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Calcolo del Colesterolo LDL

Inserisci colesterolo totale, HDL e trigliceridi (in mg/dL) per stimare il colesterolo LDL.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

Il colesterolo LDL si stima dal profilo lipidico con la formula di Friedewald: LDL = colesterolo totale − HDL − (trigliceridi ÷ 5), con tutti i valori in mg/dL. È la stima riportata di routine nei referti di laboratorio, ma non è valida quando i trigliceridi superano i 400 mg/dL. Con colesterolo totale 200, HDL 50 e trigliceridi 150 mg/dL, l'LDL stimato è 120 mg/dL. È un calcolo indicativo: l'interpretazione dei valori e ogni decisione spettano al medico.

Colesterolo LDL120 mg/dL
Categoria (indicativa)
Quasi ottimale
Colesterolo non-HDL
150 mg/dL

Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.

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Come si calcola

La formula di Friedewald stima il colesterolo LDL dal profilo lipidico: LDL = colesterolo totale − HDL − (trigliceridi ÷ 5), con i valori in mg/dL. È la stima usata di routine nei referti, ma non è valida se i trigliceridi superano i 400 mg/dL. È un calcolo indicativo: l'interpretazione dei valori spetta al medico.

Che cos'è il colesterolo LDL

Il colesterolo è un grasso presente nel sangue, indispensabile all'organismo, che viaggia legato a particelle chiamate lipoproteine. Le due più note sono le LDL (lipoproteine a bassa densità) e le HDL (ad alta densità). L'LDL è spesso definito «colesterolo cattivo» perché, in eccesso, tende a depositarsi sulle pareti delle arterie contribuendo alla formazione delle placche aterosclerotiche; l'HDL, al contrario, è detto «colesterolo buono» perché aiuta a rimuovere il colesterolo in eccesso.

Nelle analisi del sangue, il profilo lipidico misura in genere tre valori direttamente: il colesterolo totale, il colesterolo HDL e i trigliceridi (un altro tipo di grasso). Il colesterolo LDL, invece, storicamente non viene misurato ma calcolato a partire dagli altri tre, perché la misurazione diretta è più costosa e non sempre disponibile di routine.

Il colesterolo LDL è considerato un indicatore importante nella valutazione del rischio cardiovascolare, cioè della probabilità di sviluppare malattie di cuore e arterie. Proprio per questo compare in evidenza nei referti e viene monitorato nel tempo. Va però letto sempre insieme agli altri parametri e alla storia clinica della persona, non isolatamente.

Il calcolatore di questa pagina applica la formula più usata per stimare l'LDL dal profilo lipidico. È uno strumento informativo, pensato per aiutarti a rileggere i tuoi valori: non è un dispositivo medico e non sostituisce in alcun modo la valutazione del medico curante.

La formula di Friedewald

La stima dell'LDL si basa sulla formula di Friedewald, proposta negli anni Settanta e da allora adottata dai laboratori di tutto il mondo. La formula è semplice: LDL = colesterolo totale − HDL − (trigliceridi ÷ 5), con tutti i valori espressi in milligrammi per decilitro (mg/dL).

L'idea di fondo è che il colesterolo totale sia la somma di tre componenti: il colesterolo trasportato dalle HDL, quello trasportato dalle LDL e quello legato alle particelle VLDL (ricche di trigliceridi). La formula stima il colesterolo VLDL dividendo i trigliceridi per 5 — un rapporto medio valido nella maggior parte delle persone — e poi sottrae dal totale sia le HDL sia questa quota VLDL, lasciando come risultato le LDL.

È fondamentale che tutti i valori siano nella stessa unità di misura. In Italia il profilo lipidico è quasi sempre espresso in mg/dL, ed è l'unità che usa il calcolatore. In altri Paesi si usano le millimoli per litro (mmol/L): in quel caso il divisore dei trigliceridi non è 5 ma 2,2, quindi la formula va adattata. Applicare il divisore sbagliato è uno degli errori più frequenti quando si confrontano referti di provenienza diversa.

Il calcolo restituisce anche il colesterolo non-HDL, cioè colesterolo totale − HDL: rappresenta tutto il colesterolo «potenzialmente aterogeno» (LDL più VLDL) ed è un altro parametro che il medico può considerare, soprattutto quando i trigliceridi sono elevati.

  • Passo 1 — Quota VLDL: trigliceridi ÷ 5 (valori in mg/dL).
  • Passo 2 — Sottrazione: LDL = colesterolo totale − HDL − (trigliceridi ÷ 5).
  • Passo 3 — Parametro di supporto: colesterolo non-HDL = colesterolo totale − HDL.

Esempio di calcolo con valori tipici

Vediamo la formula applicata ai valori con cui il calcolatore parte di default, che rappresentano un profilo lipidico realistico: colesterolo totale 200 mg/dL, HDL 50 mg/dL, trigliceridi 150 mg/dL.

