Calcolando
Casa

Calcolo Spese Notarili per l'Acquisto

Inserisci rendita catastale, tipo di acquisto e onorario stimato: ottieni il totale da versare al notaio.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

Le spese notarili per comprare casa hanno due componenti: le imposte che il notaio riscuote per lo Stato (registro del 2% o 9% sul valore catastale, più ipotecaria e catastale) e l'onorario del notaio, libero e soggetto a IVA al 22%. Per una prima casa con rendita catastale di 800 € e un onorario stimato di 2.000 €, il totale indicativo al rogito è circa 4.688 €: 1.848 € di registro, 100 € di ipocatastali, circa 300 € di visure e oneri, e 2.440 € di onorario con IVA.

Totale indicativo al rogito4688,00 €
Imposte (registro + ipocatastali)
1948,00 €
Onorario + IVA 22%
2440,00 €
Visure e oneri accessori (stima)
300,00 €
Imposte (registro + ipocatastali)42%Onorario + IVA 22%52%Visure e oneri accessori (stima)6%

Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.

Calcola anche →

Sponsor

Confronta i mutui per la tua casa

Preventivi gratuiti e personalizzati

Spazio sponsor disponibile

Come si calcola

Il conto del notaio per un acquisto tra privati ha due parti: le imposte che il notaio riscuote per lo Stato (registro 2% o 9% sul valore catastale, minimo 1.000 €, più 50+50 € di ipotecaria e catastale) e il suo onorario, libero e variabile con il valore e la complessità dell'atto (indicativamente 1.500–3.000 € + IVA per una compravendita standard; il mutuo comporta un secondo atto con costi propri). Chiedi sempre un preventivo scritto: è un tuo diritto e i prezzi variano sensibilmente.

Che cosa comprende davvero il conto del notaio

Quando si parla di "spese notarili" per l'acquisto di una casa, si fa un po' di confusione, perché sotto quella voce finiscono cose molto diverse tra loro. In realtà il conto che il notaio presenta all'acquirente è composto da due blocchi distinti, ed è fondamentale tenerli separati per capire quanto stai davvero pagando e a chi.

Il primo blocco sono le imposte: il notaio, in qualità di pubblico ufficiale, riscuote per conto dello Stato l'imposta di registro, l'imposta ipotecaria e l'imposta catastale, e le versa all'Agenzia delle Entrate. Questi importi non sono un guadagno del notaio: sono tasse fissate dalla legge, che il notaio si limita a incassare e trasferire al fisco. Sono spesso la parte più consistente del conto.

Il secondo blocco è l'onorario del professionista, cioè il compenso per il suo lavoro: la redazione dell'atto, i controlli, le visure, la registrazione e la trascrizione. L'onorario è libero — non esiste più una tariffa obbligatoria — e varia in base al valore dell'immobile, alla complessità dell'atto e al singolo studio. Su questa parte, e solo su questa, si può confrontare e trattare.

Il calcolatore di questa pagina stima l'intero conto sommando le imposte (calcolate sul valore catastale) all'onorario che indichi tu, con la sua IVA al 22% e una quota indicativa di visure e oneri accessori. Il risultato è un ordine di grandezza del costo totale al rogito, utile per costruire il budget dell'acquisto. Per il dettaglio delle sole imposte di trasferimento, la pagina di riferimento è quella dell'imposta di registro.

Le imposte: registro, ipotecaria e catastale

La parte fiscale del conto notarile, nell'acquisto tra privati, ricalca esattamente il meccanismo dell'imposta di registro. L'imposta principale è appunto il registro: il 2% del valore catastale per la prima casa, il 9% per le seconde case e gli altri immobili, con un minimo di 1.000 € in entrambi i casi.

Il valore catastale su cui si applica l'aliquota non è il prezzo pagato ma la rendita catastale rivalutata e moltiplicata per un coefficiente: rendita × 115,5 per la prima casa, × 126 per gli altri immobili. Grazie a questo sistema del prezzo-valore, la base imponibile è quasi sempre molto più bassa del prezzo di mercato, e le imposte risultano proporzionalmente contenute. Il calcolo di questa base è spiegato in dettaglio nella pagina della rendita catastale.

A registro si aggiungono due imposte fisse: 50 € di imposta ipotecaria e 50 € di imposta catastale, per un totale di 100 €, indipendenti dal valore dell'immobile. Il calcolatore le somma automaticamente alle imposte. Comprando invece da un'impresa con IVA il meccanismo cambia: registro, ipotecaria e catastale diventano fisse a 200 € ciascuna e si paga l'IVA sul prezzo (4% prima casa, 10% le altre).

