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Guida · Famiglia e bonus

Guida all'assegno unico 2026

Importi, ISEE, maggiorazioni e domanda: la guida all'assegno unico universale.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

Cos'è l'assegno unico universale e perché è nato

L'Assegno Unico e Universale per i figli a carico, conosciuto con la sigla AUU o semplicemente come "assegno unico", è il principale strumento con cui lo Stato italiano sostiene economicamente le famiglie con figli.

È erogato ogni mese dall'INPS ed è entrato in vigore nel marzo 2022, andando a riordinare un sistema che fino ad allora era frammentato in tante misure diverse, ciascuna con le proprie regole, soglie e modalità di richiesta.

Prima dell'assegno unico, una famiglia con figli doveva muoversi tra strumenti separati: gli assegni al nucleo familiare per i figli (gli ANF, legati al lavoro dipendente), le detrazioni IRPEF per i figli a carico fino a 21 anni, il premio alla nascita e il bonus bebè.

Ognuno aveva una platea diversa e chi era escluso da uno spesso restava senza alcun sostegno. L'assegno unico ha accorpato tutte queste misure in un'unica erogazione mensile, valida per tutti.

I due aggettivi del nome spiegano bene la logica della riforma. È "unico" perché unifica in una sola somma i precedenti aiuti per i figli.

È "universale" perché spetta a tutte le famiglie con figli a carico, senza guardare alla condizione lavorativa dei genitori: ne hanno diritto i lavoratori dipendenti, gli autonomi e le partite IVA, ma anche i disoccupati e gli inoccupati. Non è quindi un beneficio per pochi, ma una misura pensata per coprire l'intera platea dei genitori italiani.

A chi spetta e per quali figli

Il principio è semplice: l'assegno spetta a chi ha figli a carico, indipendentemente da quanto e come lavora. Questo è il vero cambiamento rispetto al passato, quando gli assegni familiari erano riservati ai dipendenti e una buona parte degli autonomi e dei disoccupati restava esclusa.

Oggi anche un genitore senza lavoro o con partita IVA riceve lo stesso tipo di sostegno, calcolato con le stesse regole.

Per i figli minorenni il diritto è automatico e non richiede alcuna condizione particolare: basta che il figlio faccia parte del nucleo. L'assegno parte addirittura dal settimo mese di gravidanza e prosegue, senza interruzioni, per tutta la minore età.

È la situazione più frequente e anche la più lineare da gestire, perché non bisogna dimostrare nulla oltre alla presenza del figlio.

Per i figli maggiorenni il discorso cambia. L'assegno continua fino al compimento dei 21 anni, ma solo se il figlio si trova in una delle condizioni previste: studio, formazione professionale, università, tirocinio, lavoro con reddito basso, iscrizione come disoccupato presso il centro per l'impiego oppure servizio civile.

Per i figli con disabilità non esiste invece alcun limite di età: l'assegno spetta finché restano a carico del nucleo.

  • Figli minorenni: diritto automatico, senza condizioni, già dal settimo mese di gravidanza.
  • Figli da 18 a 21 anni: serve studio, tirocinio, lavoro con reddito basso, iscrizione al collocamento o servizio civile.
  • Figli con disabilità: assegno senza limiti di età, finché restano a carico.
  • Vale per dipendenti, autonomi, partite IVA, disoccupati e inoccupati: è universale.

Come funziona l'importo: il ruolo dell'ISEE

L'assegno unico non è una cifra fissa uguale per tutti. L'importo per ciascun figlio dipende dall'ISEE, l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente del nucleo familiare, che fotografa redditi, patrimoni e composizione della famiglia.

La logica è progressiva: più basso è l'ISEE, più alto è l'assegno; più alto è l'ISEE, più l'importo si riduce, fino a un minimo garantito a tutti.

In concreto, esiste una soglia inferiore di ISEE (intorno ai 17.090 €) entro la quale spetta l'importo massimo, pari a circa 201 € al mese per figlio. C'è poi una soglia superiore (intorno ai 45.939 €) oltre la quale spetta l'importo minimo, pari a circa 57,50 € al mese per figlio.

Per gli ISEE compresi tra le due soglie l'importo scende in modo lineare, riducendosi gradualmente man mano che la situazione economica della famiglia migliora.

La formula che governa questa decrescita è: importo per figlio = 201 − (201 − 57,50) × (ISEE − 17.090) ÷ (45.939 − 17.090). Moltiplicando il risultato per il numero di figli si ottiene l'assegno mensile complessivo del nucleo.

Per non fare i conti a mano, il calcolatore Calcolo Assegno Unico applica esattamente questa formula: basta inserire l'ISEE e il numero di figli per ottenere subito l'importo per figlio, il totale mensile e la stima su base annua.

