rata × n − importo finanziato.
| Passo | Calcolo | Esempio (150.000 € · 3,5% · 25 anni) |
|---|---|---|
| Tasso mensile (r) | TAN ÷ 12 ÷ 100 | 0,0029167 |
| Numero di rate (n) | anni × 12 | 300 |
| Rata mensile | C × r × (1+r)^n ÷ ((1+r)^n − 1) | ≈ 751 € |
| Interessi totali | rata × n − importo | ≈ 75.300 € |
Cosa cambia tra TAN e TAEG, tasso fisso e tasso variabile
Per leggere correttamente un'offerta di mutuo bisogna distinguere due tassi che spesso vengono confusi. Il TAN, tasso annuo nominale, è il tasso puro applicato al capitale: è quello che entra nella formula della rata e che il calcolatore di questa pagina usa.
Il TAEG, tasso annuo effettivo globale, è invece l'indicatore del costo reale del mutuo, perché include — oltre agli interessi — anche le spese di istruttoria, di perizia, gli oneri accessori e le polizze obbligatorie. Due mutui con lo stesso TAN possono avere TAEG diversi: a parità di rata, è il TAEG che dice quale conviene davvero.
L'altra grande scelta è tra tasso fisso e tasso variabile. Con il tasso fisso il TAN resta invariato per tutta la durata: la rata è certa dal primo all'ultimo giorno, e si calcola con la formula vista sopra. Il tasso fisso è ancorato all'indice Eurirs (o IRS).
Con il tasso variabile, invece, il tasso si compone di uno spread fisso della banca più l'Euribor, l'indice del mercato monetario europeo che cambia nel tempo: se l'Euribor sale, la rata sale; se scende, la rata si alleggerisce. Esistono anche formule miste o con CAP (tetto massimo al tasso variabile).
Il calcolatore stima la rata partendo da un tasso fisso che inserisci tu. Per il variabile, il risultato vale come fotografia del momento iniziale: la rata effettiva cambierà a ogni revisione dell'indice.
Per capire come l'interesse cresce nel tempo su un capitale, è utile affiancare il calcolatore di interesse composto; per valutare l'impatto fiscale dell'immobile acquistato, c'è il calcolatore IMU (la prima casa non di lusso è però esente).
Quanto incide il tasso: scenari a confronto
Il tasso è la leva che pesa di più sul costo del mutuo, molto più di quanto l'intuito suggerisca. Prendiamo un mutuo di 100.000 € a 25 anni e facciamo variare solo il TAN. Al 2,0% la rata è circa 424 € al mese; al 3,0% sale a circa 474 €; al 3,5% a circa 501 €; al 4,0% a circa 528 €; al 5,0% a circa 585 €.
Sembra poco rata su rata, ma moltiplicato per 300 rate la differenza diventa enorme: tra il 2,0% e il 5,0% si pagano oltre 48.000 € di interessi in più sullo stesso capitale.
Lo stesso vale per l'importo. Tornando all'esempio principale, un mutuo di 150.000 € al 3,5% in 25 anni produce una rata di circa 751 € e un totale di interessi di circa 75.300 €: in pratica, alla fine del piano avrai restituito circa 225.300 €, cioè il 50% in più di quanto ricevuto.
È il prezzo del tempo: più a lungo tieni il capitale della banca, più interessi maturano.
Questo spiega perché vale la pena confrontare più offerte e perché, quando i tassi di mercato scendono, molti valutano la surroga (il trasferimento gratuito del mutuo a un'altra banca a condizioni migliori) o la rinegoziazione con la banca attuale. Anche una riduzione di mezzo punto di TAN, su un mutuo lungo, può tradursi in diverse migliaia di euro risparmiati.
- Tasso più alto = rata più alta e, soprattutto, molti più interessi sul totale.
- Importo più alto = rata e interessi proporzionalmente maggiori.
- Quando i tassi scendono, surroga e rinegoziazione possono abbattere il costo residuo.
Stesso capitale e durata, solo il TAN cambia. Valori calcolati con l'ammortamento alla francese.
Quanto incide la durata: rata bassa o meno interessi?
La durata del mutuo è un compromesso, non una scelta a senso unico. Allungare la durata abbassa la rata mensile, perché lo stesso capitale viene spalmato su più rate; ma proprio perché il capitale resta in prestito più a lungo, gli interessi totali aumentano. Accorciare la durata fa l'opposto: rata più pesante ma costo complessivo più basso.