Primo passo, stimiamo la quota VLDL dividendo i trigliceridi per 5: 150 ÷ 5 = 30 mg/dL. Secondo passo, applichiamo la sottrazione: LDL = 200 − 50 − 30 = 120 mg/dL. Il colesterolo LDL stimato è quindi 120 mg/dL.

Calcoliamo anche il colesterolo non-HDL, utile come parametro di controllo: 200 − 50 = 150 mg/dL. Questo risultato combacia con l'output del calcolatore, che per gli stessi valori restituisce un LDL di 120 mg/dL, una categoria indicativa e il colesterolo non-HDL di 150 mg/dL.

Un valore di LDL intorno a 120 mg/dL rientra, nelle tabelle di riferimento generali, in una fascia «quasi ottimale», ma è essenziale ricordare che non esiste una soglia unica valida per tutti. L'obiettivo di LDL considerato adeguato dipende dal rischio cardiovascolare complessivo della persona: chi ha già avuto eventi cardiovascolari, diabete o altri fattori di rischio ha obiettivi molto più bassi. Per questo la categoria indicata dal calcolatore è solo orientativa e non equivale a un giudizio clinico.

Dove si colloca un LDL di 120 mg/dL (fasce di riferimento generali)
OttimaleQuasi ottimaleBorderlineAltoMolto alto120

Fasce indicative per la popolazione generale, non obiettivi personalizzati. L'obiettivo adeguato dipende dal rischio cardiovascolare e lo stabilisce il medico.

Quando la formula non è valida

La formula di Friedewald ha un limite ben preciso e importante: non è affidabile quando i trigliceridi sono elevati. La regola condivisa è che, se i trigliceridi superano i 400 mg/dL, la stima dell'LDL non va usata, perché il rapporto trigliceridi ÷ 5 non descrive più correttamente la quota di colesterolo VLDL e il risultato diventa fuorviante (di solito sottostima l'LDL reale). In questi casi il calcolatore segnala esplicitamente che, con trigliceridi ≥ 400, la formula non è valida.

Quando i trigliceridi sono molto alti, il colesterolo LDL va misurato direttamente in laboratorio con metodiche apposite, oppure il medico può basarsi sul colesterolo non-HDL, che resta affidabile anche in presenza di trigliceridi elevati. Non è un problema del calcolo, ma un limite intrinseco della formula.

Ci sono poi altre situazioni in cui la stima perde precisione anche con trigliceridi sotto i 400 mg/dL: per esempio subito dopo un pasto (il prelievo per il profilo lipidico andrebbe fatto a digiuno, di norma da 9-12 ore), o in presenza di alcune condizioni metaboliche particolari. In generale, un profilo lipidico attendibile richiede il rispetto delle condizioni di digiuno indicate dal laboratorio.

In tutti questi casi la parola spetta al medico, che sa quando la formula è utilizzabile, quando serve una misurazione diretta e come interpretare i valori alla luce della storia clinica. Il calcolatore è pensato per rileggere valori già disponibili, non per decidere se un profilo lipidico sia «buono» o «cattivo».

A cosa serve conoscere l'LDL e come leggerlo

Conoscere il proprio LDL serve soprattutto a seguirne l'andamento nel tempo e a dare un contesto ai controlli. Un valore isolato dice poco: ciò che conta è la tendenza (in aumento, stabile o in calo) e, soprattutto, l'inquadramento nel rischio cardiovascolare globale, che il medico valuta insieme ad altri elementi come pressione arteriosa, fumo, glicemia, età, familiarità e peso corporeo.

Proprio perché il colesterolo è uno dei tanti tasselli, spesso viene considerato insieme ad altri indicatori dello stato di salute generale. Il peso e la composizione corporea, per esempio, sono correlati al profilo lipidico: strumenti come il calcolo del BMI, il rapporto vita-fianchi o la stima del peso forma aiutano a inquadrare il quadro complessivo, senza sostituire gli esami del sangue. Sono parametri che il medico può leggere insieme al colesterolo per farsi un'idea più completa.

Sul fronte pratico, i valori del colesterolo si possono influenzare con lo stile di vita — alimentazione, attività fisica, gestione del peso, astensione dal fumo — e, quando il medico lo ritiene necessario, con una terapia farmacologica. Ma la decisione se e come intervenire non si prende da un numero letto su un calcolatore: richiede una valutazione clinica che tenga conto del rischio complessivo e degli obiettivi personalizzati.

In sintesi, usa questo strumento per capire meglio il tuo referto e arrivare più preparato alla visita, non per autodiagnosticarti o modificare terapie. Ogni dubbio sui valori va portato al medico curante.

