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Salute e benessere

Calcolo del Deficit Calorico

Calcola le calorie giornaliere per dimagrire in base a peso, altezza, età, sesso e attività fisica.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

In breve

Il deficit calorico è la differenza fra le calorie che consumi e quelle che assumi: mangiare meno di quanto il corpo brucia è l'unica strada per dimagrire. Si parte dal fabbisogno giornaliero (TDEE) e si sottrae una quota: un deficit di circa 500 kcal al giorno corrisponde a una perdita di circa 0,5 kg a settimana. Per un uomo di 80 kg, alto 180 cm e di 30 anni con attività moderata il TDEE è circa 2.759 kcal, quindi un deficit moderato porta a mangiare intorno alle 2.259 kcal al giorno. È una stima indicativa, non una dieta: per un piano personalizzato serve un medico o un nutrizionista.

Mantenimento (TDEE)2759 kcal
Dimagrimento lieve (−0,25 kg/sett)
2509 kcal
Dimagrimento moderato (−0,5 kg/sett)
2259 kcal
Metabolismo basale (BMR)
1780 kcal

Stima indicativa aggiornata al 2026 · l'importo esatto può variare in base alla tua situazione.

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Come si calcola

Il fabbisogno giornaliero (TDEE) si stima dal metabolismo basale (formula di Mifflin-St Jeor) moltiplicato per un fattore di attività. Da questo valore si sottraggono le calorie del deficit: circa −250 kcal/die per perdere 0,25 kg a settimana, −500 kcal/die per 0,5 kg. Un deficit troppo aggressivo è controproducente: sono stime indicative, per un piano personalizzato consulta un nutrizionista o il medico.

Che cos'è il deficit calorico?

Il deficit calorico è la condizione in cui si consuma più energia di quanta se ne introduce con il cibo. Il corpo, per coprire la differenza, attinge alle proprie riserve — soprattutto al grasso — e di conseguenza il peso cala. È il principio fisico alla base di qualsiasi dimagrimento: non esistono alimenti "che fanno dimagrire" in sé, esiste solo un bilancio energetico in negativo mantenuto nel tempo.

Il concetto opposto è il surplus calorico, in cui si mangia più del fabbisogno e il corpo accumula, aumentando di peso. In mezzo c'è il mantenimento, cioè il punto di equilibrio in cui calorie assunte e consumate coincidono e il peso resta stabile. Questi tre stati — deficit, mantenimento, surplus — sono le uniche tre direzioni possibili, e dipendono da un solo numero: quante calorie consumi davvero ogni giorno.

Quel numero di riferimento si chiama fabbisogno calorico totale, in inglese TDEE (Total Daily Energy Expenditure). Non è il metabolismo basale — cioè le calorie a riposo — ma il consumo complessivo che comprende anche il movimento. Il deficit va sempre calcolato sul TDEE, mai sul solo metabolismo basale: è l'errore più frequente e anche il più insidioso, come vedremo più avanti.

Una regola pratica molto usata lega le calorie ai chili: circa 7.700 kcal di deficit accumulato corrispondono a circa 1 kg di grasso corporeo. È una stima grossolana, ma utile per capire gli ordini di grandezza: un deficit di 500 kcal al giorno produce 3.500 kcal a settimana, cioè poco meno di mezzo chilo. Per capire quante calorie servono davvero al tuo corpo puoi partire dal calcolo del TDEE e dal calcolo del fabbisogno calorico giornaliero, che sono le fondamenta di questo strumento.

  • Deficit calorico: mangi meno di quanto consumi → dimagrisci.
  • Mantenimento: mangi quanto consumi → il peso resta stabile.
  • Surplus calorico: mangi più di quanto consumi → aumenti di peso.
  • Il deficit si calcola sul TDEE (fabbisogno totale), non sul metabolismo basale.
  • Circa 7.700 kcal di deficit ≈ 1 kg di grasso perso.

Come si calcola il deficit calorico, passo per passo

Il calcolo si svolge in tre tappe. Prima si stima il metabolismo basale (BMR), cioè le calorie che il corpo consuma a riposo completo. Il calcolatore usa la formula di Mifflin-St Jeor, oggi considerata la più accurata: per gli uomini BMR = 10 × peso + 6,25 × altezza − 5 × età + 5; per le donne lo stesso calcolo con − 161 al posto di + 5. Peso in chili, altezza in centimetri, età in anni.

Seconda tappa: si trasforma il metabolismo basale in fabbisogno totale (TDEE) moltiplicandolo per un fattore di attività, che va da 1,2 per chi è del tutto sedentario fino a 1,9 per chi si allena in modo molto intenso. Più ci si muove, più alto è il fattore, più calorie servono. Questo passaggio è cruciale: il TDEE è il vero punto di partenza del deficit.

