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Calcolo Imposta di Successione

Inserisci il valore della quota ereditata e il grado di parentela per l'imposta dovuta.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

L'imposta di successione si paga sul valore dell'eredità che supera una franchigia, con un'aliquota che dipende dal grado di parentela con il defunto. Coniuge e figli pagano il 4% solo sulla parte oltre 1.000.000 € ciascuno; fratelli e sorelle il 6% oltre 100.000 €; altri parenti il 6% e gli estranei l'8% senza franchigia. Su una quota di 1.200.000 € ereditata da un figlio, l'imposta è (1.200.000 − 1.000.000) × 4% = 8.000 €.

Imposta di successione8000,00 €
Franchigia applicata
1.000.000,00 €
Imponibile oltre franchigia
200.000,00 €

Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.

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Come si calcola

L'imposta di successione si calcola sulla quota di eredità di ciascun erede: si sottrae la franchigia (se prevista) e si applica l'aliquota della parentela. Coniuge e figli: 4% oltre 1 milione ciascuno; fratelli: 6% oltre 100.000 €; altri parenti fino al 4° grado: 6% senza franchigia; tutti gli altri: 8%. Se nell'eredità ci sono immobili si aggiungono le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore catastale — ridotte a 200 € ciascuna con i requisiti prima casa.

Franchigie e aliquote dell'imposta di successione per grado di parentela
EredeFranchigiaAliquota
Coniuge e figli (linea retta)1.000.000 € ciascuno4%
Fratelli e sorelle100.000 € ciascuno6%
Altri parenti fino al 4° gradonessuna6%
Altri soggetti (estranei)nessuna8%
Erede con disabilità grave (L. 104)1.500.000 €aliquota per parentela

Che cos'è l'imposta di successione e chi la paga

L'imposta di successione è il tributo dovuto quando un patrimonio passa dagli eredi a seguito della morte di una persona. Colpisce il valore dei beni e dei diritti che compongono l'eredità — immobili, denaro, titoli, aziende, quote societarie — e si applica a ciascun erede in base alla quota che gli spetta e al rapporto di parentela con il defunto.

La caratteristica che rende l'imposta italiana relativamente «leggera» rispetto ad altri Paesi è il sistema delle franchigie: soglie di valore al di sotto delle quali l'imposta non è dovuta. Per i familiari più stretti la franchigia è molto alta, così che la maggior parte delle successioni tra genitori e figli non genera alcuna imposta di successione in senso stretto.

A pagare sono gli eredi e i legatari, cioè chi riceve i beni. L'imposta si calcola sulla quota di ciascuno, non sull'intero asse ereditario in blocco: se due figli si dividono un'eredità, ognuno ha la propria franchigia di 1.000.000 € sulla sua quota. Questo rende decisivo il modo in cui l'eredità viene ripartita.

Il calcolatore di questa pagina stima l'imposta a partire da due dati: il valore della quota ereditata e il grado di parentela. Applica la franchigia prevista e l'aliquota corrispondente, restituendo l'imposta dovuta, la franchigia utilizzata e l'imponibile che eccede la soglia. Trattandosi di una stima, i valori vanno sempre confrontati con la normativa vigente e, per le pratiche vere, con un professionista.

La formula: valore oltre la franchigia per aliquota

Il calcolo dell'imposta di successione segue una formula in due passaggi. Primo passaggio: si sottrae dal valore della quota ereditata la franchigia spettante per quel grado di parentela, ottenendo l'imponibile «eccedente». Se il valore è inferiore alla franchigia, l'imponibile è zero e non c'è imposta.

Secondo passaggio: sull'imponibile eccedente si applica l'aliquota fissa prevista per quel grado di parentela. In formula: imposta = (valore della quota − franchigia) × aliquota, con il vincolo che la differenza non può essere negativa. È esattamente ciò che fa il calcolatore, che pone a zero l'imposta ogni volta che la quota resta sotto la franchigia.

