Calcolo Sconto
Applica una percentuale di sconto a un prezzo e scopri subito il prezzo finale e quanto risparmi.
A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026
In breve
Uno sconto del 20% su un prezzo di 100 € vale 20 € di risparmio e porta il prezzo finale a 80 €. La formula è: prezzo scontato = prezzo − (prezzo × sconto ÷ 100). Attenzione agli sconti applicati in sequenza: un 20% seguito da un 10% non fa il 30%, perché il secondo sconto si calcola sul prezzo già ridotto.
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Come si calcola
Il prezzo scontato si ottiene sottraendo dal prezzo di partenza la percentuale di sconto applicata. In pratica si calcola lo sconto (prezzo × percentuale ÷ 100) e lo si toglie dal prezzo originale; ciò che resta è quanto pagherai davvero, mentre lo sconto è il tuo risparmio. Ad esempio, uno sconto del 20% su 100 € vale 20 € di risparmio e porta il prezzo a 80 €. Attenzione agli sconti applicati in sequenza: un 20% seguito da un altro 10% non fa il 30%, perché il secondo sconto si applica al prezzo già ridotto.
| Cosa vuoi trovare | Formula | Esempio con 100 € e 20% |
|---|---|---|
| Risparmio (sconto in €) | prezzo × sconto ÷ 100 | 100 × 20 ÷ 100 = 20 € |
| Prezzo scontato | prezzo − risparmio | 100 − 20 = 80 € |
| Prezzo scontato (scorciatoia) | prezzo × (1 − sconto ÷ 100) | 100 × 0,80 = 80 € |
| Percentuale di sconto | risparmio ÷ prezzo pieno × 100 | 25 su 100 = 25% |
| Doppio sconto | prezzo × fattore1 × fattore2 | 100 × 0,80 × 0,90 = 72 € |
Che cos'è lo sconto e come funziona
Lo sconto è una riduzione applicata a un prezzo di partenza, espressa quasi sempre in percentuale. Dire "sconto del 20%" significa togliere dal prezzo una parte pari a 20 centesimi ogni euro, cioè un quinto del totale. È il modo più diffuso di comunicare un ribasso, perché una percentuale si applica in modo uguale a qualsiasi prezzo: lo stesso "−20%" vale 4 € su un articolo da 20 € e 40 € su uno da 200 €.
Da uno sconto nascono due numeri che è bene non confondere. Il primo è il risparmio, cioè quanti euro ti vengono tolti: è lo sconto "in valore". Il secondo è il prezzo scontato, cioè quanto pagherai davvero alla cassa: è ciò che resta dopo aver sottratto il risparmio. Il calcolatore di questa pagina restituisce entrambi, partendo dal prezzo di listino e dalla percentuale di sconto.
Un modo utile di ragionare è pensare alla "parte che resta da pagare". Uno sconto del 20% lascia da pagare l'80% del prezzo; uno del 30% lascia il 70%; uno del 50% lascia esattamente la metà. Per gli sconti alti questo punto di vista è più chiaro: un cartellino "−70%" significa che pagherai solo il 30% del prezzo originale. È la stessa logica del calcolo di una percentuale, di cui lo sconto è un caso particolare.
Con i valori predefiniti del calcolatore — un prezzo di 100 € e uno sconto del 20% — il risparmio è di 20 € e il prezzo finale è 80 €. Questo esempio è comodo proprio perché il prezzo è 100: la percentuale di sconto coincide con il risparmio in euro. Su un prezzo diverso da 100 i due numeri non coincidono più, e conviene fare il conto.
| Prezzo di listino | Risparmio (20%) | Prezzo scontato |
|---|---|---|
| 25 € | 5 € | 20 € |
| 50 € | 10 € | 40 € |
| 100 € | 20 € | 80 € |
| 250 € | 50 € | 200 € |
La formula dello sconto, passo per passo
Il calcolo dello sconto si svolge in due mosse. Prima si calcola quanto vale lo sconto in euro: si moltiplica il prezzo per la percentuale e si divide per 100. In formula: risparmio = prezzo × sconto ÷ 100. Poi si sottrae questo importo dal prezzo di partenza per ottenere il prezzo finale: prezzo scontato = prezzo − risparmio. È esattamente il procedimento che applica il motore di calcolo di questa pagina.
Esempio con i valori di default. Prezzo 100 €, sconto 20%. Primo passo: 100 × 20 ÷ 100 = 20 €, cioè il risparmio. Secondo passo: 100 − 20 = 80 €, il prezzo scontato. Il conto torna: paghi 80 € e ne risparmi 20.
