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Calcolo TFR 2026

Stima il TFR accantonato in base alla retribuzione annua lorda e agli anni di servizio.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

Con una RAL di 30.000 € e 5 anni di servizio, il TFR lordo accantonato è circa 11.055,56 €. Si calcola dividendo la retribuzione annua per 13,5 (quota di circa 2.222,22 € l'anno), togliendo lo 0,50% di contributo INPS e sommando le quote per gli anni di servizio.

TFR lordo accantonato11.055,56 €
Quota annua (RAL ÷ 13,5)
2222,22 €
Anni considerati
5

Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.

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Come si calcola

Ogni anno si accantona una quota pari alla RAL divisa per 13,5, ridotta dello 0,50% di contributo INPS. Le quote si rivalutano annualmente (1,5% fisso + 75% dell'indice ISTAT). Alla cessazione il TFR è soggetto a tassazione separata. Questa è una stima del lordo accantonato senza rivalutazione.

Parametri del calcolo TFR 2026
VoceValore
Divisore della retribuzione annua13,5
Contributo aggiuntivo IVS (art. 3 L. 297/1982)0,50%
Rivalutazione annua — parte fissa1,5%
Rivalutazione annua — parte variabile75% indice ISTAT FOI
Imposta sostitutiva sulla rivalutazione17%
Tassazione del TFR alla liquidazioneseparata (aliquota media)

Che cos'è il TFR (trattamento di fine rapporto)

Il TFR, o trattamento di fine rapporto, è la somma di denaro che spetta al lavoratore dipendente quando il rapporto di lavoro finisce, qualunque ne sia la causa: dimissioni, licenziamento, pensionamento o scadenza del contratto.

È disciplinato dall'articolo 2120 del Codice civile e viene spesso chiamato, con un termine ormai superato, "liquidazione".

Nella sostanza il TFR è una retribuzione differita: una parte di quanto il lavoratore matura ogni anno non gli viene pagata subito, ma accantonata dal datore di lavoro e restituita alla fine del rapporto, rivalutata anno per anno. Serve a garantire al dipendente una somma di sostegno nel passaggio da un lavoro all'altro o all'ingresso in pensione.

Spetta a tutti i lavoratori subordinati del settore privato, a prescindere dalla qualifica (operai, impiegati, quadri, dirigenti) e dal tipo di contratto (tempo indeterminato o determinato, full time o part time).

Per i dipendenti pubblici esiste un istituto analogo (TFS o TFR a seconda della data di assunzione), gestito però con regole proprie dall'INPS.

Come si calcola il TFR: la formula reale

Il cuore del calcolo è semplice. Ogni anno il datore di lavoro accantona a favore del dipendente una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5.

Il divisore 13,5 deriva dal Codice civile e tiene conto del fatto che la quota di TFR maturata in un anno corrisponde, in pratica, a poco meno di una mensilità di retribuzione utile.

Da questa quota annua va sottratto un piccolo contributo: lo 0,50% della retribuzione, trattenuto a titolo di contributo aggiuntivo IVS (l'art. 3 della legge 297/1982). Questo significa che la quota effettivamente accantonata ogni anno è pari alla RAL divisa per 13,5, ridotta dello 0,50%.

La formula del calcolatore in questa pagina è proprio questa: TFR lordo = (RAL ÷ 13,5) × anni di servizio × (1 − 0,50%).

Un esempio numerico chiarisce tutto. Con una retribuzione annua lorda di 30.000 € la quota dell'anno è 30.000 ÷ 13,5 = 2.222,22 €.

Tolto lo 0,50%, restano circa 2.211,11 € netti di contributo accantonati per quell'anno. Su cinque anni di servizio il TFR lordo accantonato è quindi circa 11.055,56 €, come restituisce il calcolatore.

Va sottolineato che questa è una stima del lordo accantonato senza considerare la rivalutazione annua delle quote già maturate (di cui parliamo più avanti) e prima della tassazione separata applicata al momento dell'erogazione.

