Calcolo Tredicesima 2026
Calcola la tredicesima in base allo stipendio lordo mensile e ai mesi lavorati nell'anno.
A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026
In breve
Con uno stipendio lordo mensile di 2.000 € e 12 mesi lavorati, la tredicesima lorda è 2.000 € e quella netta circa 1.398 €. La formula è (stipendio lordo mensile ÷ 12) × mesi lavorati; sul lordo si tolgono i contributi INPS (9,19%) e l'IRPEF, calcolata però senza le detrazioni da lavoro dipendente, e per questo la tredicesima è tassata più di una mensilità ordinaria.
- Tredicesima lorda
- 2000,00 €
- Contributi INPS (9,19%)
- − 183,80 €
- IRPEF (stima)
- − 417,73 €
Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.
Come si calcola
La tredicesima è una mensilità aggiuntiva pari allo stipendio lordo mensile, riproporzionata ai mesi lavorati: (lordo mensile ÷ 12) × mesi. Sul lordo si applicano i contributi INPS e l'IRPEF, ma senza le detrazioni da lavoro dipendente (già usate sulle 12 mensilità): per questo la tredicesima è tassata di più.
| Voce | Aliquota / valore | Note |
|---|---|---|
| Contributi INPS (dipendente) | 9,19% | Sul lordo della tredicesima |
| IRPEF (stima del calcolatore) | 23% | Sull'imponibile, senza detrazioni da lavoro |
| Detrazioni da lavoro dipendente | non applicate | Già usate sulle 12 mensilità ordinarie |
| Addizionali regionale e comunale | non trattenute sulla tredicesima | Conguagliate sul reddito annuo complessivo |
Che cos'è la tredicesima e a cosa serve
La tredicesima, chiamata tecnicamente gratifica natalizia, è una mensilità aggiuntiva di retribuzione che il datore di lavoro corrisponde una volta all'anno, di norma a dicembre in prossimità del Natale.
Non è un bonus discrezionale né un premio di produzione: è una voce della retribuzione a tutti gli effetti, prevista dalla legge e dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL).
Nata negli anni Trenta per il settore industriale ed estesa poi alla generalità dei lavoratori dipendenti, la tredicesima ha lo scopo di garantire una somma extra in un periodo dell'anno tradizionalmente caratterizzato da maggiori spese. In sostanza è uno stipendio in più che il lavoratore matura progressivamente nel corso dei dodici mesi e incassa in un'unica soluzione a fine anno.
Dal punto di vista economico, la tredicesima fa sì che la retribuzione annua complessiva di un dipendente non sia pari a 12 stipendi, ma a 13 (o a 14 dove il contratto prevede anche la quattordicesima). È quindi un elemento centrale per capire quanto si guadagna davvero in un anno e per pianificare le spese di dicembre.
Come si calcola la tredicesima: la formula
La tredicesima si calcola in modo molto semplice quando si è lavorato l'intero anno: corrisponde a una mensilità della retribuzione lorda, ossia allo stipendio lordo mensile percepito. Chi ha lavorato tutti e dodici i mesi presso lo stesso datore di lavoro riceve quindi una tredicesima lorda pari a un mese di paga.
Quando invece non si è lavorato tutto l'anno — per assunzioni in corso d'anno, dimissioni, cambio di lavoro — la tredicesima si riproporziona ai mesi effettivamente lavorati. La formula è: (stipendio lordo mensile ÷ 12) × mesi lavorati. Ogni mese di lavoro fa maturare un dodicesimo della mensilità aggiuntiva, il cosiddetto rateo di tredicesima.
Il calcolatore di questa pagina applica esattamente questa formula. Inserendo lo stipendio lordo mensile e il numero di mesi lavorati nell'anno, restituisce la tredicesima lorda e una stima di quella netta. Il numero di mesi è limitato a un massimo di dodici, perché la tredicesima non può superare una mensilità piena.
Una precisazione importante sulla maturazione: ai fini del rateo, un mese si considera utile per intero quando il lavoratore ha prestato servizio per almeno quindici giorni in quel mese.
Se si lavora meno di quindici giorni, quel mese di norma non viene conteggiato; se si superano i quindici giorni, vale come mese pieno. Questa regola dei quindici giorni è prevista dalla maggior parte dei contratti collettivi.
