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Guida alle settimane di gravidanza

Come si calcola l'età gestazionale dall'ultima mestruazione, cosa significano le settimane +0/+6 e come si dividono i trimestri.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

Come si contano le settimane di gravidanza?

Il modo in cui si contano le settimane di gravidanza sorprende quasi tutte le future mamme: non si parte dal concepimento, ma dal primo giorno dell'ultima mestruazione. È una convenzione medica adottata in tutto il mondo, e capirla evita gran parte della confusione sui "conti che non tornano".

La ragione è pratica: il giorno del concepimento è quasi sempre incerto, mentre la data dell'ultima mestruazione è un evento noto e databile. Contare da lì offre un riferimento condiviso e verificabile, anche se significa "contare" come gravidanza anche le due settimane che precedono l'effettivo concepimento.

La conseguenza è che l'età gestazionale (le settimane di gravidanza) è di circa due settimane più avanti dell'età concezionale (il tempo trascorso dal concepimento). Quando si è "a 8 settimane", l'embrione ha in realtà circa 6 settimane di sviluppo. Non è un errore: è la convenzione.

L'ovulazione, e quindi il concepimento, avviene tipicamente intorno al 14° giorno di un ciclo di 28 giorni, cioè circa due settimane dopo l'ultima mestruazione. Ecco perché le due settimane iniziali, pur "contate", precedono il concepimento vero e proprio.

Il calcolatore delle settimane di gravidanza di Calcolando fa questo conto partendo dalla data dell'ultima mestruazione; qui vediamo la durata complessiva, il significato delle settimane "+0/+6", i trimestri e come passare da settimane a mesi.

Quanto dura una gravidanza: le 40 settimane

Una gravidanza a termine dura convenzionalmente 40 settimane contate dall'ultima mestruazione, cioè 280 giorni. È il numero da cui si ricava la data presunta del parto, ma è bene leggerlo per quello che è: una media, non una scadenza fissa.

In realtà solo una piccola parte delle nascite avviene esattamente alla 40ª settimana. Si considera "a termine" un parto che avviene tra la 37ª e la 42ª settimana compiuta: una finestra di oltre un mese, tutta perfettamente normale. Prima della 37ª settimana si parla di parto pretermine, dopo la 42ª di gravidanza protratta.

Rispetto al concepimento, la durata reale dello sviluppo è di circa 38 settimane (266 giorni): le solite due settimane di differenza rispetto alle 40 gestazionali. È la stessa convenzione vista prima, applicata alla durata totale.

Le 40 settimane si dividono anche in mesi, ma qui nasce un altro classico equivoco: la gravidanza "dura nove mesi" nel linguaggio comune, ma 40 settimane sono in realtà circa dieci mesi lunari (di 4 settimane) o poco più di nove mesi solari. Entrambe le espressioni sono corrette, riferite a unità diverse.

Il punto pratico: la 40ª settimana è un riferimento, non una promessa. La maggior parte dei bambini nasce nelle settimane attorno a quella data, ed è del tutto fisiologico. Il calcolatore della data presunta del parto e la guida dedicata spiegano come si ricava e perché è una stima.

Le tappe della gravidanza in settimane (dall'ultima mestruazione)
Fine 1° trimestre13ª sett.Fine 2° trimestre27ª sett.Inizio termine37ª sett.Data presunta del parto40ª sett.Limite gravidanza protratta42ª sett.

Parto a termine tra la 37ª e la 42ª settimana: una finestra ampia e del tutto normale. La 40ª è la media, non una scadenza.

Cosa significano le settimane "+0/+6"

Nei referti e dalle ostetriche si sente sempre indicare l'età gestazionale con due numeri, come "12+3" o "28+5". È una notazione precisa, non un codice misterioso: il primo numero sono le settimane compiute, il secondo i giorni della settimana in corso, da 0 a 6.

"12+3" significa quindi 12 settimane e 3 giorni: la 13ª settimana è iniziata da tre giorni. Quando si completano 7 giorni si passa alla settimana successiva: dopo "12+6" viene "13+0". È lo stesso principio con cui si dice l'età di un neonato in mesi e giorni.

Questa precisione ai giorni conta, soprattutto nel primo trimestre, perché lo sviluppo procede rapidamente e i controlli (esami, ecografie, screening) hanno finestre temporali precise. Sapere di essere a "12+3" e non genericamente "a tre mesi" fa la differenza per programmarli.

L'ecografia del primo trimestre, in particolare, serve anche a datare con precisione la gravidanza misurando l'embrione: se la data ricavata dall'ultima mestruazione e quella ecografica differiscono di molto, prevale in genere quella ecografica, più affidabile. La data iniziale può quindi essere "corretta" dopo la prima ecografia.