È perfetta per farsi un'idea di quanto si sta mettendo da parte, ma l'importo definitivo che si riceve in busta paga finale tiene conto anche di questi due fattori.

  • Quota annua = RAL ÷ 13,5
  • Quota netta annua = quota annua − 0,50% di contributo aggiuntivo IVS
  • TFR lordo accantonato = quota netta annua × anni di servizio
  • TFR finale = TFR accantonato + rivalutazione annua − imposta (tassazione separata)
Dalla RAL alla quota di TFR accantonata in un anno (esempio RAL 30.000 €).
PassaggioCalcoloValore
RAL — Retribuzione Annua LordaPunto di partenza30.000 €
Quota annua lordaRAL ÷ 13,52.222,22 €
Contributo aggiuntivo IVS0,50% della quota− 11,11 €
Quota netta accantonata nell'annoquota − 0,50%≈ 2.211,11 €
TFR lordo dopo 5 anniquota netta × 5≈ 11.055,56 €
Quota di TFR accantonata in un anno per livello di RAL
RAL 20.000 €1474RAL 25.000 €1843RAL 30.000 €2211RAL 40.000 €2948RAL 50.000 €3685

Quota netta annua = RAL ÷ 13,5, meno lo 0,50% di contributo IVS.

Cosa rientra nella retribuzione utile al TFR

La base di calcolo del TFR non è lo stipendio in senso stretto, ma la "retribuzione utile", definita dall'articolo 2120 del Codice civile.

La regola generale è ampia: rientra tutto ciò che il lavoratore percepisce in dipendenza del rapporto di lavoro, in modo non occasionale, esclusi soltanto i rimborsi spese. È il contratto collettivo (CCNL) a poter eventualmente restringere questa base.

In concreto, oltre alla paga base entrano nel calcolo voci come la tredicesima e l'eventuale quattordicesima, i superminimi, le indennità fisse e continuative, i premi di produzione ricorrenti e, in molti casi, il valore dei fringe benefit.

Restano invece fuori i rimborsi delle spese sostenute per conto dell'azienda e, di regola, le somme corrisposte una tantum in via del tutto occasionale.

Per questo il calcolo basato sulla sola RAL è una stima: se la tua retribuzione utile al TFR è più alta o più bassa della RAL inserita (per la presenza o l'esclusione di certe voci), l'importo effettivo cambierà di conseguenza.

Quando vuoi una previsione precisa, conviene partire dalla retribuzione utile indicata dal tuo CCNL e dalle buste paga.

Cosa entra e cosa resta fuori dalla retribuzione utile al TFR.
VoceRientra nel TFR?
Paga base / minimo tabellare
Tredicesima ed eventuale quattordicesima
Superminimi e indennità fisse e continuative
Premi di produzione ricorrentiSì (se non occasionali)
Fringe benefitSpesso sì (dipende dal CCNL)
Rimborsi spese sostenute per l'aziendaNo
Erogazioni una tantum del tutto occasionaliDi regola no

Come funziona la rivalutazione annua del TFR

Le quote di TFR accantonate negli anni non restano ferme: si rivalutano alla fine di ogni anno. La legge prevede un coefficiente di rivalutazione composto da una parte fissa e da una parte variabile.

La parte fissa è l'1,5% annuo; la parte variabile è il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo (FOI) rispetto a dicembre dell'anno precedente.

Il coefficiente si applica al TFR accumulato fino al 31 dicembre dell'anno precedente, non alla quota maturata nell'anno in corso.

In periodi di inflazione bassa la rivalutazione è modesta e domina la componente fissa dell'1,5%; quando l'inflazione sale, la componente variabile fa crescere sensibilmente il montante. È un meccanismo pensato per proteggere, almeno in parte, il potere d'acquisto di quanto accantonato.

La rivalutazione è soggetta a un'imposta sostitutiva del 17%, trattenuta anno per anno.

