Guida alle spese del notaio 2026
Da cosa è composta la parcella del notaio al rogito, quali imposte passano da lui e quanto costa davvero l'atto di acquisto (e quello di mutuo).
A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026
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Perché serve il notaio e cosa si paga davvero?
In Italia non si può comprare casa senza notaio: è lui a redigere l'atto pubblico di compravendita, verificare che l'immobile sia libero da ipoteche e pignoramenti, controllare la regolarità urbanistica e catastale dichiarata, registrare l'atto e trascriverlo nei registri immobiliari. È una garanzia per chi compra, prima ancora che un obbligo.
La conseguenza pratica è che la voce "spese notarili" che vedi nei preventivi è in realtà un contenitore con dentro cose molto diverse: solo una parte è il compenso del notaio; il resto sono imposte e oneri che il notaio anticipa e versa allo Stato per tuo conto.
Distinguere le due componenti è il primo passo per capire il preventivo. Le imposte — registro, ipotecaria, catastale, o l'IVA — dipendono dalla legge e sono identiche da qualunque notaio tu vada. L'onorario, invece, è libero dal 2012: ogni notaio fa il suo prezzo, e chiedere più preventivi è legittimo e consigliabile.
Un ordine di grandezza realistico per un acquisto medio: su una prima casa da 200.000 € con rendita 800 €, il totale al rogito si aggira sui 4.700 € — di cui però meno della metà è davvero il notaio. Il resto sono imposte che pagheresti comunque.
In questa guida smontiamo la parcella voce per voce, vediamo come cresce con il prezzo, cosa aggiunge l'atto di mutuo e dove si può risparmiare. Il calcolatore delle spese notarili di Calcolando ricompone il totale con i tuoi numeri.
Da cosa è composta la parcella del notaio?
La parcella di un atto di compravendita si compone di quattro blocchi. Il primo sono le imposte anticipate per tuo conto: per una prima casa comprata da privato, l'imposta di registro al 2% sul valore catastale (minimo 1.000 €) più ipotecaria e catastale da 50 € l'una. Sull'esempio della casa con rendita 800 €: 1.848 + 100 = 1.948 €.
Il secondo blocco è l'onorario vero e proprio, il compenso del notaio per lo studio dell'atto, le verifiche ipotecarie e catastali ventennali, la stipula e gli adempimenti successivi. Per una compravendita residenziale ordinaria si colloca tipicamente tra 1.500 e 2.500 €, crescendo con il valore e la complessità dell'atto.
Il terzo blocco è l'IVA al 22% sull'onorario — solo sull'onorario: le imposte anticipate non scontano IVA. Su 2.000 € di compenso sono 440 € in più.
Il quarto blocco sono gli oneri accessori: visure ipotecarie e catastali, tassa d'archivio, bolli, diritti di copia, contributi alla Cassa del notariato. In un atto ordinario pesano qualche centinaio di euro, indicativamente 300–600 €.
Sommando i quattro blocchi sull'esempio: 1.948 € di imposte + 2.000 € di onorario + 440 € di IVA + 300 € di oneri = 4.688 € al rogito. È il numero da avere in testa quando si parla di "spese notaio" su un acquisto di questa fascia — sapendo che 1.948 € andrebbero allo Stato comunque.
Totale indicativo 4.688 €. Le imposte (1.948 €) sono uguali ovunque: l'unica voce negoziabile è l'onorario.
Quanto costa il notaio al crescere del prezzo?
L'onorario notarile non cresce in proporzione lineare col prezzo: raddoppiare il valore della casa non raddoppia la parcella. Gli studi lavorano per scaglioni di valore, con importi che salgono in modo progressivo ma sempre meno che proporzionale.
Per un'abitazione economica intorno ai 100.000 € l'onorario si colloca spesso tra 1.300 e 1.800 €; nella fascia 200.000–300.000 € tra 1.800 e 2.500 €; sopra i 400.000 € tra 2.500 e 3.500 € e oltre. Sono ordini di grandezza indicativi: città, complessità dell'atto (più venditori, provenienze ereditarie, servitù) e urgenza spostano il numero.