Esiste anche una scorciatoia che unisce i due passaggi in una sola moltiplicazione. Invece di calcolare lo sconto e poi sottrarlo, si moltiplica direttamente il prezzo per il "fattore residuo", cioè per (1 − sconto ÷ 100). Con uno sconto del 20% il fattore è 1 − 0,20 = 0,80, quindi 100 × 0,80 = 80 €. Questo metodo è più rapido e riduce gli errori, perché in un colpo solo tiene conto sia del prezzo sia della riduzione. È la stessa scorciatoia che si usa per applicare uno sconto in serie, come vedremo più avanti.
Il fattore residuo si legge facilmente: uno sconto del 30% corrisponde a moltiplicare per 0,70, uno del 40% per 0,60, uno del 15% per 0,85. La regola generale è che sconto e fattore, sommati, danno sempre 1 (cioè il 100%): il fattore è la fetta di prezzo che sopravvive allo sconto.
- Passo 1 — Sconto in euro (risparmio): prezzo × sconto ÷ 100 (es. 100 × 20 ÷ 100 = 20 €).
- Passo 2 — Prezzo scontato: prezzo − risparmio (es. 100 − 20 = 80 €).
- Scorciatoia — Prezzo × (1 − sconto ÷ 100): 100 × 0,80 = 80 €.
- Il fattore residuo (0,80 per il 20%) è la parte di prezzo che resta da pagare.
Esempio completo: sconto del 20% su 100 €
Riprendiamo l'esempio predefinito del calcolatore e seguiamolo fino in fondo, perché è il caso su cui il tool parte all'apertura. Abbiamo un articolo con prezzo di listino di 100 € e un cartellino che promette "−20%". Vogliamo sapere quanto pagheremo e quanto risparmieremo.
Lo sconto in euro è 100 × 20 ÷ 100 = 20 €: è il risparmio. Il prezzo finale è 100 − 20 = 80 €. In alternativa, con la scorciatoia del fattore residuo, 100 × 0,80 = 80 €, e il risparmio è la differenza rispetto al prezzo pieno, cioè 100 − 80 = 20 €. Qualunque strada si scelga, i due risultati coincidono: prezzo scontato 80 €, risparmio 20 €.
Il grafico qui sotto mostra come cambia il prezzo finale di questo stesso articolo da 100 € al crescere dello sconto. La barra scende in modo regolare: ogni 10 punti di sconto tolgono sempre 10 € (perché su 100 € ogni 1% vale 1 €), così uno sconto del 50% dimezza esattamente il prezzo a 50 €. Questo andamento lineare vale per qualsiasi prezzo, cambiando solo la scala: su 200 € ogni 10% toglierebbe 20 €.
Vale la pena notare che risparmio e prezzo scontato sono due facce della stessa medaglia e la loro somma è sempre il prezzo di partenza: 20 € di risparmio + 80 € di prezzo scontato = 100 €. Se dopo un calcolo questi due numeri non tornano al prezzo originale, c'è un errore da qualche parte.
| Sconto | Fattore residuo | Risparmio | Prezzo finale |
|---|---|---|---|
| −10% | × 0,90 | 10 € | 90 € |
| −20% | × 0,80 | 20 € | 80 € |
| −30% | × 0,70 | 30 € | 70 € |
| −50% | × 0,50 | 50 € | 50 € |
| −70% | × 0,30 | 70 € | 30 € |
Prezzo scontato = 100 × (1 − sconto ÷ 100). Valori esatti dalla formula.
Sconti in sequenza: perché non si sommano
È l'errore più costoso e più diffuso quando si parla di sconti. Se un negozio applica un primo sconto del 20% e poi un ulteriore 10%, la tentazione è di sommarli e pensare a uno sconto del 30%. Non è così: il secondo sconto si calcola sul prezzo già ridotto, non su quello di partenza.
Vediamolo su 100 €. Il primo sconto del 20% porta il prezzo a 80 €. Il secondo sconto del 10% non si applica ai 100 € iniziali, ma agli 80 € già scontati: 80 × 0,90 = 72 €. Il prezzo finale è quindi 72 €, non 70 €. Lo sconto complessivo reale è del 28% (hai risparmiato 28 € su 100), non del 30%.
La spiegazione con i fattori è immediata: due sconti in serie si moltiplicano, non si sommano. Il fattore complessivo è 0,80 × 0,90 = 0,72, cioè uno sconto effettivo del 28%. Per la stessa ragione, due sconti del 10% in fila danno 0,90 × 0,90 = 0,81, cioè un −19% e non un −20%; e un doppio sconto del 50% dà 0,50 × 0,50 = 0,25, cioè un −75% e non certo il 100% (che azzererebbe il prezzo).
Questa regola è utile anche per confrontare le offerte. Un "20% + 10%" (sconto reale 28%) è meno vantaggioso di un unico "−30%", e va sempre verificato caso per caso. Il meccanismo, del resto, è lo stesso delle percentuali applicate in catena, dove la base cambia a ogni passaggio.
- Due sconti in serie si moltiplicano: 0,80 × 0,90 = 0,72, cioè un −28%.