Il calcolatore di questa pagina non include la rivalutazione nella stima del lordo accantonato: per questo, su orizzonti lunghi e con inflazione alta, l'importo reale tende a essere superiore alla stima base mostrata qui.

  • Parte fissa: 1,5% annuo, sempre garantita.
  • Parte variabile: 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI dell'anno.
  • Si applica al TFR già accantonato al 31 dicembre dell'anno precedente.
  • La rivalutazione sconta un'imposta sostitutiva del 17%.
Coefficiente di rivalutazione annua del TFR a diversi livelli di inflazione ISTAT.
Inflazione ISTAT (FOI)Parte variabile (75%)Coefficiente totale (1,5% + 75%)
0%0,00%1,50%
1%0,75%2,25%
2%1,50%3,00%
4%3,00%4,50%
8%6,00%7,50%
Quanto rivaluta il TFR al variare dell'inflazione
Inflazione 0%1,5%Inflazione 1%2,25%Inflazione 2%3%Inflazione 4%4,5%Inflazione 8%7,5%

Coefficiente = 1,5% fisso + 75% dell'indice ISTAT. Stima indicativa.

TFR in azienda o nel fondo pensione: la scelta

Ogni lavoratore può decidere dove far confluire il proprio TFR: lasciarlo accantonato in azienda (o nel Fondo di Tesoreria INPS, per le imprese con almeno 60 dipendenti nel biennio 2026-2027) oppure destinarlo a una forma di previdenza complementare, cioè a un fondo pensione.

La scelta si fa entro sei mesi dall'assunzione e, in mancanza di una scelta esplicita, scatta il conferimento tacito al fondo previsto dal contratto.

Tenere il TFR in azienda significa avere una rivalutazione certa ma contenuta (1,5% fisso + 75% dell'inflazione) e ricevere la somma alla fine del rapporto con la tassazione separata.

Destinarlo a un fondo pensione significa invece investirlo sui mercati: il rendimento è potenzialmente più alto ma non garantito, in compenso si gode di una tassazione finale più leggera (tra il 9% e il 15%) e, in molti casi, di un contributo aggiuntivo del datore di lavoro.

Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dall'età, dall'orizzonte temporale, dalla propensione al rischio e dalle condizioni del fondo.

Va però ricordato che, una volta conferito a un fondo pensione, il TFR resta tendenzialmente vincolato fino al pensionamento, salvo le ipotesi di anticipazione previste dalla legge.

TFR in azienda o nel fondo pensione: le differenze principali.
AspettoTFR in aziendaTFR nel fondo pensione
RendimentoCerto ma contenuto (1,5% + 75% ISTAT)Potenzialmente più alto, ma non garantito
RischioPraticamente nulloLegato all'andamento dei mercati
Tassazione finaleSeparata (aliquota media)Agevolata, dal 9% al 15%
Contributo del datoreNoSpesso sì (se previsto dal CCNL)
DisponibilitàAlla fine del rapportoVincolato fino alla pensione (salvo anticipi)

Si può chiedere un anticipo del TFR?

Sì. La legge consente di chiedere un'anticipazione del TFR già maturato, ma a condizioni precise. Possono farne richiesta i lavoratori con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, una sola volta nel corso del rapporto, e per un importo non superiore al 70% del TFR maturato fino a quel momento.

L'anticipo è ammesso solo per motivi specifici previsti dall'articolo 2120 del Codice civile: spese sanitarie straordinarie per terapie e interventi riconosciuti dalle strutture pubbliche, oppure l'acquisto della prima casa per sé o per i figli (documentato da atto notarile).

I contratti collettivi e gli accordi aziendali possono prevedere condizioni più favorevoli, ad esempio causali aggiuntive o requisiti meno stringenti.

Il datore di lavoro può inoltre soddisfare le richieste di anticipo entro un limite annuo: il 10% degli aventi diritto e comunque il 4% del totale dei dipendenti.

Per il TFR conferito a un fondo pensione valgono regole di anticipazione proprie, in genere più ampie (ad esempio fino al 30% per esigenze personali dopo otto anni di iscrizione).