Le imposte, al contrario, crescono esattamente in proporzione al valore catastale — non al prezzo — e restano la parte dominante del conto man mano che il valore sale, soprattutto sulle seconde case al 9%.
Un effetto pratico da conoscere: sulle compravendite piccole (box, cantine, immobili di modesto valore) la parcella pesa in percentuale molto più delle imposte, per via del minimo di 1.000 € sul registro e del lavoro di verifica che non scende sotto una soglia fisica. Comprare un box da 15.000 € può costare 2.500 € tra imposte e notaio.
Il consiglio operativo: chiedi sempre il preventivo scritto e dettagliato — è un obbligo deontologico — con imposte, onorario, IVA e accessori separati. Solo così puoi confrontare studi diversi a parità di contenuto.
| Valore immobile | Onorario indicativo | Onorario + IVA 22% |
|---|---|---|
| ≈ 100.000 € | 1.300 – 1.800 € | 1.586 – 2.196 € |
| ≈ 200.000 € | 1.800 – 2.500 € | 2.196 – 3.050 € |
| ≈ 300.000 € | 2.200 – 2.800 € | 2.684 – 3.416 € |
| ≥ 400.000 € | 2.500 – 3.500 €+ | 3.050 – 4.270 €+ |
L'atto di mutuo: il secondo atto che spesso si dimentica
Se compri con un mutuo, al rogito gli atti sono due: la compravendita e, subito dopo, l'atto di mutuo con cui la banca eroga il finanziamento e iscrive ipoteca sull'immobile. Anche questo è un atto notarile a tutti gli effetti, con il suo onorario e le sue imposte — e raddoppia una parte del conto.
L'imposta del mutuo è l'imposta sostitutiva: lo 0,25% dell'importo finanziato se il mutuo è per l'acquisto della prima casa, il 2% negli altri casi. Su un mutuo da 150.000 € prima casa sono 375 €, che la banca trattiene direttamente dall'erogato. La differenza tra 0,25% e 2% è un motivo in più per curare i requisiti prima casa: sullo stesso mutuo sarebbero 3.000 €.
L'onorario per l'atto di mutuo è di norma un po' più basso di quello della compravendita — indicativamente 1.200–2.000 € più IVA — perché parte delle verifiche è già stata fatta per l'acquisto. Molti studi applicano condizioni di favore quando seguono entrambi gli atti.
Sommando: sull'acquisto prima casa da 200.000 € con mutuo da 150.000 €, alle 4.688 € della compravendita si aggiungono circa 375 € di sostitutiva e 1.500–2.400 € di onorario mutuo con IVA e oneri. Il conto notarile complessivo si porta così intorno ai 6.600–7.400 €.
Chi vuole il quadro completo dei costi dell'operazione — imposte, notaio, agenzia, perizia e istruttoria della banca — lo trova nella guida su quanto costa comprare casa; per la rata e il piano di ammortamento c'è il calcolatore del mutuo.
Compravendita: imposte 1.948 € + notaio 2.740 €. Mutuo: sostitutiva 375 € + notaio ≈ 1.900 €. Stime indicative.
Come si risparmia sulle spese notarili?
La leva più semplice è chiedere tre preventivi: l'onorario è libero e le differenze tra studi nella stessa città superano facilmente il 30%. A parità di serietà professionale — le verifiche sono le stesse per legge — non c'è ragione di non confrontare.
La seconda leva non riguarda il notaio ma la base imponibile: assicurati che nell'atto venga chiesta la regola del prezzo-valore (acquisto abitativo da privato), che calcola il registro sul valore catastale. È il singolo risparmio più grande dell'intera operazione e dipende da una riga nell'atto: la guida all'imposta di registro la spiega in dettaglio.
Terza leva: far seguire compravendita e mutuo allo stesso studio, chiedendo un preventivo unico per i due atti. Il lavoro condiviso (visure, controlli) giustifica uno sconto sul secondo atto.