- Anno intero lavorato: tredicesima lorda = stipendio lordo mensile.
- Anno parziale: tredicesima lorda = (stipendio lordo mensile ÷ 12) × mesi lavorati.
- Ogni mese matura 1/12 della mensilità aggiuntiva (un rateo).
- Un mese vale per intero se si è lavorato almeno 15 giorni in quel mese.
| Mesi lavorati | Ratei maturati | Tredicesima lorda |
|---|---|---|
| 3 mesi | 3/12 | 500 € |
| 6 mesi | 6/12 | 1.000 € |
| 9 mesi | 9/12 | 1.500 € |
| 12 mesi | 12/12 | 2.000 € |
Stipendio lordo mensile 2.000 €: ogni mese aggiunge un dodicesimo (≈ 167 €).
Chi ha diritto alla tredicesima
Hanno diritto alla tredicesima tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore privato sia del settore pubblico, a prescindere dal fatto che il contratto sia a tempo indeterminato o determinato, a tempo pieno o part-time. Per i lavoratori part-time la tredicesima è semplicemente riproporzionata all'orario ridotto, esattamente come lo stipendio ordinario.
Ne hanno diritto anche i collaboratori domestici (colf, badanti, baby-sitter) secondo le regole del relativo contratto collettivo, gli apprendisti e, in misura proporzionale, chi lavora con contratti stagionali o intermittenti per i periodi di effettiva prestazione. Anche i pensionati ricevono una tredicesima sulla pensione, erogata dall'INPS insieme al rateo di dicembre.
Non hanno invece diritto alla tredicesima i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e i titolari di partita IVA, compresi i collaboratori con contratti di natura non subordinata: la tredicesima è un istituto tipico del lavoro dipendente.
Per loro non esiste alcuna mensilità aggiuntiva, perché il compenso è regolato dal contratto d'opera o di prestazione professionale e non da un CCNL.
- Lavoratori dipendenti privati e pubblici (tempo indeterminato e determinato).
- Lavoratori part-time (tredicesima riproporzionata all'orario).
- Apprendisti, lavoratori domestici, stagionali (in proporzione ai periodi lavorati).
- Pensionati (tredicesima sulla pensione, erogata dall'INPS a dicembre).
- Esclusi: autonomi, professionisti e titolari di partita IVA.
Come si passa dalla tredicesima lorda alla netta
La tredicesima lorda non è ciò che si trova in busta paga: come ogni voce di retribuzione, anche la tredicesima è soggetta a contributi previdenziali e a tassazione. Per arrivare al netto bisogna sottrarre dal lordo prima i contributi INPS a carico del lavoratore e poi l'IRPEF dovuta su quanto resta.
Il primo passaggio è la trattenuta dei contributi INPS, pari al 9,19% per la generalità dei lavoratori dipendenti. Su una tredicesima lorda di 2.000 €, ad esempio, i contributi sono 183,80 €, e l'imponibile fiscale su cui si calcola l'IRPEF scende a 1.816,20 €.
Il secondo passaggio è l'IRPEF. Il calcolatore di questa pagina stima l'imposta applicando l'aliquota del primo scaglione, il 23%, all'imponibile della tredicesima.
È una stima prudente e ragionevole per la maggior parte dei dipendenti, ma il punto chiave è un altro: sulla tredicesima non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente. Quelle detrazioni, che durante l'anno abbattono l'imposta sulle dodici mensilità ordinarie, sono già state interamente utilizzate e non spettano una seconda volta sulla mensilità aggiuntiva.
È proprio questa assenza di detrazioni il motivo per cui la tredicesima sembra tassata di più rispetto a uno stipendio normale: a parità di lordo, il netto della tredicesima è inferiore a quello di una mensilità ordinaria, perché manca lo sconto d'imposta delle detrazioni.
Va inoltre ricordato che la tredicesima non sconta le addizionali regionale e comunale, che si applicano sul reddito complessivo dell'anno e vengono conguagliate separatamente.
- Passo 1 — Contributi INPS: tredicesima lorda × 9,19%.
- Passo 2 — Imponibile fiscale: tredicesima lorda − contributi INPS.