Terza tappa: dal TDEE si sottrae la quota di deficit desiderata. Le due soglie che il calcolatore restituisce sono un deficit lieve di 250 kcal al giorno, che corrisponde a una perdita di circa 0,25 kg a settimana, e un deficit moderato di 500 kcal, per circa 0,5 kg a settimana. Sono i due ritmi più sostenibili sul lungo periodo.

Il calcolatore mostra sempre anche il metabolismo basale, e non a caso: è la soglia sotto la quale non bisogna mai scendere con l'introito calorico. Il deficit va creato togliendo calorie al fabbisogno totale, non azzerando le calorie vitali. Se conosci già il tuo TDEE puoi passare direttamente al calcolo del deficit calorico; se parti da zero, il calcolo del metabolismo basale ti dà il primo mattone.

  • Passo 1 — Metabolismo basale (BMR) con la formula di Mifflin-St Jeor.
  • Passo 2 — Fabbisogno totale (TDEE) = BMR × fattore di attività.
  • Passo 3 — Deficit = TDEE − 250 kcal (lieve) o − 500 kcal (moderato).
  • Il metabolismo basale è il pavimento: l'introito non deve mai scendere sotto.
I fattori di attività applicati per passare dal BMR al TDEE.
Livello di attivitàMoltiplicatoreA chi corrisponde
Sedentario× 1,2Poco o nessun esercizio
Leggero× 1,3751-3 giorni a settimana
Moderato× 1,553-5 giorni a settimana
Intenso× 1,7256-7 giorni a settimana
Molto intenso× 1,9Lavoro fisico o doppio allenamento

Esempio di calcolo con l'uomo-tipo

Seguiamo l'esempio predefinito del calcolatore: un uomo di 80 kg, alto 180 cm, di 30 anni, con attività moderata. Prima si calcola il metabolismo basale con Mifflin-St Jeor: 10 × 80 = 800; 6,25 × 180 = 1.125; − 5 × 30 = − 150; + 5 (uomo). Sommando: 800 + 1.125 − 150 + 5 = 1.780 kcal al giorno. Questo è il consumo a riposo.

Secondo passo, il fabbisogno totale. Con attività moderata il fattore è 1,55, quindi TDEE = 1.780 × 1,55 = 2.759 kcal al giorno. È la quantità di calorie che quest'uomo consuma davvero in una giornata normale, movimento compreso: mangiando queste calorie, il suo peso resterebbe stabile.

Terzo passo, il deficit. Con un deficit lieve di 250 kcal si scende a 2.759 − 250 = 2.509 kcal al giorno, per una perdita di circa 0,25 kg a settimana. Con un deficit moderato di 500 kcal si arriva a 2.759 − 500 = 2.259 kcal, per circa 0,5 kg a settimana. Entrambi restano molto sopra il metabolismo basale (1.780 kcal), quindi sono sicuri e sostenibili.

Il grafico qui sotto mette in fila le quattro grandezze: il metabolismo basale, il mantenimento (TDEE) e i due livelli di deficit. Si vede a colpo d'occhio che il dimagrimento nasce da un ritocco del fabbisogno totale, non da un taglio drastico. Per una donna con gli stessi dati il calcolo cambierebbe solo nell'ultimo termine della formula del BMR (− 161 invece di + 5), abbassando tutti i valori di 166 kcal.

Calorie e ritmo di dimagrimento per l'uomo-esempio (TDEE ≈ 2.759 kcal).
ObiettivoDeficit sul TDEECalorie al giornoPerdita stimata
Mantenere il peso0 kcal≈ 2.759 kcal0 kg
Dimagrimento lieve− 250 kcal≈ 2.509 kcal≈ 0,25 kg/sett.
Dimagrimento moderato− 500 kcal≈ 2.259 kcal≈ 0,5 kg/sett.
Limite da non oltrepassaremai sotto il BMR1.780 kcal
Calorie giornaliere per obiettivo (uomo 80 kg, 180 cm, 30 anni)
Metabolismo basale (soglia minima)1780 kcalDeficit moderato (−500)2259 kcalDeficit lieve (−250)2509 kcalMantenimento (TDEE)2759 kcal

Dal TDEE di 2.759 kcal si sottrae il deficit. Le calorie restano sempre sopra il metabolismo basale (1.780 kcal). Stima indicativa.

Quanto deficit scegliere: lieve, moderato o deciso?

Non esiste un deficit "giusto" valido per tutti: la scelta dipende da quanto peso c'è da perdere, dal punto di partenza e soprattutto dalla sostenibilità nel tempo. La regola d'oro è che un deficit più lento ma mantenuto batte quasi sempre un deficit aggressivo abbandonato dopo poche settimane.