Quarta: ricordare le detrazioni. La parcella del notaio per l'atto di mutuo e l'imposta sostitutiva rientrano tra gli oneri detraibili al 19% come interessi passivi accessori del mutuo prima casa (nel limite complessivo di legge); conserva le fatture.
Ultima avvertenza: diffida dei preventivi troppo bassi che escludono voci ("imposte escluse", "visure a parte") o che non citano le verifiche ventennali. Il risparmio vero si fa sulle voci giuste, non tagliando le tutele per cui il notaio esiste.
- Chiedere almeno 3 preventivi scritti e dettagliati (onorario libero dal 2012).
- Pretendere il prezzo-valore nell'atto: è il risparmio più grande di tutta l'operazione.
- Un solo studio per compravendita + mutuo, con preventivo unico.
- Detrazione 19%: parcella dell'atto di mutuo e sostitutiva tra gli oneri accessori del mutuo prima casa.
Esempio completo: il conto finale al rogito
Ricapitoliamo l'intera operazione tipo: prima casa da 200.000 € con rendita catastale 800 €, acquistata da un privato con mutuo di 150.000 €.
Compravendita: registro 1.848 € (2% di 92.400 € di valore catastale) + 100 € di ipocatastali + onorario 2.000 € + IVA 440 € + oneri 300 € = 4.688 €.
Mutuo: imposta sostitutiva 375 € (0,25% di 150.000 €) + onorario indicativo 1.550 € con IVA e oneri ≈ 1.900 € = circa 2.275 €.
Totale capitolo notaio-e-imposte: circa 6.950 €, di cui 2.323 € di imposte (registro, ipocatastali, sostitutiva) e il resto compensi professionali e oneri. È il 3,5% circa del prezzo — una quota da mettere in conto fin dall'offerta, perché si paga tutta il giorno del rogito.
Il calcolatore delle spese notarili di Calcolando riproduce la parte di compravendita partendo da rendita, tipo di acquisto e onorario; per il quadro completo dell'operazione (inclusa agenzia e costi banca) c'è la guida su quanto costa comprare casa.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Imposta di registro (2%, prezzo-valore) | 1.848 € |
| Ipotecaria + catastale | 100 € |
| Onorario compravendita + IVA | 2.440 € |
| Visure e oneri accessori | 300 € |
| Imposta sostitutiva mutuo (0,25%) | 375 € |
| Onorario atto di mutuo + IVA e oneri (stima) | ≈ 1.900 € |
| Totale indicativo | ≈ 6.950 € |
Comprare da un'impresa: quando cambia tutto (l'IVA)
Finora abbiamo ragionato sull'acquisto da un privato, il caso più comune. Ma se il venditore è un'impresa — un costruttore, una società immobiliare, chi rivende nell'esercizio di un'attività — le regole del conto cambiano radicalmente, e non sempre in meglio. La differenza non riguarda l'onorario del notaio, che resta identico, ma le imposte: ed è lì che si gioca la parte grossa del preventivo.
La regola pratica è questa: se compri da un costruttore o da un'impresa di ripristino entro cinque anni dalla fine dei lavori (o se l'impresa sceglie di applicare l'IVA), sull'acquisto non paghi l'imposta di registro proporzionale ma l'IVA. Sulla prima casa l'IVA è al 4%, sulle seconde case al 10% (22% per gli immobili di lusso in categoria A/1, A/8, A/9). In cambio, imposta di registro, ipotecaria e catastale scendono a 200 € fisse ciascuna.
La conseguenza numerica è pesante e va capita prima di firmare il compromesso: l'IVA si calcola sul prezzo pieno pattuito, non sul valore catastale. La regola del prezzo-valore — il grande risparmio dell'acquisto da privato spiegato nella guida all'imposta di registro — con l'IVA non si applica. Sulla prima casa da 200.000 €, il 4% di IVA fa 8.000 € contro i 1.848 € di registro che pagheresti da un privato: oltre 6.000 € di differenza a parità di casa.
