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Guida alla registrazione del contratto di affitto

Come si registra un contratto di affitto, quanto costano registro e bolli, chi li paga e quando la cedolare secca li azzera.

A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026

Perché il contratto di affitto va registrato?

Ogni contratto di locazione di durata superiore a 30 giorni complessivi nell'anno deve essere registrato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla stipula (o dalla decorrenza, se anteriore). Non è una formalità: un contratto non registrato è nullo, e la nullità si ritorce quasi interamente contro il proprietario.

Con un contratto nullo l'inquilino può invocare la riconduzione a condizioni legali — con casi in cui il canone dovuto è stato ricondotto a parametri minimi — mentre il proprietario non può sfrattare per morosità con la procedura ordinaria né far valere le clausole contrattuali. La registrazione è, prima di tutto, la tutela di chi affitta.

L'obbligo di registrare grava su entrambe le parti (e sull'eventuale agenzia), ma nella pratica se ne occupa il proprietario; l'imposta invece è per legge divisa a metà tra proprietario e inquilino, salvo che il contratto la ponga interamente a carico del locatore.

La registrazione ha anche effetti pratici immediati: data certa del contratto, opponibilità ai terzi, requisito per la residenza dell'inquilino, per le detrazioni affitto e — per il proprietario — per le agevolazioni fiscali come il canone concordato.

In questa guida: quanto costa la registrazione (imposta di registro e bolli), come si fa con il modello RLI, cosa si paga su annualità successive, proroghe e risoluzioni, e quando la cedolare secca azzera tutto. Il calcolatore del registro locazioni di Calcolando fa i conti sul tuo canone.

Quanto costa registrare: imposta di registro e bolli

Per le locazioni abitative l'imposta di registro è il 2% del canone annuo, con un minimo di 67 € per la prima annualità. Contratto da 10.000 € l'anno: 200 € di registro, di norma 100 € a testa tra proprietario e inquilino.

A ogni copia del contratto va poi applicata l'imposta di bollo: un contrassegno da 16 € ogni 4 facciate scritte e comunque ogni 100 righe. Un contratto tipico di 6-8 facciate in due copie costa 64 € di bolli (2 contrassegni × 2 copie).

Il bollo si paga una sola volta, alla registrazione; l'imposta di registro invece è annuale: si riversa il 2% del canone a ogni annualità successiva, entro 30 giorni dalla scadenza dell'annualità precedente — senza più il minimo di 67 €, che vale solo per la prima.

Per i contratti pluriennali c'è un'alternativa: pagare in unica soluzione il 2% del corrispettivo complessivo di tutte le annualità, con uno sconto (una detrazione percentuale legata al tasso legale moltiplicato per gli anni). Con i tassi attuali lo sconto è modesto: la scelta anno per anno resta la più comune e la più flessibile — anche perché se il contratto si risolve prima, l'imposta versata in anticipo per le annualità non godute non torna sempre indietro con facilità.

Regole particolari: per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa la base imponibile del registro è ridotta al 70% del canone (2% su 7.000 € nell'esempio, cioè 140 €); per i fondi rustici l'aliquota è lo 0,50%, per gli immobili strumentali l'1%.

I costi di registrazione di una locazione abitativa (canone 10.000 €/anno).
VoceRegolaEsempio
Imposta di registro — 1ª annualità2% del canone annuo, min 67 €200 €
Registro — annualità successive2% del canone (senza minimo)200 €/anno
Canone concordato2% sul 70% del canone140 €/anno
Bolli16 € ogni 4 facciate/100 righe, per copia≈ 64 €
Ripartizione50% proprietario + 50% inquilino (salvo patto)100 € + 100 €
Costo di registrazione del primo anno (canone 10.000 €, 2 copie)
Imposta di registro (2%) 76%Bolli (2 × 2 contrassegni da 16 €) 24%

264 € totali: 200 € di imposta di registro (divisibili a metà con l'inquilino) + 64 € di bolli.

Come si registra: il modello RLI

Lo strumento è il modello RLI, e la strada maestra è telematica: dal servizio RLI-web nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate (SPID, CIE o CNS) si compila il modello, si allega il contratto (obbligatorio in molti casi, sempre consigliabile), si versano registro e bolli con addebito diretto e la registrazione è immediata.