Oltre alle imposte di trasferimento vere e proprie, il notaio anticipa alcune spese vive: le visure ipotecarie e catastali necessarie a verificare che l'immobile sia libero da ipoteche e pignoramenti, i diritti di trascrizione e voltura, le tasse d'archivio. Sono importi variabili ma non trascurabili, che il calcolatore stima in una quota fissa indicativa (attorno a 300 €) per dare un totale realistico.

Le imposte nell'acquisto tra privati (regime prezzo-valore).
VocePrima casaSeconda casa / altri
Imposta di registro2% del valore catastale (min 1.000 €)9% del valore catastale (min 1.000 €)
Imposta ipotecaria50 € fissa50 € fissa
Imposta catastale50 € fissa50 € fissa
Visure e oneri accessoristima ~300 €stima ~300 €

L'onorario del notaio: libero e con IVA al 22%

L'onorario è la parte del conto che spetta effettivamente al notaio come compenso, ed è l'unica su cui l'acquirente può incidere confrontando più preventivi. Dal momento che le tariffe notarili obbligatorie sono state abolite, ogni studio fissa liberamente il proprio compenso, che di norma cresce con il valore dell'immobile e con la complessità dell'operazione.

Per una compravendita abitativa standard, l'onorario si colloca indicativamente tra 1.500 e 3.000 € più IVA, ma è solo un ordine di grandezza: su immobili di valore molto alto o su atti complessi (più venditori, servitù, questioni successorie) può salire, così come può scendere per operazioni semplici. Il calcolatore ti chiede di inserire una stima dell'onorario proprio perché questa cifra non è predeterminabile: il modo migliore per conoscerla è chiedere un preventivo scritto.

Sull'onorario si applica sempre l'IVA al 22%, come su qualsiasi prestazione professionale. È un dettaglio che sfugge a molti e che va messo in conto: un onorario di 2.000 € diventa 2.440 € una volta aggiunta l'IVA. Il calcolatore evidenzia separatamente questa voce, così vedi chiaramente quanto pesa il compenso ivato nel totale.

Un consiglio pratico: chiedere il preventivo è un diritto dell'acquirente, ed è normale confrontare due o tre notai prima di scegliere. La legge attribuisce all'acquirente — che sostiene la spesa — la facoltà di scegliere il notaio. A parità di imposte (che sono uguali per tutti), la differenza di prezzo tra uno studio e l'altro sta proprio nell'onorario.

Come si compone il totale al rogito (prima casa, rendita 800 €, onorario 2.000 €)
Imposta di registro 39%Onorario + IVA 22% 52%Visure e oneri accessori 6%Ipotecaria + catastale 2%

Peso delle diverse voci nel totale indicativo di 4.688 €: le imposte e l'onorario ivato sono le componenti principali. Valori calcolati con le aliquote del prezzo-valore.

Esempio di calcolo sulla prima casa

Mettiamo insieme tutte le voci con i valori di partenza del calcolatore: una prima casa acquistata da un privato, con rendita catastale di 800 € e un onorario notarile stimato di 2.000 €.

Le imposte: il valore catastale è 800 × 115,5 = 92.400 €; l'imposta di registro al 2% è 92.400 × 2% = 1.848 € (sopra il minimo di 1.000 €); a cui si aggiungono 50 + 50 = 100 € di ipotecaria e catastale. Le spese vive di visure e oneri accessori si stimano in circa 300 €. L'onorario: 2.000 € più IVA al 22% = 2.440 €.

Il totale indicativo al rogito è quindi la somma di tutte queste voci: 1.848 € (registro) + 100 € (ipocatastali) + 300 € (visure) + 2.440 € (onorario ivato) = 4.688 €. Di questi, la componente fiscale pura (registro più ipocatastali) è 1.948 €, mentre l'onorario ivato pesa 2.440 €: come si vede, su una prima casa di valore contenuto è spesso il compenso del notaio, non le imposte, a fare la parte del leone.

Se lo stesso immobile fosse una seconda casa, l'imposta di registro salirebbe: valore catastale 800 × 126 = 100.800 €, al 9% = 9.072 €, e il totale supererebbe gli 11.900 €. È la dimostrazione di quanto pesi l'agevolazione prima casa, che riduce l'aliquota dal 9% al 2%. Questi importi combaciano con l'output del calcolatore, che scompone il totale nelle sue voci. Se accendi anche un mutuo, ricorda che l'atto di mutuo è un secondo atto, con imposta sostitutiva e onorario propri, che non è incluso in questa stima.

