Calcolando
Lavoro

Calcolo NASpI 2026

Stima l'importo mensile e la durata della NASpI in base alla retribuzione media e alle settimane di contributi.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

Con una retribuzione media mensile di 1.500 € e 104 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, la NASpI 2026 è di circa 1.103,36 € al mese per 12 mesi. L'indennità vale il 75% della retribuzione fino a 1.456,72 €, più il 25% della parte eccedente, con un tetto massimo di 1.584,70 € lordi al mese.

NASpI mensile1103,36 €
Durata stimata
12 mesi
Nota
−3% al mese dal 6° mese

Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.

Spazio pubblicitario

Come si calcola

La NASpI è il 75% della retribuzione media mensile fino a circa 1.425 € (soglia 2026); oltre, si aggiunge il 25% della parte eccedente, con un tetto massimo intorno a 1.562 €. La durata è pari a metà delle settimane di contributi degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Dal sesto mese l'importo si riduce del 3% al mese.

Parametri NASpI 2026 usati nel calcolo
VoceValore / regola
Soglia di riferimento (retribuzione media)1.456,72 € / mese
Aliquota fino alla soglia75% della retribuzione media
Aliquota sulla parte eccedente la soglia25%
Importo massimo mensile1.584,70 € lordi
Duratametà delle settimane di contributi (max 24 mesi)
Riduzione (décalage)−3% al mese dal 6° mese
Requisito contributivo minimo13 settimane negli ultimi 4 anni
Termine domanda68 giorni dalla cessazione

Che cos'è la NASpI e a cosa serve

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS ai lavoratori dipendenti che perdono il lavoro in modo involontario. Sostituisce dal 2015 i precedenti ASpI e mini-ASpI ed è la principale forma di sostegno al reddito per chi resta senza occupazione.

Serve a garantire un reddito ponte tra un impiego e l'altro: copre una parte della retribuzione persa per il tempo necessario a ricollocarsi, in cambio dell'impegno del beneficiario a cercare attivamente un nuovo lavoro e a partecipare alle misure di politica attiva proposte dai centri per l'impiego.

La NASpI spetta solo a chi ha perso il posto per cause non dipendenti dalla propria volontà: licenziamento (anche per giusta causa o giustificato motivo), scadenza di un contratto a termine, dimissioni per giusta causa o durante il periodo di maternità tutelato, e risoluzione consensuale nei casi previsti dalla legge.

Chi si dimette volontariamente, salvo le eccezioni, in linea generale non ne ha diritto.

Chi ha diritto alla NASpI: i requisiti

Per ottenere la NASpI occorrono tre condizioni, tutte necessarie. La prima è lo stato di disoccupazione involontario: bisogna aver perso il lavoro per una causa non volontaria e dichiararsi immediatamente disponibili al lavoro presso il centro per l'impiego (DID, Dichiarazione di Immediata Disponibilità).

La seconda è il requisito contributivo: servono almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio della disoccupazione. La terza, abolita dal 2022, era il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti: oggi conta solo l'anzianità contributiva nel quadriennio.

Possono richiedere la NASpI i lavoratori subordinati, compresi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa con rapporto subordinato e il personale artistico con rapporto di lavoro dipendente.

Restano esclusi i dipendenti a tempo indeterminato della Pubblica Amministrazione e gli operai agricoli, che hanno tutele specifiche.

  • Stato di disoccupazione involontario con DID rilasciata al centro per l'impiego.
  • Almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la disoccupazione.
  • Rapporto di lavoro subordinato cessato (licenziamento, fine contratto a termine, dimissioni per giusta causa).
  • Esclusi i dipendenti pubblici a tempo indeterminato e gli operai agricoli (tutele dedicate).

Come si calcola l'importo della NASpI

L'importo della NASpI si basa sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. Per ottenerla si sommano tutte le retribuzioni imponibili del quadriennio, si dividono per il numero di settimane di contribuzione e si moltiplica il risultato per il coefficiente 4,33 (le settimane medie in un mese).