Chi non procede online può presentare l'RLI in un qualunque ufficio dell'Agenzia con due copie del contratto e i contrassegni di bollo (da acquistare in tabaccheria con data non successiva alla stipula), oppure delegare un intermediario — commercialista, CAF, agenzia immobiliare abilitata.

I dati che servono: parti (codici fiscali), immobile (dati catastali: foglio, particella, subalterno — li trovi in visura), canone, durata, tipologia contrattuale, eventuale opzione per la cedolare secca. Con l'addebito telematico i bolli si pagano in forma virtuale, senza contrassegni fisici.

Per i versamenti non contestuali (annualità successive, proroghe, risoluzioni) si usa il modello F24 Elide con i codici tributo dedicati: 1500 per la prima registrazione, 1501 per le annualità successive, 1504 per la proroga, 1503 per la risoluzione (67 €).

Dopo la registrazione conserva la ricevuta con gli estremi (serie e numero): serviranno per ogni adempimento successivo e per le comunicazioni all'inquilino. L'aggiornamento ISTAT del canone, se applicato, non richiede nuova registrazione — l'imposta delle annualità successive si calcola sul canone aggiornato.

  • RLI-web online: registrazione immediata, imposte con addebito diretto, bolli virtuali.
  • In ufficio: RLI + 2 copie del contratto + contrassegni da 16 € datati non oltre la stipula.
  • Servono i dati catastali dell'immobile (foglio, particella, subalterno).
  • Annualità, proroghe e risoluzioni: F24 Elide, codici 1501 / 1504 / 1503.

Annualità successive, proroga, risoluzione, subentro

La registrazione non è un adempimento una tantum: il contratto vive, e ogni evento ha la sua imposta e la sua scadenza — sempre 30 giorni.

Annualità successive: ogni anno, entro 30 giorni dall'inizio della nuova annualità, si versa il 2% del canone annuo aggiornato (F24 Elide, codice 1501). È l'adempimento più dimenticato in assoluto: non arriva alcun avviso, e l'omissione emerge anni dopo con sanzioni e interessi.

Proroga: alla scadenza naturale (i primi 4 anni del 4+4, i 3 del 3+2), se il contratto prosegue va comunicata la proroga con RLI entro 30 giorni, versando il 2% sul canone della nuova annualità (codice 1504). La proroga tacita non registrata è un'irregolarità sanzionata.

Risoluzione anticipata: se il contratto si scioglie prima della scadenza, la risoluzione va comunicata entro 30 giorni con RLI e sconta un'imposta fissa di 67 € (codice 1503) — a meno che il contratto sia in cedolare secca, nel qual caso non si paga nulla ma la comunicazione resta dovuta.

Subentro e cessione: il cambio di una parte (nuovo proprietario per vendita dell'immobile, cessione del contratto) va anch'esso comunicato; la vendita dell'immobile non risolve il contratto, che prosegue con il nuovo proprietario. Il recesso anticipato dell'inquilino segue le regole contrattuali (tipicamente 6 mesi di preavviso via raccomandata) e culmina nella stessa comunicazione di risoluzione.

Gli adempimenti dopo la prima registrazione (termine: sempre 30 giorni).
EventoImpostaCodice F24 Elide
Annualità successiva2% del canone annuo1501
Proroga2% del canone1504
Risoluzione anticipata67 € fissi1503
Con cedolare seccanulla (ma comunicazione dovuta)

Quando la cedolare secca azzera registro e bolli

L'alternativa a tutto il capitolo costi è una sola: optare per la cedolare secca. Con l'opzione — esercitata nell'RLI alla registrazione o a un'annualità successiva — imposta di registro e bolli non sono dovuti: né sulla prima registrazione, né sulle annualità, né su proroghe e risoluzioni.

Sul contratto dell'esempio (10.000 € l'anno, 4+4) il risparmio amministrativo della cedolare vale 264 € il primo anno e 200 € per ciascuno dei successivi: circa 1.860 € sull'intero 4+4, oltre al risparmio IRPEF che è il vero motivo della scelta.