- Passo 3 — IRPEF: imponibile × aliquota (stima 23%, senza detrazioni da lavoro).
- Passo 4 — Tredicesima netta: lorda − contributi INPS − IRPEF.
| Passaggio | Importo |
|---|---|
| Tredicesima lorda | 2.000,00 € |
| − Contributi INPS (9,19%) | − 183,80 € |
| = Imponibile fiscale | 1.816,20 € |
| − IRPEF stimata (23%, senza detrazioni) | − 417,73 € |
| = Tredicesima netta | ≈ 1.398,47 € |
Lordo 2.000 €, 12 mesi su 12: netto 1.398 €, INPS 184 €, IRPEF 418 €.
Perché la tredicesima è tassata di più dello stipendio
È una delle domande più frequenti di dicembre: perché la tredicesima netta è più bassa, in proporzione, di una busta paga normale? La risposta non sta in un'aliquota più alta, ma nel meccanismo delle detrazioni d'imposta. Le detrazioni da lavoro dipendente sono un importo annuo che riduce l'IRPEF e che il datore di lavoro distribuisce lungo le dodici mensilità ordinarie.
Quando arriva la tredicesima, quel plafond annuo di detrazioni è già stato consumato sulle paghe dei mesi precedenti. Sulla mensilità aggiuntiva, quindi, l'IRPEF si applica in modo pieno, senza alcuno sconto: il lordo viene tassato per intero (al netto dei soli contributi), e questo fa apparire la tredicesima più pesante dal punto di vista fiscale.
Lo stesso ragionamento spiega perché, sui redditi più bassi, la differenza si sente di più: chi ha redditi modesti beneficia di detrazioni più alte sulle mensilità ordinarie, e proprio l'assenza di quel beneficio sulla tredicesima rende più evidente lo scarto tra lordo e netto.
Non è una penalizzazione, ma il normale funzionamento di un'imposta progressiva con detrazioni già allocate altrove.
Il grafico qui sotto rende visibile lo scarto: a parità di lordo (2.000 €), una mensilità ordinaria conserva un netto più alto perché beneficia delle detrazioni da lavoro dipendente, mentre la tredicesima — su cui quelle detrazioni non si applicano — lascia in tasca qualche decina di euro in meno.
È esattamente l'effetto che molti notano sul cedolino di dicembre.
Confronto del netto: la mensilità ordinaria gode delle detrazioni, la tredicesima no. Stima indicativa.
La tredicesima sui redditi e sui mesi diversi: alcuni scenari
Vedere il risultato su più livelli di stipendio e su periodi diversi aiuta a capire come variano lorda e netta. Usiamo la stessa logica del calcolatore — contributi INPS al 9,19% e IRPEF stimata al 23% sull'imponibile, senza detrazioni — su alcuni casi tipici di anno intero lavorato.
Con uno stipendio lordo mensile di 1.500 € e dodici mesi lavorati, la tredicesima lorda è 1.500 €; tolti 137,85 € di INPS e 313,29 € di IRPEF stimata, la netta è circa 1.048,86 €.
Con 2.000 € al mese la lorda è 2.000 €, l'INPS 183,80 € e l'IRPEF stimata 417,73 €, per una netta di circa 1.398,47 €. Con 2.500 € la lorda è 2.500 €, l'INPS 229,75 € e l'IRPEF stimata 522,16 €, con una netta di circa 1.748,09 €.
Il numero di mesi lavorati incide in modo direttamente proporzionale sul lordo. Con uno stipendio di 2.000 € al mese ma solo 6 mesi lavorati nell'anno, la tredicesima lorda scende a 1.000 € (cioè 2.000 × 6 ÷ 12); su questa si applicano poi gli stessi contributi e la stessa imposta, ottenendo una netta di circa 699 €.
È il caso tipico di chi è stato assunto a metà anno o ha cambiato datore di lavoro.
- Lordo 1.500 €/mese, 12 mesi: tredicesima lorda 1.500 € → netta ≈ 1.049 €.
- Lordo 2.000 €/mese, 12 mesi: tredicesima lorda 2.000 € → netta ≈ 1.398 €.
- Lordo 2.500 €/mese, 12 mesi: tredicesima lorda 2.500 € → netta ≈ 1.748 €.