Sulla retribuzione media così calcolata si applica la regola del 75%. Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a una soglia fissata ogni anno — 1.456,72 € per il 2026 secondo i parametri di questo calcolatore (INPS circ. 4/2026, +1,4% ISTAT) — la NASpI è semplicemente il 75% di quella retribuzione. Esempio: con una media di 1.200 €, la NASpI è 900 € al mese (1.200 × 0,75).

Se invece la retribuzione media supera la soglia, alla quota fissa del 75% della soglia (1.092,54 €) si aggiunge il 25% della parte eccedente. La formula completa è quindi: NASpI = 75% × 1.456,72 € + 25% × (retribuzione media − 1.456,72 €).

Questo meccanismo fa sì che oltre la soglia l'indennità cresca molto più lentamente del reddito, per favorire chi guadagnava meno.

In ogni caso esiste un tetto massimo: la NASpI non può superare 1.584,70 € lordi al mese (massimale 2026 usato dal calcolatore). Anche con una retribuzione media molto alta, l'indennità si ferma a questo limite.

Il calcolatore di questa pagina applica esattamente questa sequenza — soglia, 75%/25%, tetto massimo — restituendo l'importo mensile lordo.

  • Retribuzione media mensile = (totale retribuzioni imponibili 4 anni ÷ settimane contributi) × 4,33.
  • Fino a 1.456,72 €: NASpI = 75% della retribuzione media.
  • Oltre 1.456,72 €: NASpI = 75% di 1.456,72 € + 25% della parte eccedente.
  • Tetto massimo: 1.584,70 € lordi al mese.
I passaggi del calcolo NASpI su una retribuzione media di 1.500 € (esempio del calcolatore).
PassaggioImporto
Retribuzione media mensile1.500,00 €
75% della soglia (1.456,72 €)1.092,54 €
+ 25% della parte eccedente (43,28 €)+ 10,82 €
NASpI mensile lorda1.103,36 €
Verifica tetto massimosotto 1.584,70 € → importo confermato
Dove cade la tua retribuzione rispetto alla soglia
75% pieno+25% sull'eccedenzatetto 1.584,70 €1500

Esempio: retribuzione media 1.500 €, appena sopra la soglia di 1.456,72 €. Stima indicativa.

Quanto dura la NASpI

La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi quattro anni, con un limite massimo di 24 mesi (due anni). Non si contano i periodi già utilizzati per una precedente NASpI e quelli che hanno dato luogo a prestazioni di disoccupazione.

Nel calcolatore la durata in mesi si ottiene dividendo le settimane di contributi per due e poi per 4,345 (le settimane medie di un mese), arrotondando il risultato, fino al tetto di 24 mesi. Con 104 settimane (due anni pieni di contributi) la durata stimata è di 12 mesi; con 208 settimane (quattro anni pieni) si raggiunge il massimo di 24 mesi.

Più lunga è la carriera contributiva nel quadriennio, più lunga è la copertura.

Questo premia chi ha lavorato con continuità: un contratto stabile e ininterrotto negli ultimi quattro anni garantisce la durata massima, mentre periodi frammentati o brevi danno diritto a un sostegno proporzionalmente più corto.

  • Durata = metà delle settimane di contributi degli ultimi 4 anni.
  • 104 settimane → circa 12 mesi di NASpI.
  • 208 settimane → 24 mesi (il massimo previsto).
  • Non sono conteggiati i contributi già usati per indennità precedenti.
Settimane di contributi e durata corrispondente della NASpI.
Settimane di contributi (4 anni)Durata NASpI
26 settimane (6 mesi)≈ 3 mesi
52 settimane (1 anno)≈ 6 mesi
104 settimane (2 anni)≈ 12 mesi
156 settimane (3 anni)≈ 18 mesi
208 settimane (4 anni)24 mesi (tetto massimo)
La durata cresce con le settimane di contributi
26 sett.104 sett.208 sett.260 sett.