Un esempio chiarisce il meccanismo. Un mutuo di 150.000 € al 3,5%: in 20 anni la rata è di circa 870 € e gli interessi totali sono circa 58.800 €; in 25 anni la rata scende a circa 751 € ma gli interessi salgono a circa 75.300 €; in 30 anni la rata è di circa 674 € e gli interessi superano i 92.500 €.
Passando da 20 a 30 anni la rata cala di quasi 200 € al mese, ma si pagano oltre 33.000 € di interessi in più.
La scelta giusta dipende dal proprio equilibrio personale: chi ha bisogno di una rata leggera, sostenibile rispetto allo stipendio netto, sceglierà una durata lunga; chi può permettersi una rata più alta e vuole minimizzare il costo punterà su una durata corta.
Una via di mezzo frequente è scegliere una durata media e prevedere, dove il contratto lo consente senza penali, estinzioni parziali anticipate quando si dispone di liquidità.
- 150.000 € al 3,5% in 20 anni: rata ≈ 870 €, interessi ≈ 58.800 €.
- 150.000 € al 3,5% in 25 anni: rata ≈ 751 €, interessi ≈ 75.300 €.
- 150.000 € al 3,5% in 30 anni: rata ≈ 674 €, interessi ≈ 92.500 €.
| Durata | Rata mensile ~ | Interessi totali ~ | Totale restituito ~ |
|---|---|---|---|
| 20 anni | ≈ 870 € | ≈ 58.800 € | ≈ 208.800 € |
| 25 anni | ≈ 751 € | ≈ 75.300 € | ≈ 225.300 € |
| 30 anni | ≈ 674 € | ≈ 92.500 € | ≈ 242.500 € |
Interessi totali per durata. La rata cala, ma il costo complessivo del prestito sale.
Come si compone la rata nel tempo: capitale e interessi
La rata a tasso fisso resta sempre uguale, ma al suo interno la proporzione tra quota interessi e quota capitale si ribalta lentamente nel corso degli anni. È la firma dell'ammortamento alla francese: si pagano prima soprattutto interessi, poi sempre più capitale.
Capire questo meccanismo aiuta a leggere il piano di ammortamento e a valutare quando conviene un'estinzione anticipata, che taglia gli interessi futuri ma incide poco se fatta verso la fine.
Riprendiamo il mutuo di riferimento — 150.000 € al 3,5% in 25 anni, rata di circa 751 € — e guardiamo la prima rata. Su un debito residuo di 150.000 €, gli interessi del primo mese valgono 150.000 × (3,5% ÷ 12) = circa 438 €: vuol dire che della prima rata oltre il 58% è interesse e meno del 42% è capitale effettivamente restituito.
Mano a mano che il debito residuo scende, la quota interessi cala e quella capitale cresce, finché le ultime rate sono fatte quasi solo di capitale.
Sull'intera durata, il conto finale è quello già visto: 150.000 € di capitale e circa 75.300 € di interessi, per un totale restituito di circa 225.300 €. In altre parole, su un mutuo lungo gli interessi pesano per circa un terzo di tutto ciò che si versa alla banca.
È esattamente questo squilibrio iniziale a rendere così efficaci le estinzioni parziali nei primi anni: ogni euro di capitale rimborsato in anticipo cancella tutti gli interessi che avrebbe generato fino a fine piano.
- Prima rata (su 150.000 €): ≈ 438 € di interessi e ≈ 313 € di capitale (interessi ≈ 58% della rata).
- Le quote si invertono col tempo: le ultime rate sono quasi tutte capitale.
- Sul totale: ≈ 150.000 € di capitale e ≈ 75.300 € di interessi (≈ 33% del restituito).
| Fase del piano | Quota interessi nella rata | Quota capitale nella rata |
|---|---|---|
| 1ª rata (anno 1) | ≈ 58% | ≈ 42% |
| Anno 10 | ≈ 43% | ≈ 57% |
| Anno 20 | ≈ 18% | ≈ 82% |
| Ultime rate (anno 25) | ≈ 2% | ≈ 98% |
Quota del totale restituito (≈ 225.300 €). Valori calcolati con l'ammortamento alla francese.
Quanto debito resta da pagare anno dopo anno
Una domanda pratica frequente è: dopo X anni, quanto del mutuo ho effettivamente rimborsato? Con l'ammortamento alla francese la risposta sorprende, perché il debito residuo scende lentamente all'inizio e in fretta solo verso la fine.
Il motivo è lo stesso visto sopra: nei primi anni la rata è fatta soprattutto di interessi, quindi il capitale restituito è poco e il debito si riduce piano.