C'è una sottigliezza da conoscere: metà dell'imposta di registro sarebbe a carico dell'inquilino — scegliendo la cedolare il proprietario "regala" anche quel risparmio alla controparte, mentre si accolla la rinuncia all'aggiornamento ISTAT. È corretto metterlo sul tavolo nella trattativa.

L'opzione non elimina l'obbligo di registrare: il contratto passa comunque dall'RLI nei 30 giorni, semplicemente a costo zero. E la revoca della cedolare a un'annualità successiva fa tornare il registro annuale dal quel momento.

Il confronto completo tra i regimi — aliquote, ISTAT, quando conviene — è nella guida alla cedolare secca; il calcolatore dedicato mette in colonna cedolare e IRPEF con i tuoi numeri.

Sanzioni e ritardi: quanto costa dimenticarsene?

L'omessa registrazione è l'infrazione più cara del capitolo: la sanzione è il 120% dell'imposta dovuta (fino al 240% per i casi più gravi), oltre all'imposta stessa e agli interessi — senza contare la nullità del contratto e i suoi effetti civilistici.

La registrazione tardiva si sistema con il ravvedimento operoso, e i numeri premiano la velocità: entro 30 giorni di ritardo la sanzione scende a frazioni minime dell'imposta; entro 90 giorni resta contenuta; oltre, cresce per gradini. Chi si accorge della dimenticanza dovrebbe muoversi lo stesso giorno.

Lo stesso vale per le annualità successive non versate: 2% non pagato + sanzione ridotta col ravvedimento + interessi legali (1,60% nel 2026) sui giorni di ritardo. Il calcolatore del ravvedimento operoso di Calcolando quantifica sanzione e interessi per la tua data di versamento.

Il tardivo versamento non va confuso con l'occultamento di canone: dichiarare un canone inferiore al reale è la violazione più pericolosa in assoluto — sanzioni dal 120% al 240% della maggiore imposta e riflessi su IRPEF o cedolare. Con gli incroci tra registrazioni, utenze e portali, non è un rischio teorico.

Nota positiva finale: la registrazione regolare è anche ciò che abilita i benefici — cedolare, concordato, detrazioni affitto dell'inquilino (che a sua volta ha interesse a un contratto regolare). In un rapporto di locazione ben impostato, l'RLI nei termini è il primo mattone di tutto il resto.

  • Omessa registrazione: sanzione 120–240% dell'imposta + contratto nullo.
  • Tardiva registrazione: ravvedimento operoso — prima si rimedia, meno costa.
  • Annualità dimenticata: 2% + sanzione ridotta + interessi 1,60% (2026).
  • Canone occultato: la violazione più grave — mai dichiarare meno del pattuito.

Le tipologie di contratto e come cambia la registrazione

Abbiamo parlato di 4+4 e 3+2 dandoli per noti, ma la tipologia contrattuale non è un dettaglio: determina la durata, il regime del canone e — indirettamente — quanto costa registrare. Scegliere il contratto giusto viene prima di tutto il resto, e ognuno si registra con le sue specificità nel modello RLI.

Il contratto a canone libero 4+4 è lo standard delle locazioni abitative: quattro anni più quattro di rinnovo automatico, canone concordato liberamente tra le parti. La registrazione segue le regole viste finora: imposta di registro al 2% sul canone pieno (minimo 67 € la prima annualità), oppure cedolare secca al 21% che azzera registro e bolli. È il contratto più flessibile sul prezzo e il più diffuso.

Il contratto a canone concordato 3+2 è la vera alternativa fiscale: tre anni più due, con un canone non libero ma calmierato entro le fasce degli accordi territoriali tra associazioni di proprietari e inquilini del comune. In cambio del canone contenuto, il proprietario ottiene vantaggi importanti — nei comuni ad alta tensione abitativa la base imponibile del registro scende al 70% del canone (già visto sopra) e soprattutto la cedolare secca sul concordato è al 10% invece del 21%. Per validarlo servono spesso i requisiti degli accordi locali e, in molti casi, l'attestazione di rispondenza rilasciata da un'organizzazione firmataria: un documento in più da conservare con il contratto registrato.