  • Requisito: almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore.
  • Importo massimo: 70% del TFR maturato.
  • Una sola volta nel corso del rapporto di lavoro.
  • Causali: spese sanitarie straordinarie o acquisto prima casa.

Come viene tassato il TFR: la tassazione separata

Il TFR non si somma agli altri redditi dell'anno e non segue gli scaglioni IRPEF ordinari: è soggetto a tassazione separata. Questo regime è pensato proprio per non penalizzare il lavoratore, che altrimenti vedrebbe una somma maturata in molti anni tassata tutta insieme con l'aliquota marginale più alta.

Il meccanismo prevede il calcolo di un'aliquota media. In sintesi, si determina un "reddito di riferimento" rapportando il TFR maturato agli anni di servizio e moltiplicando per dodici; su questo reddito annuo figurativo si calcola l'IRPEF a scaglioni e se ne ricava l'aliquota media, che viene poi applicata al TFR.

L'Agenzia delle Entrate riliquida l'imposta negli anni successivi, confrontandola con l'aliquota media effettiva del contribuente.

Importante: la quota di rivalutazione delle somme accantonate non rientra nella tassazione separata, perché è già stata assoggettata all'imposta sostitutiva del 17% anno per anno.

La tassazione separata, di norma, risulta più favorevole dell'IRPEF ordinaria, ma l'aliquota effettiva dipende dal livello di reddito del lavoratore: chi ha redditi più alti subisce un'aliquota media sul TFR più elevata.

Quando e da chi viene pagato il TFR

Il TFR viene erogato alla cessazione del rapporto di lavoro. Nel settore privato è il datore di lavoro a liquidarlo direttamente al dipendente, di norma con l'ultima busta paga o nelle settimane immediatamente successive alla fine del rapporto; i contratti collettivi possono fissare termini precisi entro cui il pagamento deve avvenire.

Per le aziende private con almeno 60 dipendenti (soglia in vigore per il biennio 2026-2027), le quote di TFR che il lavoratore non ha destinato a un fondo pensione confluiscono nel Fondo di Tesoreria gestito dall'INPS: in questo caso, al termine del rapporto, il datore anticipa comunque l'intero importo al dipendente e poi recupera dall'INPS la parte di sua competenza.

Se il TFR è stato conferito a un fondo pensione, è il fondo a liquidare la prestazione secondo le proprie regole.

Esiste infine una garanzia importante: se il datore di lavoro è insolvente (ad esempio in caso di fallimento) e non paga il TFR, interviene il Fondo di garanzia dell'INPS, finanziato da un contributo a carico del datore di lavoro.

Il lavoratore può così ottenere il TFR maturato anche quando l'azienda non è in grado di versarlo. Da non confondere con lo 0,50% trattenuto dalla quota TFR, che è invece il contributo aggiuntivo IVS previsto dall'art. 3 della legge 297/1982.

  • Settore privato: paga il datore di lavoro alla fine del rapporto.
  • Aziende con 60+ dipendenti (biennio 2026-2027): quote nel Fondo di Tesoreria INPS, ma anticipa il datore.
  • TFR conferito a fondo pensione: lo liquida il fondo.
  • Datore insolvente: interviene il Fondo di garanzia INPS.

TFR a confronto: alcuni scenari di accantonamento

Per capire l'ordine di grandezza, vediamo il TFR lordo accantonato a parità di anni ma con retribuzioni diverse, usando la stessa formula del calcolatore (RAL ÷ 13,5, meno lo 0,50%, per gli anni di servizio), senza rivalutazione né tassazione.

Con 5 anni di servizio, una RAL di 25.000 € produce circa 9.212,96 € di TFR; una RAL di 30.000 € circa 11.055,56 €; una RAL di 40.000 € circa 14.740,74 €. Si nota che il TFR cresce in modo proporzionale alla retribuzione: a parità di anni, chi guadagna di più accantona una quota più alta.