Non è un difetto del sistema, è la logica dell'IVA: il costruttore che ha edificato ha detratto l'IVA sui costi e la ribalta sull'acquirente finale. Spesso il prezzo di un immobile nuovo la incorpora già; quello che conta è che a bilancio il tuo esborso fiscale sarà molto più alto che sull'usato di pari prezzo. È un elemento da mettere sul piatto quando confronti un appartamento nuovo di un costruttore con un usato di un privato.
Un caso intermedio da conoscere: se l'impresa vende oltre i cinque anni dalla fine lavori e non opta per l'IVA, l'operazione torna in regime di registro proporzionale come per i privati, con il prezzo-valore di nuovo disponibile. Prima di impegnarti su un immobile nuovo, chiedi esplicitamente all'agenzia o al venditore quale regime si applicherà: è la voce che sposta di più il conto del rogito, e il notaio la conferma in sede di preventivo.
| Voce | Da privato (prezzo-valore) | Da impresa entro 5 anni (IVA) |
|---|---|---|
| Base imponibile | Valore catastale 92.400 € | Prezzo pieno 200.000 € |
| Imposta principale | Registro 2% = 1.848 € | IVA 4% = 8.000 € |
| Ipotecaria + catastale | 50 € + 50 € | 200 € + 200 € |
| Registro fisso | — | 200 € |
| Totale imposte | ≈ 1.948 € | ≈ 8.600 € |
Casi particolari che fanno salire l'onorario
L'onorario indicativo che abbiamo usato finora (1.500–2.500 € per una compravendita ordinaria) presuppone un atto "pulito": un venditore, un compratore, provenienza per acquisto, immobile regolare, nessuna complicazione. Nella realtà molti rogiti hanno qualche ruga in più, e ogni ruga è lavoro aggiuntivo per lo studio — quindi onorario più alto. Sapere in anticipo quali sono aiuta a leggere un preventivo che sembra fuori scala.
La provenienza per donazione è la complicazione più delicata. Un immobile ricevuto in donazione può essere "aggredito" dagli eredi legittimari del donante per vent'anni: le banche sono restie a concedere mutuo su questi immobili e il notaio deve gestire tutele aggiuntive (assicurazioni, atti di rinuncia, verifiche sugli eredi). Non è un divieto di comprare, ma è lavoro extra che si riflette sull'onorario e, a volte, sulla stessa fattibilità del mutuo.
La provenienza ereditaria richiede invece che sia stata regolarmente presentata la dichiarazione di successione e fatte le volture catastali: se mancano, vanno sistemate prima del rogito, con costi e tempi. Più venditori (una casa cointestata a fratelli, coniugi in comunione, comproprietari) moltiplicano le verifiche sulle singole quote e le presenze all'atto. Anche le servitù, i vincoli (paesaggistici, storici, prelazioni), le difformità edilizie da sanare prima di vendere sono tutti fattori che allungano l'istruttoria.
Un capitolo a parte è la procura: se una delle parti non può presentarsi, firma un procuratore con procura notarile. Redigerla è un piccolo atto aggiuntivo con un suo costo (indicativamente 200–500 € tra onorario e bolli), da mettere in conto quando un venditore è all'estero o impossibilitato. Allo stesso modo, comprare una casa con più pertinenze accatastate separatamente (box e cantina con loro subalterni) aggiunge volture e verifiche, anche se marginali.
La lezione operativa chiude il cerchio con quanto detto sui preventivi: quando chiedi il preventivo scritto, descrivi la tua situazione reale — provenienza dell'immobile, numero di venditori, presenza di mutuo, eventuali pertinenze — perché è su quei dettagli che l'onorario si forma. Un preventivo dato "al buio" su un caso standard rischia di gonfiarsi al primo imprevisto. Il calcolatore delle spese notarili di Calcolando ti dà l'ordine di grandezza del caso ordinario; i casi particolari sopra sono i più frequenti scostamenti verso l'alto.