  • ISEE fino a ~17.090 € → importo massimo: ~201 € per figlio al mese.
  • ISEE pari o oltre ~45.939 € → importo minimo: ~57,50 € per figlio al mese.
  • ISEE intermedio → decrescita lineare tra i due valori.
  • Senza ISEE presentato → si riceve comunque l'importo minimo (~57,50 € per figlio).
Le tre fasce ISEE che determinano l'importo per figlio (valori 2026).
Fascia ISEEImporto per figlio al meseCome si calcola
Fino a ~17.090 €~201 € (massimo)Importo pieno, fisso
Tra 17.090 € e 45.939 €da ~201 € a ~57,50 €Decrescita lineare con la formula
Pari o oltre ~45.939 €~57,50 € (minimo)Importo minimo, fisso
Senza ISEE presentato~57,50 € (minimo)Si applica comunque il minimo
Importo mensile per figlio secondo l'ISEE
ISEE 15.000 €201ISEE 20.000 €187ISEE 25.000 €162ISEE 30.000 €137ISEE 35.000 €112ISEE 40.000 €87ISEE 46.000 €+58

Importo base per un figlio, calcolato con la formula 2026. Stima indicativa.

Un caso pratico: famiglia con 2 figli e ISEE di 20.000 €

Vediamo come si traduce tutto questo in cifre concrete. Prendiamo una famiglia con due figli minorenni e un ISEE di 20.000 €.

Questo valore supera di poco la soglia inferiore (17.090 €) ma resta molto lontano da quella superiore (45.939 €): siamo quindi nella fascia della decrescita lineare, ma ancora vicini all'importo massimo.

Applichiamo la formula. La differenza tra l'ISEE e la soglia inferiore è 20.000 − 17.090 = 2.910 €. L'intervallo tra le due soglie è 45.939 − 17.090 = 28.849 €. Il rapporto vale circa 0,1009.

Moltiplicando per la differenza tra massimo e minimo (143,50 €) otteniamo una riduzione di circa 14,47 €. Sottraendola dai 201 € di partenza, l'importo per figlio è di circa 186,53 € al mese.

Con due figli, l'assegno mensile complessivo è 186,53 × 2 = circa 373 € al mese, che su base annua corrisponde a circa 4.476 €. È esattamente il risultato che restituisce il calcolatore Calcolo Assegno Unico.

Questo esempio mostra un fatto importante: finché l'ISEE non è troppo alto, l'assegno resta vicino al massimo. La riduzione vera e propria si fa sentire solo avvicinandosi alla soglia superiore, dove l'importo precipita verso i 57,50 € minimi.

Il calcolo passo per passo: 2 figli, ISEE 20.000 €.
PassaggioValore
ISEE − soglia inferiore (20.000 − 17.090)2.910 €
Intervallo tra le soglie (45.939 − 17.090)28.849 €
Rapporto (2.910 ÷ 28.849)≈ 0,1009
Riduzione (0,1009 × 143,50 €)≈ 14,47 €
Importo per figlio (201 − 14,47)≈ 186,53 €/mese
Totale 2 figli≈ 373 €/mese — ≈ 4.476 €/anno
Come cala l'importo per figlio al crescere dell'ISEE
17k25k35k46k+

Importo mensile per figlio dalla soglia minima a quella massima. Stima indicativa.

Le maggiorazioni: quando l'importo sale

L'importo base legato all'ISEE non è tutto. La normativa prevede una serie di maggiorazioni che possono aumentare in modo sensibile l'assegno effettivamente percepito.

Vanno considerate a parte rispetto al calcolo base, perché dipendono da condizioni specifiche del nucleo e del singolo figlio, ma è bene conoscerle: in molte famiglie pesano quanto l'importo base.

La maggiorazione più rilevante riguarda i nuclei numerosi. Per ogni figlio successivo al secondo (dal terzo in poi) è prevista una maggiorazione dell'importo base; per i nuclei con quattro o più figli si aggiunge una somma forfettaria mensile fissa per l'intero nucleo.

Altre maggiorazioni spettano per i figli nei primi anni di vita, per le madri con meno di 21 anni e per i nuclei in cui entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro.

Un capitolo a sé riguarda i figli con disabilità: per loro è prevista una maggiorazione graduata in base al grado di disabilità (media, grave, non autosufficienza) e l'assegno spetta senza limiti di età.

Esiste inoltre una clausola di salvaguardia che, in alcuni casi, garantisce che il passaggio al nuovo sistema non comporti una perdita rispetto agli importi percepiti con le misure precedenti.