Il calcolatore delle settimane di gravidanza restituisce proprio questa notazione settimane+giorni a partire dall'ultima mestruazione, così da avere sempre chiaro il punto esatto della gravidanza.

  • Primo numero = settimane compiute; secondo (0-6) = giorni della settimana in corso.
  • "12+3" = 12 settimane e 3 giorni; dopo "12+6" viene "13+0".
  • La precisione ai giorni serve per esami ed ecografie, che hanno finestre precise.
  • L'ecografia del primo trimestre può correggere la data dell'ultima mestruazione.

I tre trimestri e come passare a mesi

La gravidanza si divide in tre trimestri, ognuno con caratteristiche proprie. Il primo va dalla 1ª alla 13ª settimana: è la fase della formazione degli organi, spesso accompagnata da nausea e stanchezza, e quella in cui si concentrano i primi controlli e screening.

Il secondo trimestre, dalla 14ª alla 27ª settimana, è per molte donne il periodo più sereno: la nausea di solito passa, l'energia torna, e verso la 20ª settimana si fa l'ecografia morfologica. È anche quando si iniziano a percepire i movimenti del bambino.

Il terzo trimestre, dalla 28ª settimana fino al parto, è quello della crescita finale e della preparazione alla nascita, con controlli più ravvicinati. Si conclude con il termine, tra la 37ª e la 42ª settimana.

Per passare dalle settimane ai mesi conviene ricordare che i mesi di gravidanza non corrispondono ai mesi del calendario. Un modo pratico: dividere le settimane per 4,3 (le settimane medie di un mese solare) dà una stima grossolana; le tabelle ostetriche associano invece a ogni mese una fascia di settimane precise. In generale, "terzo mese" copre circa le settimane 9-13, il "quinto mese" le settimane 18-22, e così via.

Il calcolatore delle settimane di gravidanza mostra insieme settimane, giorni e mese corrispondente, così da tradurre facilmente tra i due modi di contare. Resta però il riferimento clinico principale: settimane e giorni, non i mesi.

I trimestri di gravidanza (settimane dall'ultima mestruazione).
TrimestreSettimaneIn breve
Primo1ª - 13ªFormazione degli organi, primi controlli
Secondo14ª - 27ªEcografia morfologica, primi movimenti
Terzo28ª - partoCrescita finale, preparazione alla nascita

Cosa succede settimana dopo settimana

Dietro il conteggio delle settimane c'è uno sviluppo che procede a tappe riconoscibili, ed è ciò che dà un senso concreto ai numeri. Sapere "a che punto è" il bambino a una certa settimana aiuta a vivere l'attesa con più consapevolezza e a capire perché certi controlli cadono proprio in quel momento.

Nelle primissime settimane (dalla 4ª alla 8ª circa) avviene l'organogenesi: si abbozzano cuore, cervello, colonna e arti. È la fase più delicata dello sviluppo, in cui l'embrione è più sensibile a farmaci e sostanze — il motivo per cui, appena si scopre la gravidanza, si rivedono abitudini e terapie con il medico. Verso la 6ª-7ª settimana l'ecografia può già rilevare il battito cardiaco.

Tra la 9ª e la 12ª settimana l'embrione diventa feto: gli organi principali sono formati e iniziano a maturare. Alla fine del primo trimestre il bambino misura pochi centimetri ma ha già una forma umana riconoscibile. È il periodo in cui si concentra lo screening del primo trimestre, e in cui la nausea, per molte, raggiunge il picco prima di attenuarsi.

Il secondo trimestre è quello della crescita e del movimento. Intorno alla 18ª-22ª settimana molte donne, soprattutto non al primo figlio, iniziano a percepire i primi movimenti; verso la 20ª si esegue l'ecografia morfologica, che controlla l'anatomia in dettaglio. Il bambino, a metà gravidanza, pesa qualche etto e cresce rapidamente.

Nel terzo trimestre lo sviluppo si concentra sulla maturazione — soprattutto dei polmoni — e sull'accumulo di peso. Dalla 37ª settimana il bambino è considerato "a termine": è pronto a nascere, anche se ancora dentro. Le settimane finali servono soprattutto a completare la maturazione polmonare e a mettere su gli ultimi etti. Il calcolatore delle settimane di gravidanza ti dice, giorno per giorno, a quale di queste tappe corrisponde il momento attuale.

Le settimane chiave per esami e controlli

Uno dei motivi per cui contare le settimane con precisione è pratico: gli esami e gli screening della gravidanza hanno finestre temporali definite, e arrivarci nel momento giusto è importante. Ecco perché ostetriche e ginecologi ragionano in settimane+giorni e non genericamente in mesi.

