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Lettera di Dimissioni

Compila i campi e ottieni una lettera formale pronta da copiare o stampare — con la guida a preavviso e procedura telematica.

In breve

Importante: dal 2016 le dimissioni sono valide solo con la procedura telematica del Ministero del Lavoro (online con SPID/CIE o tramite patronato e sindacato). La lettera che generi qui è la comunicazione di cortesia per l'azienda — corretta, formale e con l'ultimo giorno di lavoro già indicato.

Non sai l'ultimo giorno? Calcolalo con il calcolo del preavviso.

____________, 11 luglio 2026

Spett.le ____________
Alla cortese attenzione dell'Ufficio Risorse Umane

Oggetto: dimissioni volontarie

Con la presente io sottoscritto/a ____________, attualmente in forza presso la Vostra azienda con la mansione di ____________, comunico la mia volontà di rassegnare le dimissioni volontarie dal rapporto di lavoro.

Nel rispetto del periodo di preavviso previsto dal CCNL applicato al mio contratto, l'ultimo giorno di lavoro sarà ____________.

Preciso che provvederò a trasmettere le dimissioni anche in via telematica attraverso la procedura del Ministero del Lavoro, come previsto dalla normativa vigente: la presente lettera costituisce comunicazione di cortesia.

Ringrazio per la fiducia accordatami e resto a disposizione per organizzare al meglio il passaggio di consegne.

Cordiali saluti,

____________

Ricorda: per legge le dimissioni sono valide solo con la procedura telematica del Ministero del Lavoro (o tramite patronato, sindacato o consulente). Questa lettera è una comunicazione di cortesia per l'azienda.

Come si danno le dimissioni, passo per passo

Il percorso corretto ha tre passaggi. Primo: verifica il preavviso previsto dal tuo CCNL (lo trovi indicato in busta paga) e calcola l'ultimo giorno di lavoro — il calcolo del preavviso lo fa in un secondo. Secondo: comunica le dimissioni all'azienda, idealmente con la lettera generata qui sopra consegnata a mano o via PEC/email: non è obbligatoria, ma è professionale e mette la data nero su bianco. Terzo — quello che conta per legge: trasmetti le dimissioni telematiche sul portale Servizi Lavoro (accesso con SPID o CIE) oppure fatti assistere gratuitamente da un patronato o dal sindacato. Senza questo passaggio, per la legge il rapporto non è cessato.

Il preavviso: quanto e da quando

La durata del preavviso non è fissata dalla legge ma dal contratto collettivo, in base a livello e anzianità: si va da pochi giorni per gli operai ai primi anni di servizio fino a diversi mesi per quadri e impiegati direttivi con lunga anzianità. Attenzione anche alla decorrenza: alcuni CCNL (il Commercio, per esempio) fanno partire il preavviso solo dal 1° o dal 16 del mese, quindi l'ultimo giorno può slittare rispetto al conto naïf. Se non rispetti il preavviso, il datore può trattenerti dalla liquidazione l'indennità di mancato preavviso, pari alla retribuzione dei giorni non lavorati.

Il preavviso non è dovuto nelle dimissioni per giusta causa (per esempio retribuzioni non pagate) e, salvo diversa previsione, durante il periodo di prova, in cui il rapporto può cessare in qualsiasi momento.

Dopo le dimissioni: TFR, NASpI e ultimi conti

Con l'ultima busta paga arrivano il TFR maturato, le ferie non godute e i ratei di tredicesima. La NASpI, invece, di norma non spetta a chi si dimette volontariamente: le eccezioni sono la giusta causa e le dimissioni nel periodo protetto di maternità/paternità convalidate all'Ispettorato del Lavoro. Se stai valutando le dimissioni per un nuovo contratto, confronta prima le offerte con lo stipendio netto.

Fonti ufficiali

Contenuti informativi: per situazioni particolari (contenziosi, periodo protetto, giusta causa) rivolgiti a un patronato, un sindacato o un consulente del lavoro.

Domande frequenti

Basta la lettera per dimettersi?

No. Dal marzo 2016 (D.Lgs. 151/2015) le dimissioni del settore privato sono valide solo se presentate per via telematica: online sul portale Servizi Lavoro con SPID o CIE, oppure tramite patronato, sindacato, consulente del lavoro o Ispettorato del Lavoro. La lettera resta utile come comunicazione di cortesia all'azienda, ma da sola non chiude il rapporto.

Cosa deve contenere la lettera di dimissioni?

Gli elementi essenziali: luogo e data, destinatario (l'azienda), la dichiarazione di volontà di dimettersi, il rispetto del preavviso previsto dal CCNL con l'ultimo giorno di lavoro, la disponibilità per il passaggio di consegne e la firma. Non serve indicare il motivo delle dimissioni.

Quanto preavviso devo dare?

Dipende dal tuo CCNL, dal livello di inquadramento e dall'anzianità: si va da pochi giorni a diversi mesi. Trovi i termini nel contratto collettivo applicato al tuo rapporto (indicato in busta paga); con il calcolo del preavviso ottieni la data esatta dell'ultimo giorno.

Posso cambiare idea dopo aver inviato le dimissioni?

Sì, entro 7 giorni dalla trasmissione telematica puoi revocarle con la stessa procedura online. Passato quel termine, la revoca richiede l'accordo del datore di lavoro.

Se mi dimetto ho diritto alla NASpI?

In generale no: la NASpI spetta a chi perde il lavoro involontariamente. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa (per esempio stipendi non pagati) e quelle presentate nel periodo protetto di maternità/paternità, convalidate all'Ispettorato del Lavoro.