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Guida · Famiglia e bonus

Guida all'assegno di inclusione 2026

Requisiti, importi delle due quote, la domanda con il patto di attivazione e le nuove regole 2026 sul rinnovo, spiegati in chiaro.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

Cos'è l'assegno di inclusione e a chi si rivolge

L'assegno di inclusione (ADI) è la principale misura italiana di contrasto alla povertà: ha sostituito il reddito di cittadinanza dal 1° gennaio 2024 e sostiene i nuclei familiari in difficoltà economica con una integrazione al reddito mensile più un eventuale contributo per l'affitto, accreditati su una carta di pagamento dedicata (la Carta ADI).

La differenza più importante rispetto al reddito di cittadinanza è che l'ADI non è universale: spetta solo ai nuclei in cui almeno un componente è minorenne, ha 60 anni o più, è in condizione di disabilità, oppure è in condizione di svantaggio certificata e inserito in un programma di cura o assistenza dei servizi socio-sanitari. Una famiglia povera composta solo da adulti "occupabili" tra i 18 e i 59 anni, senza queste caratteristiche, non rientra nell'ADI ma nel Supporto per la formazione e il lavoro (SFL).

La porta d'ingresso di tutto è l'ISEE: senza una DSU presentata e un'attestazione in corso di validità, la domanda non può essere accolta. Se non conosci il tuo indicatore, puoi fartene un'idea con il calcolo dell'ISEE; il valore che conta è quello dell'attestazione INPS.

  • Sostituisce il reddito di cittadinanza dal 1° gennaio 2024.
  • Serve almeno un componente: minorenne, over 60, disabile o in svantaggio certificato.
  • Integrazione al reddito + contributo affitto, su Carta ADI.
  • Senza ISEE in corso di validità la domanda non parte.

I requisiti 2026: ISEE, reddito e residenza

Il primo requisito economico è un ISEE non superiore a 10.140 €. Il secondo è il reddito familiare: non deve superare 6.500 € l'anno moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza ADI, che cresce con la composizione del nucleo fino a un massimo di 2,2 (elevato a 2,3 in presenza di persone con disabilità grave o non autosufficienti). Per i nuclei composti da persone di 67 anni o più — o da over 67 con familiari tutti in condizione di disabilità grave — la soglia di reddito sale a 8.190 € l'anno.

Accanto ai requisiti economici ci sono limiti sul patrimonio (immobiliare e mobiliare) e requisiti di residenza: servono almeno 5 anni di residenza in Italia, di cui gli ultimi 2 continuativi. Il quadro completo, con tutti i valori aggiornati, è pubblicato da INPS e Ministero del Lavoro — i dettagli patrimoniali vanno verificati lì caso per caso, perché contano anche auto, moto e imbarcazioni intestate.

Nota per il 2026: il calcolo dell'ISEE è diventato più favorevole per molte famiglie, perché la franchigia sulla prima casa è stata innalzata a 91.500 € — nuclei che prima superavano la soglia per colpa dell'abitazione di proprietà ora possono rientrarci. Se la tua attestazione risale a regole precedenti, conviene rifare i conti.

Quanto spetta: le due quote dell'assegno

L'importo si compone di due parti. La Quota A integra il reddito familiare fino a 6.500 € l'anno (circa 542 € al mese) moltiplicati per la scala di equivalenza: più il nucleo è numeroso e fragile, più la soglia cresce. Per i nuclei di over 67 o con disabilità grave, il tetto sale a 8.190 € l'anno. La Quota B è il contributo per chi vive in affitto con contratto regolarmente registrato: copre il canone fino a 3.640 € l'anno, circa 303 € al mese.

In pratica: una famiglia con reddito zero, in affitto, con scala di equivalenza pari a 1, può ricevere fino a circa 845 € al mese tra integrazione e contributo affitto; con una scala più alta l'importo cresce proporzionalmente. L'assegno decorre dal mese successivo alla sottoscrizione del patto di attivazione digitale e viene accreditato ogni mese sulla Carta ADI.