Domande frequenti
Quanto costa il notaio per comprare una prima casa?+
Su un acquisto da 200.000 € con rendita 800 €, il totale al rogito è intorno a 4.700 €: 1.948 € di imposte anticipate (registro 2% + ipocatastali), circa 2.000 € di onorario più IVA al 22% e qualche centinaio di euro di visure e oneri. L'onorario è libero: chiedi più preventivi.
Le spese del notaio le paga chi compra o chi vende?+
Per legge (art. 1475 c.c.), salvo patto contrario, le spese dell'atto sono a carico del compratore, che ha anche il diritto di scegliere il notaio. Il venditore sostiene i propri costi (ad esempio la cancellazione di una vecchia ipoteca).
Cosa comprende l'onorario del notaio?+
Lo studio dell'atto, le verifiche ipotecarie e catastali ventennali (ipoteche, pignoramenti, provenienze), la stipula, la registrazione, la trascrizione e la voltura. Le imposte non ne fanno parte: sono somme che il notaio anticipa allo Stato per conto del cliente.
Quanto costa l'atto di mutuo dal notaio?+
Indicativamente 1.200–2.000 € di onorario più IVA e oneri, oltre all'imposta sostitutiva: 0,25% dell'importo del mutuo per la prima casa (375 € su 150.000 €), 2% negli altri casi, trattenuta direttamente dalla banca sull'erogato.
Le spese notarili si possono detrarre?+
Quelle legate al mutuo prima casa sì: onorario dell'atto di mutuo e imposta sostitutiva rientrano tra gli oneri accessori detraibili al 19% insieme agli interessi passivi, nei limiti di legge. La parcella della compravendita in sé invece non è detraibile (salvo regimi specifici).
Il preventivo del notaio è obbligatorio?+
Sì: il notaio è tenuto a fornire un preventivo scritto con l'indicazione distinta di compensi, imposte e oneri. Diffida dei preventivi generici o "imposte escluse": per confrontare studi diversi servono le stesse voci.
Perché il totale del notaio è più alto dell'onorario pattuito?+
Perché nella parcella confluiscono le imposte dell'atto (registro o IVA, ipotecaria, catastale, sostitutiva del mutuo), l'IVA al 22% sull'onorario e gli oneri accessori. Su un rogito prima casa tipico, oltre il 40% del totale sono imposte che il notaio versa allo Stato per tuo conto.
Si può risparmiare facendo un solo atto per casa e mutuo?+
Gli atti restano due (compravendita e mutuo), ma stipularli lo stesso giorno davanti allo stesso notaio è la prassi e riduce i costi: parte delle verifiche è condivisa e molti studi applicano condizioni di favore sul secondo atto. Chiedi sempre il preventivo unico per l'operazione completa.
Costa di più comprare casa da un costruttore che da un privato?+
Sulle imposte quasi sempre sì. Dal costruttore (o impresa) entro 5 anni dai lavori paghi l'IVA — 4% prima casa, 10% seconda — sul prezzo pieno, non sul valore catastale, e perdi il prezzo-valore. Sulla prima casa da 200.000 € l'IVA al 4% fa 8.000 € contro i circa 1.850 € di registro da un privato. L'onorario del notaio, invece, è simile nei due casi.
Perché il notaio mi ha fatto un preventivo più alto per una casa ereditata o donata?+
Perché la provenienza aggiunge lavoro. Un immobile donato può essere rivendicato dagli eredi del donante per vent'anni (con cautele extra e possibili difficoltà di mutuo); uno ereditato richiede successione e volture in regola. Più venditori, servitù o difformità da sanare aumentano ulteriormente le verifiche, e quindi l'onorario, rispetto a un atto "pulito".
Metodo e fonti
I calcoli applicano le formule ufficiali con i parametri in vigore nel 2026. I risultati sono stime indicative a scopo informativo e non sostituiscono una consulenza professionale: verifica sempre con le fonti ufficiali. A cura di La redazione fiscale di Calcolando · aggiornato a gennaio 2026. Come lavoriamo.