Sul mutuo di 150.000 € al 3,5% in 25 anni, dopo 5 anni il debito residuo è ancora circa 130.000 €: in cinque anni di rate (oltre 45.000 € versati) si è abbattuto solo il capitale per circa 20.000 €, il resto erano interessi.
A metà piano, dopo circa 12-13 anni, si è rimborsato all'incirca solo un terzo del capitale. È solo nell'ultimo terzo della durata che il debito crolla rapidamente verso zero.
Questo profilo è utile da conoscere per due decisioni concrete: la surroga (più conviene nei primi anni, quando il debito residuo è ancora alto e quindi gli interessi futuri da risparmiare sono molti) e l'estinzione anticipata (massimamente efficace nella prima metà del piano).
Il grafico a curva qui sotto mostra l'andamento illustrativo del capitale ancora da restituire: parte alto e scende con pendenza crescente verso la fine.
Capitale ancora da restituire a fine di ciascun quinquennio. Stima indicativa.
Quali costi non compaiono nella rata
La rata calcolata con la formula copre solo capitale e interessi. Ma un mutuo porta con sé altri costi, alcuni iniziali (una tantum) e altri ricorrenti, che è bene conoscere prima di firmare perché incidono sul TAEG e sul budget complessivo. Ignorarli è uno degli errori più comuni di chi valuta un finanziamento guardando solo la rata.
Tra i costi iniziali ci sono le spese di istruttoria (l'esame della pratica da parte della banca), la perizia tecnica sull'immobile, le spese notarili per l'atto di mutuo e l'iscrizione dell'ipoteca, e l'imposta sostitutiva sul finanziamento. Quest'ultima è pari allo 0,25% dell'importo erogato per l'acquisto della prima casa e al 2% negli altri casi, e viene trattenuta direttamente dalla banca.
Tra i costi ricorrenti rientrano la polizza incendio e scoppio (obbligatoria per legge) e l'eventuale polizza vita o protezione del credito (facoltativa, ma spesso proposta).
Per ottenere il costo reale del mutuo, dunque, alla rata vanno sommati questi oneri: è esattamente ciò che fa il TAEG. Il calcolatore di questa pagina si concentra sulla rata pura (la componente più pesante e quella decisiva per la sostenibilità mensile), mentre il quadro completo delle spese si trova nel prospetto ESIS e nel documento di sintesi che la banca è tenuta a consegnare prima della firma.
- Spese una tantum: istruttoria, perizia, spese notarili, iscrizione ipoteca.
- Imposta sostitutiva: 0,25% dell'erogato per la prima casa, 2% negli altri casi.
- Costi ricorrenti: polizza incendio e scoppio (obbligatoria), eventuale polizza vita (facoltativa).
- Tutti questi oneri rientrano nel TAEG, non nel TAN né nella rata pura.
| Voce di costo | Quando si paga | Entra nel TAEG? |
|---|---|---|
| Spese di istruttoria | Una tantum, all'avvio | Sì |
| Perizia sull'immobile | Una tantum, all'avvio | Sì |
| Spese notarili e iscrizione ipoteca | Una tantum, al rogito | In parte |
| Imposta sostitutiva (0,25% prima casa / 2%) | Una tantum, trattenuta dalla banca | Sì |
| Polizza incendio e scoppio (obbligatoria) | Ricorrente | Sì |
| Polizza vita / protezione credito (facoltativa) | Ricorrente | Se sottoscritta |
Errori frequenti nel calcolo e nella scelta del mutuo
Il primo errore è confondere la rata con il costo del mutuo. Due offerte con la stessa rata possono nascondere TAEG molto diversi: una rata leggermente più bassa può accompagnarsi a spese iniziali e polizze che la rendono, nel complesso, più cara. Va sempre confrontato il TAEG, non solo la rata o il TAN.
Il secondo errore è sottovalutare il peso degli interessi sulle durate lunghe. Su 25 o 30 anni, gli interessi superano spesso il 50% dell'importo finanziato: è la conseguenza diretta della componente esponenziale (1+r)^n della formula. Chi guarda solo alla rata mensile rischia di non rendersi conto di quanto, in totale, il mutuo costerà.
Un terzo errore è scegliere il tasso variabile senza considerare il rischio. Con il variabile la rata cambia nel tempo al variare dell'Euribor: è interessante quando i tassi sono alti e attesi in calo, ma espone a rincari se gli indici risalgono.
Infine, sul piano del calcolo, è frequente l'errore di applicare il tasso annuo direttamente alla rata mensile, dimenticando di dividerlo per 12: la formula lavora sul tasso mensile, non su quello annuale.