Le due componenti dell'assegno di inclusione (valori 2026).
ComponenteImporto massimo
Quota A — integrazione al reddito6.500 €/anno × scala di equivalenza (~542 €/mese base)
Quota A — nuclei over 67 o con disabilità grave8.190 €/anno (~682 €/mese base)
Quota B — contributo affitto (contratto registrato)3.640 €/anno (~303 €/mese)
Durata18 mesi, rinnovabile per periodi di 12

Come si fa domanda, passo per passo

La domanda si presenta online sul sito INPS (con SPID, CIE o CNS) oppure gratuitamente tramite patronati e CAF. Dopo l'invio arriva il passaggio che molti dimenticano: la sottoscrizione del patto di attivazione digitale (PAD) sulla piattaforma SIISL, che mette in contatto il nucleo con i servizi sociali e — per i componenti attivabili — con i percorsi di formazione e lavoro. Senza PAD l'assegno non parte.

Una volta accolta la domanda, l'importo viene caricato ogni mese sulla Carta ADI, una carta di pagamento elettronica con cui si può acquistare, pagare bollette e prelevare contante entro un limite mensile. I componenti tra 18 e 59 anni "attivabili" sono tenuti a partecipare ai percorsi di inclusione: la mancata presentazione agli appuntamenti fa perdere il beneficio.

L'ADI si integra con le altre misure per la famiglia: è compatibile con l'assegno unico per i figli a carico (le due misure si coordinano tra loro) e con i redditi da lavoro entro limiti precisi, mentre chi perde il lavoro può verificare prima i requisiti della NASpI, che resta la misura dedicata alla disoccupazione involontaria.

Le novità 2026: rinnovo senza pausa, ma prima mensilità dimezzata

La Legge di Bilancio 2026 ha cambiato due regole del rinnovo. La prima è una buona notizia: è stato eliminato il mese di sospensione obbligatoria che scattava tra un ciclo di 18 mesi e il rinnovo — ora la continuità del sostegno non si interrompe. La seconda è il contrappeso: la prima mensilità di ogni rinnovo è ridotta del 50%.

Resta l'impianto generale: 18 mesi di beneficio, rinnovabile per periodi di 12 previa nuova domanda, con la verifica dei requisiti che si ripete a ogni ciclo — ISEE in corso di validità incluso. Chi rinnova a gennaio deve quindi ricordarsi di presentare per tempo la nuova DSU: è lo stesso promemoria che vale per il bonus bollette e per tutte le prestazioni legate all'ISEE.

Domande frequenti

Chi ha diritto all'assegno di inclusione nel 2026?+

I nuclei con ISEE fino a 10.140 €, reddito familiare sotto la soglia (6.500 € × scala di equivalenza) e almeno un componente minorenne, over 60, disabile o in condizione di svantaggio certificata con presa in carico dei servizi. Servono anche 5 anni di residenza in Italia, gli ultimi 2 continuativi, e il rispetto dei limiti patrimoniali.

Quanto si prende con l'assegno di inclusione?+

Fino a 6.500 € l'anno di integrazione al reddito (circa 542 € al mese, moltiplicati per la scala di equivalenza; 8.190 € per i nuclei di over 67 o con disabilità grave) più fino a 3.640 € l'anno di contributo affitto (~303 € al mese) per chi ha un contratto registrato.

L'ADI è compatibile con l'assegno unico?+

Sì: le due misure coesistono e si coordinano. L'assegno unico per i figli continua ad arrivare, e per i nuclei ADI l'INPS gestisce d'ufficio le integrazioni previste.

Quanto dura e come funziona il rinnovo?+

Il beneficio dura 18 mesi ed è rinnovabile per periodi di 12 con una nuova domanda. Dal 2026 non c'è più il mese di pausa tra un ciclo e l'altro, ma la prima mensilità di ogni rinnovo è ridotta del 50%.

Cosa succede se non firmo il patto di attivazione digitale?+

L'assegno non viene erogato: il PAD sulla piattaforma SIISL è un passaggio obbligatorio dopo la domanda. E per i componenti attivabili tra 18 e 59 anni, la mancata partecipazione ai percorsi di inclusione o agli appuntamenti fa decadere il beneficio.

Un nucleo di soli adulti tra 18 e 59 anni può avere l'ADI?+

No, salvo condizioni di svantaggio certificate: per gli adulti "occupabili" senza minori, disabili o over 60 nel nucleo la misura di riferimento è il Supporto per la formazione e il lavoro (SFL), con regole e importi propri.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.

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