Le coppie franchigia-aliquota sono quattro, più un caso speciale. Coniuge e figli (parenti in linea retta): franchigia di 1.000.000 € ciascuno, aliquota 4%. Fratelli e sorelle: franchigia di 100.000 € ciascuno, aliquota 6%. Altri parenti fino al quarto grado e affini entro il terzo: nessuna franchigia, aliquota 6%. Tutti gli altri soggetti (estranei, conviventi di fatto, amici): nessuna franchigia, aliquota 8%.

Il caso speciale riguarda gli eredi con disabilità grave riconosciuta ai sensi della legge 104: per loro la franchigia sale a 1.500.000 €, qualunque sia il grado di parentela, mentre l'aliquota resta quella legata al rapporto con il defunto. È un'agevolazione pensata per proteggere il patrimonio destinato a persone fragili.

  • Passo 1 — Imponibile eccedente: valore della quota − franchigia (mai negativo).
  • Passo 2 — Imposta: imponibile eccedente × aliquota di parentela.
  • Coniuge e figli: franchigia 1.000.000 € ciascuno, aliquota 4%.
  • Fratelli e sorelle: franchigia 100.000 € ciascuno, aliquota 6%.
  • Altri parenti fino al 4° grado: nessuna franchigia, aliquota 6%.
  • Altri soggetti (estranei): nessuna franchigia, aliquota 8%.
Franchigie e aliquote dell'imposta di successione per grado di parentela.
EredeFranchigiaAliquota
Coniuge e figli (linea retta)1.000.000 € ciascuno4%
Fratelli e sorelle100.000 € ciascuno6%
Altri parenti fino al 4° grado e affini entro il 3°nessuna6%
Altri soggetti (estranei, conviventi)nessuna8%
Erede con disabilità grave (L. 104)1.500.000 €aliquota per parentela

Esempio di calcolo passo per passo

Prendiamo il caso di default del calcolatore: un figlio eredita una quota del valore di 1.200.000 €. Essendo parente in linea retta, gli spetta la franchigia di 1.000.000 € e l'aliquota del 4%.

Primo passaggio, si calcola l'imponibile eccedente sottraendo la franchigia dal valore della quota: 1.200.000 − 1.000.000 = 200.000 €. Solo questa parte, quella che «sfora» la franchigia, sarà soggetta a imposta; il primo milione resta esente.

Secondo passaggio, si applica l'aliquota del 4% all'imponibile eccedente: 200.000 × 4% = 8.000 €. L'imposta di successione dovuta dal figlio è quindi 8.000 €. Rispetto a un'eredità di 1.200.000 €, l'incidenza effettiva è poco più dello 0,6%, proprio grazie all'alta franchigia dei familiari diretti.

Per cogliere l'effetto della parentela, immaginiamo la stessa quota di 1.200.000 € ricevuta da un estraneo: nessuna franchigia, aliquota 8%, quindi 1.200.000 × 8% = 96.000 €. A parità di valore ereditato, l'imposta passa da 8.000 € a 96.000 € solo per il diverso rapporto con il defunto: dodici volte tanto.

Stessa quota di 1.200.000 €: l'imposta cambia radicalmente con il grado di parentela.
EredeFranchigiaImponibileImposta
Figlio (4%)1.000.000 €200.000 €8.000 €
Fratello (6%)100.000 €1.100.000 €66.000 €
Altro parente 4° grado (6%)0 €1.200.000 €72.000 €
Estraneo (8%)0 €1.200.000 €96.000 €
Imposta su una quota di 1.200.000 € per grado di parentela
Figlio (4%)8000Fratello (6%)66.000Altro parente (6%)72.000Estraneo (8%)96.000

Le franchigie alte dei familiari diretti abbattono drasticamente l'imposta rispetto a fratelli ed estranei.

Le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

Quando nell'eredità ci sono immobili, l'imposta di successione non è l'unico onere. Sul valore catastale dei fabbricati e dei terreni si aggiungono due tributi: l'imposta ipotecaria, pari al 2%, e l'imposta catastale, pari all'1%. Sono dovute a prescindere dalla franchigia dell'imposta di successione e riguardano il trasferimento dei diritti reali immobiliari.

