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Canone RAI 2026

Quanto costa il canone RAI, come si paga in bolletta, chi ha diritto all'esenzione e le scadenze per richiederla.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

Che cos'è il canone RAI e chi deve pagarlo?

Il canone RAI — formalmente canone di abbonamento alla televisione per uso privato — è l'imposta dovuta da chiunque detenga un apparecchio televisivo, cioè un dispositivo con sintonizzatore in grado di ricevere il segnale delle trasmissioni televisive. Non è un corrispettivo per guardare i canali RAI: si paga per il semplice possesso di una TV, indipendentemente dall'uso che se ne fa e dai programmi che si guardano.

Dal 2016 il canone non si paga più con il vecchio bollettino: viene addebitato direttamente nella bolletta della luce dell'utenza elettrica residenziale. La riforma si fonda sulla presunzione di detenzione: la legge presume che chi ha un contratto di fornitura elettrica nell'abitazione di residenza detenga anche un televisore. È una presunzione che ha ridotto drasticamente l'evasione, ma che si può superare: chi davvero non possiede alcuna TV può presentare un'apposita dichiarazione sostitutiva, come vedremo più avanti.

Il perimetro dell'imposta riguarda gli apparecchi televisivi in senso proprio. Computer, smartphone e tablet privi di sintonizzatore TV non fanno scattare l'obbligo, anche se permettono di guardare contenuti in streaming, incluse le piattaforme della stessa RAI. A fare la differenza è la presenza del sintonizzatore per il segnale broadcast, non lo schermo. Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate.

Il canone è dovuto una sola volta per famiglia anagrafica, cioè per l'insieme delle persone coabitanti legate da vincoli di matrimonio, unione civile, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, registrate nello stesso stato di famiglia. Non importa quanti televisori si posseggano né in quante case: un solo canone copre tutti gli apparecchi detenuti dai componenti della famiglia, in tutte le abitazioni.

  • Si paga per la detenzione di un apparecchio TV, non per la visione dei canali RAI.
  • Dal 2016 è addebitato nella bolletta elettrica dell'abitazione di residenza.
  • PC, tablet e smartphone senza sintonizzatore TV non fanno scattare l'obbligo.
  • Si paga una sola volta per famiglia anagrafica, qualunque sia il numero di TV.

Quanto costa il canone RAI nel 2026 e come si paga?

Per il 2026 il canone RAI ammonta a 90 € l'anno, lo stesso importo del 2025. L'addebito avviene nella bolletta elettrica in 10 rate mensili da 9 € ciascuna, da gennaio a ottobre: nelle bollette di novembre e dicembre non compare alcuna rata. Se la bolletta è bimestrale, ogni fattura contiene due rate, cioè 18 €.

Vale la pena ricordare che l'importo non è sempre stato questo: per il solo 2024 il canone era stato temporaneamente ridotto a 70 €, per poi tornare a 90 € dal 2025. È un buon esempio del perché, su cifre fissate anno per anno dalla legge di bilancio, conviene sempre verificare il valore aggiornato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, che gestisce il canone.

In bolletta la voce compare separata dalle spese per l'energia, in genere sotto la dicitura "Canone di abbonamento alla televisione per uso privato": il fornitore si limita a riscuoterla per conto dell'Erario, e l'importo non c'entra nulla con i consumi elettrici. Se vuoi ricostruire quanto ti viene addebitato nell'anno in base alla tua situazione, puoi usare il calcolo del canone RAI.

L'addebito segue l'utenza elettrica residenziale: se si cambia fornitore di energia, il canone prosegue automaticamente nelle bollette del nuovo venditore, senza interruzioni né doppi pagamenti. Se invece nel corso dell'anno si attiva per la prima volta un'utenza residenziale, le rate vengono distribuite sulle bollette rimanenti.

Il canone RAI 2026 in sintesi.
VoceValore 2026
Importo annuo90 €
Rate in bolletta elettrica10 rate da 9 € (gennaio–ottobre)
Bollette bimestrali2 rate per fattura (18 €)
Novembre e dicembreNessun addebito
Quanti canoni per famiglia anagraficaUno solo, anche con più case e più TV

Seconda casa, più televisori, più utenze: quando si paga una volta sola?

Il caso che genera più dubbi è la seconda casa. La regola è chiara: il canone si paga una sola volta per famiglia anagrafica. Chi ha già l'addebito sulla bolletta dell'abitazione di residenza non deve nulla per la casa al mare o in montagna, anche se lì c'è un altro televisore e un'altra utenza elettrica. Il meccanismo di addebito, del resto, aggancia il canone alla sola utenza residenziale: sulle utenze non residenziali non viene applicato alcun addebito.

Lo stesso principio vale all'interno della stessa abitazione: tre televisori in casa non valgono tre canoni, e due utenze elettriche intestate a componenti della stessa famiglia anagrafica non generano due addebiti. Il sistema è costruito per collegare un solo canone a ogni famiglia, individuata tramite i codici fiscali dei suoi componenti.