- Lordo 2.000 €/mese, 6 mesi: tredicesima lorda 1.000 € → netta ≈ 699 €.
| Lordo mensile | Tredicesima lorda | INPS (9,19%) | IRPEF (23%) | Tredicesima netta ~ |
|---|---|---|---|---|
| 1.500 € | 1.500,00 € | − 137,85 € | − 313,29 € | ≈ 1.048,86 € |
| 2.000 € | 2.000,00 € | − 183,80 € | − 417,73 € | ≈ 1.398,47 € |
| 2.500 € | 2.500,00 € | − 229,75 € | − 522,16 € | ≈ 1.748,09 € |
| 3.000 € | 3.000,00 € | − 275,70 € | − 626,59 € | ≈ 2.097,71 € |
Importo netto stimato con INPS 9,19% e IRPEF 23% senza detrazioni.
Maturazione e casi particolari: assunzioni, dimissioni, assenze
Poiché la tredicesima matura mese per mese, gli eventi che interrompono il rapporto di lavoro o la prestazione incidono direttamente sull'importo. Chi viene assunto in corso d'anno matura solo i ratei dei mesi successivi all'assunzione; chi si licenzia o viene licenziato riceve, nell'ultima busta paga, i ratei di tredicesima maturati fino alla data di cessazione e non ancora pagati.
Anche le assenze contano. I periodi che danno luogo a retribuzione piena (ferie, permessi retribuiti, festività) maturano regolarmente la tredicesima. Alcune assenze tutelate, come la malattia, l'infortunio, la maternità e il congedo parentale, mantengono in tutto o in parte la maturazione del rateo nei limiti previsti dalla legge e dal CCNL.
Al contrario, periodi come l'aspettativa non retribuita, lo sciopero o l'assenza ingiustificata generalmente non fanno maturare il rateo.
Sono questioni regolate nel dettaglio dai singoli contratti collettivi, che possono prevedere condizioni di miglior favore. Per questo, in presenza di assenze prolungate o di rapporti iniziati o cessati in corso d'anno, il calcolo della tredicesima va sempre verificato sulla base del CCNL applicato e dei conteggi della busta paga.
- Assunzione in corso d'anno: maturano solo i ratei dei mesi lavorati.
- Dimissioni o licenziamento: i ratei maturati sono liquidati nell'ultima busta paga.
- Ferie, permessi retribuiti e festività: maturano regolarmente.
- Malattia, infortunio, maternità, congedo parentale: maturazione nei limiti di legge/CCNL.
- Aspettativa non retribuita, sciopero, assenza ingiustificata: di norma non maturano il rateo.
Quando si paga la tredicesima e come arriva
La tredicesima si paga una volta l'anno, a dicembre, in genere prima delle festività natalizie. La data esatta dipende dal contratto collettivo e dal datore di lavoro: molte aziende la erogano insieme alla busta paga di dicembre o con un cedolino dedicato, comunque entro la pausa natalizia.
Per i dipendenti pubblici e per i pensionati le scadenze sono fissate centralmente.
Per i pensionati, l'INPS eroga la tredicesima sulla pensione insieme alla rata di dicembre. Sui trattamenti pensionistici più bassi può inoltre spettare una somma aggiuntiva (il cosiddetto bonus o quattordicesima dei pensionati), che però segue regole proprie ed è diversa dalla tredicesima dei lavoratori in attività.
Il pagamento avviene direttamente in busta paga: non occorre presentare alcuna domanda, perché la tredicesima è un diritto automatico che il datore di lavoro è tenuto a riconoscere.
In caso di mancato pagamento, il lavoratore può sollecitare l'azienda e, se necessario, rivolgersi alle organizzazioni sindacali o all'Ispettorato del Lavoro per far valere il proprio diritto.
- Lavoratori dipendenti: a dicembre, prima di Natale, in busta paga.
- Pensionati: con la rata di pensione di dicembre, erogata dall'INPS.
- Nessuna domanda: è un diritto automatico riconosciuto dal datore di lavoro.
- In caso di mancato pagamento: sollecito all'azienda, sindacati o Ispettorato del Lavoro.