Mesi di NASpI in base alle settimane di contribuzione (durata = settimane ÷ 2 ÷ 4,345, max 24 mesi).

Il décalage: come si riduce la NASpI nel tempo

La NASpI non è costante per tutta la durata: è prevista una riduzione progressiva chiamata décalage. L'importo resta pieno nei primi mesi, poi cala del 3% ogni mese a partire da un certo punto del periodo di fruizione, così da incentivare il rientro rapido nel mondo del lavoro.

Secondo i parametri di questo calcolatore, la riduzione del 3% al mese si applica a partire dal sesto mese di erogazione. Significa che dal sesto mese in poi l'assegno diminuisce gradualmente: un mese dopo l'altro perde il 3% del proprio valore, accumulando una differenza sempre più sensibile col passare del tempo.

La regola del décalage dal sesto mese vale ora per tutte le età: la Legge di Bilancio 2026 ha abolito l'eccezione che faceva slittare la riduzione per chi aveva compiuto 55 anni. L'importo mostrato dal calcolatore è quello iniziale, pieno: ricordati che dal sesto mese va ridotto del 3% mensile per stimare gli assegni successivi.

Il grafico qui sotto mostra l'effetto del décalage su un assegno iniziale di 1.103,36 € (l'esempio del calcolatore): resta pieno fino al quinto mese, poi cala del 3% composto ogni mese.

Al dodicesimo mese l'importo è sceso a circa 891 €, cioè quasi il 20% in meno rispetto all'inizio.

Décalage del 3% mensile dal 6° mese su un assegno iniziale di 1.103,36 €.
Mese di fruizioneImporto mensile ~
Mesi 1–5 (pieno)1.103,36 €
Mese 6 (−3%)≈ 1.070,26 €
Mese 9≈ 976,83 €
Mese 12≈ 891,51 €
Come si riduce la NASpI con il décalage
Mesi 1–51103Mese 61070Mese 9977Mese 12891

Importo mensile partendo da 1.103,36 €, con −3% composto dal 6° mese. Stima indicativa.

Quanto spetta con redditi diversi: alcuni scenari

Vedere l'indennità su retribuzioni medie diverse aiuta a capire come funziona la regola del 75%/25%. Prendiamo alcuni livelli tipici di retribuzione media mensile e applichiamo la formula del calcolatore, con la soglia 2026 a 1.456,72 € e il tetto a 1.584,70 €.

Con una retribuzione media di 1.000 €, interamente sotto la soglia, la NASpI è 750 € al mese (il 75%). Con 1.200 € diventa 900 €. Con 1.456,72 €, esattamente al limite, l'indennità è 1.092,54 € (sempre il 75%). Da qui in poi entra in gioco il 25%.

Con 1.500 € la NASpI è 1.103,36 € (1.092,54 € + il 25% di 43,28 €). Con 2.000 €, l'indennità sarebbe 1.092,54 € + il 25% di 543,28 €, cioè 1.228,36 €.

Con 2.500 € il calcolo darebbe 1.353,36 €, e con 3.000 € si arriverebbe a 1.478,36 €. Solo con retribuzioni molto elevate si tocca il tetto massimo di 1.584,70 €, oltre il quale l'assegno non sale più.

