Scorporo IVA 2026
Inserisci un importo IVA inclusa per ricavare l'imponibile e l'IVA da scorporare.
A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026
In breve
Scorporare l'IVA significa partire da un prezzo IVA inclusa e ricavare la base imponibile (il netto) e l'imposta. La formula è Imponibile = Totale ÷ (1 + aliquota): da 122 € al 22% si ottengono 100 € di imponibile e 22 € di IVA. L'errore da evitare è togliere la percentuale dal totale, che dà un risultato sbagliato.
- IVA scorporata
- 22,00 €
- Totale (lordo)
- 122,00 €
Come si calcola
Per scorporare l'IVA da un totale ivato: Imponibile = Totale ÷ (1 + aliquota). L'IVA è la differenza tra totale e imponibile. Es. con IVA 22%: imponibile = totale ÷ 1,22.
| Aliquota IVA | Dividi il totale per | Quando si applica |
|---|---|---|
| 22% (ordinaria) | 1,22 | La maggior parte di beni e servizi |
| 10% (ridotta) | 1,10 | Alcuni alimentari, ristorazione, energia, ristrutturazioni |
| 5% (ridotta) | 1,05 | Alcune prestazioni socio-sanitarie e alimentari |
| 4% (minima) | 1,04 | Beni di prima necessità, libri, beni per disabili |
Che cos'è lo scorporo dell'IVA e a cosa serve?
Lo scorporo dell'IVA è l'operazione con cui, partendo da un prezzo "IVA inclusa" (cioè il prezzo finale che il cliente paga), si separano le due componenti che lo formano: la base imponibile, ovvero il valore netto del bene o del servizio, e l'IVA, cioè l'imposta sul valore aggiunto applicata su quel valore. In altre parole, scorporare l'IVA risponde alla domanda "quanto vale davvero questo prodotto senza l'imposta, e quanta IVA contiene il prezzo che sto pagando?".
È l'operazione inversa rispetto all'aggiunta dell'IVA. Quando un'azienda emette una fattura, parte dall'imponibile e ci somma l'IVA per arrivare al totale.
Lo scorporo fa il percorso opposto: parte dal totale già comprensivo di imposta e risale all'imponibile. Per questo viene spesso chiamato anche "calcolo dell'IVA inversa" o, impropriamente, "storno dell'IVA".
Serve in moltissime situazioni concrete della vita di un'impresa, di un professionista o anche di un privato. Un commerciante che vende al pubblico a prezzi "tutto compreso" deve scorporare l'IVA per sapere quale parte dell'incasso è imponibile e quale è imposta da versare allo Stato.
Un libero professionista che riceve uno scontrino o una ricevuta senza il dettaglio dell'imposta deve scorporare per registrare correttamente il costo in contabilità. Un consumatore che vuole confrontare prezzi al netto dell'IVA, o capire quanto incide l'imposta su un acquisto, usa lo stesso calcolo.
Come si calcola lo scorporo dell'IVA: la formula esatta
La formula dello scorporo è semplice ma va applicata correttamente. Per ricavare l'imponibile da un totale IVA inclusa si divide il totale per (1 + aliquota), dove l'aliquota è espressa in forma decimale. Con l'aliquota ordinaria del 22% il divisore è 1,22; con il 10% è 1,10; con il 5% è 1,05; con il 4% è 1,04.
Una volta ottenuto l'imponibile, l'IVA si calcola per differenza: IVA = Totale − Imponibile. Non occorre alcuna seconda formula: l'imposta è semplicemente la parte di prezzo che "avanza" dopo aver isolato il netto.
Questo è esattamente il metodo che usa il calcolatore di questa pagina: divide l'importo inserito per (1 + aliquota) e mostra l'imponibile, l'IVA scorporata e il totale di partenza.
Esiste anche una formula alternativa, del tutto equivalente, che calcola direttamente l'imposta: IVA = Totale × aliquota ÷ (100 + aliquota). Con il 22% diventa Totale × 22 ÷ 122.
È utile quando si vuole arrivare subito all'imposta senza passare dall'imponibile, ma il risultato è identico. Il metodo "dividi per 1 + aliquota" resta il più intuitivo e il meno soggetto a errori.
- Imponibile = Totale ÷ (1 + aliquota) — es. 122 ÷ 1,22 = 100 €.
- IVA = Totale − Imponibile — es. 122 − 100 = 22 €.
- Formula diretta dell'imposta: IVA = Totale × aliquota ÷ (100 + aliquota) — es. 122 × 22 ÷ 122 = 22 €.