Tredicesima, ferie e altre voci: a cosa fa attenzione
La tredicesima va tenuta distinta da altre voci della busta paga con cui spesso viene confusa. Non è il TFR (trattamento di fine rapporto), che è una somma accantonata e liquidata alla cessazione del lavoro; non è la quattordicesima, una mensilità aggiuntiva ulteriore che solo alcuni CCNL prevedono e che di norma si paga a giugno o luglio; e non è un premio di risultato, che è legato a obiettivi aziendali ed è facoltativo.
Un punto pratico riguarda la base di calcolo. La tredicesima si commisura alla retribuzione lorda mensile comprensiva degli elementi fissi e continuativi della paga (paga base, contingenza, scatti di anzianità, EDR ed elementi assimilati), mentre di regola non include le voci variabili e occasionali come gli straordinari saltuari o i rimborsi spese.
Il calcolatore di questa pagina parte dallo stipendio lordo mensile che inserisci: se la tua busta paga contiene voci variabili, la tredicesima reale può discostarsi leggermente dalla stima.
Infine, sul piano fiscale, la tredicesima concorre alla formazione del reddito complessivo dell'anno e rientra quindi nel conguaglio IRPEF di fine anno: eventuali differenze tra l'imposta trattenuta e quella effettivamente dovuta vengono regolate proprio in quella sede.
La stima del calcolatore serve a quantificare in anticipo l'importo netto atteso, non a sostituire il cedolino ufficiale.
Tredicesima, quattordicesima e TFR: quali sono le differenze
La tredicesima viene spesso confusa con altre due voci che pure rappresentano somme aggiuntive rispetto allo stipendio ordinario: la quattordicesima e il TFR. Capire in cosa si distinguono aiuta a leggere correttamente la busta paga e a non aspettarsi importi o scadenze sbagliate. Tutte e tre sono retribuzione differita, ma seguono regole, tempi e modalità di pagamento diversi.
La quattordicesima è una seconda mensilità aggiuntiva, prevista però solo da alcuni contratti collettivi (commercio, turismo, alimentare e altri): chi non ha quel CCNL non la percepisce. Si paga di norma a giugno o luglio e, come la tredicesima, è soggetta a contributi INPS e IRPEF senza detrazioni da lavoro dipendente.
Il TFR, invece, non è una mensilità: è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno (circa una mensilità divisa per 13,5) e che viene liquidata solo alla cessazione del rapporto, con una tassazione separata in genere più favorevole.
In sintesi: la tredicesima è certa per tutti i dipendenti e si incassa a dicembre; la quattordicesima è eventuale e si incassa in estate; il TFR è accantonato anno per anno e si riscuote alla fine del rapporto. Sono tre pezzi diversi della retribuzione complessiva e vanno calcolati con strumenti distinti.
| Voce | A chi spetta | Quando si paga | Tassazione |
|---|---|---|---|
| Tredicesima | Tutti i dipendenti | Dicembre | INPS + IRPEF, senza detrazioni |
| Quattordicesima | Solo alcuni CCNL | Giugno / luglio | INPS + IRPEF, senza detrazioni |
| TFR | Tutti i dipendenti, a fine rapporto | Alla cessazione | Tassazione separata (di regola più bassa) |
Esempio di calcolo
Esempio: dipendente con stipendio lordo mensile di 2.000 € che ha lavorato tutti i 12 mesi dell'anno. La tredicesima lorda è pari a una mensilità; dal lordo si tolgono i contributi INPS e l'IRPEF stimata senza detrazioni.
- Stipendio lordo mensile
- 2.000 €
- Tredicesima lorda (12 mesi su 12)
- 2.000 €
- Contributi INPS (9,19%)
- − 183,80 €
- Imponibile fiscale
- 1.816,20 €
- IRPEF stimata (23%, senza detrazioni)
- − 417,73 €
⚠️ Errori comuni da evitare
- ✕Calcolare la tredicesima netta come uno stipendio normale: sulla tredicesima non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente, quindi il netto è più basso a parità di lordo.
- ✕Dimenticare di riproporzionare la tredicesima ai mesi lavorati: chi non ha lavorato tutto l'anno matura solo i ratei dei mesi effettivi, secondo la formula (lordo mensile ÷ 12) × mesi.
