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Stipendio medio per regione

La mappa dello stipendio in Italia: da 35.137 € in Lombardia a 27.340 € in Basilicata. Passa il mouse per esplorare.

A cura della redazione di Calcolando · dati JobPricing 2025 (RAL, settore privato) · pubblicato il 16 luglio 2026

In breve

Lo stipendio medio (RAL) in Italia è di 32.991 € l'anno, ma cambia molto per regione: si va dai 35.137 € della Lombardia ai 27.340 € della Basilicata, con un divario Nord-Sud di circa 4.300 €. E c'è un secondo divario, meno noto: il Nord non solo guadagna di più, ma in media paga anche meno tasse locali. Di quella RAL media restano circa 24.600 € netti l'anno con i soli tributi nazionali, prima delle addizionali locali.

27.340 € (min)RAL media per regione35.137 € (max)

Il divario Nord-Sud, regione per regione

La mappa racconta a colpo d'occhio una storia nota ma sempre netta: si guadagna di più al Nord. In testa c'è la Lombardia con una RAL media di 35.137 €, spinta da Milano e dal suo tessuto di servizi finanziari e grandi imprese; seguono, unico caso del Centro ai vertici, il Lazio (34.200 €, trainato da Roma) e la Liguria (34.008 €). In fondo alla classifica ci sono Basilicata (27.340 €), Calabria (28.738 €) e Puglia (29.216 €).

Tra la regione più ricca e la più povera ballano 7.797 € l'anno di stipendio lordo, a parità di lavoro a tempo pieno. Aggregando per macro-aree il quadro è lo stesso: il Nord media 34.119 €, il Centro 32.746 €, il Sud e le Isole 29.777 € — un divario Nord-Sud di circa 4.300 € l'anno che è tra i più stabili e strutturali dell'economia italiana. Per il dettaglio per inquadramento, settore e confronto europeo c'è la pagina sullo stipendio medio in Italia.

Il doppio divario: chi guadagna di più paga anche meno tasse locali

C'è un secondo divario, meno raccontato, che amplifica il primo. Il Nord non solo ha gli stipendi più alti, ma in media sopporta anche un carico di tributi locali più leggero. Lo mostrano gli altri due studi di questo sito: nella classifica della TARI le città più economiche sono quasi tutte settentrionali (Cremona, Udine, Trento, Pordenone, Brescia, Bergamo), grazie a una raccolta differenziata più efficiente; e nella classifica delle tasse comunali Trento risulta la città con il carico più basso d'Italia, perché non applica l'addizionale IRPEF comunale.

Il risultato è che il potere d'acquisto reale si divarica più dello stipendio: un lavoratore del Nord parte da una RAL più alta e ne cede una quota minore in tasse locali. Con un'eccezione importante da segnalare per onestà: la Liguria. Genova, pur essendo al Nord e con stipendi elevati, ha il carico di tributi comunali più alto d'Italia (509 € di TARI più l'addizionale all'1,2%), a dimostrazione che la geografia dà una tendenza, non una regola ferrea.

Dal lordo al netto: quanto resta davvero

La RAL è lo stipendio lordo contrattuale; quello che conta per la vita quotidiana è il netto. Di una RAL media di 32.991 € restano circa 24.613 € netti l'anno, cioè circa 1893 € al mese su 13 mensilità. Il calcolo considera i tributi nazionali verificati: i contributi INPS a carico del dipendente (9,19%), l'IRPEF 2026 a scaglioni (23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 €, 43% oltre) e la detrazione da lavoro dipendente.

Attenzione però: questa stima esclude di proposito le addizionali regionale e comunale, proprio perché variano da territorio a territorio ed è l'oggetto degli altri studi. Sono un ulteriore 1,5-3% circa del reddito imponibile che riduce il netto, e che pesa di più nelle regioni ad alta addizionale. Per il calcolo esatto sul tuo caso, con l'aliquota del tuo comune, c'è il calcolatore dello stipendio netto.