  • Retribuzione media 1.000 €: NASpI 750 €/mese.
  • Retribuzione media 1.200 €: NASpI 900 €/mese.
  • Retribuzione media 1.456,72 €: NASpI 1.092,54 €/mese.
  • Retribuzione media 1.500 €: NASpI 1.103,36 €/mese.
  • Retribuzione media 2.000 €: NASpI 1.228,36 €/mese.
  • Retribuzione media 3.000 €: NASpI 1.478,36 €/mese (sotto il tetto di 1.584,70 €).
NASpI mensile lorda per livello di retribuzione media (soglia 1.456,72 €, tetto 1.584,70 €).
Retribuzione mediaNASpI mensile lorda
1.000 €750,00 €
1.200 €900,00 €
1.456,72 € (soglia)1.092,54 €
1.500 €1.103,36 €
2.000 €1.228,36 €
3.000 €1.478,36 €
3.600 € e oltre1.584,70 € (tetto massimo)
NASpI mensile per retribuzione media
1.000 €7501.456,72 €10931.500 €11032.000 €12283.000 €14783.600 € (tetto)1585

Importo lordo calcolato con la formula 75%/25% e il tetto di 1.584,70 €.

Chi paga la NASpI e quanto si trattiene in busta paga

La NASpI è finanziata dai contributi di disoccupazione versati durante il rapporto di lavoro. A versarli è il datore di lavoro, con un'aliquota a suo carico (l'1,61% della retribuzione imponibile per la generalità dei dipendenti), a cui si aggiunge, per i contratti a termine, un contributo addizionale e un ticket di licenziamento dovuto alla cessazione del rapporto.

Il lavoratore, quindi, non paga direttamente di tasca propria un contributo NASpI: la copertura è un costo a carico dell'azienda. L'INPS è l'ente che raccoglie i contributi, gestisce le domande ed eroga l'indennità mensile sul conto del beneficiario.

L'importo calcolato è lordo: la NASpI è un reddito assimilato a quello da lavoro dipendente e quindi soggetto a IRPEF. In fase di erogazione l'INPS può applicare le ritenute fiscali, e a fine anno l'indennità va dichiarata.

Le detrazioni d'imposta spettanti possono ridurre o azzerare la tassazione sui beneficiari con redditi complessivi bassi.

NASpI lorda o netta: quanto resta davvero in tasca

L'importo che restituisce il calcolatore è lordo, perché la NASpI è un reddito assimilato a quello da lavoro dipendente e quindi soggetto a IRPEF e relative addizionali. Quanto si perde tra lordo e netto dipende dal reddito complessivo dell'anno: chi resta disoccupato per molti mesi e ha redditi bassi può vedere l'IRPEF quasi azzerata dalle detrazioni, mentre chi cumula la NASpI con altri redditi nello stesso anno subisce un prelievo più alto.

In pratica, su un assegno lordo di 1.103,36 € la trattenuta fiscale può variare da quasi nulla (se è l'unico reddito dell'anno e le detrazioni coprono l'imposta) a circa il 20–23% in caso di altri redditi. La differenza è tutta nelle detrazioni da lavoro dipendente, che spettano in proporzione ai giorni di indennità e abbattono l'IRPEF dovuta sulla prestazione.

Per questo è bene leggere l'importo del calcolatore come valore lordo di partenza e non come somma netta accreditata. Per stimare il netto effettivo conviene incrociare la NASpI con gli altri redditi dell'anno e con le detrazioni spettanti, eventualmente con l'aiuto di un patronato o di un consulente.

Il grafico qui sotto mostra, in modo indicativo, come si compone l'assegno tra quota netta e ritenuta fiscale nello scenario tipico con altri redditi.

Dal lordo al netto della NASpI: i fattori che spostano l'importo accreditato.
FattoreEffetto sul netto
Importo lordo (dal calcolatore)Punto di partenza, soggetto a IRPEF
Detrazioni da lavoro dipendenteRiducono o azzerano l'IRPEF sulla NASpI
Altri redditi nello stesso annoAumentano il prelievo, riducono il netto
Durata della disoccupazionePiù mesi senza altri redditi → meno IRPEF
Lordo e netto della NASpI (scenario con altri redditi)
Netto 80%IRPEF e addizionali 20%

Ripartizione indicativa di un assegno lordo di 1.103,36 €. Stima indicativa: il netto reale dipende dal reddito complessivo annuo.