- Verifica: Imponibile + IVA deve sempre ricostruire il Totale di partenza.
| Aliquota | Dividi per | Coefficiente imponibile |
|---|---|---|
| 22% (ordinaria) | 1,22 | 0,8197 |
| 10% (ridotta) | 1,10 | 0,9091 |
| 5% (ridotta) | 1,05 | 0,9524 |
| 4% (minima) | 1,04 | 0,9615 |
Scorporo di 122 € IVA inclusa: imponibile 100 € + IVA 22 €.
Perché non si può semplicemente togliere la percentuale dal totale?
È l'errore più diffuso in assoluto, e capirne il motivo è la chiave per non sbagliare mai più. Molti, dovendo scorporare il 22% da 122 €, calcolano il 22% di 122 (cioè 26,84 €) e lo sottraggono, ottenendo 95,16 €. Il risultato è errato.
Il problema è che la percentuale dell'IVA non è calcolata sul totale, ma sull'imponibile. Quando si forma il prezzo, il 22% viene applicato a 100 € (l'imponibile) e dà 22 €, non sul totale di 122 €.
Togliere il 22% da 122 significa applicare la percentuale alla base sbagliata, una base più grande di quella reale, e quindi sottrarre troppa imposta.
La divisione per 1,22 risolve esattamente questo: "riavvolge" il calcolo fino alla base su cui l'IVA era stata davvero applicata. Per rendersene conto basta la prova del nove: 95,16 € + il 22% (20,94 €) fa 116,10 €, non 122 €; mentre 100 € + il 22% (22 €) fa esattamente 122 €.
Solo il metodo della divisione ricostruisce il totale originale.
| Passaggio | Sottrarre il 22% (errato) | Dividere per 1,22 (corretto) |
|---|---|---|
| Imponibile ottenuto | 95,16 € | 100,00 € |
| IVA ottenuta | 26,84 € | 22,00 € |
| Prova del nove (imponibile + 22%) | 116,10 € ≠ 122 € | 122,00 € ✓ |
Quali aliquote IVA esistono in Italia nel 2026?
In Italia sono in vigore quattro aliquote IVA, ciascuna con un proprio divisore per lo scorporo. L'aliquota ordinaria è il 22% e si applica alla maggior parte dei beni e dei servizi: è quella che si usa per default quando non è prevista un'agevolazione specifica.
Accanto a quella ordinaria ci sono tre aliquote ridotte. Il 10% si applica, tra l'altro, a molti prodotti alimentari, alle prestazioni di ristorazione, alle forniture di energia per usi domestici e a numerosi interventi di ristrutturazione edilizia.
Il 5% riguarda alcune prestazioni socio-sanitarie e assistenziali e specifici beni alimentari. Il 4% è l'aliquota minima, riservata ai beni di prima necessità come il pane, il latte, alcuni generi alimentari di base, i libri e i giornali, e i beni per persone con disabilità.
Per lo scorporo, ad ogni aliquota corrisponde un divisore preciso: 1,22 per il 22%, 1,10 per il 10%, 1,05 per il 5% e 1,04 per il 4%. Usare il divisore sbagliato porta a un imponibile errato, quindi il primo passo è sempre individuare l'aliquota corretta del bene o servizio.
Quando un documento contiene voci con aliquote diverse, lo scorporo va fatto separatamente per ciascun gruppo di aliquota, non sul totale unico.
| Aliquota IVA | Divisore | Esempi di applicazione |
|---|---|---|
| 22% (ordinaria) | 1,22 | Default per la maggior parte di beni e servizi |
| 10% (ridotta) | 1,10 | Molti alimentari, ristorazione, energia, ristrutturazioni |
| 5% (ridotta) | 1,05 | Alcune prestazioni socio-sanitarie e alimentari |
| 4% (minima) | 1,04 | Pane, latte, libri, giornali, beni per disabili |
Aliquota ordinaria e tre aliquote ridotte.
Chi deve scorporare l'IVA e in quali casi?
Lo scorporo riguarda soprattutto chi opera con prezzi "al pubblico" comprensivi di imposta. I commercianti al dettaglio, i ristoratori, i bar, gli artigiani e in generale tutte le attività che espongono prezzi IVA inclusa devono scorporare per determinare, sui propri incassi, qual è la quota imponibile (il ricavo netto) e quale l'IVA a debito da versare all'Erario.
La cosiddetta "ventilazione dei corrispettivi", usata da alcuni negozi che vendono beni con aliquote diverse, si basa proprio su questo principio.