- 20% + 10% su 100 € = 72 € (non 70 €); lo sconto reale è del 28%, non del 30%.
- Due sconti del 10% = −19% (0,81), non −20%.
- Un unico "−30%" conviene più di un "20% + 10%".
| Sconti applicati | Fattore | Prezzo finale | Sconto reale |
|---|---|---|---|
| 20% poi 10% | 0,80 × 0,90 = 0,72 | 72 € | 28% |
| 10% poi 10% | 0,90 × 0,90 = 0,81 | 81 € | 19% |
| 30% poi 20% | 0,70 × 0,80 = 0,56 | 56 € | 44% |
| 50% poi 50% | 0,50 × 0,50 = 0,25 | 25 € | 75% |
Come trovare la percentuale di sconto dal prezzo
Spesso il problema è rovesciato: il cartellino mostra il prezzo pieno e quello scontato, ma non la percentuale, e vuoi sapere "di quanto è lo sconto". La formula è: sconto % = risparmio ÷ prezzo di partenza × 100, dove il risparmio è la differenza tra il prezzo pieno e quello scontato.
Esempio: un articolo passa da 100 € a 75 €. Il risparmio è 100 − 75 = 25 €. La percentuale di sconto è 25 ÷ 100 × 100 = 25%. Un altro caso: da 80 € a 60 € il risparmio è 20 €, e lo sconto è 20 ÷ 80 × 100 = 25% anch'esso, pur trattandosi di importi diversi. Questo mostra perché la percentuale è così comoda: normalizza sconti di valore assoluto diverso su una scala comune.
Il punto critico è il denominatore: la percentuale di sconto si calcola sempre rispetto al prezzo di partenza, non a quello scontato. Dividere per il prezzo finale è un errore classico che gonfia lo sconto apparente. Nell'esempio da 100 a 75 €, dividere 25 per 75 darebbe circa il 33%, un valore sbagliato: lo sconto vero è il 25%.
Questo calcolo inverso è lo stesso che si usa per la variazione percentuale tra due numeri, dove si misura di quanto un valore è cambiato rispetto al suo punto di partenza. Sapere passare dal prezzo alla percentuale e viceversa è ciò che permette di leggere qualsiasi offerta con occhio critico.
- Formula inversa — Sconto % = (prezzo pieno − prezzo scontato) ÷ prezzo pieno × 100.
- Da 100 € a 75 €: risparmio 25 €, sconto = 25 ÷ 100 × 100 = 25%.
- Il denominatore è sempre il prezzo di partenza, non quello scontato.
- Dividere per il prezzo finale sovrastima lo sconto (errore frequente).
Sconto, IVA e prezzi al pubblico
Una domanda ricorrente è se lo sconto vada calcolato prima o dopo l'IVA. Per i normali acquisti al dettaglio la risposta è semplice: i prezzi esposti al pubblico sono già comprensivi di IVA, quindi lo sconto si applica sul prezzo finito che vedi sul cartellino. Il risultato del calcolatore è già il prezzo che pagherai alla cassa, IVA inclusa.
La distinzione conta invece quando si lavora con prezzi al netto, tipici delle fatture tra imprese e dei preventivi. In quei casi bisogna capire se lo sconto è applicato sull'imponibile (il prezzo senza IVA) o sul totale IVA inclusa: matematicamente il prezzo finale non cambia se l'aliquota è unica, perché applicare l'IVA e poi lo sconto, o lo sconto e poi l'IVA, porta allo stesso importo. Cambia però la presentazione in fattura. Per gestire queste situazioni sono utili il calcolo dell'IVA, per aggiungerla a un imponibile, e lo scorporo dell'IVA, per estrarla da un prezzo che la contiene già.
Attenzione anche alle regole di trasparenza sui prezzi. Quando un negozio pubblicizza una riduzione, la normativa italiana ed europea sull'indicazione dei prezzi chiede in genere di indicare il prezzo più basso praticato nei trenta giorni precedenti, proprio per evitare sconti "gonfiati" partendo da un prezzo di riferimento artificialmente alto. Il calcolatore lavora sui numeri che inserisci: la loro correttezza dipende dal prezzo di partenza reale.
Infine, distingui sempre tra lo sconto in percentuale e lo sconto in euro. "10 € di sconto" e "sconto del 10%" coincidono solo su un prezzo di 100 €; su prezzi diversi sono cose differenti, e confonderli porta a stime sbagliate del risparmio.
Errori comuni da evitare
Il primo errore, già visto, è sommare gli sconti applicati in sequenza. Un "20% + 10%" non è un −30% ma un −28%, perché il secondo sconto agisce sul prezzo già ridotto. Ogni volta che vedi due sconti in fila, moltiplica i fattori residui invece di sommare le percentuali.