Casi particolari: anticipo, lavoro durante la NASpI e decadenza

La NASpI può essere richiesta anche in forma anticipata in un'unica soluzione: chi vuole avviare un'attività autonoma, aprire una partita IVA o sottoscrivere una quota di capitale di una cooperativa può chiedere all'INPS la liquidazione in un'unica erogazione di tutta l'indennità residua, come incentivo all'autoimprenditorialità.

Dal 2026 sono previste nuove regole di pagamento per questa modalità.

Durante la fruizione è possibile, entro certi limiti, svolgere un nuovo lavoro. Con un contratto subordinato a termine fino a sei mesi la NASpI può essere sospesa e poi riprendere; con un reddito da lavoro autonomo o da nuovo impiego entro determinate soglie l'indennità è ridotta ma non persa, a patto di comunicare il reddito presunto all'INPS.

Si perde il diritto alla NASpI (decadenza) in diversi casi: trovare un lavoro stabile oltre i limiti previsti, raggiungere i requisiti per la pensione, non rispettare gli obblighi di politica attiva e di ricerca del lavoro, o non presentarsi alle convocazioni del centro per l'impiego senza giustificato motivo.

È fondamentale tenere aggiornato l'INPS su ogni variazione della propria situazione lavorativa.

  • NASpI anticipata: liquidazione in un'unica soluzione per avviare un'attività autonoma o d'impresa.
  • Nuovo lavoro a termine entro 6 mesi: la NASpI può essere sospesa e ripresa.
  • Redditi da lavoro entro le soglie: indennità ridotta, da comunicare all'INPS.
  • Decadenza: lavoro stabile oltre i limiti, pensione, mancato rispetto degli obblighi di ricerca attiva.

Come e quando si presenta la domanda di NASpI

La domanda di NASpI si presenta esclusivamente all'INPS, in via telematica. È possibile farlo dal sito dell'INPS con le credenziali SPID, CIE o CNS, oppure tramite il Contact Center o rivolgendosi a un patronato, che assiste gratuitamente nella compilazione e nell'invio.

Il termine è perentorio: la domanda va inoltrata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Oltre questo termine si perde il diritto all'indennità.

La decorrenza dei pagamenti parte, in generale, dall'ottavo giorno successivo alla cessazione se la domanda è presentata entro l'ottavo giorno, altrimenti dal giorno successivo alla presentazione.

Insieme alla domanda è necessario aver rilasciato la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro). Dopo l'accoglimento, per continuare a percepire l'indennità bisogna rispettare il patto di servizio personalizzato e partecipare alle iniziative di formazione e ricollocazione proposte dal centro per l'impiego.

  • Canale: INPS online (SPID/CIE/CNS), Contact Center o patronato.
  • Termine: entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto (termine perentorio).
  • Serve la DID al centro per l'impiego e il rispetto del patto di servizio.
  • Decorrenza dall'ottavo giorno dopo la cessazione, o dal giorno dopo la domanda se tardiva.

Esempio di calcolo

Esempio: lavoratore con una retribuzione media mensile di 1.500 € e 104 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Poiché la retribuzione supera la soglia di 1.456,72 €, si applica la regola del 75% più il 25% sulla parte eccedente.

Retribuzione media mensile
1.500 €
75% della soglia (1.456,72 €)
1.092,54 €
25% della parte eccedente (43,28 €)
+ 10,82 €
Durata (104 settimane ÷ 2)
12 mesi
NASpI mensile lorda≈ 1.103,36 €

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Confondere lo stipendio attuale con la retribuzione media degli ultimi 4 anni: la NASpI si calcola sulla media imponibile del quadriennio, non sull'ultima busta paga.
  • Applicare il 75% a tutta la retribuzione anche oltre la soglia: sopra 1.456,72 € la parte eccedente conta solo per il 25%, e comunque l'assegno non supera 1.584,70 €.
  • Dimenticare il décalage: l'importo cala del 3% al mese dal sesto mese, quindi gli ultimi assegni sono più bassi di quello iniziale.
  • Presentare la domanda oltre i 68 giorni dalla cessazione: è un termine perentorio e oltre si perde il diritto all'indennità.