Esiste però un'agevolazione importante. Se almeno uno degli eredi possiede i requisiti «prima casa» sull'immobile ereditato (e presenta la relativa dichiarazione), le imposte ipotecaria e catastale non si applicano in percentuale ma in misura fissa: 200 € ciascuna. È lo stesso tipo di agevolazione che si incontra nel Calcolo Rendita Catastale e nelle imposte sui trasferimenti immobiliari come l'Imposta di Registro.

Il valore su cui si applicano questi tributi è il valore catastale, calcolato rivalutando la rendita catastale e moltiplicandola per i coefficienti di legge, non il valore di mercato dell'immobile. Questo rende in genere la base imponibile immobiliare più bassa del prezzo reale, un effetto simile a quello che si osserva nel Calcolo IMU.

In sintesi, per una successione con immobili il conto totale è la somma di tre voci: imposta di successione (con franchigia), imposta ipotecaria (2% o 200 €) e imposta catastale (1% o 200 €). Il calcolatore di questa pagina stima la sola imposta di successione: per le imposte immobiliari va calcolato a parte il valore catastale.

Dichiarazione di successione: quando e come

L'imposta di successione non si autoliquida come l'IRPEF: prima si presenta la dichiarazione di successione, poi l'Agenzia delle Entrate liquida l'imposta dovuta (per l'imposta di successione vera e propria), mentre le imposte ipotecaria, catastale e di bollo si versano in autoliquidazione al momento della presentazione.

La dichiarazione va presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione, che di norma coincide con la data del decesso. Si trasmette in via telematica all'Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato (CAF, commercialista, notaio), utilizzando l'apposito modello.

Non tutte le successioni obbligano alla dichiarazione. È previsto un esonero quando l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, ha un attivo ereditario non superiore a 100.000 € e non comprende immobili o diritti reali immobiliari. In questo caso, tipico delle piccole eredità familiari fatte di soli conti correnti, non serve presentare nulla.

Il rispetto del termine è importante: la presentazione tardiva o omessa espone a sanzioni e interessi. Chi si accorge del ritardo può regolarizzare la posizione, analogamente a quanto avviene con il Ravvedimento Operoso per gli altri tributi, pagando l'imposta dovuta con una sanzione ridotta in funzione del ritardo.

  • Termine: entro 12 mesi dalla data del decesso.
  • Modalità: telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato.
  • Esonero: eredi diretti, attivo ≤ 100.000 €, nessun immobile.
  • Ritardi: sanzioni e interessi, regolarizzabili con ravvedimento.

Errori comuni da evitare

Il primo errore è calcolare l'imposta sull'intero valore ereditato ignorando la franchigia. Per coniuge e figli l'imposta si applica solo alla parte che supera 1.000.000 € per erede: chi eredita meno di un milione da un genitore, in denaro e senza immobili, di norma non paga imposta di successione. Applicare il 4% all'intero importo sovrastima enormemente il dovuto.

Il secondo errore è confondere la franchigia dell'asse ereditario con quella dei singoli eredi. La franchigia è personale: si applica alla quota di ciascun erede, non all'eredità complessiva. Due figli che ereditano 1.800.000 € in parti uguali hanno 900.000 € a testa, entrambi sotto la franchigia di 1.000.000 €: nessuna imposta, benché l'asse superi il milione.

Il terzo errore è dimenticare le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili. Anche quando l'imposta di successione è zero per effetto della franchigia, sui fabbricati restano dovute l'ipotecaria (2%) e la catastale (1%) sul valore catastale — o 200 € ciascuna con i requisiti prima casa. Sono voci separate che il calcolo della sola successione non comprende.

Il quarto errore è usare il valore di mercato al posto di quello catastale per gli immobili. La base imponibile immobiliare, ai fini delle imposte ipotecaria e catastale, è il valore catastale (rendita rivalutata × coefficienti), quasi sempre inferiore al prezzo di mercato. Usare il valore commerciale gonfia il conto.