Anche i liberi professionisti e le imprese che ricevono documenti di spesa hanno bisogno dello scorporo. Quando arriva uno scontrino "parlante", una ricevuta o un costo indicato solo come prezzo finale, per registrarlo correttamente in contabilità occorre separare imponibile e imposta, perché l'IVA sugli acquisti (l'IVA a credito) si gestisce in modo distinto dal costo vero e proprio.
Infine, lo scorporo è utile anche ai privati e ai consumatori, pur senza obblighi fiscali: per capire quanto pesa l'imposta su un acquisto, per confrontare offerte al netto dell'IVA, o per ripartire una spesa tra più persone tenendo conto della parte di imposta. In tutti questi casi la formula è sempre la stessa.
Esempi di scorporo con le diverse aliquote
Il modo migliore per fissare il metodo è vederlo applicato alle quattro aliquote. Si parte sempre dal totale IVA inclusa, lo si divide per il divisore corrispondente e si ottiene l'imponibile; l'IVA è la differenza.
Prendiamo un totale di 122 € con aliquota ordinaria al 22%: 122 ÷ 1,22 = 100 € di imponibile, quindi 22 € di IVA. Con un totale di 110 € al 10%: 110 ÷ 1,10 = 100 € di imponibile e 10 € di IVA.
Con 105 € al 5%: 105 ÷ 1,05 = 100 € di imponibile e 5 € di IVA. Con 104 € al 4%: 104 ÷ 1,04 = 100 € di imponibile e 4 € di IVA.
Cambiando i numeri il metodo non cambia. Se un ristorante incassa 250 € IVA inclusa al 10%, l'imponibile è 250 ÷ 1,10 = 227,27 € e l'IVA è 22,73 €.
Se una fattura per consulenza è di 1.220 € IVA inclusa al 22%, l'imponibile è 1.220 ÷ 1,22 = 1.000 € e l'IVA è 220 €. Vale sempre la prova del nove: imponibile più IVA deve ricostruire il totale di partenza, al netto di piccoli arrotondamenti.
- 22%: 122 € ÷ 1,22 = 100 € imponibile + 22 € IVA.
- 10%: 110 € ÷ 1,10 = 100 € imponibile + 10 € IVA.
- 5%: 105 € ÷ 1,05 = 100 € imponibile + 5 € IVA.
- 4%: 104 € ÷ 1,04 = 100 € imponibile + 4 € IVA.
| Aliquota | Totale IVA inclusa | Imponibile | IVA scorporata |
|---|---|---|---|
| 22% | 122,00 € | 100,00 € | 22,00 € |
| 10% | 110,00 € | 100,00 € | 10,00 € |
| 5% | 105,00 € | 100,00 € | 5,00 € |
| 4% | 104,00 € | 100,00 € | 4,00 € |
Scorporo IVA e arrotondamenti: come gestire i centesimi
Quando l'importo di partenza non è un numero "tondo", lo scorporo produce spesso valori con molti decimali, e qui nascono i piccoli disallineamenti. La regola pratica è arrotondare imponibile e IVA al centesimo di euro (due cifre decimali), perché è l'unità minima con cui si registrano gli importi in contabilità e in fattura.
L'arrotondamento può però far sì che imponibile e IVA, sommati, differiscano di un centesimo dal totale di partenza. È un effetto normale del passaggio da molti decimali a due.
In fattura il riferimento è l'imponibile e l'imposta calcolata su di esso; quando si scorpora un totale a ritroso, è buona prassi arrotondare prima l'imponibile e poi ricavare l'IVA come differenza con il totale, così che la somma delle due parti coincida esattamente con il prezzo finale.
Il calcolatore di questa pagina mostra i valori arrotondati alla valuta. Per importi molto grandi o per molte righe, conviene comunque verificare la somma finale, perché gli arrotondamenti riga per riga possono accumularsi e creare differenze di qualche centesimo rispetto al totale documento.
Scorporo, fattura e versamento dell'IVA: come si collegano?
Lo scorporo è un calcolo aritmetico, non un adempimento fiscale a sé: serve a determinare correttamente le grandezze che poi confluiscono negli obblighi IVA. L'IVA scorporata sugli incassi è l'imposta "a debito", quella che il venditore ha riscosso dal cliente e deve versare allo Stato; l'IVA sugli acquisti è l'imposta "a credito", che può essere detratta.
La differenza tra IVA a debito e IVA a credito è l'imposta effettivamente da versare nel periodo.