Un deficit lieve di 200-300 kcal al giorno è ideale per chi ha poco da perdere, per chi vuole preservare la massa muscolare o per chi preferisce un percorso senza fatica e senza fame. Fa perdere circa un quarto di chilo a settimana: pochissimo sulla bilancia, ma pochissimo anche in termini di rinunce, e questo lo rende facile da rispettare per mesi.

Un deficit moderato di 400-500 kcal è il compromesso più diffuso e consigliato: circa mezzo chilo a settimana, un ritmo che la maggior parte delle persone regge senza stravolgere la propria vita. Un deficit più deciso, di 600-750 kcal, può avere senso solo in presenza di un sovrappeso importante e preferibilmente sotto controllo medico, perché con introiti molto bassi cresce il rischio di perdere massa muscolare e di trovarsi con troppa poca energia.

Il grafico seguente mostra come lo stesso TDEE si traduca in ritmi di dimagrimento diversi a seconda del deficit scelto. Attenzione però al limite invalicabile: qualunque sia l'obiettivo, l'introito non deve mai scendere sotto il metabolismo basale. Per dosare tutto insieme — calorie e ripartizione dei nutrienti — è utile affiancare a questo strumento il calcolo dei macronutrienti, che divide le calorie in carboidrati, proteine e grassi.

Perdita di peso settimanale per livello di deficit
Lieve (−250 kcal)0,25 kg/sett.Moderato (−500 kcal)0,5 kg/sett.Deciso (−750 kcal)0,75 kg/sett.

A parità di TDEE, il deficit scelto determina il ritmo. Un valore più basso è più lento ma più sostenibile. Stima indicativa.

A cosa serve e come si applica nella vita reale

Conoscere il proprio deficit calorico serve a trasformare un obiettivo vago ("voglio dimagrire") in un numero concreto su cui lavorare ogni giorno. Una volta stabilito che devi mangiare, poniamo, 2.259 kcal, il compito diventa costruire una giornata alimentare che ci stia dentro — un problema pratico e risolvibile, molto diverso dal generico "mangiare meno".

Il deficit si può creare in due modi, che di solito si combinano: riducendo le calorie in entrata (mangiando porzioni più contenute o scegliendo alimenti meno densi di calorie) e aumentando quelle in uscita (con l'attività fisica). Camminare di più, per esempio, sposta il fattore di attività verso l'alto e alza il TDEE, allargando il margine di manovra: puoi stimare quanto incide con il calcolo delle calorie bruciate camminando.

Un aspetto spesso trascurato è che il TDEE non è fisso. Man mano che si dimagrisce, il corpo diventa più leggero e consuma un po' meno, quindi dopo alcune settimane il deficit iniziale si assottiglia e il calo rallenta. È fisiologico: quando succede, si ricalcola il fabbisogno sui nuovi dati e, se serve, si aggiusta l'introito. Per questo il calcolo va rifatto periodicamente, non una volta sola.

Infine, il deficit calorico ha senso solo dentro una cornice più ampia di salute. Perdere peso mantenendo la massa muscolare richiede un apporto proteico adeguato e un po' di allenamento di forza; per orientarti puoi usare il calcolo del fabbisogno proteico. E controllare periodicamente il proprio indice di massa corporea con il calcolo del BMI aiuta a capire se ci si sta muovendo verso una fascia di peso più salutare.

Errori comuni e limiti da conoscere

L'errore più grave, e purtroppo diffusissimo, è scendere sotto il metabolismo basale per dimagrire più in fretta. Mangiare meno delle calorie che il corpo consuma solo per restare in vita, per periodi prolungati, rallenta il metabolismo, fa perdere massa muscolare, mina l'energia e l'umore, e nella maggior parte dei casi diventa insostenibile, aprendo la porta all'effetto "rimbalzo". Il deficit va creato sul TDEE, restando sempre sopra il BMR.

Il secondo errore è calcolare il deficit sul metabolismo basale invece che sul fabbisogno totale. Chi sottrae 500 kcal al solo BMR ottiene un introito molto più basso del dovuto, di fatto uno di quei deficit estremi appena descritti. Il riferimento corretto è sempre il TDEE, che è più alto perché include il movimento.

Il terzo errore è sovrastimare il proprio livello di attività, scegliendo un fattore troppo alto. Definirsi "attivi" perché si va in palestra due volte a settimana gonfia il TDEE di centinaia di calorie e vanifica il deficit reale. Nel dubbio conviene sempre scegliere il livello più basso: è facile credere di muoversi più di quanto si faccia davvero.