Errori comuni nel calcolo dell'LDL

Il primo errore è usare la formula con trigliceridi troppo alti. Sopra i 400 mg/dL la stima di Friedewald non è valida e restituisce un LDL inattendibile: in quel caso serve la misurazione diretta o il ricorso al colesterolo non-HDL. Ignorare questo limite è l'errore più insidioso perché il numero «esce» comunque, ma è sbagliato.

Il secondo errore è mescolare le unità di misura. La formula con divisore 5 vale per i valori in mg/dL; se un referto è in mmol/L (come accade all'estero) il divisore corretto è 2,2. Applicare la formula a valori in unità diverse, o confrontare referti espressi in unità differenti senza convertirli, porta a risultati privi di senso.

Il terzo errore è trattare la categoria («ottimale», «borderline»…) come un verdetto clinico. Le fasce di riferimento generali non tengono conto del rischio cardiovascolare individuale: la stessa cifra di LDL può essere adeguata per una persona e troppo alta per un'altra con più fattori di rischio. La categoria indicata è solo orientativa e l'obiettivo personalizzato lo definisce il medico.

Infine, un profilo lipidico attendibile richiede il rispetto delle condizioni di prelievo (di norma a digiuno): valori raccolti in condizioni non idonee possono alterare soprattutto i trigliceridi e, di riflesso, la stima dell'LDL.

Esempio di calcolo

Esempio: profilo lipidico con colesterolo totale 200 mg/dL, HDL 50 mg/dL, trigliceridi 150 mg/dL.

Colesterolo totale
200 mg/dL
Colesterolo HDL
− 50 mg/dL
Trigliceridi ÷ 5 (quota VLDL)
− 30 mg/dL
Colesterolo non-HDL (totale − HDL)
150 mg/dL
Colesterolo LDL stimato (categoria indicativa)120 mg/dL

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Usare la formula con trigliceridi ≥ 400 mg/dL: in quel caso la stima di Friedewald non è valida e l'LDL va misurato direttamente o sostituito dal colesterolo non-HDL.
  • Mescolare le unità di misura: il divisore 5 vale per i mg/dL; per i valori in mmol/L il divisore corretto è 2,2.
  • Trattare la categoria («ottimale», «borderline») come un giudizio clinico: le fasce generali non considerano il rischio cardiovascolare individuale, che stabilisce l'obiettivo personale.

✅ In sintesi

  • Formula di Friedewald: LDL = colesterolo totale − HDL − (trigliceridi ÷ 5), con tutti i valori in mg/dL.
  • Con totale 200, HDL 50 e trigliceridi 150 mg/dL, l'LDL stimato è 120 mg/dL e il colesterolo non-HDL è 150 mg/dL.
  • La formula non è valida con trigliceridi ≥ 400 mg/dL: serve la misurazione diretta in laboratorio o il colesterolo non-HDL.
  • È una stima indicativa, non una diagnosi: l'obiettivo di LDL dipende dal rischio cardiovascolare e l'interpretazione spetta al medico.

Domande frequenti

Come si calcola il colesterolo LDL?+

Con la formula di Friedewald: LDL = colesterolo totale − HDL − (trigliceridi ÷ 5), con i valori in mg/dL. Per esempio, con totale 200, HDL 50 e trigliceridi 150: 200 − 50 − 30 = 120 mg/dL. È la stima riportata di routine nei referti di laboratorio.

Quando la formula di Friedewald non è affidabile?+

Quando i trigliceridi superano i 400 mg/dL: in quel caso il rapporto trigliceridi ÷ 5 non stima più correttamente il colesterolo VLDL e l'LDL va misurato direttamente in laboratorio, oppure ci si basa sul colesterolo non-HDL. Anche un prelievo non a digiuno può ridurre l'affidabilità.

Qual è il valore ideale di colesterolo LDL?+

Non esiste una soglia unica valida per tutti. Le tabelle generali indicano fasce (ottimale, quasi ottimale, borderline, alto, molto alto), ma l'obiettivo adeguato dipende dal rischio cardiovascolare complessivo della persona ed è più basso per chi ha già avuto eventi cardiovascolari, diabete o altri fattori di rischio. Lo stabilisce il medico.

Che cos'è il colesterolo non-HDL?+

È la differenza tra colesterolo totale e HDL e rappresenta tutto il colesterolo potenzialmente aterogeno (LDL più VLDL). Nell'esempio con totale 200 e HDL 50, è 150 mg/dL. È utile soprattutto quando i trigliceridi sono elevati, perché resta affidabile anche dove la formula di Friedewald non lo è.

Questo calcolo sostituisce le analisi o il parere del medico?+

No. È uno strumento informativo per rileggere un profilo lipidico già disponibile, non un dispositivo medico. L'interpretazione dei valori, la valutazione del rischio e ogni decisione su stile di vita o terapia spettano al medico curante.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.