Le cose cambiano quando le persone coabitanti non fanno parte della stessa famiglia anagrafica: due coinquilini con stati di famiglia separati sono due famiglie anagrafiche distinte, e ciascuna è tenuta al proprio canone se detiene un televisore. In pratica, però, l'addebito arriva sulla bolletta dell'intestatario dell'utenza: l'eventuale ripartizione della spesa tra coinquilini è una questione privata tra loro.

Se per errore il canone viene addebitato due volte — per esempio a marito e moglie su due utenze diverse — il rimedio non è ignorare la bolletta, che va comunque pagata per non risultare morosi verso il fornitore: è chiedere il rimborso all'Agenzia delle Entrate con l'apposita istanza, indicando il doppio addebito. Ne parliamo nell'ultima sezione.

Esenzione over 75: chi ne ha diritto e con quali scadenze?

L'esenzione più importante riguarda gli anziani a basso reddito: non pagano il canone i cittadini che hanno compiuto 75 anni e il cui reddito familiare annuo — proprio e del coniuge — non supera 8.000 €, a condizione che non convivano con altri soggetti titolari di reddito proprio, diversi da collaboratori domestici o badanti. Entrambi i requisiti, età e reddito, devono sussistere insieme.

Le scadenze determinano da quando vale l'esenzione. Se il 75° compleanno cade entro il 31 gennaio, l'esenzione spetta per l'intero anno; se cade tra il 1° febbraio e il 31 luglio, spetta per il secondo semestre. Chi matura i requisiti più avanti nell'anno inizierà a beneficiare dell'esenzione dall'anno successivo.

Per ottenerla occorre presentare all'Agenzia delle Entrate una dichiarazione sostitutiva con cui si attesta il possesso dei requisiti: il modello si può inviare online tramite i servizi telematici, spedire con raccomandata all'ufficio competente insieme a un documento d'identità, o consegnare tramite intermediari abilitati. Un vantaggio pratico: la dichiarazione non va ripresentata ogni anno. Se i requisiti restano validi, l'esonero prosegue automaticamente anche per le annualità successive; va invece comunicata l'eventuale perdita dei requisiti, per esempio se il reddito familiare supera la soglia.

Chi ha diritto all'esenzione ma ha comunque subito l'addebito in bolletta può chiedere il rimborso delle rate pagate, sempre con l'apposita istanza all'Agenzia delle Entrate. Attenzione infine a non confondere questa esenzione con le agevolazioni ISEE: il requisito qui è il reddito familiare complessivo, non l'indicatore ISEE, e la soglia di 8.000 € va verificata sui redditi propri e del coniuge. Fonte ufficiale: Agenzia delle Entrate.

Esenzioni e dichiarazioni: requisiti e scadenze principali.
SituazioneCondizioniScadenza / effetto
Over 75 — anno intero75 anni compiuti entro il 31 gennaio, reddito familiare ≤ 8.000 €Esenzione per tutto l'anno
Over 75 — secondo semestre75 anni compiuti tra il 1° febbraio e il 31 luglioEsenzione da luglio a dicembre
Nessuna TV in famiglia — anno interoDichiarazione di non detenzionePresentare entro il 31 gennaio
Nessuna TV in famiglia — secondo semestreDichiarazione di non detenzionePresentare dal 1° febbraio al 30 giugno
Diplomatici e militari stranieriConvenzioni internazionaliEsenzione con dichiarazione dedicata

Niente TV in casa: come funziona la dichiarazione di non detenzione?

Chi non possiede alcun televisore può sottrarsi alla presunzione di detenzione presentando la dichiarazione sostitutiva di non detenzione: un'autocertificazione con cui l'intestatario dell'utenza elettrica dichiara che in nessuna delle abitazioni della propria famiglia anagrafica è presente un apparecchio TV. Con la dichiarazione accolta, l'addebito in bolletta non viene applicato.

Le scadenze sono le stesse viste per gli over 75, ma con date proprie: la dichiarazione presentata entro il 31 gennaio vale per l'intero anno; quella presentata dal 1° febbraio al 30 giugno vale per il secondo semestre (da luglio a dicembre). Presentata oltre il 30 giugno, produce effetti solo dall'anno successivo. A differenza dell'esenzione over 75, questa dichiarazione ha validità annuale: va ripresentata ogni anno in cui la condizione persiste, perché la non detenzione non si presume stabile nel tempo.

I canali di presentazione sono gli stessi: invio telematico tramite i servizi online dell'Agenzia delle Entrate, raccomandata (in plico senza busta) all'ufficio dedicato dell'Agenzia con copia del documento, oppure tramite un intermediario abilitato come un CAF. La data che conta è quella di invio.

Un avvertimento importante: si tratta di una dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 445/2000, con responsabilità penale in caso di falso. Dichiarare di non detenere una TV mentre la si possiede espone a sanzioni: la dichiarazione va usata solo se in casa non c'è davvero alcun apparecchio televisivo, in nessuna delle abitazioni della famiglia. Chi invece detiene la TV ma ritiene ingiusto il canone non ha margini: l'imposta è dovuta per legge.