✅ In sintesi

  • La NASpI vale il 75% della retribuzione media fino a 1.456,72 €, più il 25% della parte eccedente, con un tetto di 1.584,70 € lordi al mese.
  • La durata è pari alla metà delle settimane di contributi degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi.
  • Con 1.500 € di media e 104 settimane di contributi la NASpI è circa 1.103,36 € per 12 mesi.
  • Dal sesto mese l'importo si riduce del 3% al mese (décalage), e la domanda va presentata all'INPS entro 68 giorni dalla cessazione.

Domande frequenti

Come si calcola l'importo della NASpI 2026?+

Si parte dalla retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni: fino a 1.456,72 € la NASpI è il 75% di quella cifra; oltre, si aggiunge il 25% della parte eccedente, con un massimo di 1.584,70 € lordi al mese.

Quanto dura la NASpI?+

Dura quanto la metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Con 104 settimane (due anni pieni) spettano circa 12 mesi di indennità.

Quanto prendo di NASpI con uno stipendio di 1.500 € al mese?+

Se la retribuzione media è 1.500 €, la NASpI è circa 1.103,36 € lordi al mese: il 75% della soglia di 1.456,72 € (1.092,54 €) più il 25% dei 43,28 € eccedenti.

Qual è l'importo massimo della NASpI nel 2026?+

Il tetto massimo è 1.584,70 € lordi al mese. Anche con una retribuzione media molto alta l'indennità non può superare questo limite.

Quali sono i requisiti per avere la NASpI?+

Servono lo stato di disoccupazione involontario con la DID rilasciata al centro per l'impiego e almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la cessazione del lavoro.

Le dimissioni danno diritto alla NASpI?+

Di norma no: chi si dimette volontariamente non ha diritto alla NASpI. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa e quelle durante il periodo di maternità tutelato, oltre alla risoluzione consensuale nei casi previsti.

La NASpI diminuisce nel tempo?+

Sì. È previsto il décalage: l'importo resta pieno nei primi mesi e poi cala del 3% ogni mese a partire dal sesto. Dal 2026 questa regola vale per tutte le età: la Legge di Bilancio 2026 ha abolito l'eccezione che faceva slittare la riduzione per chi aveva almeno 55 anni.

Entro quando va presentata la domanda di NASpI?+

Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. È un termine perentorio: oltre si perde il diritto. La domanda si invia all'INPS online (SPID/CIE/CNS), tramite Contact Center o patronato.

Posso lavorare mentre percepisco la NASpI?+

Sì, entro certi limiti. Con un contratto a termine fino a 6 mesi la NASpI può essere sospesa e poi ripresa; con redditi da lavoro entro le soglie l'indennità è ridotta ma non persa, a patto di comunicare il reddito presunto all'INPS.

La NASpI si può ricevere tutta in una volta?+

Sì, con la NASpI anticipata in unica soluzione, pensata per chi avvia un'attività autonoma, apre una partita IVA o entra come socio in una cooperativa. Dal 2026 sono in vigore nuove regole di pagamento per questa modalità.

La NASpI è tassata?+

Sì, è un reddito assimilato a quello da lavoro dipendente e soggetto a IRPEF. L'importo del calcolatore è lordo; le detrazioni spettanti possono ridurre o azzerare la tassazione per chi ha redditi complessivi bassi.

Chi paga la NASpI?+

La eroga l'INPS, ma è finanziata dai contributi di disoccupazione versati dal datore di lavoro durante il rapporto (l'1,61% a suo carico, più contributi addizionali e ticket per i contratti a termine). Il lavoratore non versa un contributo NASpI diretto.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.