Il contesto 2026: tassi, surroga e detrazioni
Il costo di un mutuo dipende dal quadro dei tassi di mercato, che a sua volta segue le decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea. Nel 2026 i tassi sui mutui, dopo la stagione di forti rialzi degli anni precedenti, si sono assestati su livelli più contenuti: questo ha riacceso l'interesse per il tasso fisso e per le operazioni di surroga, con cui chi aveva acceso un mutuo costoso può trasferirlo a un'altra banca, senza spese e senza nuove imposte, per ottenere una rata più leggera.
Sul fronte fiscale, gli interessi passivi pagati sul mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale danno diritto a una detrazione IRPEF del 19%, calcolata su un massimo di 4.000 € di interessi all'anno: significa fino a 760 € di imposta in meno, da indicare nella dichiarazione dei redditi. La detrazione spetta a condizioni precise (mutuo intestato a chi possiede e abita l'immobile, acquisto entro determinati termini) e va verificata caso per caso.
Conviene infine ricordare che la rata, una volta acceso il mutuo, è solo una delle voci legate alla casa. Sulle seconde case si paga l'IMU (la prima casa non di lusso è esente), che si calcola sulla rendita catastale: per stimarla c'è il calcolatore IMU.
E poiché un mutuo è di fatto un investimento a rovescio — paghi interessi invece di incassarli — affiancare il calcolatore di interesse composto aiuta a confrontare il costo del debito con il rendimento alternativo del capitale.
- Detrazione IRPEF del 19% sugli interessi del mutuo per la prima casa, su un massimo di 4.000 €/anno (fino a 760 € di risparmio).
- Surroga: trasferimento gratuito del mutuo a un'altra banca a condizioni migliori, senza nuove imposte.
- Tasso fisso ancorato all'Eurirs; tasso variabile legato all'Euribor.
Come usare il calcolatore e leggere i risultati
Il calcolatore chiede tre informazioni: l'importo del mutuo (il capitale che la banca eroga, non il prezzo dell'immobile, dato che di solito una parte è coperta dall'anticipo), il tasso annuo TAN espresso in percentuale, e la durata in anni. Da questi dati restituisce la rata mensile, gli interessi totali e la somma complessiva da restituire.
Per usarlo bene, parti dall'importo che ti serve davvero (prezzo della casa meno l'anticipo e meno eventuali agevolazioni), poi inserisci il TAN indicato nel preventivo della banca — non il TAEG, che serve solo a confrontare il costo complessivo, non a calcolare la rata.
Prova diverse durate per vedere il classico trade-off tra rata sostenibile e interessi totali, e ricordati che il risultato è una stima della rata pura: il preventivo definitivo, con le spese, è quello della banca.
Una buona pratica è simulare anche uno scenario di tasso più alto del previsto, soprattutto se valuti il variabile: serve a capire se la rata resterebbe sostenibile in caso di rialzo degli indici.
Il calcolatore è gratuito e aggiornato, ma resta uno strumento indicativo: per la decisione finale confronta sempre i documenti ufficiali e, se serve, fatti assistere da un consulente.
Esempio di calcolo
Esempio: mutuo di 150.000 €, tasso fisso (TAN) del 3,5%, durata 25 anni, ammortamento alla francese.
- Importo finanziato (C)
- 150.000 €
- Tasso mensile (r = 3,5% ÷ 12 ÷ 100)
- 0,0029167
- Numero di rate (n = 25 × 12)
- 300
- Rata = C × r × (1+r)^n ÷ ((1+r)^n − 1)
- ≈ 751 €
- Totale restituito (rata × 300)
- ≈ 225.300 €
⚠️ Errori comuni da evitare
- ✕Guardare solo la rata e non il TAEG: due mutui con la stessa rata possono costare in modo molto diverso per via di spese di istruttoria, perizia e polizze.
- ✕Sottovalutare gli interessi totali sulle durate lunghe: su 25-30 anni superano spesso il 50% dell'importo finanziato, per effetto della componente esponenziale (1+r)^n.
- ✕Confondere tasso fisso e variabile: con il variabile la rata cambia nel tempo al variare dell'Euribor, mentre con il fisso resta costante per tutta la durata.
- ✕Applicare il tasso annuo direttamente alla rata mensile: la formula lavora sul tasso mensile (TAN ÷ 12), non su quello annuale.
✅ In sintesi
- ✓Rata = importo × tasso mensile × (1+r)^n ÷ ((1+r)^n − 1), con r = TAN ÷ 12 e n = anni × 12 (ammortamento alla francese).
- ✓Una durata più lunga abbassa la rata ma fa pagare molti più interessi totali; una durata corta fa l'opposto.