  • Entro il 31 gennaio: nessun addebito per l'intero anno.
  • Dal 1° febbraio al 30 giugno: esonero per il secondo semestre.
  • Va ripresentata ogni anno, finché la condizione persiste.
  • È un'autocertificazione con responsabilità penale in caso di falso.

F24, rimborsi e casi particolari: cosa fare quando la bolletta non basta?

Non tutti pagano il canone in bolletta. Se nessun componente della famiglia anagrafica è intestatario di un contratto elettrico di tipo domestico residenziale — per esempio perché l'utenza è intestata al proprietario di casa, o perché si vive in una struttura senza contratto proprio — il canone, se dovuto, si versa con il modello F24 entro il 31 gennaio di ogni anno. Il pagamento può avvenire in unica soluzione da 90 €, in due rate semestrali o in quattro rate trimestrali, con i codici tributo dedicati (TVRI per il rinnovo, TVNA per il nuovo abbonamento).

Sono esenti dal canone, per effetto di convenzioni internazionali, anche i diplomatici accreditati in Italia, i funzionari di organizzazioni internazionali e i militari stranieri appartenenti alle forze NATO di stanza nel nostro Paese: per non subire l'addebito devono presentare l'apposita dichiarazione all'Agenzia delle Entrate, con la documentazione che attesta lo status.

Chi ha pagato un canone non dovuto — doppio addebito nella stessa famiglia anagrafica, addebito nonostante l'esenzione over 75, addebito nonostante una dichiarazione di non detenzione presentata nei termini — può chiedere il rimborso con l'istanza dedicata, disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate e presentabile online, tramite raccomandata o tramite intermediario. Il rimborso può avvenire anche tramite accredito nelle bollette successive, per il tramite del fornitore elettrico.

Ultimo caso pratico: chi smette di detenere la TV a metà anno o vende la casa non deve improvvisare. Le situazioni di cessazione — fine della detenzione, decesso dell'intestatario, chiusura dell'utenza — hanno ciascuna il proprio modulo e le proprie regole, sempre gestite dall'Agenzia delle Entrate. Prima di sospendere pagamenti in autonomia conviene verificare la procedura corretta sul sito ufficiale, perché le rate già addebitate in bolletta vanno comunque saldate al fornitore e recuperate, se non dovute, attraverso il canale del rimborso.

Domande frequenti

Quanto costa il canone RAI nel 2026?+

90 € l'anno, addebitati nella bolletta elettrica in 10 rate mensili da 9 € da gennaio a ottobre (18 € a fattura se la bolletta è bimestrale). L'importo è fissato anno per anno: nel 2024 era stato ridotto temporaneamente a 70 €, poi è tornato a 90 €.

Devo pagare il canone anche per la seconda casa?+

No: il canone si paga una sola volta per famiglia anagrafica e copre tutti gli apparecchi TV detenuti in tutte le abitazioni. L'addebito avviene solo sulla bolletta dell'utenza elettrica residenziale; sulle utenze non residenziali, come quelle delle seconde case, non viene applicato.

Ho solo PC, tablet e smartphone: devo pagare il canone?+

No. L'obbligo scatta solo per gli apparecchi con sintonizzatore in grado di ricevere il segnale televisivo broadcast. Computer, tablet e smartphone senza sintonizzatore TV non fanno scattare il canone, anche se usati per guardare contenuti in streaming. Se in casa non c'è alcuna TV, puoi presentare la dichiarazione di non detenzione.

Come si ottiene l'esenzione per gli over 75?+

Serve aver compiuto 75 anni e avere un reddito familiare annuo (proprio e del coniuge) non superiore a 8.000 €, senza conviventi titolari di reddito proprio diversi da collaboratori domestici. Si presenta una dichiarazione sostitutiva all'Agenzia delle Entrate: se il compleanno cade entro il 31 gennaio l'esenzione vale per l'intero anno, se cade tra il 1° febbraio e il 31 luglio vale per il secondo semestre. Non va ripresentata ogni anno se i requisiti restano validi.

Entro quando va presentata la dichiarazione di non detenzione della TV?+

Entro il 31 gennaio per non pagare nulla per l'intero anno, oppure dal 1° febbraio al 30 giugno per l'esonero del solo secondo semestre. Va ripresentata ogni anno finché la condizione persiste ed è un'autocertificazione con responsabilità penale in caso di dichiarazione falsa.

Come chiedo il rimborso di un canone pagato ma non dovuto?+

Con l'istanza di rimborso dell'Agenzia delle Entrate, presentabile online, con raccomandata o tramite intermediario, indicando il motivo (doppio addebito nella stessa famiglia anagrafica, esenzione over 75, dichiarazione di non detenzione presentata nei termini). Il rimborso può arrivare anche come accredito nelle bollette successive tramite il fornitore elettrico.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.