Il versamento dell'IVA segue le scadenze ordinarie previste per i soggetti passivi: liquidazione e versamento mensile (entro il giorno 16 del mese successivo) oppure trimestrale per chi rientra nei limiti, con il modello F24 e i relativi codici tributo. A queste si aggiungono gli adempimenti periodici come le comunicazioni delle liquidazioni e la dichiarazione IVA annuale.
Lo scorporo corretto è il presupposto di tutti questi passaggi: se l'imponibile o l'imposta sono sbagliati, lo saranno anche la liquidazione e il versamento.
Per questo motivo, pur essendo un calcolo elementare, lo scorporo va fatto con attenzione all'aliquota giusta e all'arrotondamento: un errore sistematico, ripetuto su molte operazioni, può tradursi in IVA versata in misura non corretta.
In caso di versamento tardivo o insufficiente è comunque possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso, pagando l'imposta dovuta più sanzione ridotta e interessi.
Quanta IVA è "contenuta" in un prezzo IVA inclusa?
Una domanda pratica molto frequente è: dato un prezzo finale, che percentuale di quel prezzo è imposta? La risposta non coincide con l'aliquota nominale.
Il 22% è la percentuale calcolata sull'imponibile, non sul totale: rispetto al prezzo IVA inclusa, l'imposta "pesa" un po' meno. La quota di IVA su un prezzo ivato si ottiene con la formula aliquota ÷ (100 + aliquota).
Con l'aliquota ordinaria, su 100 € di prezzo finale l'IVA è 18,03 € (cioè 22 ÷ 122), non 22 €: l'imponibile è 81,97 €. Con il 10% la quota di imposta sul totale scende a 9,09 € ogni 100 € (10 ÷ 110); con il 5% è 4,76 € (5 ÷ 105); con il 4% è 3,85 € (4 ÷ 104).
È esattamente la differenza che spiega perché togliere il 22% dal totale è sbagliato: l'imposta reale incorporata nel prezzo è inferiore al 22%.
Il grafico qui sotto mostra, per ciascuna aliquota, quanti euro di IVA sono contenuti in ogni 100 € di prezzo IVA inclusa. È un modo immediato per valutare quanto pesa davvero l'imposta su un acquisto e per fare lo scorporo "a mente": basta applicare quella percentuale al totale per stimare l'IVA, e la differenza è l'imponibile.
- 22%: IVA = 22 ÷ 122 = 18,03 € ogni 100 € di prezzo finale.
- 10%: IVA = 10 ÷ 110 = 9,09 € ogni 100 €.
- 5%: IVA = 5 ÷ 105 = 4,76 € ogni 100 €.
- 4%: IVA = 4 ÷ 104 = 3,85 € ogni 100 €.
Quota di imposta sul totale, per aliquota: aliquota ÷ (100 + aliquota).
Lo scorporo cambia da regione a regione?
No. L'IVA è un'imposta armonizzata a livello nazionale (e, nelle sue regole di base, europeo): le aliquote del 22%, 10%, 5% e 4% sono le stesse in tutta Italia e non dipendono dalla regione o dal comune in cui avviene l'operazione.
Di conseguenza, lo scorporo dà lo stesso risultato a Milano, a Roma o a Palermo: a parità di totale e di aliquota, imponibile e imposta sono identici ovunque.
È una differenza importante rispetto ad altre voci fiscali come l'IRPEF (con le addizionali regionali e comunali), l'IMU o il bollo auto, dove il risultato cambia davvero a seconda del territorio. Per lo scorporo dell'IVA, invece, l'unica variabile che conta è l'aliquota applicabile al bene o al servizio, non il luogo.
Fanno eccezione solo regimi territoriali particolari previsti dalla legge (ad esempio specifiche agevolazioni per alcune aree), che però riguardano l'applicabilità dell'aliquota e non il metodo di calcolo dello scorporo.
Esempio di calcolo
Esempio: prezzo IVA inclusa di 122 € con aliquota ordinaria del 22%. Si divide il totale per 1,22 per ottenere l'imponibile, poi l'IVA è la differenza.
- Totale (IVA inclusa)
- 122 €
- Aliquota IVA
- 22% → divisore 1,22
- Imponibile = 122 ÷ 1,22
- 100 €
- IVA = 122 − 100
- 22 €
⚠️ Errori comuni da evitare
- ✕Sottrarre la percentuale dal totale: togliere il 22% da 122 € dà 95,16 €, che è sbagliato. Bisogna dividere per 1,22, non sottrarre.
- ✕Confondere lo scorporo (da prezzo IVA inclusa al netto) con l'aggiunta dell'IVA (dal netto al prezzo finale): sono operazioni inverse.