I contratti transitori coprono esigenze temporanee documentate (da 1 a 18 mesi: un trasferimento di lavoro, una situazione abitativa provvisoria). Vanno registrati come gli altri entro 30 giorni, ma richiedono di indicare e provare la causa della transitorietà: senza una motivazione valida, il contratto rischia di essere riqualificato in un ordinario 4+4. Il contratto per studenti universitari è una forma dedicata (da 6 a 36 mesi) nei comuni sede di università, con canone spesso concordato e gli stessi vantaggi fiscali del 3+2.

La conseguenza pratica per chi registra: prima di aprire il modello RLI devi avere chiara la tipologia, perché condiziona la durata da indicare, l'eventuale base ridotta e l'aliquota di cedolare applicabile. Sbagliare tipologia — per esempio registrare come libero un contratto che poteva essere concordato — significa pagare più imposte e, con la cedolare, rinunciare all'aliquota del 10%. Il confronto tra i regimi, con i numeri, è nella guida alla cedolare secca; qui basti fissare che la scelta del contratto è la prima leva di risparmio, a monte della registrazione stessa.

Le principali tipologie di locazione abitativa e i riflessi sulla registrazione.
TipologiaDurataRegistro / cedolare
Canone libero 4+44 + 4 anniRegistro 2% canone pieno; cedolare 21%
Canone concordato 3+23 + 2 anniRegistro 2% sul 70% (ATA); cedolare 10%
Transitorio1–18 mesiRegistro 2%; serve causa documentata
Studenti universitari6–36 mesiCome concordato; cedolare 10% se ATA

Gli errori più comuni (e come evitarli)

La registrazione di una locazione è una procedura lineare, ma alcuni errori ricorrono con una frequenza tale da meritare una checklist a sé. Sono quasi tutti evitabili con un minimo di ordine, e ognuno può costare sanzioni, imposte in più o la perdita di un beneficio.

Il primo, già segnalato ma da ripetere perché è il più diffuso: dimenticare l'imposta delle annualità successive. Il contratto pluriennale non è "registrato e archiviato": ogni anno, salvo cedolare, va versato il 2% entro 30 giorni dall'inizio della nuova annualità, senza che arrivi alcun avviso. La contromossa è banale ma efficace — un promemoria in calendario alla data di decorrenza, ogni anno, finché il contratto è in registro ordinario.

Il secondo è sbagliare la data di decorrenza o confondere stipula e decorrenza. Il termine dei 30 giorni parte dalla data del contratto o dalla decorrenza se anteriore: un contratto firmato a fine mese ma con decorrenza dal primo del mese va registrato contando da quest'ultima. Un errore di calendario di pochi giorni fa scattare la tardività.

Il terzo riguarda i bolli e la cedolare: chi opta per la cedolare secca non deve applicare i contrassegni di bollo né pagare il registro, ma capita di vedere contratti in cedolare con i bolli attaccati "per sicurezza" — soldi buttati. Viceversa, chi registra in regime ordinario deve avere bolli datati non oltre la stipula: contrassegni acquistati dopo sono un'irregolarità. E dopo la registrazione, conservare la ricevuta con serie e numero non è pignoleria: quegli estremi servono per ogni adempimento successivo e per comunicare la cedolare all'inquilino con raccomandata (obbligo la cui omissione può compromettere l'opzione).

Il quarto, il più insidioso, è la coerenza tra registrazione e dichiarazione dei redditi. Il canone che dichiari nel contratto registrato è lo stesso che finirà — come reddito da locazione o base della cedolare — nella tua dichiarazione: gli incroci tra le due sono automatici. Registrare correttamente e poi non dichiarare il reddito (o viceversa) è la contraddizione che il fisco individua più facilmente. Chiudendo il cerchio con l'inizio della guida: la registrazione regolare non è un costo da minimizzare aggirando le regole, ma l'infrastruttura che tiene in piedi cedolare, canone concordato e detrazioni. Il calcolatore del registro locazioni di Calcolando ti dà l'importo esatto per il tuo canone e la tua tipologia; questa checklist ti evita gli scivoloni che, quell'importo, lo trasformano in una sanzione.