L'ultimo limite, il più importante, è di metodo: questo è un calcolo statistico, non un piano alimentare medico. Le formule non conoscono la tua composizione corporea, la tua genetica, eventuali patologie, la gravidanza o l'allattamento. Danno un punto di partenza ragionevole, ma per obiettivi importanti, condizioni di salute particolari o percorsi strutturati, il riferimento resta un medico o un nutrizionista. Il numero che leggi è una bussola, non una prescrizione.

Esempio di calcolo

Esempio: uomo di 80 kg, alto 180 cm, di 30 anni, con attività moderata. Si stima il metabolismo basale, lo si porta a fabbisogno totale e si sottrae il deficit.

BMR — 10 × 80 + 6,25 × 180 − 5 × 30 + 5
1.780 kcal
TDEE — 1.780 × 1,55 (attività moderata)
≈ 2.759 kcal
Deficit lieve — 2.759 − 250
≈ 2.509 kcal
Deficit moderato — 2.759 − 500
≈ 2.259 kcal
Calorie per dimagrire (deficit moderato)≈ 2.259 kcal/giorno (≈ 0,5 kg/settimana)

⚠️ Errori comuni da evitare

  • Scendere sotto il metabolismo basale per dimagrire più in fretta: rallenta il metabolismo, fa perdere muscolo ed è insostenibile.
  • Calcolare il deficit sul metabolismo basale invece che sul TDEE: il riferimento corretto è il fabbisogno totale, più alto.
  • Sovrastimare il livello di attività: nel dubbio scegliere il fattore più basso, perché è facile credere di muoversi più del reale.
  • Trattare la stima come una dieta: per patologie, gravidanza, allattamento o obiettivi importanti serve un medico o un nutrizionista.

✅ In sintesi

  • Deficit calorico = TDEE − calorie da togliere: circa −500 kcal/giorno equivalgono a circa 0,5 kg a settimana.
  • Si parte dal fabbisogno totale (TDEE), non dal metabolismo basale: per l'uomo-esempio TDEE ≈ 2.759 kcal, deficit moderato ≈ 2.259 kcal.
  • Un deficit lento e sostenibile batte quasi sempre un deficit aggressivo abbandonato dopo poche settimane.
  • Mai scendere sotto il metabolismo basale: è una stima indicativa, non una dieta. Per un piano serio serve un professionista.

Domande frequenti

Quanto deficit calorico serve per dimagrire?+

Un deficit di 300-500 kcal al giorno è considerato sostenibile e fa perdere circa 0,25-0,5 kg a settimana senza rallentare troppo il metabolismo. Per l'uomo-esempio (TDEE ≈ 2.759 kcal) significa mangiare tra circa 2.259 e 2.509 kcal. Deficit più aggressivi vanno riservati ai casi di sovrappeso importante e preferibilmente seguiti da un professionista.

Come si calcola il deficit calorico?+

Prima si stima il metabolismo basale con la formula di Mifflin-St Jeor, poi lo si moltiplica per il fattore di attività per ottenere il fabbisogno totale (TDEE), infine si sottrae il deficit desiderato. La regola pratica dice che circa 7.700 kcal di deficit accumulato equivalgono a circa 1 kg di grasso perso.

Perché non devo scendere sotto il metabolismo basale?+

Perché il metabolismo basale è l'energia minima che il corpo consuma solo per restare in vita. Mangiare meno per periodi prolungati rallenta il metabolismo, fa perdere massa muscolare, riduce l'energia e diventa insostenibile, favorendo il recupero del peso. Il deficit va sempre creato sul TDEE, restando sopra il BMR.

Quanto peso si perde con un deficit di 500 calorie al giorno?+

Circa mezzo chilo a settimana. Un deficit di 500 kcal al giorno produce 3.500 kcal in sette giorni, che corrispondono all'incirca a 0,5 kg di grasso (poiché 1 kg equivale a circa 7.700 kcal). È un ritmo graduale e sostenibile, considerato ideale dalla maggior parte dei professionisti.

Il deficit calorico funziona per tutti?+

Il principio del bilancio energetico vale per tutti, ma la quantità di calorie è personale e questa è una stima statistica. Non tiene conto di composizione corporea, patologie, farmaci, gravidanza o allattamento. In presenza di queste condizioni, o per obiettivi importanti, il piano va definito con un medico o un nutrizionista.

Perché dopo qualche settimana il dimagrimento rallenta?+

Perché dimagrendo il corpo diventa più leggero e consuma un po' meno: il TDEE si abbassa e il deficit iniziale si assottiglia. È del tutto normale. La soluzione è ricalcolare il fabbisogno sui nuovi dati e, se necessario, ridurre leggermente l'introito o aumentare l'attività fisica.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.

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