- ✓Per il costo reale del mutuo conta il TAEG (che include spese e polizze), non il solo TAN che entra nella rata.
- ✓Gli interessi del mutuo sulla prima casa danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% su un massimo di 4.000 € l'anno.
Domande frequenti
Come si calcola la rata del mutuo?+
Con l'ammortamento alla francese, a rata costante: rata = C × r × (1+r)^n ÷ ((1+r)^n − 1), dove C è l'importo, r è il tasso mensile (TAN annuo ÷ 12 ÷ 100) e n è il numero di rate (anni × 12). Esempio: 150.000 € al 3,5% in 25 anni → r = 0,0029167, n = 300, rata ≈ 751 € al mese.
Quanti interessi si pagano su un mutuo di 150.000 € in 25 anni?+
A un TAN del 3,5%, la rata è di circa 751 € e gli interessi totali sono circa 75.300 €: alla fine del piano si restituiscono circa 225.300 €, cioè il 50% in più del capitale ricevuto. Su durate lunghe gli interessi superano spesso la metà dell'importo finanziato.
Qual è la differenza tra TAN e TAEG?+
Il TAN (tasso annuo nominale) è il tasso puro applicato al capitale ed è quello che entra nel calcolo della rata. Il TAEG (tasso annuo effettivo globale) include anche spese di istruttoria, perizia, oneri e polizze obbligatorie: è l'indicatore del costo reale del mutuo e serve a confrontare le offerte.
Conviene una durata più lunga o più corta?+
È un compromesso. Una durata più lunga abbassa la rata mensile ma aumenta gli interessi totali, perché il capitale resta in prestito più a lungo. Una durata più corta alza la rata ma riduce il costo complessivo. La scelta dipende dalla sostenibilità della rata rispetto al reddito.
Cos'è l'ammortamento alla francese?+
È il piano di rimborso più diffuso in Italia: la rata resta costante per tutta la durata (a tasso fisso), ma la sua composizione cambia. All'inizio la rata è fatta soprattutto di interessi e poca quota capitale; col tempo la quota capitale cresce e gli interessi calano.
Qual è la differenza tra tasso fisso e tasso variabile?+
Con il tasso fisso il TAN non cambia mai: la rata è certa dal primo all'ultimo giorno ed è ancorata all'indice Eurirs. Con il tasso variabile il tasso è dato da uno spread fisso più l'Euribor, che varia nel tempo: la rata sale se l'Euribor sale e scende se cala.
Quanto può incidere il tasso sul costo del mutuo?+
Moltissimo. Su 100.000 € a 25 anni, passare dal 2,0% al 5,0% di TAN porta la rata da circa 424 € a circa 585 € al mese e fa pagare oltre 48.000 € di interessi in più sullo stesso capitale. Per questo conviene confrontare più offerte ed eventualmente valutare la surroga.
Quali spese non sono comprese nella rata?+
La rata copre solo capitale e interessi. Restano fuori le spese di istruttoria, la perizia, le spese notarili e di iscrizione dell'ipoteca, l'imposta sostitutiva (0,25% per la prima casa, 2% negli altri casi) e le polizze (incendio e scoppio obbligatoria, vita facoltativa). Questi oneri rientrano nel TAEG.
Gli interessi del mutuo si possono detrarre dalle tasse?+
Sì, per l'acquisto dell'abitazione principale: gli interessi passivi danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% su un massimo di 4.000 € di interessi all'anno, cioè fino a 760 € di imposta in meno. Spetta a condizioni precise, che vanno verificate caso per caso.
Cos'è la surroga del mutuo?+
È il trasferimento gratuito del mutuo da una banca a un'altra che offre condizioni migliori (per esempio un tasso più basso), senza spese a carico del cliente e senza nuove imposte. È utile soprattutto quando i tassi di mercato scendono rispetto a quando si è acceso il mutuo originario.
Il calcolo della rata è ufficiale?+
No, è una stima accurata della rata pura (capitale più interessi), aggiornata al 2026. Il preventivo ufficiale, con tutte le spese e il TAEG, lo fornisce la banca tramite il prospetto ESIS e il documento di sintesi, che è obbligata a consegnare prima della firma del contratto.
La rata del mutuo è legata all'IMU sulla casa acquistata?+
No, sono due cose distinte. La rata ripaga il prestito alla banca; l'IMU è un'imposta comunale sul possesso degli immobili, da cui la prima casa non di lusso è esente. Sulle seconde case l'IMU si calcola sulla rendita catastale: per stimarla puoi usare il calcolatore IMU.
Metodo e fonti
I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.