Cambiando invece la durata, con una RAL fissa di 30.000 € il TFR lordo è circa 2.211,11 € dopo 1 anno, circa 11.055,56 € dopo 5 anni e circa 22.111,11 € dopo 10 anni.

È la conferma che il TFR è un accumulo lineare nel tempo: ogni anno aggiunge una quota simile, a cui nella realtà si somma la rivalutazione delle somme già accantonate.

  • RAL 25.000 €, 5 anni: ≈ 9.212,96 € di TFR lordo.
  • RAL 30.000 €, 5 anni: ≈ 11.055,56 € di TFR lordo.
  • RAL 40.000 €, 5 anni: ≈ 14.740,74 € di TFR lordo.
  • RAL 30.000 €, 10 anni: ≈ 22.111,11 € di TFR lordo.
TFR lordo accantonato per RAL e anni di servizio (senza rivalutazione né tassazione).
RAL5 anni10 anni20 anni
20.000 €7.370 €14.741 €29.481 €
25.000 €9.213 €18.426 €36.852 €
30.000 €11.056 €22.111 €44.222 €
40.000 €14.741 €29.481 €58.963 €
50.000 €18.426 €36.852 €73.704 €
Come cresce il TFR accantonato anno dopo anno
15101520

TFR lordo accantonato con RAL fissa di 30.000 €, senza rivalutazione. Stima indicativa.

Cosa succede al TFR in caso di passaggio di azienda o cambio di lavoro

Il TFR matura presso ciascun datore di lavoro e, in linea generale, viene liquidato alla fine di ogni rapporto. Se cambi lavoro, l'azienda che lasci ti paga il TFR accantonato fino a quel momento; con il nuovo datore riparte un nuovo accantonamento da zero.

Per questo, nel corso di una carriera fatta di più rapporti, si ricevono più liquidazioni distinte anziché un'unica somma finale.

Diverso è il caso del trasferimento d'azienda disciplinato dall'articolo 2112 del Codice civile: in una cessione di ramo d'azienda o in una fusione il rapporto di lavoro prosegue con il nuovo datore senza interruzione, e il TFR maturato non viene liquidato ma passa in carico all'acquirente, che ne risponde insieme al cedente.

In questo caso l'anzianità è continua e il TFR continua ad accumularsi senza azzeramenti.

Se invece il TFR è stato conferito a un fondo pensione, cambiare lavoro non comporta alcuna liquidazione: la posizione previdenziale resta intestata al lavoratore e si può proseguire i versamenti nello stesso fondo o trasferirli a un altro.

È uno dei vantaggi della previdenza complementare: rende il TFR portabile e indipendente dal singolo datore di lavoro.

  • Dimissioni o licenziamento: il datore liquida il TFR maturato; col nuovo lavoro si riparte da zero.
  • Trasferimento d'azienda (art. 2112 c.c.): il rapporto continua, il TFR non si liquida e passa al nuovo datore.
  • TFR nel fondo pensione: la posizione è portabile, nessuna liquidazione al cambio di lavoro.

Esempio di calcolo

Esempio: lavoratore con una RAL di 30.000 € e 5 anni di servizio. Il TFR lordo accantonato si ottiene dividendo la retribuzione per 13,5, togliendo lo 0,50% di contributo INPS e sommando le quote per gli anni di servizio.

RAL — Retribuzione Annua Lorda
30.000 €
Quota annua (RAL ÷ 13,5)
2.222,22 €
Meno contributo INPS (0,50%)
≈ 2.211,11 € l'anno
Anni di servizio considerati
5
TFR lordo accantonato≈ 11.055,56 €

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Dividere la retribuzione per 12 anziché per 13,5: il divisore corretto previsto dal Codice civile è 13,5, e usare 12 sovrastima la quota annua.
  • Dimenticare lo 0,50% di contributo aggiuntivo IVS trattenuto ogni anno: riduce leggermente la quota accantonata (è il prelievo dell'art. 3 L. 297/1982, da non confondere col Fondo di garanzia).
  • Confondere il TFR lordo accantonato con quello netto incassato: alla liquidazione si applica la tassazione separata, che riduce l'importo finale.
  • Trascurare la rivalutazione annua (1,5% fisso + 75% dell'ISTAT): su molti anni può far crescere sensibilmente il montante rispetto alla stima base.