Nel primo trimestre due appuntamenti sono cardine. L'ecografia di datazione (spesso tra la 7ª e la 12ª settimana) conferma la gravidanza, il battito e — misurando l'embrione — data con precisione, correggendo se serve il conto dall'ultima mestruazione. Tra la 11ª e la 13ª settimana +6 giorni si colloca il test combinato (translucenza nucale più esami del sangue), lo screening che stima la probabilità di alcune anomalie cromosomiche. Il test del DNA fetale (NIPT), quando scelto, si può fare da circa la 10ª settimana.

Nel secondo trimestre l'appuntamento principale è l'ecografia morfologica, tipicamente tra la 19ª e la 21ª settimana: studia in dettaglio l'anatomia del bambino. Intorno alla 24ª-28ª settimana si esegue di solito la curva da carico di glucosio (OGTT), lo screening del diabete gestazionale, la cui finestra è anch'essa legata alle settimane.

Nel terzo trimestre i controlli si fanno più ravvicinati. Un'ecografia di crescita si colloca spesso intorno alla 30ª-34ª settimana per valutare peso e sviluppo; tra la 36ª e la 37ª si esegue il tampone vagino-rettale per lo streptococco di gruppo B. Avvicinandosi e superando la data presunta, i controlli del benessere fetale (monitoraggi) diventano più frequenti.

Le date esatte variano secondo le linee guida e il percorso proposto dal proprio centro, quindi questa è una mappa orientativa, non un calendario da seguire alla lettera. Il valore del calcolo delle settimane è proprio questo: sapere sempre a quale finestra si è vicini, per non arrivare in ritardo agli esami che contano.

Le finestre indicative dei principali esami (settimane dall'ultima mestruazione).
Esame / controlloSettimane indicative
Ecografia di datazione7ª - 12ª
Test del DNA fetale (NIPT)dalla 10ª
Test combinato (translucenza nucale)11ª - 13ª+6
Ecografia morfologica19ª - 21ª
Curva glicemica (OGTT)24ª - 28ª
Tampone streptococco B36ª - 37ª

Settimane di gravidanza e congedo di maternità

In Italia il conteggio delle settimane ha anche un risvolto pratico e amministrativo, perché il congedo di maternità (l'astensione obbligatoria dal lavoro) si misura proprio in settimane rispetto alla data presunta del parto. Sapere a quante settimane si è serve quindi anche per organizzare il lavoro e le pratiche.

La regola "classica" prevede cinque mesi complessivi di astensione obbligatoria: di norma i due mesi precedenti la data presunta del parto e i tre mesi successivi alla nascita. In pratica, lo stop obbligatorio prima del parto scatta intorno alla 34ª settimana di gravidanza, cioè circa due mesi prima della DPP calcolata.

Esiste però la cosiddetta flessibilità: a certe condizioni e con l'idoneità del medico, è possibile lavorare più a lungo e spostare parte del congedo dopo la nascita — ad esempio astenersi solo un mese prima del parto e quattro dopo, o (in alcuni casi previsti dalla normativa) rimanere al lavoro fino a poco prima e recuperare tutto il periodo dopo. Le opzioni esatte dipendono dalla normativa vigente e dalla propria situazione.

Poiché tutte queste soglie sono ancorate alla data presunta del parto, un calcolo accurato della DPP e delle settimane è il punto di partenza anche per queste scelte. Cambiando la data presunta — ad esempio dopo l'ecografia di datazione — si spostano di conseguenza le settimane di riferimento per il congedo.

Trattandosi di regole che cambiano nel tempo e che hanno molte eccezioni, questa resta una panoramica orientativa: per gli importi, le procedure e le opzioni di flessibilità aggiornate il riferimento sono l'INPS, il datore di lavoro e il proprio medico. Il calcolatore delle settimane di gravidanza e quello della data presunta del parto servono a sapere con esattezza a che punto si è, così da affrontare le pratiche con i numeri giusti in mano.

  • Il congedo di maternità si misura in settimane rispetto alla data presunta del parto.
  • Regola classica: 5 mesi (di norma 2 prima della DPP e 3 dopo la nascita).
  • Lo stop obbligatorio pre-parto scatta di norma intorno alla 34ª settimana.
  • Con la flessibilità si può spostare parte del congedo dopo la nascita, a certe condizioni.

Sintomi tipici settimana per settimana

A ogni fase della gravidanza si associano sintomi diversi, e sapere quando "toccano" aiuta a viverli con meno preoccupazione: molti di quelli che sembrano campanelli d'allarme sono in realtà normali per quella settimana. Anche qui il conteggio serve da mappa, perché i disturbi seguono uno schema abbastanza riconoscibile.