  • Figli dal terzo in poi: maggiorazione dell'importo base.
  • Nuclei con 4 o più figli: forfettaria mensile fissa per il nucleo.
  • Figli con disabilità: maggiorazione graduata per grado, senza limiti di età.
  • Figli piccoli, madri under 21 e nuclei con entrambi i genitori lavoratori: maggiorazioni dedicate.
Le principali maggiorazioni che si sommano all'importo base.
Condizione del nucleo o del figlioTipo di maggiorazione
Figli successivi al secondo (dal terzo in poi)Maggiorazione dell'importo base per figlio
Nuclei con 4 o più figliSomma forfettaria mensile fissa per il nucleo
Figli con disabilitàGraduata per grado (media/grave/non autosufficienza), senza limiti di età
Figli nei primi anni di vitaMaggiorazione dedicata
Madri con meno di 21 anniMaggiorazione dedicata
Entrambi i genitori con reddito da lavoroMaggiorazione dedicata

Come e quando fare domanda: decorrenza, scadenze e rinnovo

La domanda di assegno unico si presenta all'INPS in modalità telematica: dal Portale INPS con SPID, CIE o CNS, tramite il contact center oppure rivolgendosi a un patronato o a un CAF, che assistono gratuitamente.

Si presenta una sola domanda per nucleo familiare, valida per tutti i figli, e può presentarla uno qualsiasi dei due genitori.

La tempistica incide direttamente sull'importo che si riceve. Le domande presentate entro il 30 giugno danno diritto agli arretrati a partire da marzo dello stesso anno: l'assegno, infatti, è riferito al periodo che va da marzo di un anno a febbraio dell'anno successivo.

Le domande presentate dopo il 30 giugno decorrono invece dal mese successivo alla presentazione, senza arretrati. Rinviare la richiesta significa perdere mensilità che non si recuperano.

Dal secondo anno in poi, per chi ha già presentato domanda, l'assegno viene rinnovato d'ufficio dall'INPS, senza bisogno di ripresentare nulla. Resta però fondamentale aggiornare l'ISEE ogni anno: l'ISEE ha validità annuale e scade il 31 dicembre.

Se entro la scadenza non si presenta una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), da marzo l'assegno viene erogato all'importo minimo, anche per chi avrebbe diritto a una cifra più alta.

  • Domanda entro il 30 giugno: arretrati dal mese di marzo.
  • Domanda dopo il 30 giugno: decorrenza dal mese successivo, niente arretrati.
  • Dal secondo anno: rinnovo automatico, ma l'ISEE va aggiornato ogni anno (scade il 31 dicembre).
  • ISEE non aggiornato in tempo: da marzo si scende all'importo minimo.

Errori frequenti e casi particolari

L'errore più diffuso, e anche il più costoso, è non presentare o non aggiornare l'ISEE. Senza un ISEE valido si riceve solo l'importo minimo di circa 57,50 € per figlio, anche quando se ne avrebbe diritto a uno molto più alto.

Per una famiglia con ISEE basso e più figli, dimenticare di rinnovare la DSU entro fine anno può significare centinaia di euro al mese in meno da marzo. È un errore banale e completamente evitabile.

Un secondo malinteso ricorrente riguarda la natura dell'assegno. Molti lo considerano un reddito tassabile: non lo è. L'assegno unico non concorre alla formazione del reddito IRPEF, non si dichiara come imponibile e non incide sul calcolo dell'ISEE per le prestazioni future.

È una somma netta che arriva ogni mese sul conto e si aggiunge integralmente al bilancio familiare. Per capire da quale reddito netto parte quel bilancio puoi usare il calcolatore Stipendio Netto, mentre per vedere quanto incide l'imposta sul reddito c'è il Calcolo IRPEF.

Tra i casi particolari, i genitori separati o divorziati meritano attenzione: l'assegno è ripartito al 50% tra i due, salvo diverso accordo o provvedimento del giudice che lo attribuisca per intero al genitore affidatario.

Va inoltre ricordato che l'assegno unico è cumulabile con altre misure, come il bonus asilo nido, ma non con quelle che ha sostituito (gli assegni al nucleo familiare per i figli e le detrazioni IRPEF per figli a carico fino a 21 anni), proprio perché le ha assorbite.

  • ISEE mancante o scaduto: scatta l'importo minimo per tutti.
  • Assegno scambiato per reddito tassabile: non lo è, è esente IRPEF.
  • Genitori separati: ripartizione al 50%, salvo accordo o decisione del giudice.
  • Cumulabile con il bonus asilo nido, non con ANF figli e detrazioni figli fino a 21 anni.

Novità 2026: rivalutazione ISTAT e cosa cambia

Per il 2026 importi e soglie dell'assegno unico sono aggiornati con la consueta rivalutazione ISTAT, applicata all'inflazione dell'anno precedente. È un meccanismo automatico previsto dalla legge istitutiva: ogni gennaio l'INPS ricalcola sia gli importi (massimo e minimo per figlio, maggiorazioni) sia le soglie di ISEE che delimitano le fasce.