Il secondo è confondere il risparmio in euro con la percentuale di sconto. Su un prezzo di 100 € coincidono per pura combinazione (20% = 20 €), ma su qualsiasi altro prezzo no: il 20% di 250 € è 50 €, non 20 €. Quando il prezzo non è 100, tieni sempre distinti i due numeri.
Il terzo riguarda il calcolo inverso: per trovare la percentuale di sconto si divide il risparmio per il prezzo di partenza, mai per il prezzo scontato. Dividere per il prezzo finale è un errore che sovrastima sistematicamente lo sconto.
Un ultimo controllo di coerenza chiude il cerchio: risparmio e prezzo scontato, sommati, devono sempre dare il prezzo di listino. Se 80 € di prezzo finale e 20 € di risparmio non ricompongono i 100 € di partenza, qualcosa nel calcolo non torna. Questa verifica rapida smaschera la maggior parte degli errori.
Esempio di calcolo
Esempio: applicare uno sconto del 20% a un prezzo di 100 €, con il calcolo del risparmio e del prezzo finale. Sono i valori predefiniti del calcolatore.
- Prezzo di partenza
- 100 €
- Percentuale di sconto
- 20%
- Risparmio (100 × 20 ÷ 100)
- 20 €
- Prezzo scontato (100 − 20)
- 80 €
⚠️ Errori comuni da evitare
- ✕Sommare due sconti in sequenza: un "20% + 10%" non è un −30% ma un −28%, perché il secondo si applica al prezzo già ridotto (0,80 × 0,90 = 0,72).
- ✕Confondere lo sconto in euro con quello in percentuale: coincidono solo su 100 €; su 250 € un −20% vale 50 €, non 20 €.
- ✕Calcolare la percentuale di sconto dividendo per il prezzo scontato invece che per il prezzo di partenza: sovrastima lo sconto.
- ✕Applicare lo sconto sul prezzo sbagliato (netto vs prezzo al pubblico con IVA inclusa) quando si lavora con preventivi e fatture.
✅ In sintesi
- ✓Prezzo scontato = prezzo − (prezzo × sconto ÷ 100); con 100 € e 20% si paga 80 € e si risparmiano 20 €.
- ✓La scorciatoia è moltiplicare per il fattore residuo (1 − sconto ÷ 100), cioè 0,80 per uno sconto del 20%.
- ✓Gli sconti in sequenza si moltiplicano, non si sommano: 20% + 10% = −28% reale, non −30%.
- ✓Per trovare la percentuale di sconto si divide il risparmio per il prezzo di partenza, mai per quello scontato.
Domande frequenti
Come si calcola il prezzo scontato?+
Si calcola prima lo sconto in euro (prezzo × sconto ÷ 100) e lo si sottrae dal prezzo: prezzo scontato = prezzo − sconto. Esempio: 100 € con il 20% → sconto di 20 €, prezzo finale 80 €. In alternativa si moltiplica direttamente per il fattore residuo (0,80).
Quanto pago con uno sconto del 20% su 100 €?+
Paghi 80 €. Lo sconto del 20% su 100 € vale 20 € di risparmio (100 × 20 ÷ 100), quindi il prezzo finale è 100 − 20 = 80 €. Su un prezzo di 100 € la percentuale di sconto e il risparmio in euro coincidono.
Due sconti in fila si sommano?+
No. Un 20% seguito da un 10% non fa il 30%: il secondo sconto si applica al prezzo già ridotto. Su 100 €: prima 80 €, poi −10% = 72 €, cioè uno sconto reale del 28%. I fattori si moltiplicano (0,80 × 0,90 = 0,72), non si sommano.
Come trovo la percentuale di sconto conoscendo i due prezzi?+
Si divide il risparmio per il prezzo di partenza e si moltiplica per 100: sconto % = (prezzo pieno − prezzo scontato) ÷ prezzo pieno × 100. Se da 100 € paghi 75 €, lo sconto è 25 ÷ 100 × 100 = 25%. Il denominatore è sempre il prezzo pieno.
Lo sconto si calcola prima o dopo l'IVA?+
Sui prezzi al pubblico l'IVA è già inclusa, quindi lo sconto si applica sul prezzo esposto. Con prezzi al netto (fatture, preventivi) l'importo finale non cambia se l'aliquota è unica, ma va chiarito se lo sconto è su imponibile o su totale. Per queste operazioni sono utili il calcolo dell'IVA e lo scorporo dell'IVA.
Qual è la differenza tra sconto in euro e sconto in percentuale?+
Lo sconto in euro è un importo fisso ("10 € di sconto"); quello in percentuale è proporzionale al prezzo ("−10%"). Coincidono solo su un prezzo di 100 €. Su 200 €, un −10% vale 20 €, mentre "10 € di sconto" resta 10 €: conviene sempre capire di quale dei due si parla.
Metodo e fonti
I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.