Esempio di calcolo

Esempio: un figlio eredita una quota del valore di 1.200.000 €. Franchigia 1.000.000 €, aliquota 4%. Si sottrae la franchigia e si applica l'aliquota all'eccedenza.

Valore della quota ereditata
1.200.000 €
Franchigia (figlio)
1.000.000 €
Imponibile oltre franchigia
200.000 €
200.000 € × 4%
8.000 €
Imposta di successione dovuta8.000 €

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Calcolare l'imposta sull'intero valore ignorando la franchigia: per coniuge e figli si tassa solo la parte oltre 1.000.000 € per erede.
  • Confondere la franchigia dell'eredità con quella personale: la soglia si applica alla quota di ciascun erede, non all'asse complessivo.
  • Dimenticare le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sugli immobili, dovute anche quando l'imposta di successione è zero (o 200 € ciascuna con requisiti prima casa).
  • Usare il valore di mercato invece del valore catastale per gli immobili: la base imponibile immobiliare è la rendita rivalutata, quasi sempre più bassa.

✅ In sintesi

  • Imposta = (valore della quota − franchigia) × aliquota, e la differenza non può essere negativa.
  • Coniuge e figli: 4% oltre 1.000.000 € ciascuno; fratelli: 6% oltre 100.000 €; estranei: 8% senza franchigia.
  • La franchigia è personale: si applica alla quota di ogni erede, non all'eredità complessiva.
  • Con immobili si aggiungono ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore catastale, o 200 € ciascuna con la prima casa.

Domande frequenti

Quanto pagano di imposta di successione il coniuge e i figli?+

Il 4%, ma solo sulla parte di quota che supera 1.000.000 € per ciascun erede. Sotto quella soglia l'imposta è zero. Su una quota di 1.200.000 € ricevuta da un figlio, l'imponibile è 200.000 € e l'imposta 8.000 €.

Come si calcola l'imposta di successione?+

In due passaggi: si sottrae dal valore della quota la franchigia spettante per il grado di parentela, poi si applica l'aliquota all'eccedenza. Formula: imposta = (valore − franchigia) × aliquota. Se il valore è sotto la franchigia, non si paga nulla.

La franchigia si applica a tutta l'eredità o a ogni erede?+

A ogni erede. È una franchigia personale sulla quota individuale, non sull'asse ereditario complessivo. Due figli che ereditano 1.800.000 € in parti uguali hanno 900.000 € a testa, entrambi sotto il milione: nessuno dei due paga imposta di successione.

Ci sono altre imposte oltre a quella di successione?+

Sì, quando l'eredità comprende immobili: l'imposta ipotecaria (2%) e la catastale (1%) sul valore catastale. Con i requisiti prima casa per un erede scendono a 200 € ciascuna. Queste imposte sono dovute anche se l'imposta di successione risulta zero per effetto della franchigia.

Quando si presenta la dichiarazione di successione?+

Entro dodici mesi dalla data del decesso, in via telematica all'Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario. È previsto l'esonero quando l'eredità va a coniuge e parenti in linea retta, l'attivo non supera 100.000 € e non ci sono immobili.

Quanto paga un estraneo o un convivente di fatto?+

L'8% sull'intero valore ricevuto, senza alcuna franchigia. È l'aliquota più alta e riguarda chi non ha un rapporto di parentela con il defunto: amici, conviventi di fatto, terzi. Su una quota di 1.200.000 € l'imposta è 96.000 €, contro gli 8.000 € di un figlio.

Il valore degli immobili è quello di mercato?+

No, ai fini delle imposte immobiliari si usa il valore catastale: la rendita catastale rivalutata e moltiplicata per i coefficienti di legge, quasi sempre inferiore al prezzo di mercato. Per l'imposta di successione, invece, gli immobili concorrono al valore dell'asse secondo le regole di valutazione previste.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.

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