Nel primo trimestre i sintomi più comuni sono la nausea (spesso al mattino, ma non solo), la stanchezza intensa, la tensione al seno e una maggiore sensibilità agli odori. La nausea tende a comparire intorno alla 6ª settimana e, per la maggior parte delle donne, ad attenuarsi dopo la 12ª-14ª: è uno dei motivi per cui il passaggio al secondo trimestre è vissuto come un sollievo.

Il secondo trimestre è di norma il più tranquillo. Nausea e stanchezza in genere migliorano, l'energia torna e compaiono le prime percezioni dei movimenti del bambino, spesso tra la 18ª e la 22ª settimana. Possono affacciarsi piccoli disturbi "meccanici" legati alla crescita, come bruciore di stomaco o qualche fastidio alla schiena, ma il quadro generale è più leggero.

Nel terzo trimestre i sintomi tornano a farsi sentire, stavolta per l'ingombro: peso e pancia crescono, e sono comuni difficoltà a dormire, fiato corto, gonfiore a gambe e caviglie, contrazioni preparatorie (le cosiddette contrazioni di Braxton Hicks) e un aumento della frequenza urinaria. Sono fastidi tipici delle ultime settimane, legati allo spazio che il bambino occupa.

La regola pratica è che i sintomi "tipici" di ciascuna fase, se lievi e coerenti con la settimana, rientrano nella normalità; ma alcuni segnali vanno sempre segnalati subito, in qualunque momento: sanguinamenti, dolore addominale forte, febbre alta, forte mal di testa persistente, gonfiore improvviso o riduzione dei movimenti del bambino nel terzo trimestre. Il calcolo delle settimane aiuta a inquadrare cosa è atteso, ma non sostituisce il parere dell'ostetrica o del ginecologo, a cui rivolgersi per ogni dubbio.

Domande frequenti

Da quando si contano le settimane di gravidanza?+

Dal primo giorno dell'ultima mestruazione, non dal concepimento. È una convenzione medica universale, perché la data delle mestruazioni è nota mentre quella del concepimento no. Di conseguenza le settimane di gravidanza sono circa due in più rispetto al tempo dal concepimento.

Quanto dura una gravidanza in settimane?+

Convenzionalmente 40 settimane (280 giorni) dall'ultima mestruazione. Si considera a termine un parto tra la 37ª e la 42ª settimana: una finestra ampia e del tutto normale. Solo una piccola parte delle nascite avviene esattamente alla 40ª settimana.

Cosa significa 12+3 settimane?+

12 settimane e 3 giorni: il primo numero sono le settimane compiute, il secondo (da 0 a 6) i giorni della settimana in corso. Dopo 12+6 si passa a 13+0. È la notazione usata nei referti e dalle ostetriche per indicare l'età gestazionale con precisione ai giorni.

A quante settimane corrisponde ogni mese di gravidanza?+

In modo indicativo: il primo trimestre copre le settimane 1-13, il secondo 14-27, il terzo dalla 28ª al parto. I mesi di gravidanza non coincidono con quelli del calendario; il calcolatore mostra il mese corrispondente accanto a settimane e giorni.

Perché le settimane di gravidanza non partono dal concepimento?+

Perché il concepimento è difficile da datare con precisione, mentre l'ultima mestruazione è un evento noto. Contare da lì dà un riferimento condiviso. L'ovulazione avviene circa due settimane dopo, quindi le prime due settimane "contano" pur precedendo il concepimento.

Il calcolo delle settimane sostituisce le visite mediche?+

No: è una stima indicativa dall'ultima mestruazione. La datazione precisa la dà l'ecografia del primo trimestre, che può correggere il conto. Il monitoraggio della gravidanza spetta al ginecologo e all'ostetrica; il calcolatore serve solo a orientarsi tra un controllo e l'altro.

A quante settimane si fa l'ecografia morfologica?+

Di norma tra la 19ª e la 21ª settimana di gravidanza. È l'ecografia del secondo trimestre che studia in dettaglio l'anatomia del bambino. Nel primo trimestre, invece, tra la 11ª e la 13ª+6 si colloca il test combinato con la translucenza nucale. Le date esatte variano secondo le linee guida e il proprio centro.

A quante settimane inizia il congedo di maternità?+

In Italia l'astensione obbligatoria è di norma di cinque mesi: due prima della data presunta del parto e tre dopo la nascita, quindi lo stop pre-parto scatta di solito intorno alla 34ª settimana. Con la flessibilità, a certe condizioni, si può lavorare più a lungo e spostare parte del congedo dopo il parto. Per le regole aggiornate il riferimento è l'INPS.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.