Totale indicativo al rogito (prima casa, rendita 800 €, onorario 2.000 €).
VoceImporto
Imposta di registro (2% di 92.400 €)1.848 €
Ipotecaria + catastale100 €
Visure e oneri accessori (stima)300 €
Onorario notaio + IVA 22% (2.000 × 1,22)2.440 €
Totale indicativo al rogito4.688 €

Cosa cambia con il mutuo e con l'acquisto da impresa

La stima di questa pagina riguarda il solo atto di compravendita tra privati. Due situazioni molto frequenti modificano però il conto in modo sostanziale, ed è bene conoscerle per non sottostimare le spese.

La prima è l'accensione di un mutuo. Se compri con un finanziamento bancario, oltre all'atto di compravendita c'è un secondo atto: l'atto di mutuo, con cui si iscrive l'ipoteca a garanzia della banca. Questo secondo atto ha costi propri — un onorario aggiuntivo per il notaio e l'imposta sostitutiva sul finanziamento (di norma lo 0,25% dell'importo erogato per la prima casa) — che si sommano al conto della compravendita. Per stimare la rata del finanziamento vero e proprio, la pagina di riferimento è il calcolatore della rata del mutuo.

La seconda situazione è l'acquisto da un'impresa costruttrice soggetta a IVA. In questo caso, come già visto, le imposte di registro, ipotecaria e catastale diventano fisse a 200 € ciascuna, ma si paga l'IVA sul prezzo (4% prima casa, 10% le altre abitazioni). Su immobili nuovi di valore elevato, l'IVA sul prezzo può rendere il conto complessivo più alto rispetto all'acquisto da privato con il prezzo-valore, perché colpisce il prezzo reale e non la rendita catastale.

In entrambi i casi, la regola d'oro resta la stessa: chiedere al notaio un preventivo scritto e dettagliato, che distingua imposte e onorario e tenga conto della tua situazione specifica (con o senza mutuo, da privato o da impresa). Il calcolatore ti dà l'ordine di grandezza per la compravendita tra privati; il preventivo del notaio ti dà la cifra esatta.

  • Con mutuo: si aggiunge un secondo atto (atto di mutuo) con onorario proprio e imposta sostitutiva (~0,25% per la prima casa).
  • Da impresa con IVA: registro, ipotecaria e catastale fisse a 200 € ciascuna, più IVA sul prezzo (4% / 10%).
  • La stima di questa pagina copre il solo atto di compravendita tra privati, senza mutuo.

Le spese notarili si possono detrarre?

Una domanda ricorrente riguarda la possibilità di recuperare una parte delle spese notarili con le detrazioni fiscali. La risposta richiede una distinzione precisa, perché non tutto il conto del notaio è detraibile.

L'onorario e gli oneri relativi all'atto di compravendita non sono detraibili: la spesa per l'atto con cui si acquista l'immobile resta interamente a carico dell'acquirente, senza benefici IRPEF. Anche le imposte di registro, ipotecaria e catastale versate all'acquisto non danno diritto a detrazione.

Diverso è il caso del mutuo per l'acquisto della prima casa. Gli interessi passivi del mutuo prima casa e gli oneri accessori collegati — tra cui l'onorario notarile per l'atto di mutuo (non per la compravendita) e le spese di istruttoria e perizia — rientrano nella detrazione IRPEF del 19%, entro un limite annuo di spesa fissato dalla legge. È una detrazione che si recupera anno per anno in dichiarazione, sugli interessi effettivamente pagati.

Attenzione a non confondere questa detrazione con quelle per i lavori sull'immobile, che seguono regole del tutto diverse: se dopo l'acquisto ristrutturi casa, le relative spese possono rientrare nel bonus ristrutturazioni al 50%, illustrato nel calcolatore della detrazione ristrutturazione. Sono benefici distinti, che non vanno sommati o confusi. Come sempre nel campo fiscale, le percentuali e i limiti sono fissati dalla legge di bilancio e valgono per il 2025-2026: conviene verificarli sul sito dell'Agenzia delle Entrate per l'anno in cui si sostiene la spesa.

Errori comuni e consigli pratici

L'errore più comune è confondere l'onorario del notaio con l'intero conto. Molti pensano che le "spese notarili" siano tutte compenso del professionista, mentre spesso la parte maggiore sono imposte che il notaio si limita a riscuotere per lo Stato. Distinguere le due componenti aiuta a capire dove si può risparmiare (l'onorario) e dove no (le imposte, uguali per tutti).

Il secondo errore è dimenticare l'IVA al 22% sull'onorario: un compenso di 2.000 € diventa 2.440 € una volta ivato. Chi costruisce il budget sull'onorario "nudo" sottostima la spesa. Il calcolatore mostra separatamente l'onorario ivato proprio per evitare questa svista.