- ✕Usare il divisore di un'aliquota diversa da quella effettiva del bene o servizio (es. 1,22 al posto di 1,10), ottenendo imponibile e IVA errati.
- ✕Scorporare un totale che mescola più aliquote come se fosse tutto al 22%: ogni gruppo di aliquota va scorporato separatamente.
✅ In sintesi
- ✓La formula è Imponibile = Totale ÷ (1 + aliquota); l'IVA è la differenza tra totale e imponibile.
- ✓Non si sottrae la percentuale: si divide, perché l'IVA è calcolata sull'imponibile e non sul totale.
- ✓I divisori sono 1,22 (22%), 1,10 (10%), 1,05 (5%) e 1,04 (4%): scegliere quello dell'aliquota giusta.
- ✓Il risultato dello scorporo è uguale in tutta Italia: l'IVA non varia per regione o comune.
Domande frequenti
Come si scorpora l'IVA al 22%?+
Si divide il totale IVA inclusa per 1,22 per ottenere l'imponibile, poi l'IVA è la differenza. Esempio: 122 € ÷ 1,22 = 100 € di imponibile e 22 € di IVA.
Qual è la formula dello scorporo IVA?+
Imponibile = Totale ÷ (1 + aliquota). In alternativa l'imposta si calcola direttamente con IVA = Totale × aliquota ÷ (100 + aliquota): i due metodi danno lo stesso risultato.
Perché non posso togliere semplicemente il 22% dal totale?+
Perché l'IVA è calcolata sull'imponibile, non sul totale. Togliere il 22% da 122 € applica la percentuale a una base più grande di quella reale e dà 95,16 €, un valore sbagliato. La divisione per 1,22 riporta correttamente alla base imponibile.
Come si scorpora l'IVA al 10%, al 5% e al 4%?+
Si divide il totale per il divisore corrispondente: 1,10 per il 10%, 1,05 per il 5% e 1,04 per il 4%. Esempio al 10%: 110 € ÷ 1,10 = 100 € di imponibile e 10 € di IVA.
Qual è la differenza tra scorporo e aggiunta dell'IVA?+
Lo scorporo parte da un prezzo IVA inclusa e ricava il netto (imponibile e imposta). L'aggiunta parte dal netto e ci somma l'IVA per arrivare al prezzo finale. Sono operazioni inverse.
Come calcolo solo l'IVA contenuta in un prezzo?+
Con la formula diretta IVA = Totale × aliquota ÷ (100 + aliquota). Esempio al 22%: 122 × 22 ÷ 122 = 22 €. In alternativa, calcola prima l'imponibile e poi sottrailo dal totale.
Lo scorporo dell'IVA cambia in base alla regione?+
No. L'IVA è nazionale e le aliquote sono uguali in tutta Italia. A parità di totale e aliquota, imponibile e imposta sono identici a Milano, Roma o Palermo. Conta solo l'aliquota del bene o servizio, non il luogo.
Chi deve scorporare l'IVA?+
Soprattutto chi opera con prezzi al pubblico IVA inclusa, come commercianti e ristoratori, per determinare ricavo netto e imposta da versare. Lo usano anche professionisti e imprese per registrare i costi, e i privati per capire quanto pesa l'imposta su un acquisto.
Come gestisco gli arrotondamenti nello scorporo?+
Si arrotonda al centesimo di euro (due decimali). È preferibile arrotondare prima l'imponibile e poi ricavare l'IVA come differenza con il totale, così la somma delle due parti coincide esattamente con il prezzo finale.
Come si scorpora l'IVA se il documento ha aliquote diverse?+
Va fatto separatamente per ogni gruppo di aliquota: si raggruppano gli importi al 22%, quelli al 10% e così via, e si scorpora ciascun gruppo con il proprio divisore. Non si può scorporare il totale unico con una sola aliquota.
Quanto vale l'IVA scorporata da 1.220 € al 22%?+
L'imponibile è 1.220 ÷ 1,22 = 1.000 € e l'IVA è 220 €. La prova del nove: 1.000 € + 22% (220 €) ricostruisce esattamente i 1.220 € di partenza.
L'IVA scorporata corrisponde all'imposta da versare?+
L'IVA scorporata sugli incassi è l'imposta a debito riscossa dal cliente. L'IVA effettivamente da versare è la differenza tra l'IVA a debito sulle vendite e l'IVA a credito sugli acquisti, liquidata mensilmente o trimestralmente con modello F24.
Metodo e fonti
I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.