  • Annualità successive: promemoria annuale alla data di decorrenza (nessun avviso arriva).
  • Data di decorrenza: i 30 giorni partono dalla decorrenza se anteriore alla stipula.
  • Cedolare = niente bolli né registro; regime ordinario = bolli datati non oltre la stipula.
  • Conserva serie e numero di registrazione e invia la raccomandata di cedolare all'inquilino.
  • Canone registrato = canone dichiarato: gli incroci col fisco sono automatici.

Domande frequenti

Entro quando va registrato un contratto di affitto?+

Entro 30 giorni dalla stipula (o dalla decorrenza se anteriore), con il modello RLI: online dal sito dell'Agenzia delle Entrate, in ufficio o tramite intermediario. Sono esclusi solo i contratti di durata complessiva fino a 30 giorni nell'anno.

Quanto costa registrare un contratto di locazione?+

Imposta di registro del 2% del canone annuo (minimo 67 € per la prima annualità) più bolli da 16 € ogni 4 facciate per ciascuna copia. Su un canone di 10.000 €: 200 € di registro + circa 64 € di bolli. Con la cedolare secca: zero.

Chi paga l'imposta di registro sull'affitto?+

Per legge metà ciascuno tra proprietario e inquilino, salvo che il contratto la ponga a carico del solo locatore. I bolli seguono lo stesso criterio nella prassi. Con la cedolare secca non la paga nessuno dei due.

L'imposta di registro si paga ogni anno?+

Sì: il 2% del canone va riversato a ogni annualità successiva entro 30 giorni dall'inizio della nuova annualità (F24 Elide, codice 1501), senza avvisi da parte dell'Agenzia. In alternativa si può versare in unica soluzione per l'intera durata, con un piccolo sconto.

Cosa succede se non registro il contratto di affitto?+

Il contratto è nullo — con effetti pesanti soprattutto per il proprietario (niente sfratto ordinario, canone a rischio riconduzione) — e la sanzione va dal 120% al 240% dell'imposta dovuta. La registrazione tardiva col ravvedimento operoso costa pochissimo se fatta subito.

Con la cedolare secca si paga la registrazione?+

L'obbligo di registrare resta (RLI entro 30 giorni), ma non si pagano né imposta di registro né bolli: su prima registrazione, annualità, proroghe e risoluzioni. Su un 4+4 da 10.000 € l'anno il risparmio amministrativo supera 1.800 €.

Quanto costa la risoluzione anticipata del contratto?+

67 € di imposta fissa, da versare entro 30 giorni dall'evento con F24 Elide (codice 1503), comunicando la risoluzione con l'RLI. Se il contratto è in cedolare secca non si paga nulla, ma la comunicazione va fatta comunque.

Quali dati servono per compilare il modello RLI?+

Codici fiscali delle parti, dati catastali dell'immobile (foglio, particella, subalterno — sono nella visura), canone, durata e tipologia del contratto, eventuale opzione cedolare. Online la registrazione è immediata con addebito diretto delle imposte.

La registrazione costa meno per il canone concordato?+

Sì: per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa l'imposta di registro si calcola sul 70% del canone annuo (140 € invece di 200 € su un canone di 10.000 €). Con la cedolare al 10%, ovviamente, si azzera del tutto.

Che differenza c'è tra contratto 4+4 e 3+2 per la registrazione?+

Il 4+4 è a canone libero: registro al 2% sul canone pieno, cedolare al 21%. Il 3+2 è a canone concordato entro gli accordi territoriali: base del registro ridotta al 70% nei comuni ad alta tensione abitativa e, soprattutto, cedolare al 10% invece del 21%. Il 3+2 richiede spesso l'attestazione di rispondenza di un'organizzazione firmataria, da conservare col contratto.

Devo pagare i bolli se scelgo la cedolare secca?+

No: con la cedolare non si pagano né imposta di registro né bolli, su prima registrazione, annualità, proroghe e risoluzioni. I contrassegni di bollo servono solo se registri in regime ordinario, e devono avere data non successiva alla stipula. Ricorda però di inviare all'inquilino la raccomandata di comunicazione dell'opzione: ometterla può compromettere la cedolare.

Metodo e fonti

I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.