✅ In sintesi

  • La quota annua di TFR è la RAL divisa per 13,5, meno lo 0,50% di contributo INPS; si somma per gli anni di servizio.
  • Con una RAL di 30.000 € e 5 anni, il TFR lordo accantonato è circa 11.055,56 €.
  • Le quote si rivalutano ogni anno (1,5% fisso + 75% dell'indice ISTAT), con imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione.
  • Alla cessazione il TFR è soggetto a tassazione separata, di norma più favorevole dell'IRPEF ordinaria.

Domande frequenti

Come si calcola il TFR?+

La quota annua è la retribuzione annua lorda divisa per 13,5, ridotta dello 0,50% di contributo INPS. Si somma per ogni anno di servizio e si rivaluta annualmente. Con una RAL di 30.000 € e 5 anni il TFR lordo è circa 11.055,56 €.

Perché si divide la RAL per 13,5?+

Perché lo prevede l'articolo 2120 del Codice civile: il divisore 13,5 fa sì che la quota annua accantonata corrisponda, in pratica, a poco meno di una mensilità di retribuzione utile.

Quanto si accantona di TFR all'anno?+

Circa una mensilità: la RAL diviso 13,5, meno lo 0,50% di contributo INPS. Con 30.000 € di RAL la quota è di circa 2.222,22 €, che scende a circa 2.211,11 € dopo il contributo INPS.

Il TFR è tassato?+

Sì, con tassazione separata: non si somma agli altri redditi dell'anno, ma si tassa con un'aliquota media calcolata sugli anni di servizio. È un regime generalmente più favorevole dell'IRPEF ordinaria.

Cos'è la rivalutazione del TFR?+

È l'aumento applicato ogni anno alle quote già accantonate: 1,5% fisso più il 75% dell'incremento dell'indice ISTAT FOI. La rivalutazione sconta un'imposta sostitutiva del 17%.

Posso chiedere un anticipo del TFR?+

Sì, una sola volta, se hai almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore, fino al 70% del TFR maturato, per spese sanitarie straordinarie o per l'acquisto della prima casa. I contratti collettivi possono prevedere condizioni migliori.

Conviene lasciare il TFR in azienda o metterlo nel fondo pensione?+

Dipende. In azienda la rivalutazione è certa ma contenuta (1,5% + 75% ISTAT); nel fondo pensione il rendimento è potenzialmente più alto ma non garantito, con tassazione finale più leggera (9%-15%) e spesso un contributo del datore.

Chi paga il TFR alla fine del rapporto?+

Nel privato lo paga il datore di lavoro, di solito con l'ultima busta paga. Per le aziende con 50+ dipendenti le quote sono nel Fondo di Tesoreria INPS, ma anticipa comunque il datore. Se l'azienda è insolvente interviene il Fondo di garanzia INPS.

Il TFR spetta anche in caso di dimissioni o licenziamento?+

Sì. Il TFR spetta sempre alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa: dimissioni, licenziamento, pensionamento o scadenza del contratto.

Il TFR vale anche per i contratti a tempo determinato e part time?+

Sì. Spetta a tutti i lavoratori subordinati del settore privato, indipendentemente dalla qualifica e dal tipo di contratto, compresi tempo determinato e part time, in proporzione al lavoro svolto.

Questo calcolo del TFR è ufficiale?+

È una stima accurata del lordo accantonato secondo la formula del Codice civile (RAL ÷ 13,5 meno 0,50% INPS). L'importo definitivo dipende dalla rivalutazione annua, dalla retribuzione utile prevista dal tuo CCNL e dalla tassazione separata: per i casi precisi verifica con il tuo consulente del lavoro.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.