Per questo i valori cambiano di anno in anno, sempre verso l'alto quando l'inflazione è positiva.

L'effetto pratico della rivalutazione è doppio. Da un lato cresce l'importo per figlio, sia nel massimo (intorno ai 201 €) sia nel minimo (intorno ai 57,50 €).

Dall'altro si alzano anche le soglie di ISEE: questo significa che, a parità di situazione economica, la famiglia tende a ricevere lo stesso assegno o leggermente di più, perché la fascia di importo massimo si estende verso ISEE più elevati. È un adeguamento pensato per non far perdere potere d'acquisto al sostegno.

Il consiglio operativo per il 2026 resta quello di sempre: aggiornare l'ISEE a inizio anno, presentare la domanda entro il 30 giugno se è la prima volta e verificare sul Portale INPS gli importi esatti in vigore, perché le cifre qui indicate sono valori di riferimento per stimare l'ordine di grandezza, non l'importo ufficiale al centesimo.

Per una stima immediata di quanto puoi ricevere usa il calcolatore Calcolo Assegno Unico; per inquadrare l'assegno nel bilancio familiare complessivo puoi affiancare lo Stipendio Netto e il Calcolo IRPEF.

Domande frequenti

Come si calcola l'assegno unico in base all'ISEE?+

L'importo per figlio è massimo (~201 € al mese) con ISEE fino a ~17.090 € e minimo (~57,50 €) con ISEE pari o superiore a ~45.939 €. Tra le due soglie decresce linearmente: importo = 201 − (201 − 57,50) × (ISEE − 17.090) ÷ (45.939 − 17.090). Il totale del nucleo si ottiene moltiplicando per il numero di figli.

Quanto spetta con 2 figli e un ISEE di 20.000 €?+

Circa 186,53 € per figlio al mese, quindi circa 373 € al mese in totale (circa 4.476 € l'anno). L'importo è vicino al massimo perché l'ISEE è ancora basso rispetto alla soglia superiore.

Chi ha diritto all'assegno unico universale?+

Tutte le famiglie con figli a carico, a prescindere dalla condizione lavorativa dei genitori: dipendenti, autonomi, partite IVA, disoccupati e inoccupati. Spetta per i figli minorenni senza condizioni, per i maggiorenni fino a 21 anni con requisiti di studio o lavoro e senza limiti di età per i figli con disabilità.

Serve l'ISEE per ricevere l'assegno?+

No, ma conviene quasi sempre presentarlo. Senza ISEE valido si riceve solo l'importo minimo (~57,50 € per figlio). Con un ISEE aggiornato si ottiene l'importo pieno spettante in base alla situazione economica del nucleo.

L'assegno unico è tassato e va dichiarato come reddito?+

No. L'assegno unico non concorre alla formazione del reddito IRPEF, non è tassabile e non incide sul calcolo dell'ISEE per le prestazioni future. È una somma netta che si aggiunge integralmente al bilancio familiare.

Fino a quando spetta per i figli maggiorenni?+

Fino al compimento dei 21 anni, a condizione che il figlio studi, frequenti un corso di formazione, svolga un tirocinio o un lavoro con reddito basso (sotto circa 8.000 € l'anno), sia iscritto come disoccupato o svolga il servizio civile. Per i figli con disabilità non esiste limite di età.

Quali sono le maggiorazioni dell'assegno unico?+

Sono previste per i figli successivi al secondo, per i nuclei con quattro o più figli (forfettaria mensile), per i figli nei primi anni di vita, per le madri under 21, per i nuclei con entrambi i genitori che lavorano e per i figli con disabilità (graduata per grado). Si sommano all'importo base.

Entro quando devo fare domanda per avere gli arretrati?+

Presentando la prima domanda entro il 30 giugno si ricevono gli arretrati a partire da marzo. Dopo il 30 giugno l'assegno decorre dal mese successivo alla domanda, senza arretrati.

Devo rifare la domanda ogni anno?+

No: dal secondo anno l'assegno è rinnovato d'ufficio dall'INPS. Va però aggiornato l'ISEE ogni anno, perché scade il 31 dicembre. Senza un ISEE aggiornato in tempo, da marzo si scende all'importo minimo.

Gli importi del 2026 sono diversi da quelli degli anni scorsi?+

Sì: ogni anno importi e soglie di ISEE vengono rivalutati con l'adeguamento ISTAT all'inflazione, quindi tendono a crescere. Le cifre di riferimento qui indicate servono a stimare l'ordine di grandezza; per l'importo esatto dell'anno verifica sul Portale INPS.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.