Perché il Nord guadagna di più

Il divario non nasce da stipendi più generosi a parità di ruolo, ma dalla diversa composizione dell'economia. Al Nord si concentrano i settori che pagano di più: l'industria manifatturiera avanzata, i servizi finanziari, le grandi imprese con contratti e inquadramenti più alti. Milano da sola ospita una quota enorme di dirigenti e quadri, le figure con le RAL più elevate.

Al Sud, invece, pesano di più l'agricoltura, il turismo stagionale, i servizi a basso valore aggiunto e un tessuto produttivo fatto soprattutto di piccole e micro imprese, dove gli inquadramenti — e quindi le retribuzioni — sono mediamente più bassi. Non è che lo stesso impiegato guadagni molto di più a Milano che a Potenza: è che a Milano ci sono più posizioni ben pagate. Il divario territoriale è quindi soprattutto un divario nella qualità e nella tipologia dei posti di lavoro disponibili.

Domande frequenti

In quale regione si guadagna di più in Italia?

In Lombardia, con una RAL media di 35.137 € l'anno (dati 2025 JobPricing), seguita da Lazio (34.200 €) e Liguria (34.008 €). La regione con lo stipendio medio più basso è la Basilicata, con 27.340 €: quasi 7.800 € in meno rispetto alla Lombardia.

Qual è lo stipendio medio in Italia?

La RAL media nazionale è di 32.991 € l'anno nel settore privato (full-time equivalent). Nord 34.119 €, Centro 32.746 €, Sud e Isole 29.777 €. Per il dettaglio per inquadramento, settore ed Europa c'è la pagina sullo stipendio medio in Italia.

Perché al Nord si guadagna di più?

Per la struttura economica: al Nord si concentrano industria manifatturiera, servizi finanziari e grandi imprese, che pagano RAL più alte; al Sud pesano di più agricoltura, servizi a basso valore aggiunto e un tessuto di piccole imprese. Il divario è strutturale e stabile nel tempo.

Quanto resta netto di uno stipendio medio?

Di 32.991 € di RAL restano circa 24.613 € netti l'anno, ossia circa 1893 € al mese su 13 mensilità, considerando i soli tributi nazionali (contributi INPS al 9,19%, IRPEF 2026 e detrazione da lavoro dipendente). Le addizionali regionale e comunale, che variano per territorio, riducono ulteriormente il netto.

Il Nord, oltre a guadagnare di più, paga meno tasse locali?

In media sì: le città del Nord hanno TARI più bassa (grazie alla raccolta differenziata) e addizionali IRPEF spesso ridotte, con Trento a zero addizionale. L'eccezione è la Liguria, dove Genova ha il carico di tributi comunali più alto d'Italia. Il confronto completo è nella classifica delle tasse comunali per città.

Qual è la differenza tra RAL e stipendio netto?

La RAL (Retribuzione Annua Lorda) è lo stipendio annuo previsto dal contratto, prima delle trattenute; il netto è quello che arriva in tasca, dopo contributi INPS, IRPEF e addizionali. In media il netto è il 70-75% della RAL.

Nota e metodologia

RAL media per regione dall'Osservatorio JobPricing (Salary Outlook 2026, dati 2025, full-time equivalent, settore privato) — le stesse cifre usate nel pillar sullo stipendio medio. Il netto è stimato con i soli tributi nazionali (INPS 9,19%, IRPEF 2026, detrazione lavoro dipendente) ed esclude le addizionali regionale e comunale, che variano per territorio. I riferimenti al carico fiscale locale rimandano ai data study su TARI e tasse comunali (dati MEF e Cittadinanzattiva). Aggiornamento dei dati RAL a ogni nuovo Salary Outlook (marzo).

A cura della redazione di Calcolando · Pubblicato il 16 luglio 2026 · Fonte RAL: JobPricing 2025

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