Un terzo errore è non chiedere un preventivo scritto e non confrontare più notai. La scelta del notaio spetta all'acquirente, che paga; a parità di imposte, la differenza di prezzo tra uno studio e l'altro sta nell'onorario, e può valere alcune centinaia di euro. Chiedere il preventivo è un diritto, non una scortesia.

Infine, ricorda che questa è una stima indicativa. L'importo esatto dipende dall'onorario reale, dalla presenza di un mutuo, dalla natura del venditore e dalle spese vive effettive. Aliquote, imposte fisse e coefficienti valgono per il 2025-2026 e possono cambiare con la legge di bilancio. Usa il calcolatore per l'ordine di grandezza e il preventivo del notaio, insieme alle guide dell'Agenzia delle Entrate e del Notariato, per la cifra definitiva.

Esempio di calcolo

Esempio: prima casa da privato, rendita catastale di 800 € (valore catastale 92.400 €), onorario notarile stimato 2.000 €.

Imposta di registro (2% di 92.400 €)
1.848 €
Ipotecaria + catastale (50 € + 50 €)
100 €
Visure e oneri accessori (stima)
300 €
Onorario + IVA 22% (2.000 × 1,22)
2.440 €
Totale indicativo al rogito4.688 €

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Confondere l'onorario del notaio con l'intero conto: gran parte delle spese sono imposte che il notaio riscuote per lo Stato, non suo compenso.
  • Dimenticare l'IVA al 22% sull'onorario: un compenso di 2.000 € diventa 2.440 € una volta ivato.
  • Non chiedere un preventivo scritto e non confrontare più notai: a parità di imposte, l'onorario varia da studio a studio ed è l'unica voce trattabile.
  • Dimenticare i costi del mutuo: l'atto di mutuo è un secondo atto, con onorario proprio e imposta sostitutiva (~0,25% per la prima casa), non incluso nella stima della compravendita.

✅ In sintesi

  • Il conto del notaio ha due parti: imposte riscosse per lo Stato (registro 2%/9% + ipocatastali) e onorario libero, con IVA al 22%.
  • Su una prima casa con rendita 800 € e onorario 2.000 €, il totale indicativo al rogito è circa 4.688 €.
  • Le imposte sono uguali per tutti i notai; l'onorario varia: chiedi sempre un preventivo scritto e confronta più studi.
  • Con il mutuo si aggiunge un secondo atto; da impresa si paga l'IVA sul prezzo. Aliquote e imposte valgono per il 2025-2026 e possono cambiare.

Domande frequenti

Quanto costa il notaio per comprare casa?+

Il conto ha due parti. L'onorario del notaio per l'atto di compravendita è indicativamente 1.500-3.000 € più IVA al 22%. A questo si aggiungono le imposte, che dipendono da rendita e tipo di acquisto: per una prima casa con rendita 800 € e onorario 2.000 €, il totale indicativo è circa 4.688 €.

Quali imposte riscuote il notaio all'acquisto?+

L'imposta di registro (2% del valore catastale per la prima casa, 9% per le altre, minimo 1.000 €), più 50 € di ipotecaria e 50 € di catastale. Il notaio le incassa e le versa all'Agenzia delle Entrate: non sono un suo guadagno, ma tasse fissate per legge.

Posso scegliere io il notaio?+

Sì. Nell'acquisto la scelta del notaio spetta all'acquirente, che ne sostiene la spesa. Poiché le imposte sono uguali per tutti gli studi, conviene confrontare più preventivi scritti e valutare la differenza sull'onorario, che è la sola voce liberamente determinata da ciascun notaio.

Le spese notarili si possono detrarre dalle tasse?+

L'onorario per l'atto di compravendita non è detraibile. Sono invece detraibili al 19% gli interessi e gli oneri accessori del mutuo per la prima casa, incluso l'onorario per l'atto di mutuo (non per la compravendita), entro il limite annuo di legge. Le due cose non vanno confuse.

Quanto costano di più le spese notarili con il mutuo?+

Con il mutuo c'è un secondo atto, l'atto di mutuo, che iscrive l'ipoteca. Comporta un onorario aggiuntivo per il notaio e l'imposta sostitutiva sul finanziamento, di norma lo 0,25% dell'importo erogato per la prima casa. Questi costi si sommano a quelli della compravendita e vanno chiesti nel preventivo.

Perché la seconda casa costa molto di più dal notaio?+

Perché cambia l'imposta di registro: dal 2% della prima casa si passa al 9%, oltre a un coefficiente più alto per il valore catastale (126 invece di 115,5). Sullo stesso immobile con rendita 800 €, le imposte passano da circa 1.948 € a oltre 9.170 €, facendo lievitare il totale al rogito.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.

Usiamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie di statistica e di personalizzazione degli annunci. Cookie policy · Privacy.