- ✕Confondere la tredicesima con il TFR o con la quattordicesima: sono voci diverse, con regole, scadenze e modalità di pagamento distinte.
- ✕Includere nel calcolo voci variabili e occasionali (straordinari saltuari, rimborsi): la tredicesima si basa sugli elementi fissi e continuativi della retribuzione.
✅ In sintesi
- ✓La tredicesima è una mensilità aggiuntiva: chi lavora tutto l'anno riceve un lordo pari allo stipendio lordo mensile.
- ✓La formula per l'anno parziale è (stipendio lordo mensile ÷ 12) × mesi lavorati; ogni mese (almeno 15 giorni) matura un rateo.
- ✓Dal lordo si tolgono i contributi INPS (9,19%) e l'IRPEF: con 2.000 € di lordo la netta stimata è circa 1.398 €.
- ✓La tredicesima è tassata più di una busta paga ordinaria perché su di essa non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente.
Domande frequenti
Come si calcola la tredicesima?+
Con la formula (stipendio lordo mensile ÷ 12) × mesi lavorati. Chi ha lavorato tutto l'anno riceve una tredicesima lorda pari a una mensilità; chi ha lavorato meno la riproporziona ai mesi effettivi.
Quanto è la tredicesima netta su uno stipendio lordo di 2.000 €?+
Su una tredicesima lorda di 2.000 € (12 mesi su 12), tolti 183,80 € di contributi INPS e circa 417,73 € di IRPEF stimata, la tredicesima netta è circa 1.398 €.
Perché la tredicesima è tassata di più dello stipendio?+
Perché su di essa non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente, già utilizzate sulle dodici mensilità ordinarie. L'IRPEF colpisce quindi il lordo per intero (al netto dei soli contributi) e il netto risulta più basso a parità di lordo.
Quando si paga la tredicesima?+
A dicembre, di solito prima di Natale, direttamente in busta paga. Per i pensionati l'INPS la eroga insieme alla rata di pensione di dicembre.
Chi ha diritto alla tredicesima?+
Tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, a tempo indeterminato o determinato, pieno o part-time, oltre ad apprendisti, lavoratori domestici e pensionati. Non spetta a lavoratori autonomi, professionisti e titolari di partita IVA.
Come si calcola la tredicesima se non ho lavorato tutto l'anno?+
Si riproporziona ai mesi lavorati: tredicesima lorda = (stipendio lordo mensile ÷ 12) × mesi. Un mese conta per intero se si è lavorato almeno 15 giorni in quel mese.
Il part-time ha diritto alla tredicesima?+
Sì. Il lavoratore part-time ha diritto alla tredicesima, semplicemente riproporzionata all'orario ridotto, esattamente come accade per lo stipendio ordinario.
La tredicesima matura durante la malattia o la maternità?+
In tutto o in parte sì: malattia, infortunio, maternità e congedo parentale mantengono la maturazione del rateo nei limiti previsti dalla legge e dal CCNL. Aspettativa non retribuita, sciopero e assenza ingiustificata di norma non la fanno maturare.
Sulla tredicesima si pagano le addizionali regionale e comunale?+
No, le addizionali non si trattengono direttamente sulla tredicesima: si applicano sul reddito complessivo dell'anno e vengono conguagliate separatamente. Sulla tredicesima si trattengono i contributi INPS e l'IRPEF.
La tredicesima è uguale al TFR o alla quattordicesima?+
No. Il TFR è una somma accantonata e liquidata alla fine del rapporto; la quattordicesima è un'ulteriore mensilità prevista solo da alcuni CCNL, di solito pagata a giugno. La tredicesima è la mensilità aggiuntiva di dicembre.
Devo fare domanda per ricevere la tredicesima?+
No, è un diritto automatico riconosciuto dal datore di lavoro in busta paga. In caso di mancato pagamento ci si può rivolgere all'azienda, ai sindacati o all'Ispettorato del Lavoro.
Questo calcolo della tredicesima è ufficiale?+
È una stima accurata aggiornata al 2026, basata sui contributi INPS al 9,19% e su un'IRPEF stimata al 23% senza detrazioni. L'importo esatto in busta paga dipende dal CCNL, dalle voci della retribuzione e dal conguaglio fiscale di fine anno.
Metodo e fonti
I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.